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		<title><![CDATA[Archivio]]></title>
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		<description><![CDATA[Articoli , testimonianze e altro ancora]]></description>
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		<lastBuildDate>Sat, 18 Mar 2023 19:45:00 +0100</lastBuildDate>
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			<title><![CDATA[Non ti stimare saggio da te stesso; temi il Signore e allontanati dal male (Proverbi cap. 3 ver. 7)]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000009"><div><br></div><div><div class="imHeading1">IMPARA DAL SAGGIO</div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">La saggezza si acquisisce quando la conoscenza incontra l'esperienza. Ecco perché coloro che sono più anziani tendono ad essere più saggi, hanno più esperienza di vita da cui imparare.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">È necessario nella vita imparare da coloro che hanno più saggezza ed esperienza, perché possono aiutarci a vedere cose che noi non notiamo. Anche se la cultura ci dice che dovremmo vivere la nostra propria verità e fare tutto ciò che pensiamo sia la cosa migliore, è proprio questo tipo di pensiero che ci porta problemi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">La portata della nostra saggezza non va oltre le nostre esperienze. Per questo la Scrittura ci dice di non considerarci saggi da soli.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">La vera saggezza viene dal timore di Dio. Questo significa che dovremmo avere un alto rispetto per la Parola di Dio e le Sue istruzioni per noi. Lui sa tutto, compreso ciò che è meglio per noi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Possiamo anche ottenere saggezza dalle altre persone. Quando possiamo imparare dagli errori e dalle esperienze degli altri, siamo meglio equipaggiati per non commettere gli stessi errori. Tuttavia, se pensi di essere l'unico che ne sa di più, sei destinato a ripetere gli stessi errori.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Prenditi l'impegno di ascoltare ogni singolo giorno la saggezza e la guida di Dio nella Sua Parola prima di ascoltare qualsiasi altra cosa. Poi, impegnati ad ascoltare la saggezza dei cristiani nella tua vita, di cui hai fiducia. Decidi di non vivere da solo, ma piuttosto in comunione con gli altri.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 18 Mar 2023 18:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Non spegnere lo Sprito]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000007"><div><div class="imHeading1">NON SPEGNERE LO SPIRITO</div></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiediamoci seriamente: come potremmo spegnere lo Spirito? È sorprendente scoprire l’esortazione che segue immediatamente queste parole: “Non disprezzate le profezie”. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Comprendiamo subito che niente può spegnere lo Spirito quanto un’attitudine sprezzante. Dei tre gradini che conducono verso la perdizione – negligenza, rifiuto e disprezzo – quest’ultimo è sicuramente il più basso; dopo di esso c’è soltanto l’oscurità delle tenebre.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">In che misura si può trovare il disprezzo in mezzo alle brave persone che si trovano in chiesa? “Non spegnete lo Spirito; non </span><span class="fs12lh1-5">disprezzate...”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">L’apostolo ha forse dimenticato a chi è indirizzata la sua lettera? Questa connessione fra la santità e il rifiuto dell’opera </span><span class="fs12lh1-5">dello Spirito Santo ci viene illustrata più chiaramente nel capitolo precedente, al versetto otto: “Chi dunque sprezza questi precetti, non sprezza un uomo, ma quell’Iddio, il quale anche vi comunica il dono del suo Santo Spirito”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Come non esiste un metodo migliore per estinguere il fuoco di quello di versarci sopra dell’acqua, così non c’è un modo più certo per spegnere lo Spirito di quello di rifiutare e disprezzare la Sua Parola, i Suoi insegnamenti. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Sebbene l’unica religione che il mondo ritiene credibile è quella che esige una vita completamente consacrata a Dio, e benché il mondo non conceda attenuanti per i difetti di coloro che professano di appartenere a Cristo, proprio l’esortazione a una vita “separata” spesso provoca il disprezzo nei confronti della Chiesa.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La santità è schernita come un sogno o un sentimentalismo, appannaggio di persone deboli. È ritenuta l’illusione di gente sprovveduta che insegue dottrine irrealizzabili.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Mettiamo sempre in conto il disprezzo del mondo verso Dio e la Sua Chiesa, ma facciamo attenzione a noi stessi: non disprezziamo l’opera dello Spirito Santo, gli ammonimenti della Sua Parola che ci esorta ad avvicinarci al Signore e a essere più simili a Lui, anziché essere contenti della nostra attuale condizione. Lo Spirito Santo ci ha chiamato, e ci sta ancora chiamando, a santità: chi disprezza questi richiami, non disprezza l’uomo bensì Dio.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Adi - Assemblee di Dio in Italia</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 12 Mar 2023 21:04:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Un Banchetto nel Deserto - “Or un angelo del Signore parlò a Filippo, dicendo: Lèvati, e vattene dalla parte di mezzodì, sulla via che scende da ]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000006"><div class="imHeading1">UN BANCHETTO NEL DESERTO</div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;&nbsp;<div><i class="fs12lh1-5">“Or un angelo del Signore parlò a Filippo, dicendo: Lèvati, e vattene dalla parte di mezzodì, sulla via che scende da </i><i class="fs12lh1-5">Gerusalemme a Gaza. Ella è una via deserta” </i><span class="fs12lh1-5">(Atti 8:26)</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">N<i>on temere quando Dio ti ordina di imboccare una via deserta</i>. Nel momento stesso in cui mettiamo piede nel deserto diventiamo ospiti del Signore, e la Sua mensa ci sarà sempre fornita abbondantemente, come si addice al Re per eccellenza. Egli portò il popolo d’<i>Israele nel deserto</i>. “Voi ci avete menati in questo deserto per far morir di fame tutta questa raunanza”, esclamò Israele incredulo. Che cambiamento! Al posto delle limacciose acque del Nilo trovarono un ruscello scintillante, acque limpide che sgorgavano dalla roccia. Non più verdure rancide e scarse croste di pane, come nel passato, bensì manna deliziosa, abbondante e fresca ogni mattina, direttamente dalla mano del Padre. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Anche <i>Elia è andato nel deserto</i>. Non temere, Dio gli provvederà delle cure premurose. “E i corvi gli portavano del pane e della carne la mattina, e del pane e della carne la sera”. Sebbene per anni non vi fossero pioggia né rugiada, quest’uomo nel deserto è ospite del Signore “e beveva al torrente”. Nel deserto gli apparve un angelo per l’ennesima una volta: “Egli guardò, e vide presso il suo capo una focaccia cotta su delle pietre calde, e una brocca d’acqua”. Il nostro compassionevole Signore provvede sempre il cibo ai suoi ospiti. “Egli s’alzò, mangiò e bevve; e per la forza che quel cibo gli dette, camminò quaranta giorni e quaranta notti fino a Horeb, il monte di Dio”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><i>Migliaia di persone seguirono Gesù in un luogo deserto</i>. Uomini affamati, donne sfinite, ragazzi e bambini stanchi; nessuno fu dimenticato. “Tutti mangiarono e furono saziati”. </span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><i>Giovanni dovette andare nel deserto dell’isola di Patmos</i>. Là trovò il proprio Maestro glorificato, i santi angeli, le visioni della città eterna e la pienezza della gioia alla destra del Signore.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><i>Questo vale ancora per ognuno di noi</i>. La strada che porta verso il mezzodì ha un bell’aspetto: è di fronte al cielo. Quando il Signore ci ordina di andare verso Gaza, il luogo desolato lascia il posto al giardino del Signore.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Per Filippo il soggiorno in quel luogo fu certamente utile: probabilmente si aprì la strada all’Evangelo per un’intera nazione. L’evangelista non colse, forse, un’altra occasione così propizia per compiere una missione tanto fruttuosa quanto quella della volta in cui, al comando del Maestro, s’inoltrò lungo una via deserta.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Adi - Assemblee di Dio in Italia</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 21 Jan 2019 17:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Ostacoli Provvidenziali “Egli non ci ha trattato secondo i nostri peccati....” (Salmo 103:10)]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000005"><div class="imHeading1">LA MISERICORDIA DIVINA</div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">“Egli non ci ha trattato secondo i nostri peccati, né ci ha retribuiti secondo le nostre iniquità” (Salmo 103:10)</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il versetto richiama alle parole del profeta che si riferisce a Dio che esclama: “Io, io, sono colui che per amor di me stesso cancello le tue trasgressioni e non mi ricorderò più dei tuoi peccati” (Isaia 43:25), “Poiché quanto i cieli sono alti al disopra della terra, tanto è grande la sua benignità verso quelli che lo temono” (Salmo 103:11). </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Questa figura è densa di significato e abbraccia una vasta gamma di espressioni, ricche di importanti implicazioni. Essa non soltanto fa delle altezze del cielo la misura della misericordia di Dio, ma addita il cielo stesso come simbolo del Suo infinito amore la cui misericordia non ne è che un’espressione. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Consideriamo il cielo che circonda la terra, le cui misure si perdono all’infinito da ogni lato. Si sviluppa sopra e sotto di noi, a destra e a sinistra, privo di limiti, senza inizio, senza fine. Nel medesimo modo si diffonde l’amore di Dio manifestato verso di noi in Cristo Gesù: “...la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità dell’amore di Cristo ... questo amore che sorpassa ogni conoscenza” (Ef. 3:18, 19).</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Siamo circondati da questo cielo che rifulge delle promesse divine, come dalla Sua misericordia. Essa mi ricopre, mi sovrasta, mi circonda di benevolenza come di uno scudo. Se cammino, il cielo viene con me. Se prendo le ali dell’alba e vado a dimorare all’estremità del mare, esso è ancora al mio fianco. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Non posso sottrarmi dalla sua presenza. La medesima cosa si può ben dire per la benignità del Signore. Non posso sorpassarla, e nulla ne rimane escluso. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il cielo, seppur così vasto e caratterizzato dall’enorme pressione dell’atmosfera, sfiora la terra con un tocco delicato, al punto che ci muoviamo avvolti dall’aria senza avvertire alcun peso. Respiriamo senza difficoltà o limitazione di sorta; la sua infinita presenza agisce in modo impalpabile, al punto che neppure il fiore più fragile viene schiacciato. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La misericordia di Dio è infinita, al pari delle Sue compassioni, ed è al tempo stesso gentile e tenera, ecco perché il Signore ci raggiunge nel Suo amore e non con il Suo giudizio: “Egli non ci ha trattato secondo i nostri peccati...”.</span></div><div><br></div><div><span class="fs8lh1-5">ADI - ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 02 Dec 2018 16:51:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.adi-rc.org/blog/?ostacoli-provvidenziali--egli-non-ci-ha-trattato-secondo-i-nostri-peccati-------salmo-103-10-</link>
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			<title><![CDATA[La Vera Libertà “Che redime la tua vita dalla fossa...” (Salmo 103:4)]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000004"><div class="imHeading1">LA VERA LIBERTA'</div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><i>“Che redime la tua vita dalla fossa...” </i>(Salmo 103:4)<i></i></span></div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">“Se ha i mezzi per farlo, potrà riscattarsi da sé” (Lev. 25:49), dichiarava la legge. Ma se non ne era in grado? Se il povero schiavo era totalmente assorbito dal servizio reso al padrone, come poteva provvedere al proprio riscatto? “Senza forza” (cfr. Rom. 5:6), è l’espressione dolente che riassume la nostra condizione: siamo desiderosi di fare il bene, ma non troviamo il modo di attuarlo (cfr. Rom. 7). </span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">La legge forniva una speranza a coloro che avessero un fratello ricco, uno zio, un cugino o altri consanguinei. Movendo il parente a pietà, lo schiavo poteva trovare un redentore in grado di liquidare il suo riscatto, facendogli recuperare in questo modo la libertà.</span></div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Che speranza può esserci, però, per colui che trova in ogni parente un compagno di schiavitù? Se tutta la famiglia è caduta in povertà, quale favore può intervenire? Questo è il nostro tipo di schiavitù. Il peccato è passato su tutti gli uomini, e mediante il peccato la morte. Non c’è alcuno tra noi in grado di liberarci, neppure uno perché “tutti hanno peccato...”. </span></div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Da dove può venire il ricco congiunto che sia nella condizione di esercitare il diritto di riscatto? “...in lui noi abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione de’ peccati, secondo le ricchezze della sua grazia” (Ef. 1:7). In Lui abbiamo la redenzione!<i> </i></span></div> &nbsp;<div><i class="fs12lh1-5"> </i></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Per essere parente, consanguineo di ognuno di noi, il Figlio di Dio è divenuto il Figlio dell’Uomo. Gesù nacque come ogni altro uomo, riposò tra le braccia di una madre, fu il fratello benedetto di ognuno di noi. Ossa delle nostre ossa e carne della nostra carne, reso in ogni aspetto come noi, Egli è per te il parente al quale sei legato da un vincolo di sangue. Ecco sorgere la speranza. </span></div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Questo familiare con diritto di riscatto è sufficientemente ricco? Il denaro può riscattare la terra, la casa, la persona caduta in disgrazia, ma qui ci troviamo di fronte al peccato con la sua maledizione, alla violazione della legge con il castigo che ne deriva. Quale prezzo è necessario per tutto questo? </span></div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">“O profondità della ricchezza e della sapienza e della conoscenza di Dio!” (Rom. 11:33). Per noi questo parente offre sé stesso. Egli si offre come prezzo di riscatto. Egli ci ha redento dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione al posto nostro. </span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Nel momento in cui il prezzo era pagato il redento era libero: “Se dunque il Figliuolo vi farà liberi, sarete veramente liberi” (Giovanni 8:36). La legge che lo condannava ora lo difende. Le catene e i panni logori all’improvviso spariscono; ora egli indossa l’abito migliore; ogni cosa torna ad appartenergli esattamente come prima.</span></div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Non permettere al nemico di defraudarti della tua eredità, perché essa è stata acquistata a un prezzo altissimo e ti è stata donata, tutta, gratuitamente.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><div><span class="fs12lh1-5">ADI-Assemblee di Dio in Italia</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 31 Oct 2018 17:02:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.adi-rc.org/blog/?la-vera-liberta--che-redime-la-tua-vita-dalla-fossa------salmo-103-4-</link>
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			<title><![CDATA[Una nuova fioritura - “...il Padre mio è il vignaiuolo...” (Giovanni 15:1)]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000003"><div><span class="fs12lh1-5">Là, nel fossato, cresce un rovo, che graffia e lacera: un segno della maledizione. Esso sospira dentro di sé, e dice: “Ah, povero me! Non riesco proprio a comprendere perché sono stato creato. Non ho alcun valore e alcuna bellezza. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Se solo potessi essere quel mazzolino di violette su quella riva! Forse allora potrei rallegrare qualche cuore; ma sono soltanto un groviglio di spine! Se fossi utile come il grano sull’altro lato della siepe potrei sfamare il mondo, ma quale bene può apportare un cespuglio spinoso? Se fossi una quercia i cui rami si estendono ampiamente, le cui foglie producono una musica tanto bella con la brezza che le sfiora, giocando con il sole e con l’ombra, allora la mia esistenza avrebbe un senso. Purtroppo sono soltanto un rovo!”. </span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Allo stesso modo percepiamo di avere un cuore dentro di noi, ma anche che siamo privi d’amore, di fede, di passione, senza alcuna possibilità di ricevere il bene; ci riveliamo aggressivi, insensibili e ostili – davvero un segno di maledizione – e ci domandiamo, forse, perché siamo stati creati.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Un giorno arriva il giardiniere, che sradica il rovo e lo pianta nel proprio giardino. Il rovo è pronto a compatirlo. “Lui non mi conosce”, dice tra sé, “altrimenti non perderebbe così il suo tempo. Non potrà mai ricavare qualcosa di buono da un rovo coperto di spine!”.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Il giardiniere sorride. “Se non posso trarre nessun bene da te, forse posso mettere qualcosa di buono in te. Staremo a vedere”. E se ne va per la sua strada.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Il rovo, però, è più triste che mai. “Nel fossato mi trovavo in una brutta situazione, ma qui, in mezzo a questi fiori così graziosi, è ancora più gravoso essere un rovo! Lo sapevo che non potevo offrire nulla!”. Un giorno il giardiniere pratica un piccolo taglio sul suo tronco, inserisce una gemma minuscola, e poi la lega ad esso. Dopo alcune settimane tutti si radunano attorno al rovo per ammirare la bellezza di una rosa: le dimensioni, il colore, la sua fragranza ... tutto è perfetto. Guardate: è il povero rovo che cresceva nel fosso! Ci sono le tracce del suo vecchio aspetto, ma anche l’evidenza di questa nuova fioritura!</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><i>Il Padre tuo è il Vignaiuolo</i>. Egli conosce il ceppo grezzo della nostra umanità. È consapevole della sua natura malvagia e del suo scarso valore. Tuttavia, Egli è capace di mettere al suo interno la nuova natura, quella divina. La grazia di Dio non è prodotta dai nostri sforzi, perché non viene da dentro, bensì <i>dal nostro arrendimento al Vignaiuolo</i>. LasciamoLo agire in noi in ogni cosa come Egli desidera. Se Gli permetteremo di mettere in noi ciò che vuole, Egli farà scaturire da noi ciò che Lui desidera.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">ADI-Assemblee di Dio in Italia</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 26 Aug 2018 18:25:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.adi-rc.org/blog/?una-nuova-fioritura-------il-padre-mio-e-il-vignaiuolo------giovanni-15-1-</link>
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			<title><![CDATA[Dove si trova la Santità -  “Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste” (Matteo 5:48)]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_xhddph37"><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>DOVE SI TROVA LA SANTITA'</b></span></div><div> &nbsp;</div><div><i class="fs12lh1-5">“Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste” </i><span class="fs12lh1-5">(Matteo 5:48)</span><br></div><div> &nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><br></div><div> &nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5">Osservate dove si trova il discepolo. <i>Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste</i>. Queste parole possono essere intese correttamente soltanto se abbiamo la giusta attitudine interiore. Esse sono di benedizione, quando le ascoltiamo dalle labbra del sommo Maestro.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Al principio di questo capitolo ci sono due parole che vale la pena evidenziare nella nostra Bibbia e che dovrebbero esser incise in profondità nella mente e nel cuore. “Postosi a sedere, i suoi discepoli si accostarono </span><i class="fs12lh1-5">a lui</i><span class="fs12lh1-5">. Ed egli, aperta la bocca, li ammaestrava dicendo ... Voi dunque siate perfetti”.</span><br></div><div> &nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5">“Si accostarono <i>a lui</i>”. Noi separiamo la Parola da Lui, e la perdiamo. </span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">L’insegnamento di Cristo è sempre a </span><i class="fs12lh1-5">viva voce</i><span class="fs12lh1-5">, ossia, Egli apre la Sua bocca e impartisce il Suo consiglio. </span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Questa è la ragione per cui la semplice lettura o l’ascolto della Bibbia spesso sono sterili e morti. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Dimentichiamo di andare </span><i class="fs12lh1-5">a Lui</i><span class="fs12lh1-5">. In questo modo non ci appropriamo più della Parola misericordiosa che procede direttamente dalla Sua bocca. Essa diventa arida, avvizzita, e ridotta a semplice punto di vista del predicatore. </span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Il comandamento si trasforma in un’espressione dura, in un peso gravoso che ci sforziamo invano di portare, perché </span><i class="fs12lh1-5">senza</i><span class="fs12lh1-5"> </span><i class="fs12lh1-5">di Lui</i><span class="fs12lh1-5"> non possiamo </span><i class="fs12lh1-5">fare</i><span class="fs12lh1-5"> nulla. Le promesse non sono che deboli echi che giungono a noi da lontano, che non portano guarigione né hanno più alcuna virtù. Ma andiamo </span><i class="fs12lh1-5">a Lui</i><span class="fs12lh1-5">! </span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Allora il precetto diventa pieno di autorità divina e il comandamento ricco di tenerezza, trasformato in una promessa luminosa, vicino alla Sua mano; la promessa si trasforma in un possesso benedetto, realizzato prima dentro di noi. Probabilmente nessuno è in grado di darmi una definizione completa di santità, ma non importa; io so </span><i class="fs12lh1-5">dove</i><span class="fs12lh1-5"> si trova: </span><i class="fs12lh1-5">proprio</i><span class="fs12lh1-5"> </span><i class="fs12lh1-5">ai piedi del Maestro</i><span class="fs12lh1-5">.</span><br></div><div> &nbsp;</div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Siediti, cara anima, siediti ai Suoi piedi, e contempla il Suo volto. Guarda alla croce e cerca di misurare i grandi propositi del Suo amore e l’immensità della Sua grazia. Poi, dalle Sue labbra, ascolta queste parole, infinitamente amorevoli e piene di potenza: “Voi dunque<i> </i>siate perfetti”.</span></div><div> &nbsp;</div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Chi ritiene che la santità sia qualcosa che si trova dentro di sé, la limita subito attraverso ciò che egli è o che non è. Davanti agli alti figli di Anak, di fronte alle possenti mura di Gerico, la debolezza suggerisce: “Non siamo che locuste”. Se, al contrario, la santità è una potenza che si trova nel mio Signore onnipotente, per aiutarmi e per benedirmi, quali sono i suoi limiti?</span></div><div> &nbsp;</div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Facciamo penetrare questa verità nel profondo dell’anima: <i>la santità è tutta in Gesù; non posso trovarla altrove</i>. “In Lui voi avete tutto pienamente!”.</span></div><div><br></div><div><span class="fs10lh1-5">ADI- ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA</span></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 09 May 2018 19:07:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.adi-rc.org/blog/?dove-si-trova-la-santita-----voi-dunque-siate-perfetti,-come-e-perfetto-il-padre-vostro-celeste---matteo-5-48-</link>
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			<title><![CDATA[L’Inizio della vera vita -“Lo Spirito stesso attesta insieme col nostro spirito che siamo figliuoli di Dio” (Romani 8:16)]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6wx8dncr"><span class="fs12lh1-5"><b>L’INIZIO DELLA VERA VITA</b></span><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">“Lo Spirito stesso attesta insieme col nostro spirito che siamo figliuoli di Dio” (Romani 8:16)</span></div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">“Se uno non ha lo Spirito di Cristo, egli non è di lui” (v. 9). Consideriamo attentamente questa dichiarazione, perché è qui che molti commettono un serio errore. </span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Ci sono persone che non sono soddisfatte della propria vita spirituale; quella che possiedono è irreale e confusa; si impegnano quindi a esaminare le proprie convinzioni, e cercano di cambiarle. Vanno in un’altra chiesa, si aggrappano a nuove dottrine, vagano da un predicatore all’altro. </span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Molti pensano che il loro problema spirituale risieda nella forma di adorazione, e vanno perciò alla ricerca di nuovi schemi di culto, dove possano realizzare forti emozioni, o dove ci sia quantomeno uno svolgimento più spettacolare e coinvolgente. Alla fine sono pronti a lasciar perdere tutto, delusi e desolati. La vera religione che può soddisfare il cuore è l’opera dello Spirito di Dio nel nostro spirito. </span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Fai bene a riconsiderare i tuoi convincimenti e ad accertarti che siano fermi e fondati sulla Parola di Dio. Cerca pure le forme di adorazione che ti aiutino ad avvicinarti a Dio. Sii però certo di questo fatto: per quanto la dottrina possa essere vera, e il culto solenne e sincero, queste cose non ti potranno assicurare una vita autenticamente cristiana. </span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Dobbiamo nascere dallo Spirito. La religione di Dio si concretizza in un’opera rinnovata, mediante la quale si sviluppano nuove facoltà e si partecipa a un mondo completamente trasformato. Allora gli occhi si aprono per vedere le cose del Signore, in quel momento ci sono un nuovo cielo e una nuova terra. </span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Dio diventa reale, la giustizia si rivela vera, il peccato si mostra come qualcosa di concreto. Tutte le cose che prima erano soltanto parole diventano realtà viventi, e la vita si ordina in base a questa nuova rivelazione e a questa rinnovata consapevolezza. Il modo in cui avviene questa trasformazione è piuttosto vario. Per alcuni è dolce e graduale, come lo spuntare dell’alba di un nuovo giorno, per altri può essere definito davvero come “il giorno del Signore”: un giorno ben distinto, memorabile, nel quale si ode il frastuono della battaglia, il peccato diventa un peso e un terrore intollerabile, e la salvezza una liberazione straordinaria che riempie l’anima di meraviglia. </span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Questo è l’inizio della vera vita di fede: quando lo Spirito di Dio entra in contatto con il nostro spirito.</span></div><div><br></div><div>ADI-Assemblee diDio in Italia</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 04 May 2018 20:36:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.adi-rc.org/blog/?l-inizio-della-vera-vita---lo-spirito-stesso-attesta-insieme-col-nostro-spirito-che-siamo-figliuoli-di-dio---romani-8-16-</link>
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			<title><![CDATA[Un percorso tracciato da Dio]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_n09lqvoh"><div> &nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5"><i><span class="ff1">“...poiché siamo circondati da una così grande schiera di testimoni, deponiamo ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, e corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta, fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta...” </span></i><span class="ff1">(Ebrei 12:1, 2)</span><i></i></span></div><div><br></div><div><div> &nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5">La fede non è un’estemporanea opportunità per potersi distinguere in circostanze eccezionali, ad esempio in caso di diluvio, o quando ci si trova in una fossa di leoni. Essa è la nostra via, l’<i>unica che abbiamo per andare avanti e per andare in alto</i>. </span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span><br></div><div><span class="fs12lh1-5">La fede non è ciò che ci induce a concludere in modo pio la giornata prima di andare a dormire, quando cerchiamo, in preghiera, di stirare le grinze e pulire le macchie. Non è neppure la rimozione delle asperità della vita quando siamo prossimi alla fine della nostra esistenza. La fede è <i>la vita quotidiana</i> che dobbiamo condurre.</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Rifletti con calma. Per quale motivo sono in questo mondo? Dio mi ha redento, come fece per i santi di un tempo. Per quale scopo? Affinché io possa mangiare e bere, lavorare, preoccuparmi e stare tranquillo, arricchirmi, se riesco, e morire lasciando come mio ricordo una tomba rispettabile? </span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Non fraintendermi, queste cose non costituiscono la violazione di alcun comandamento; anche questi grandi personaggi mangiarono e bevvero, qualcuno diventò anche ricco. </span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Questa è la gara che ci <i>viene proposta</i>: a questo traguardo devono essere subordinati tutti i piani e gli scopi della nostra vita.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Questo è lo sforzo costante al quale dobbiamo piegare ogni energia, deponendo ogni peso, affinché possiamo vedere Dio in ogni cosa, per piacerGli nella vita di tutti i giorni, permettendo alla Sua luce d’illuminare ogni cosa, e avendo sempre ben chiara la Sua volontà suprema. </span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Questa è la strada da percorrere: trovare nel lavoro una forza che ci rende vincitori, scoprire in ogni cosa motivi che alimentano la nostra fiducia, la calma, l’amore fraterno, l’altruismo e la gratitudine, cogliere il segreto benedetto che ci rende più che vincitori. Afferra questo ideale, e vivilo praticamente. </span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Questa è la corsa che ci sta dinanzi, il percorso indicato per noi. Continueremo a vivere nel mondo, ma troveremo un nuovo scopo, una volontà superiore che ci guida. Scopriremo nelle attività più comuni la possibilità di sviluppare nuove facoltà e un servizio migliore. Ci scopriremo capaci di nuove gioie, e ogni situazione ci aiuterà a crescere nella grazia, nella pazienza, nella generosità e nella contentezza della condizione in cui siamo. </span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Sicuramente questo è ciò che desideriamo nella vita frenetica dei nostri giorni. Questa è la via che </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Dio vuole che percorriamo.</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Adi- Assemblee di Dio in Italia</span></div><div></div></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 25 Apr 2018 15:20:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.adi-rc.org/blog/?un-percorso-tracciato-da-dio</link>
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			<title><![CDATA[Essere Testimoni - “Benché non si sia lasciato senza testimonianza...” (Atti 14:17)]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_e71uhsxi"><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Essere Testimoni - “Benché non si sia lasciato senza testimonianza...” (Atti 14:17)</b></span><br></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Non spetta a noi decidere se essere o no dei testimoni. Se professiamo la nostra fede, <i>siamo</i> testimoni. Il solo fatto che andiamo nella casa del Signore e che ci definiamo credenti è un dato sufficiente affinché il mondo giudichi la nostra fede alla luce della nostra vita. <i>Siamo</i> testimoni. Il pericolo consiste nel fatto di esserlo <i>senza potenza</i>. </span></div><div> &nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div> &nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5">Un cattivo testimone ha provocato la perdita di molte cause.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Pensa se un tuo amico, totalmente estraneo a certe vicende, fosse arrestato, portato dinanzi al giudice in seguito a circostanze sospette, e l’intera questione dipendesse dalle deposizioni in merito alla sua reputazione. Tu vieni chiamato a testimoniare. L’imputato lascia il caso interamente nelle tue mani. Saresti pronto a morire per lui, ma purtroppo le tue affermazioni sono confuse e sembrano essere contrastanti. Hai tralasciato quello che avresti dovuto dire, e hai dichiarato, invece, cose che potrebbero essere fraintese. L’amico ti guarda sorpreso e addolorato. Il giudice scuote la testa. Il pubblico ministero si accomoda sorridendo: è chiaro che il caso ha preso la piega che prospettava inizialmente.</span></div><div> &nbsp;</div><div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div><div> &nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i><br></i></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><i>Chi è quell’amico</i></b><b>?</b> Gesù Cristo, il mio Salvatore. Egli è sempre alla sbarra degli imputati agli occhi dell’opinione pubblica. Se gli uomini Lo accetteranno o Lo rifiuteranno dipenderà dalla testimonianza che noi saremo in grado di renderGli. I nostri errori e fallimenti, purtroppo, vengono attribuiti a Lui. Gesù fece bene a ordinare ai discepoli di attendere d’essere rivestiti di potenza dall’alto: meno il mondo scorgeva il loro <i>io </i>e meglio era. Se solo potessimo sottrarre alla vista degli uomini tutti i cristiani che non somigliano a Cristo avremmo eliminato il maggior ostacolo al trionfo del Vangelo.</span></div><div> &nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div> &nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5">L’uomo che si prende l’impegno di pregare la mattina, ma che poi si alza dalle sue ginocchia accigliato, impaziente e nervoso rende odioso il proprio cristianesimo. Se la religione di Gesù Cristo non ci rende benevoli, amabili e compassionevoli, a che cosa serve?</span></div><div> &nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div> &nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5">L’uomo che va nella casa di Dio la domenica, che è zelante nelle attività della chiesa, ma che poi il lunedì è così preso dal proprio lavoro da non curarsi degli altri, ed è irritato, avido e attirato dalle cose del mondo suscita il disprezzo da parte di chi non è credente, il quale alza le spalle, e ridacchia dicendo: <b>“Questo è il Cristo che predichi?”.</b> </span></div><div> &nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div> &nbsp;</div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Sarebbe certamente meglio attendere a Gerusalemme, ed essere ignorati dalla gente, poiché queste cose crocifiggono un’altra volta il Figlio di Dio, esponendoLo pubblicamente alla vergogna. Queste cose fanno gridare gli uomini con disprezzo: “Toglilo di mezzo, crocifiggiLo!”. Certamente sarebbe molto meglio non procedere come discepoli fino a quando non abbiamo ricevuto la potenza dall’alto.</span></div><div><br></div><div><span class="fs8lh1-5">ADI-ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA</span></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 10 Feb 2018 11:06:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.adi-rc.org/blog/?essere-testimoni----benche-non-si-sia-lasciato-senza-testimonianza------atti-14-17-</link>
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			<title><![CDATA[Seduto presso la Fonte - “Gesù dunque, stanco del cammino, stava così a sedere presso la fonte” (Giovanni 4:6)]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_cr49mj7m"><div><span class="fs12lh1-5"><span class="imTAJustify lh25px">“Gesù dunque, stanco del cammino, stava così a sedere presso la fonte” (Giovanni 4:6)</span><br></span></div><div><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Fra tutte le immagini dell’Evangelo, poche offrono un quadro di Cristo più dolce di quello che traspare da queste parole.</span><br></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Egli aveva viaggiato sotto il sole per tutto il giorno e giunto presso una fonte si sedette.</span></div><div><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Era stanco, affamato e assetato. Questa immagine di Gesù parla soprattutto alle persone stanche. In altri brani troviamo l’immagine del Signore utile per colui che è tentato, per chi è nel lutto ed è triste, per chi si ravvede, per la madre e il bambino, per il cieco, il sordo, lo zoppo, il perseguitato.</span><br></div><div><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Questa, comunque, è l’immagine di un uomo stanco. Questa è una delle Sue esperienze che possiamo comprendere meglio.</span><br></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><span class="lh25px">Men­tre Lo vediamo guarire, insegnare, risuscitare i morti, essere trasfigurato, Egli è molto al sopra di noi, e non possiamo entrare nei Suoi sentimenti.</span><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Ma nella Sua stanchezza, dopo un lungo viaggio, Egli è affaticato proprio come noi, e possiamo immedesimarci nella Sua condizione.</span></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Ci conforta il fatto che Egli è ora in grado di simpatizzare con noi quando siamo stanchi, perché quel giorno, anche Lui conobbe la stanchezza.</span></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Quando abbiamo lavorato duramente per tutto il giorno, e siamo stanchi e deboli, ricordiamoci di quest’immagine: Gesù, con i piedi indolenziti e pieno di polvere, che si siede esausto su una pietra.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs12lh1-5"> </span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Persino nella Sua gloria non si è dimenticato di come si sentì quel giorno, e quando ci vede nella nostra stanchezza, il Suo cuore si fa tenero.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Ci guarda con compassione, e ci benedice dandoci forza e gioia.</span></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Tutte le persone il cui lavoro è duro, e che spesso si ritrovano stanche, incornicino questa immagine nella loro mente, e la tengano sempre appesa alla parete del proprio cuore.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><div class="imTALeft"><span class="fs8lh1-5">Adi-Assembee di Dio in Italia</span></div></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 04 Feb 2018 19:18:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.adi-rc.org/blog/?seduto-presso-la-fonte----gesu-dunque,-stanco-del-cammino,-stava-cosi-a-sedere-presso-la-fonte---giovanni-4-6-</link>
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			<title><![CDATA[Elevarsi un pò più in alto - “Ma grazie siano rese a Dio che sempre ci conduce in trionfo in Cristo” (II Corinzi 2:14)]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8r9z4538"><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Vieni, anima afflitta e tormentata dal senso di fallimento; fermati a riflettere su ciò che il Signore è, e su quanto Egli ha compiuto per meritare la tua fiducia.</span><br></div><div> &nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5">Il Suo nome è Gesù: Colui che salva il Suo popolo dai peccati. </span></div><div> &nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5">Ti affligge un brutto carattere; sei vittima della paura o dell’orgoglio? Il Signore è venuto con lo scopo di salvarci da queste cose, per liberare ognuno di noi dalle proprie schiavitù. Per conseguire questo obiettivo Egli si avvale di ogni potestà, tanto in cielo quanto in terra. Egli è costantemente al nostro fianco.</span></div><div> &nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5">Se continuiamo a lottare e ad affannarci con le nostre risorse Gli impediamo di aiutarci. Nel momento stesso in cui lasciamo a Lui l’opera, accettandoLo come nostro Liberatore, il nostro vero trionfo, il nostro tutto, soltanto allora la Sua potenza diviene la nostra forza, e siamo “...più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati” (Rom. 8:37). Basta preoccuparsi, lottare, cadere: se rimaniamo fermi vedremo la liberazione del nostro Dio (cfr. Esodo 14:13). Non esiste un motivo di gioia se non nel Signore. In Lui possiamo rallegrarci costantemente.</span></div><div> &nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5">Questa realtà è accessibile a tutti, basta farla propria. Il sole splende sempre: “Rallegratevi del continuo”. In Svizzera un giorno ho scalato una montagna per vedere lo splendore dell’alba sulle cime circostanti. Fu un’esperienza meravigliosa: una dopo l’altra, le vette innevate si coloravano di rosa, per poi assumere sfumature dorate, mentre un velo color porpora scendeva lungo i pendii.</span></div><div> &nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5">Quando il sole era ormai alto, cominciammo a scendere. Scoprii con sorpresa che le colline sottostanti non si erano accorte che il sole era sorto. Erano avvolte da una fitta nebbia. Non avevano le sfumature rosa dell’alba, e neppure la corona dorata o il mantello di porpora. Erano immerse in una spessa coltre umida. Al massimo potevano ricevere un’ora di sole quando questo era già alto. “Tutto questo parlare dello splendore dell’alba è soltanto sciocco sentimentalismo.</span></div><div> &nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5">Non ci aspettiamo altro che giorni bui, nebbiosi, e notti oscure, interrotte di tanto in tanto da qualche raggio di luce”, immaginai sarebbe potuto essere il commento di quelle colline. Eppure c’era ben altro a loro disposizione, se soltanto avessero potuto elevarsi un po’ più in alto!</span></div><div><br></div><div><span class="fs8lh1-5">Adi-Assembee di Dio in Italia</span></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 21 Jan 2018 10:38:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.adi-rc.org/blog/?elevarsi-un-po-piu-in-alto----ma-grazie-siano-rese-a-dio-che-sempre-ci-conduce-in-trionfo-in-cristo---ii-corinzi-2-14-</link>
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			<title><![CDATA[Indebolito e Vulnerabile (Salmo 64)]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_id3rbfin"><div><span class="fs12lh1-5"><span class="imTAJustify lh25px">Mia moglie Jewel, mentre si trovava sulla piazza di un’antica città europea, si chinò a guardare un piccione che giaceva a terra e che aveva una sola zampa. Io mi ero intanto avventurato in una stradina laterale e lei, mentre aspettava il mio ritorno, si mise ad osservare come gli altri piccioni accorressero per attaccare quello che giaceva a terra ferito, un membro stesso della loro specie.</span><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Senza il pronto intervento di mia moglie, il povero volatile sarebbe stato ben presto “beccato a morte”. “Proprio come nella vita”, pensai. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><span class="lh25px">Quando ti trovi giù, abbattuto, gli altri ti saltano addosso. Perché? Perché siamo vulnerabili, una parola latina la cui radice, </span><b><span class="lh25px">“vulner”</span></b><span class="lh25px">, significa</span><b><span class="lh25px"> “ferita”. </span></b><span class="lh25px">Una persona ferita come nel caso del povero piccione, è più sensibile ai pericoli perché già si trova in una condizione di debolezza.</span></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Davide scrisse questo salmo durante un periodo di vulnerabilità, quando si sentiva insicuro, senza protezione ed esposto alle minacce e alle intimidazioni dei nemici.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">È indifeso e impotente come un piccione con una sola zampa. Cosa possiamo fare quando le soluzioni umane non servono più? Chiediamo a Dio le Sue soluzioni, proprio come Davide.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">Il mio problema è reale (v. 1)</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il salmo inizia con un’appassionata invocazione: “O Dio, ascolta la mia voce... Guarda la mia vita... “ (v. 1). All’inizio di un periodo difficile stentiamo a credere che quanto cerca di distruggerci sarà a sua volta annientato. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Così chiediamo a Dio di eliminare il male che si è avventato contro di noi, invece di chiederGli di proteggerci da esso. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">In verità non sempre il Signore rimuove il pericolo, mentre ci protegge da quelle forze che tentano di annichilirci. Soltanto in seguito, con il passar del tempo, Dio darà il colpo di grazia ai nemici (vv. 7, 8).</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">A volte il Signore permette che i problemi rimangano quanto basta perché riusciamo ad elevarGli un salmo e perché Dio possa trasformare il nostro carattere, cambiare i nostri gusti e provvedere le occasioni che ci aiutano a ricordare i Suoi atti potenti in nostro favore.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">La causa (v. 2)</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">C’è chi crede che la vita sarebbe migliore se tu non ci fossi? È doloroso ammettere di non essere desiderati. Davide nota il sarcasmo nella cospirazione contro di lui, che è una trama ordita da gente malvagia. Normalmente i colpi di stato sono all’insegna del segreto e della prudenza. Il complotto contro Davide, invece, è plateale perché i cospiratori credono che il re sia vulnerabile e senza forze, quindi, non hanno nulla da temere. C’è qualcuno nella tua vita che trama contro di te? Qualcuno che vuole defraudarti, manipolarti, e del quale tu avevi fiducia?</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">Il metodo (vv. 3-5)</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il complotto inizia con alcuni discorsi. L’immaginazione di Davide è vivida: “Hanno aguzzato la loro lingua come una spada” (v. 3). Le loro parole sono come frecce scagliate contro un bersaglio. All’innocente è teso un agguato ed egli non si rende conto del tranello, perché ha fiducia delle persone che lo circondano. Sono loro, i malvagi, che stanno un passo, anzi, molti passi davanti a lui. Essi hanno preordinato le loro mosse, “colpiscono all’improvviso, e non hanno paura” (v. 4).Hanno nascosto bene le loro trame.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">L’atteggiamento (v. 6)</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">I malvagi pensano sempre di cavarsela: “Chi se ne accorgerà?... Abbiamo attuato il nostro piano”. Coloro che commettono il male sono sempre compiaciuti e sicuri di sé stessi. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Hanno considerato ogni dettaglio, preso in esame ogni opzione, e ora trasudano presunzione e arroganza. Anche noi abbiamo incontrato persone del genere nella nostra vita. Hanno tutte le carte in mano, sono sleali e approfittatori. Non lasciamoci scoraggiare e abbattere. Continuiamo a pregare con le parole di questo salmo. Esso non termina al versetto 6.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">Anche la mia fede è reale (vv. 7-10)</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Sì, i nostri problemi sono reali. E la nostra fede? Pensiamo che Dio lascerà impunito il male? Pensiamo forse che Egli rimarrà fermo e impassibile dinanzi all’ingiustizia? No. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Se i nostri nemici sono provvisti di frecce, anche il Signore le possiede (v. 7). Ma sono le frecce di Dio non le nostre. Coloro che sono vulnerabili e indifesi non devono fare altro che affidarsi a Dio. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Ti stai chiedendo se il Signore ha una buona mira? Leggi il versetto 7. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Pensiamo si tratti soltanto di una giustizia poetica? Leggiamo il verso 8. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Quale incredibile cambiamento di rotta! Poco prima i malvagi erano all’apice. Stavano vincendo. Ora, non sono più considerati: “Saranno fatti cadere; e il male fatto dalle loro lingue ricadrà su loro” (v. 8). La vergogna ha sostituito l’orgoglio. Alla fine sono rimasti sconfitti. Nel momento in cui Dio si adira contro i cospiratori, anche gli altri sono presi da timore. Dobbiamo prendere in considerazione questa realtà (vv. 9, 10). </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Cosa stiamo cercando? La pace o la trama? La differenza tra le due è semplice: l’ultima nasconde segreti che, se vengono allo scoperto, arrecano distruzione, disperazione e morte. Gl’innocenti invece, non danneggiano nessuno; il loro scopo è costruire, e sono pronti a sacrificare il proprio benessere per riuscirvi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Mia moglie, finché le fu possibile, protesse quel piccione ferito, poi dovemmo andar via. Speriamo che un altro protettore abbia preso il nostro posto. Quanto sono differenti le cose col Signore! Quando ci troviamo in uno stato di vulnerabilità, Egli non deve mai lasciarci per andare da qualche altra parte e quando riacquistiamo le forze, Egli continua a restare con noi, a guardarci e a prendersi cura della nostra vita.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTARight"><b><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></b></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTARight"><b><i><span class="fs12lh1-5">George O. Wood, Sovrintendente Generale “Assemblies of God USA”</span></i></b></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 23 Oct 2017 19:46:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.adi-rc.org/blog/?indebolito-e-vulnerabile--salmo-64-</link>
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			<title><![CDATA[Alcuni Altari della Bibbia]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_rclo1awo"><span class="fs12lh1-5">Una delle più grandi ricchezze spirituali che il Signore ha donato ai credenti è la preghiera. La Bibbia accenna fin dalle sue prime battute alle preghiere innalzate dai credenti verso il trono della Grazia. Segno visibile della preghiera era l'altare.</span><div> </div><div><span class="fs12lh1-5">Nelle Scritture sono menzionati diversi generi di altari, ognuno dei quali ha un messaggio peculiare intorno alla preghiera.</span></div><div> </div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>1. &nbsp;&nbsp;&nbsp;La preghiera personale</b></span></div><div> </div><div><span class="fs12lh1-5">"Il fuoco sarà mantenuto acceso sull'altare e non si lascerà spegnere; e il sacerdote vi brucerà su della legna ogni mattina, vi disporrà sopra l'olocausto, e vi farà fumare sopra il grasso dei sacrifizi di azioni di grazie. Il fuoco dev'esser del continuo mantenuto acceso sull'altare, e non si lascerà spegnere" (Levitico 6:12-13).</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> In queste parole abbiamo una bellissima descrizione di parte del servizio quotidiano del sacerdote presso l'altare del tabernacolo.</span></div><div> </div><div><span class="fs12lh1-5">Scriveva un notissimo commentatore biblico del XVII secolo: "Lasciamo che la preghiera sia la chiave al mattino ed il chiavistello alla sera", ogni mattina il cuore del credente deve spandersi dinanzi all'Iddio onnipotente, affinché il “fuoco” possa continuare ad ardere.</span></div><div> </div><div><span class="fs12lh1-5">Ricordiamo le parole di Davide che, fuggiasco nel deserto di Giuda, pregava:</span></div><div> </div><div><span class="fs12lh1-5">"O Dio, tu sei l'Iddio mio, io ti cerco dall'alba; l'anima mia è assetata di te, la mia carne ti brama in una terra arida, che langue, senz'acqua. Così io ti ho mirato nel santuario per vedere la tua forza e la tua gloria. Poiché la Tua benignità val meglio della vita; le mie labbra ti loderanno. Così ti benedirò finché io viva, e alzerò le mani invocando il Tuo nome. L'anima mia sarà saziata come di midollo e di grasso, e la mia bocca ti loderà con labbra giubilanti" (Salmo 63:1-5). Da queste benedette parole scaturisce un senso di pace e di profonda comunione che dovrebbe muoverci a gelosia.</span></div><div> </div><div><span class="fs12lh1-5">Purtroppo la vita frettolosa e occupata che conduciamo distrugge l'altare dell'adorazione personale. Laddove questo è accaduto bisogna ricostruirlo. Ritorniamo alla preghiera! Non dimenticando, però, tre importanti consigli che ci vengono dalla Parola di Dio.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Primo, non siamo frettolosi. La fretta è la morte della preghiera. L'attesa fiduciosa ai piedi del Signore è l'inizio della Pentecoste. Secondo, leggiamo tutta la Bibbia. Non tralasciamone alcun libro, preoccupandoci di metterla in pratica quotidianamente. Terzo, preghiamo intercedendo per i nostri fratelli e i non credenti, per il risveglio nella Chiesa, per i ministri dell'Evangelo, per le autorità e quanti altri lo Spirito Santo presenta alla nostra mente.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">La preghiera personale è un piacere irrinunciabile non un semplice dovere.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>2. L'adorazione</b></span></div><div> </div><div><span class="fs12lh1-5">"E Abrahamo disse ai suoi servitori: ...io con il ragazzo andremo fin colà e adoreremo; poi torneremo a voi" (Genesi 22:5).</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Leggendo questo verso possiamo avvertire la sofferenza del patriarca mentre prosegue il suo cammino attraverso il deserto monotono e ventoso. Il suo unico figlio stava per essere sacrificato. Cosa potevano voler dire le parole: "Andremo fin colà e adoreremo?". Abrahamo conosceva il carattere del suo Dio, sapeva che l'Eterno è giusto, nonostante il momento difficile nella sua anima aveva chiaramente impressa la realtà di un Dio tre volte Santo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Purtroppo, abbiamo perso il senso della "Santità di Dio", Dio non è un compagno qualunque, l'adorazione deve nascere dal cuore ed esprimersi in un'attitudine di riverenza: "L'anima mia langue e vien meno, bramando i cortili dell'Eterno" (Salmo 84:2).</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Esiste un'attrazione meravigliosa del credente verso Dio, poiché tutti abbiamo bisogno del riposo ristoratore che viene dal Signore.</span></div><div> </div><div><span class="fs12lh1-5">Apprezziamo, dunque, la libertà dell'adorazione "pentecostale", evitando di cadere nel fanatismo o di irrigidirci nel formalismo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Adoriamo il Signore da soli e nella comunione fraterna, riconoscendo la santità di Dio e la nostra debolezza, aprendo il cuore al Suo amore, lasciando piegare la nostra volontà dai Suoi divini propositi.</span></div><div> </div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>3. La purificazione del peccato</b></span></div><div> </div><div><span class="fs12lh1-5">"Noi abbiamo un altare... Perciò anche Gesù, per santificare il popolo col proprio sangue, soffrì fuor della porta" (Ebrei 13:12).</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Che meravigliosa promessa abbiamo dinanzi a questo supremo altare! Esso è spirituale e contraddistingue la Chiesa, poiché attorno ad esso si raccolgono i credenti riscattati dal Signore: Cristo è il nostro altare! Qualcosa di grandioso accade quando un peccatore risponde alla chiamata della salvezza, accostandosi a Cristo per ottenere perdono.</span></div><div> </div><div><span class="fs12lh1-5">Non si tratta di illusione e nemmeno di suggestione, ma di un'esperienza reale dinanzi all'altare non fatto di pietra e da mano d'uomo: Gesù Cristo, Colui che perdona e purifica il peccatore.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Non vi è bisogno di affannarsi, come facevano i sacerdoti dell'Antico Testamento, nell'offrire sempre nuove vittime. Cristo è altare ed è anche olocausto. Egli ha offerto Se stesso: "Perché, se il sangue di becchi e di tori e la cenere d'una giovenca sparsa su quelli che son contaminati santificano in modo da dar la purità della carne, quanto più il sangue di Cristo che mediante lo Spirito eterno ha offerto Se stesso puro da ogni colpa a Dio, purificherà la vostra coscienza dalle opere morte per servire all'Iddio vivente?" (Ebrei 9:13-14).</span></div><div> </div><div><span class="fs12lh1-5">Tratto dal periodico “Cristiani Oggi”</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 03 Oct 2017 13:06:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.adi-rc.org/blog/?alcuni-altari-della-bibbia</link>
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			<title><![CDATA[Una Chiesa in attesa]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_u9g8vvwp"><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Il risveglio è incominciato con una chiesa in attesa. L'attesa della chiesa era veramente un'attesa, era cioè "guardare verso qualche cosa che doveva venire"; "aspettare qualche cosa che ancora non c'era" e poiché quel che doveva venire, doveva venire dall'alto, l'attesa della chiesa era guardare verso l'alto.</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Una chiesa che guarda verso l'alto è una chiesa che prega, e la chiesa del risveglio, cioè la chiesa dei giorni apostolici, era una chiesa in preghiera.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">« Tutti costoro perseveravano di pari consentimento in orazione e preghiera.... » Atti 1 :14.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">La chiesa non sapeva quanto sarebbe durata l'attesa perché l'unico riferimento al tempo era stato espresso dalle parole del Maestro: « ... voi sarete battezzati con lo Spirito Santo fra qui e non molti giorni» Atti 1:5.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Quale significato bisognava dare alle parole di Gesù? La chiesa invece di impegnarsi ad approfondire o risolvere la frase del Maestro si applicò fedelmente a viverla: cinque, dieci, trenta o cento giorni poteva durare l'attesa, ma la chiesa era disposta a guardare, guardare verso l'Alto.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">E noi possiamo ammirare l'esempio di una chiesa che, senza un programma e senza un limite, si consacra ad una attesa in preghiera. Sono tutti in un medesimo luogo; hanno tutti un medesimo proposito; sono tutti animati da una stessa fede; e evidente che ognuno ha trascurato i propri impegni umani e sociali per aspettare il compimento della promessa di Gesù.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">I giorni trascorrono, ma la decisione della chiesa non viene scrollata perché e veramente "decisione"; essa e li per "pregare fino all'esaudimento". Quella preghiera e elevata per fede, e calda per fervore, e pura nello scopo: e realmente la preghiera di attesa di una chiesa che è consapevole del risveglio che sta per arrivare.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Bisogna notare che la «chiesa è tutta li»; è vero che anche altri erano stati testimoni dell'opera di Cristo, ma quelli che sono li, nell'alto solaio di Gerusalemme, rappresentano nel modo più perfetto la chiesa di Gesù Cristo. In quella camera appartata, sono presenti gli Apostoli, Maria e le donne, i fratelli di Gesù e tutti coloro che hanno accettato la promessa ed hanno creduto in essa: tutti, tutti sono li, tutti attendono, tutti pregano, tutti sono pronti per ricevere.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Il risveglio è incominciato con una chiesa in attesa, ma non soltanto il risveglio apostolico: ogni risveglio e incominciato con una chiesa in attesa. Forse una piccola chiesa, una povera chiesa, ma una chiesa in attesa.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Se voi chiedete le origini del risveglio pentecostale, vi sentirete rispondere che esso e nato da una chiesa in preghiera. La potenza dello Spirito e discesa, anche in questo secolo, sopra un gruppo di credenti che attendevano, che guardavano in alto.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Il fuoco di questo meraviglioso risveglio, come il fuoco dei giorni apostolici, è stato alimentato dalla preghiera, perché tutti i credenti sentivano il bisogno prepotente di guardare in alto. Le riunioni di preghiera erano le riunioni più frequenti e più frequentate: i fratelli pregavano in casa, si raccoglievano in chiesa per pregare; pregavano prima delle normali riunioni di culto, si trattenevano a pregare dopo le riunioni; non tenevano in nessun conto il tempo, la stanchezza, gli impegni umani.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Era logico che la vita di ogni cristiano fosse esuberante della potenza del risveglio; essi respiravano il risveglio, bevevano il risveglio e si muovevano nel risveglio, servendosi sempre della preghiera. Il risveglio era per loro amore, l'amore che veniva dalla preghiera; il risveglio era per loro gioia, la gioia prodotta dalla preghiera: il risveglio era per loro santità, la santità generata dalla preghiera. Mentre erano prostrati davanti alla faccia di Dio trovavano tutto, tutto quello che apparteneva alla vita e alla pietà, cioè tutto quello che faceva e fa parte di un risveglio spirituale.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Dov'è oggi l'attesa della chiesa? Dove sono i cristiani che pregano, che guardano in alto, che aspettano qualcosa che deve venire? Sembra che i figliuoli di Dio, o la maggior parte di essi, non aspettino più nulla: vivono di quello che hanno, che hanno ricevuto che si sentono pienamente soddisfatti.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">È perché non sentirsi soddisfatti? Le chiese sono numerose; i predicatori non mancano e sono eccellenti; i locali di culto sono diventati capienti e belli; il mondo ha mutato l'ostilità in referenza o addirittura in ammirazione; queste conquiste non devono produrre soddisfazione?</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Povera chiesa! Non riesce più a considerare le realtà dal punto di vista di Dio!... che valore hanno le folle, i predicatori, i locali e l'applauso del mondo? Quello che ha valore, è necessario alla chiesa non si trova in queste cose, ma si trova soltanto nella potenza che viene dall'alto, cioè nel fuoco glorioso del risveglio. Ma alla chiesa vede che "le cose vanno bene", si sente felice e non prega; le riunioni di preghiera sono deserte, i credenti non si riuniscono più per pregare e anche individualmente la preghiera e diventata poco più di una debole e gelida consuetudine.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">I gridi, le lacrime, le ansie, le attese spasimanti che i pionieri della risveglio pentecostale rinnovavano quotidianamente e costantemente davanti alla presenza di Dio, si sono allontanati da noi e nella notte fonda della crisi spirituale si odono lontani e deboli come il vagito di un poppante...; nessuno li distingue, nessuno sa riprenderli e continuare con lo stesso vigore, con lo stesso fervore col quale li innalzarono quei "padri nella fede" che sentirono i locali tremare, che videro il fuoco scendere e furono testimoni della potenza divina dello Spirito.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Essi non avevano locali, non avevano predicatori forniti di una preparazione tecnica, erano soltanto pochi ed avevano il mondo contro di loro; e pure sconvolsero il mondo: il loro cristianesimo era autentico, la loro testimonianza era luminosa! Queste caratteristiche erano il risultato naturale di una vita di preghiera perché un uomo che riesce ad incontrare Iddio riporta sempre dal monte fra gli uomini la luce e la gloria che egli stesso ha vedute e ricevute. Fino a tanto che la chiesa non avvertirà di nuovo ed imperiosamente il bisogno di vedere Dio, di guardare verso l'alto, di aspettare quello che può venire soltanto dal cielo, la guarigione si manterrà lontana; la chiesa potrà far sentire soltanto dal rantolo dell'agonia. Quando i credenti torneranno alla preghiera con l'anima assetata di Dio e nella preghiera riusciranno a perdere il concetto del tempo e dei loro interessi umani per trovare quella del proprio bisogno spirituale, il risveglio risorgerà e risorgerà potente. Le riunioni di preghiera devono tornare al centro delle attività cristiane; devono tornare per un impulso prepotente dell'anima che le vuole, le cerca come un mezzo per incontrare Iddio per aspettare, per guardare in alto. Oltre alle riunioni di preghiera deve tornare la preghiera individuale: si devono riaprire le camere segrete quelle camere devono tornare ad essere luogo preferito dei cristiani, di tutti cristiani: in quelle camere i figliuoli di Dio devono tornare a cercare l'alimento spirituale della loro vita, mediante un'attesa sincera, fedele, umile.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">L'agonia di un risveglio: una chiesa che non prega, un popolo cristiano che non prega, un movimento che non guarda più in alto... tutti si muovono, si agitano, si spingono avanti, ma questa vertiginosa attività non è quella dello Spirito, ma del formalismo religioso; esteriormente la chiesa è in progresso, in ascesa, ma interiormente, e quindi sostanzialmente, la chiesa sta per morire.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Roberto Bracco</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 24 Jul 2017 09:43:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Quando qualcuno ti ferisce (Salmo 35)]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Investigate_le_Scritture"><![CDATA[- Investigate le Scritture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_g8rnxwjk"><div><span class="fs12lh1-5">Un visitatore del Parco Nazionale dello Yellowstone osservò come si nutrono gli orsi grigi. La guida del parco spiegò che gli orsi grigi possono battere qualsiasi animale nell’ovest ad eccezione del bufalo e dell’orso Kodiac. Più tardi il visitatore notò che l’orso grigio permetteva ad un animale di mangiare con lui, la moffetta, simile alla puzzola. Non poteva forse l’orso catturare la moffetta e vincere? Certamente. Probabilmente era irritato dalla sua presenza e dal fatto che doveva dividere il suo cibo, ma nonostante ciò non l’attaccò. Perché? Conosceva, evidentemente, l’alto costo di una zuffa e uscire alla pari, e pensò che non ne valeva la pena.</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Molti di noi non hanno ancora imparato questa importante lezione. Davide sì. Il Salmo 35 contiene le riflessioni di Davide sulle “moffette” umane. Persone che una volta si erano mostrate amiche (v. 12) ora combattono contro di lui (v. 1), cercano la sua vita e macchinano la sua rovina (v. 4), costruiscono per lui delle trappole per farvelo cadere (v. 7), persone malvagie lo accusano falsamente (vv. 11, 20), lo scherniscono e si prendono gioco di lui (v. 15), si rallegrano delle sue calamità (vv. 19, 21, 25) e si considerano superiori (v. 26). Queste persone inique erano proprio le stesse persone che egli aveva aiutato (v. 12), aveva pianto e si era addolorato per i loro dolori (vv. 13, 14), ma ora con gioia lo attaccano nell’ora del bisogno.</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><b><span class="fs12lh1-5">L’amarezza del rifiuto</span></b></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Davide soffre per tale rifiuto, reso ancor più pungente perché “senza cagione, m’hanno teso di nascosto la loro rete, senza cagione hanno scavato una fossa per togliermi la vita… quelli che a torto mi sono nemici… quelli che a torto mi odian senza cagione” (vv. 7, 19).</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Gesù sperimentò in maniera ancora più intensa ciò che Davide aveva passato: “Se non avessi fatto tra loro le opere che nessun altro ha fatte mai, non avrebbero colpa; ma ora le hanno vedute, ed hanno odiato e me e il Padre mio. Ma quest’è avvenuto affinché sia adempiuta la parola scritta nella loro legge: ‘M’hanno odiato senza cagione’” (Giov. 19:24, 25). Qualcuno ti ha forse odiato senza ragione? Sei forse stato gentile ed amorevole e in cambio sei stato ripagato con le ingiurie e gli insulti? Come hai risposto?</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Il sollievo dal dolore</span></b></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il salmo 35 non è una guida per sapere come trattare le persone che ci hanno fatto del male. Contiene, però, un ingrediente indispensabile per aiutarci: portare il nostro dolore ai piedi del Signore. Se Davide avesse avuto il vantaggio degli insegnamenti di Gesù, avrebbe potuto aggiungere al salmo 35 le istruzioni di Gesù per poter vincere il male con il bene: 1) amare i nostri nemici, 2) fare del bene a coloro che ci odiano, 3) benedire coloro che ci maledicono, 4) pregare per quelli che ci maltrattano, 5) rispondere con buone azioni alle azioni malvagie che ci vengono rivolte, 6) non aspettarsi alcuna riconoscenza per averli trattati gentilmente, 7) non condannarli, 8) perdonarli e 9) essere generosi della nostra vita e del nostro amore (Luca 6:27-38). Possiamo fare quanto sopra senza sentire la ferita, il dolore o la rabbia? Come possiamo procedere con queste emozioni?</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">L’esempio di Davide ce lo rivela: raccontare tutto al nostro Padre celeste e chiedere il Suo aiuto. Possiamo chiedere a Dio di occuparsi delle persone che ci hanno ferito e ci hanno trattati ingiustamente: “O Eterno, contendi con quelli che contendono con me” (v. 1). Davide non prega: “Aiutami ad abbattere quelli che combattono contro di me”. Egli lascia ogni soluzione al riguardo nelle mani di Dio. Egli prenderà cura del nostro caso quando siamo senza speranza. Come Davide, a volte veniamo a trovarci in deboli circostanze, facili prede dei più forti e allora la ferita ci fa veramente male, soprattutto quando sono le persone che amiamo e stimiamo di più, con le quali siamo unite da profondi legami di amicizia e fratellanza, approfittano di noi.</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Il canto della speranza</span></b></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Davide, comunque, non permette che le sue emozioni prendano il sopravvento sulla fiducia nel Signore. Nonostante il dolore e l’angoscia per essere stato tradito, egli canta con quella fiducia che non può essere scossa: il Signore è la nostra salvezza (v. 3), nessuno è come il Signore che libera il misero e il bisognoso (v. 10), Dio si rallegra nel compiacimento dei suoi santi (v. 27), si può fare assegnamento su Lui perché Egli è giusto (vv. 24, 28).</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Possiamo, solo con le nostre forze, evitare gli attacchi della moffetta? Oppure permettiamo a Dio di trattare con lui o con lei? Combattiamo la tentazione di rendere male per male e confidiamo nell’aiuto del Signore?</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Permettiamo a Dio di prendersi cura delle nostre difficoltà ed esprimiamo la stessa fiducia di Davide per l’aiuto del Signore: “Allora l’anima mia festeggerà nell’Eterno, e si rallegrerà nella sua salvezza. Tutte le mie ossa diranno: ‘O Eterno, chi è pari a te che liberi il misero da chi è più forte di lui? E la mia lingua parlerà della tua giustizia, e dirà del continuo la tua lode’” (vv. 9, 10, 28).</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">George O. Wood, Sovrintendente Generale AoG USA</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 30 Jun 2017 09:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Che cosa vuol dire l’affermazione: “Gesù è andato a predicare ai morti”?]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Investigate_le_Scritture"><![CDATA[- Investigate le Scritture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_g9ba9cti"><div><span class="fs12lh1-5">Il lettore certamente si riferisce a due testi contenuti nella prima epistola di Pietro la cui interpretazione è stata sempre controversa fin dall’antichità: “… Cristo ha sofferto una volta per i peccati, egli giusto per gl’ingiusti, per condurci a Dio; essendo stato messo a morte, quanto alla carne, ma vivificato quanto allo spirito; e in esso [spirito,N.d.A.] andò anche a predicare agli spiriti ritenuti in carcere, i quali un tempo furon ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava, ai giorni di Noè …” (I Pietro 3:18-20);</span><br></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">“Essi renderanno ragione a colui ch’è pronto a giudicare i vivi ed i mor­ti. Poiché per questo è stato annunziato l’Evangelo anche ai morti …” (I Pietro 4:5, 6).</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><b><span class="fs12lh1-5">LE DIFFICOLTÀ</span></b></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Questi testi, indubbiamente, presentano difficoltà d’interpretazione, ma siamo certi che la Parola di Dio non si contraddice.</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Molti esegeti, alcuni dei quali famosi nell’antichità, utilizzano i seguenti versetti biblici per sostenere la dottrina della discesa di Cristo nell’Ades. Ma esistono dei gravi problemi dottrinali che spingono a tro­vare una interpretazione diversa. Eccone alcuni:</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><i><span class="fs12lh1-5">a.</span></i><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Affermare che Gesù andò a “predicare” nell’Ades ai morti della generazione di Noè, cioè “… agli spiriti ritenuti in carcere …”, significhe­rebbe ammettere che esiste un’opportunità di salvezza dopo la morte. Sarebbe illogico pensare che avendo una seconda opportunità di ravve­dimento dopo la morte, questi increduli contemporanei di Noè non si convertano dinanzi alla realtà palpitante dell’aldilà dove si trovano.</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Questa teoria tanto simile, e forse ne è</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">addirittura all’origine, a quella che afferma l’esistenza del purgatorio, è</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">totalmente contraria alla Scrittura: “… è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio” (Ebrei 9:27);</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><i><span class="fs12lh1-5">b.</span></i><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Il termine “predicare”, in greco</span><span class="fs12lh1-5"> </span><i><span class="fs12lh1-5">kerusso,</span><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">ha nelle Scritture anche il senso di “proclamare” come in Marco 1:45: “… si dette a proclamare e a divulgare il fatto …”. Nel caso di Gesù, se il testo eventualmente deve es­sere collegato alla Sua discesa nell’Ades, il termine è riferito soltanto alla proclamazione della Sua vittoria;</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><i><span class="fs12lh1-5">c.</span></i><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Se Cristo fosse andato a predicare alla generazione che precedette il diluvio, la quale non aveva creduto alla predicazione di Noè in quanto non aveva una legge scritta come quella di Mosè, si dovrebbe ammette­re che Dio fa riguardo alla qualità delle persone; infatti in ogni tempo esistono generazioni che non conoscono la legge</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">di Dio, perfino oggi vi sono tribù non raggiunte dall’Evangelo. La generazione precedente il diluvio non era diversa da qualsiasi altra, tanto è vero che Gesù la pren­de come esempio della vita sociale degli ultimi tempi. Se si accetta una teoria simile, oltre che accettare l’idea del purgatorio, si dubiterebbe dell’obiettività della giustizia divina;</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><i><span class="fs12lh1-5">d.</span></i><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Inoltre, si dovrebbe ammettere la teoria universalistica, e cioè che alla fine tutti gli uomini saranno salvati. Appare strano che, nonostante questa teoria di una seconda opportunità di pentimento, quei morti ri­mangano ribelli a Dio anche davanti alla realtà di un’eternità di soffe­renze. La Bibbia è</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">contraria all’universalismo, infatti nel caso del ricco e Lazzaro è scritto: “oltre a tutto questo, fra noi e voi è posta una gran vo­ragine, perché quelli che vorrebbero passar di qui a voi non possano, né di là si passi da noi” (Luca 16:26);</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><i><span class="fs12lh1-5">e.</span></i><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">I Pietro 4:6 si riferisce a quelli che ora sono morti, ma che sono stati evangelizzati nel corso della loro vita terrena. Una versione lettera­le del testo così traduce: “Ecco perché la Buona Notizia [l’Evangelo, N.d.A.] fu predicata [durante il tempo della loro vita, N.d.A.] anche ai morti” (A.N.T.). Interpretato in altro modo, il testo proverebbe la possi­bilità di ravvedimento dopo la morte.</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">I succitati versetti della prima epistola di Pietro, se interpretati come riferiti alla discesa di Cristo nell’Ades, sosterrebbero dunque le false dottrine del purgatorio, della possibilità di ravvedimento dopo la morte e</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">dell’universalismo.</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><b><span class="fs12lh1-5">UNA VALIDA ESEGESI</span></b></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">L’interpretazione che non scalfisce alcun insegnamento della dottrina biblica, che tra l’altro è stata sostenuta da scrittori cristiani come Agostino e Beda il Venerabile, è quella che i versetti succitati non si rife­rirebbero alla discesa di Cristo nell’Ades, che come vedremo è provata da</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">molti altri testi biblici, ma piuttosto al fatto che il Signor Gesù Cristo, prima ancora della Sua incarnazione, per quello Spirito che Lo risuscitò dai morti, per mezzo di Noè, predicò alla generazione corrotta prima del diluvio che ora si trova nell’Ades in attesa di giudizio.</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Noè, “…predicator di giustizia …” (II Pietro 2:5), fu lo strumento</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">attraverso il quale Cristo predicò agli uomini prima del diluvio, purtroppo senza risultati perché non si convertirono in quel tempo, men­tre Dio pazientava per condurli a ravvedimento.</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Questa esegesi è confermata dalla stessa epistola di Pietro: “Questa salvezza è stata l’oggetto delle ricerche e delle investigazioni dei profeti che profetizzarono della grazia a voi destinata. Essi indagavano qual fosse il tempo e</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">quali le circostanze a cui lo Spirito di Cristo che era in loro accennava…” (I Pietro 1:10, 11).</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Alla luce di questa interpretazione si può concludere che i succitati testi si riferiscono soltanto allo Spirito di Cristo, il Quale, per mezzo di Noè, esortò i contemporanei prima del diluvio a ravvedersi.</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><b><span class="fs12lh1-5">I TESTI DELLA DISCESA DI CRISTO NELL’ADES</span></b></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Cristo non andò nell’Ades a predicare il ravvedimento a una determinata generazione di morti, perché, come abbiamo visto, questa interpretazione è</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">contraria all’insegnamento della Scrittura. Egli an­dò, invece, a proclamare la Sua onnipotente opera di salvezza a quan­ti erano morti nell’attesa del Messia promesso, i quali “… pur avendo avuta buona testimonianza per la loro fede, non ottennero quello ch’era stato promesso, perché Iddio aveva in vista per noi qualcosa di meglio, ond’essi non giungessero alla perfezione senza di noi” (Ebrei 11:39-40).</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Di seguito riportiamo i testi che riguardano la discesa di Cristo nell’Ades e del Suo intervento perché i morti in fede dell’Antico Testamen­to ottenessero “… quello ch’era stato promesso …”:</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><i><span class="fs12lh1-5">a.</span></i><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">“… tu non abbandonerai l’anima mia in poter della morte [Ebraico</span><span class="fs12lh1-5"> </span><i><span class="fs12lh1-5">Sheol,</span><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">nota al testo], né permetterai che il tuo santo vegga la fossa” (Salmo 16:10);</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><i><span class="fs12lh1-5">b.</span></i><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">“…tu non lascerai l’anima mia nell’Ades, e non permetterai che il</span><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b><span class="fs12lh1-5">tuo Santo vegga la corruzione” (Atti 2:27);</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">c. “… per questo che è detto: Salito in alto, egli ha menato in cattività un gran numero di prigioni ed ha fatto dei doni agli uomini. Or questo è salito che cosa vuol dire se non che Egli era anche disceso nelle parti più basse della terra? Colui che è disceso, è lo stesso che è salito al diso­pra di tutti i cieli, affinché riempisse ogni cosa” (Efesini 4:8-10);</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><i><span class="fs12lh1-5">d.</span></i><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">“… egli mise la sua man destra su di me, dicendo: Non temere; io sono il primo e</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">l’ultimo, e il Vivente; e fui morto, ma ecco son vivente per i secoli dei secoli, e tengo le chiavi della morte e dell’Ades” (Apoca­lisse 1:17,18).</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Cristo è sceso nell’Ades (seno d’Abramo) per manifestarsi a quelli che erano morti nella Sua attesa.</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Oggi l’Evangelo è predicato agli uomini, perché, prima di passare dal tempo all’eternità, si ravvedano e credano che Gesù è l’unico Signore e Salvatore. Nessuno si illuda, “Oggi è il tempo della grazia”, dopo questa vita non v’è più alcuna possibilità di salvezza. Oggi, se udiamo la Sua voce non induriamo i nostri cuori.</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTARight"><b><i><span class="fs12lh1-5">Francesco Toppi</span></i></b></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 12 Jun 2017 09:40:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.adi-rc.org/blog/?che-cosa-vuol-dire-l-affermazione---gesu-e-andato-a-predicare-ai-morti--</link>
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			<title><![CDATA[Dio toglie l’amarezza]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_96fqv40c"><div><span class="fs12lh1-5">Lettura biblica: Esodo 15:22-27</span><br></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b><u><span class="fs12lh1-5">Il dono dell'acqua</span></u></b></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b><u></u></b></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il Signore voleva condurre Israele verso il deserto di Sur.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">All'inizio il popolo si avviò con entusiasmo</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">ma, mentre avanzavano nel deserto, l'entusia­smo iniziale svaniva dando luogo alla preoccupazio­ne e al timore. Al terzo giorno di cammino, la man­canza d'acqua era diventata già un problema serio.</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Come avrebbero fatto?</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">La vita del credente non è un sentiero in discesa, ma il Signore usa le difficoltà per forgiare il carattere dei suoi</span><span class="fs12lh1-5">. Dopo la liberazione al Mar Rosso, Dio permise che Israele affrontasse un periodo di prova, per mostrargli che il suo cammino non sarebbe stato sempre agevole.</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Nella Bibbia troviamo anche</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">altri casi simili</span><span class="fs12lh1-5">; ad esempio, sul Monte Carmelo</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Elia</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">fu esaudito dal Signore che fece scendere il fuoco dal cielo, ma subito dopo arrivò a temere per la sua vita. Anche</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Gesù</span><span class="fs12lh1-5">, dopo aver ricevuto parole di appro­vazione dal Padre mentre era battezzato al Giordano, fu condotto dallo Spirito Santo nel deserto per essere tentato. La prova produce, per la grazia di Dio, pazienza e perseveranza</span><span class="fs12lh1-5"> </span><i><span class="fs12lh1-5">Giacomo 1:3 Sapendo che la prova della vostra fede produce costanza.</span></i></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Inoltre rende la fede del credente solida nell'attesa della venuta di Cristo</span><span class="fs12lh1-5"> </span><i><span class="fs12lh1-5">1 Pietro 1:7 Affinché la vostra fede, che viene messa alla prova, che è ben più preziosa dell’oro che perisce, e tuttavia è provato con il fuoco, sia motivo di lode, di gloria e di onore al momento della manifestazione di Gesù Cristo.</span></i></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b><u><span class="fs12lh1-5">Le acque amare sono rese dolci</span></u></b></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Mosè ordinò al popolo di levare il campo per in camminarsi nel deserto di Sur,</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">nome che significa "muro".</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Era chiamato così perché</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">era pieno di fortificazioni egiziane</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">costruite lungo la linea di quello che oggi è il canale di Suez. Per tre giorni gli Israeliti non videro altro che pietre, terra, e qua e là radi ce­spugli spinosi. Finalmente giunsero in un posto dove c'era un po' di verde, e sicuramente dell'acqua, ma non appena si avvicinarono per dissetarsi,</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">scoprirono che era amara,</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">così chiamarono quel luogo Mara.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Talvolta ci aspettiamo dolcezza e facciamo invece esperienze amare</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">ma, in questo modo, nel deser­to di questo mondo, le nostre</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">speranze disilluse ci spingono a Dio</span><span class="fs12lh1-5">, nel cui favore può esserci il ristoro vero. Per questa prova il popolo s'irritò contro Mosè.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Gli ipocriti, infatti, possono mostrare buoni senti­menti e apparire sinceri nel manifestare una fede di facciata, ma nell'ora della tentazione vengono meno e si rivelano per quello che sono</span><span class="fs12lh1-5">.</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Anche non pochi veri credenti,</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">durante le prove dure; saranno tentati di mollare, diffideranno e mormoreranno.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Ma, in ogni difficoltà, dovremmo spostare la nostra attenzione sul Signore e</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">spandere il nostro cuore davanti a Lui</span><span class="fs12lh1-5"> </span><i><span class="fs12lh1-5">Romani 5:3,4 Non solo, ma ci gloriamo anche nelle afflizioni, sapendo che l’afflizione produce pazienza, la pazienza esperienza, e l’esperienza speranza.</span></i></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Comprenderemo allora che</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">una volontà arrendevole; una coscienza pacifica e il conforto del­lo Spirito Santo renderanno la prova amara più tol­lerabile e veramente meno gravosa.</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Mosè fece quello che il popolo aveva trascurato di fare:</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">INVOCARE IL SIGNORE CHE L'ASCOLTÒ AMOREVOLMENTE.</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Egli diresse Mosè verso</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">un legno che doveva gettare nelle acque e, immediatamente, furono rese dolci</span><span class="fs12lh1-5">. Il Signore usò quel legno come</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">un semplice mezzo per provare la sua ubbidienza e la sua fede.</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Le acque diventarono dolci non per le proprietà magiche del bastone, ma perché Mosè prese Dio in parola.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Possiamo considerare quest'oggetto come una figura della croce e della guarigione che Cristo ha ottenuto per noi con il Suo sacrificio,</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Gesù è potente a trasfor­mare realmente l'amarezza delle delusioni umane in dolcezza per mezzo della Sua grazia.</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il legno che addolcì le acque di Mara non è simbolo di una prova tolta, ma della sua trasformazione in una benedizione</span><span class="fs12lh1-5">,</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Infatti, Dio non ha bisogno di annullare le situazioni per mutarle in benedizioni, bastano la Sua presenza e la Sua potenza a produrre questa trasformazione</span><span class="fs12lh1-5">.</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b><u><span class="fs12lh1-5">Il patto di Dio per la salute del popolo</span></u></b></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b><u></u></b></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Rendendo dolci quelle acque il Signore rivelò a Israele un altro aspetto del Suo carattere: Egli era pronto ad addolcire non soltanto le cattive acque di Mara, ma anche l'animo umano travagliato dall'amarez­za, dall'egoismo e dal peccato.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Se il popolo avesse ascoltato la Sua voce e ubbidito alla Sua Parola, Egli non lo avrebbe colpito con nessuna delle malattie e dei flagelli che avevano patito gli Egiziani.</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">A questa promessa Dio fece seguire una garanzia:</span><span class="fs12lh1-5"> </span><i><span class="fs12lh1-5">"Io sono il Signore, colui che ti guarisce"</span></i><span class="fs12lh1-5">.</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Attraverso i Suoi nomi, il Signore rivela e fa cono­scere i diversi aspetti della Sua natura, presentan­dosi per quello che è in realtà</span><span class="fs12lh1-5">. Egli desiderava che Israele vedesse come la guarigione divina era parte della Sua natura e del Suo piano.</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">La promessa della guarigione non comunica l'idea di essere immuni dalle malattie</span><span class="fs12lh1-5">. Anche in questi momenti, però, Dio ha il pieno controllo della situazione.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">Le acque della nostra vita possono essere amare per un certo tempo, ma è nella natura e nella volontà divina farle diventare dolci.</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il Signore non ci prova per sempre né per capriccio</span><span class="fs12lh1-5">:</span><span class="fs12lh1-5"> </span><i><span class="fs12lh1-5">Lo scettro dell’empio non rimarrà per sempre sull’eredità dei giusti, affinché i giusti non tendano le loro mani verso il male. (Salmo 125:3)</span></i><span class="fs12lh1-5">.</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Israele, dopo aver lasciato Mara, giunse a Elim, luogo con palme e sorgenti di acqua dolce; così i credenti, dopo i periodi di prova, sono ristorati da momenti di tranquillità alla presenza del Signore nel momento in cui si dissetano dell’acqua che Egli ci dona:</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><i><span class="fs12lh1-5">Giovanni 4:14; Ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d’acqua che scaturisce in vita eterna».</span></i></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><i><span class="fs12lh1-5">Giovanni 7:37-39 Nell’ultimo giorno, il giorno più solenne della festa, Gesù stando in piedi esclamò: «Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno». Disse questo dello Spirito, che dovevano ricevere quelli che avrebbero creduto in lui; lo Spirito, infatti, non era ancora stato dato, perché Gesù non era ancora glorificato.</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></i></div><div class="imTAJustify"><i><br></i></div><div class="imTAJustify"><i><span class="fs12lh1-5">Domenico Melara</span></i></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 30 May 2017 09:38:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.adi-rc.org/blog/?dio-toglie-l-amarezza</link>
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			<title><![CDATA[Oggi sono tanto di moda tra gli adolescenti ed i giovani i tatuaggi (“tattoos”) ed i “piercing”. Nella Bibbia viene detto qualcosa sull'argomento?]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Investigate_le_Scritture"><![CDATA[- Investigate le Scritture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_fx1tvdon"><div><span class="fs12lh1-5">Già nell’Antico Testamento, agli israeliti usciti d’Egitto, Dio aveva proibito di praticare incisioni sul corpo e tatuaggi: “Non vi farete incisioni nella carne per un morto, né vi farete dei tatuaggi addosso. Io sono il Signore” (Lev. 19:28). Ai sacerdoti ebrei era vietato farsi ”incisioni nella carne” (Lev. 21:5) ed a tutti gli Ebrei veniva altresì ricordato: “Voi siete figli per il Signore vostro Dio; non vi fate incisioni addosso e non vi radete tra gli occhi per un morto” (Deut. 14:1).</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">Incisioni e tatuaggi nell’antichità</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Gli israeliti venivano dall’Egitto, dove “la pratica di farsi tagli sul volto, sulle braccia e sulle gambe nel periodo del lutto era comune tra i pagani ed era considerato un segno di rispetto per il morto, ma anche una specie di offerta propiziatoria verso le deità che governavano la morte e la tomba” (1). Altra pratica diffusa nel paese che li aveva resi schiavi, era quella dei tatuaggi rappresentati con figure, fiori, foglie, stelle o altri disegni su varie parti del corpo. "Erano realizzati con dei ferri infuocati, talvolta con inchiostro o pittura … È probabilmente associato, secondo Levitico 19:29, al costume di adottare tali segni in onore di qualche idolo, così si spiega chiaramente la proibizione. Perciò, venivano saggiamente vietati perché erano segni di apostasia e inoltre erano indelebili” (2).</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il termine tatuaggio deriva dal taitiano “tatu”, che significa “segnare qualcosa”. I tatuaggi sono stati praticati, nelle diverse civiltà, per scopi differenti: in alcuni casi, soprattutto in estremo oriente, erano legati a riti religiosi o all'appartenenza ad un determinato clan per indicare maturità e coraggio; i greci usavano i tatuaggi per comunicare nel mondo dello spionaggio; i romani li usavano per segnare criminali e schiavi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Nella Scrittura i due divieti citati, relativi alla proibizione di deturpare il corpo, erano giustificati perché ritenuti come un’offesa verso il Signore, il Creatore, ed erano considerati come atti di violenza a danno del corpo umano creato da Dio.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Incidersi il corpo era soprattutto una manifestazione violenta del dolore per la perdita dei propri cari, mentre i tatuaggi avevano una funzione di carattere superstizioso e religioso, come dimostrazione di dedizione alla deità. Servivano come segno di riconoscimento di persone devote ad un determinato idolo. Per questa ragione la legge del Signore vietava incisioni e tatuaggi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">Incisioni e tatuaggi nel mondo moderno</span></b><br></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Fino ad alcuni anni or sono, le incisioni, ma soprattutto i tatuaggi, non erano assolutamente d’uso comune. Non esistevano, come succede invece oggi, specialisti di tatuaggi e “piercing” (uno spillo penetrante sul corpo), che propagandano la propria attività con studi aperti al pubblico.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">I tatuaggi erano usati unicamente da determinati individui, come per esempio i marinai provenienti da lontani porti dell’Asia o dell’Africa, che avevano accettato questa ”moda” per ostentare la propria forza bruta e l’assoluto disprezzo di ogni regola sociale.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Un altro gruppo era costituito da personaggi che avevano avuto a che fare col mondo della malavita e spesso il tatuaggio era stato loro praticato in carcere mentre scontavano qualche pena. Era un segno distintivo di appartenenza ad una determinata cerchia sociale, connessa con la criminalità. A questo proposito, persone di una certa età ricordano bene che si evitavano gli individui con tatuaggi in bella mostra, perché considerati pericolosi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Chi non ricorda i corsari dei libri di avventura o del cinema che mostravano tatuaggi e segni deturpanti, magari con ferite sul volto, a testimonianza del coraggio e delle forza manifestata nel corso di combattimenti ingaggiati da filibustieri e pirati.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Con lo sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa, in un mondo ormai post-cristiano come l’attuale, i costumi pagani dell’Africa e dell’Asia sono diventati popolari. “Cantanti e complessi musicali come i ‘Hells Angels’ (Angeli dell’inferno) usano i tatuaggi come simbolo del gruppo. La TV ed il cinema usano l’idea del tatuaggio come indicazione di una società particolare. Si fa credere che chi ha tatuata un’immagine, ad esempio, di una tigre si apre allo spirito della ferocia” (3) (sic) e questo costume ha avuto indubbiamente grande successo. Immediatamente, i giovani, per una sorta di esterofilia sempre molto diffusa, hanno attuato sui loro corpi tatuaggi e “piercing”, imitando quelli visti su cantanti e gruppi musicali stranieri. Questa moda si è diffusa a macchia d’olio; basti pensare che su internet esistono ben ottantatré siti, che trattano di tatuaggi e “piercing”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div></div><div><span class="fs12lh1-5">Passata la moda, si vorrebbero cancellare con la dermo-abrasione i segni indelebili del tatuaggio, ma rimane lo sfregio e la cicatrice. È di questi giorni la notizia riportata da giornali che decine di migliaia di persone si sono rivolte a chirurghi estetico sperando di cancellare i tatuaggi, in quanto è stato sperimentato un metodo indolore, che non lascia cicatrici di sorta.</span></div><div class="imTAJustify"><b><br></b></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">La posizione cristiana</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Per le implicazioni connesse con i tatuaggi e i “piercing”, crediamo che i credenti fedeli all’Evangelo debbano attuare l’insegnamento della Parola di Dio riguardo a queste manifestazioni. È scritto: “Non sapete voi che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenente a voi stessi. Poiché foste comprati a cari prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo” (4).</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Certamente il Signore non apprezza che il Suo tempio sia segnato e sfregiato in questo modo. Dimostrazioni di questo genere, che rivelano credenze pagane in contrasto con la Sacra Scrittura, debbono essere evitate perché lo scopo dei veri seguaci di Cristo è quello di glorificare Dio anche con il proprio corpo, come ulteriore segno di una vita cristiana equilibrata.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Francesco Toppi – Tratto dal periodico “Cristiani Oggi”</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">______________________</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">1. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;R. Jameson, A. R. Fausset, D. Brown, A Commentary, Critical, Experimental and Practical of the Old and New Testament, W. Collins, sons &amp; Co. Limited, London, Vol. I, p. 490;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">2. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Ibidem;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">3. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;A brief history of tattoing (testo elettronico);</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">4. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;I Corinzi 6:19, 20.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 17 May 2017 09:36:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Come posso essere certo che Dio in Cristo mi ha concesso il perdono dei peccati e la vita eterna?]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_can5ah2q"><div><span class="fs12lh1-5">Alcuni credenti sono confusi ed incerti; altri hanno il timore di peccare di presunzione. Molto spesso, chi afferma di possedere la certezza della salvezza e la vita eterna in Cristo Gesù è</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">considerato presuntuoso. Ma domandiamoci obiettivamente se non sia una manifestazione di orgoglio personale rifiutare di accettare le promesse e</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">le dichiarazioni di Cristo stesso, il Quale ha adempiuto con la Sua vita, morte e risurrezione l’opera perfetta di redenzione per quanti L’accettano con fede. Gesù afferma: “In verità, in</span><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b><span class="fs12lh1-5">verità io vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede in Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita” (Giovanni 5:24).</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il testo mette in luce cinque verità fondamentali sulle quali si basa la certezza di quanti, credendo in Gesù, si identificano con il Suo sacrificio espiatorio compiuto sulla croce del Calvario. Gesù dice: “In verità, in verità …” ed ogni qualvolta usa questa forma enfatica, tipicamente orientale, lo fa per richiamare l’attenzione del Suo uditorio sull’importanza di quello che sta per dire.</span><br></div><div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">L’ASCOLTO DELLA PAROLA</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5">“In verità, in verità io vi dico: Chi</span><span class="fs12lh1-5"> </span><i><span class="fs12lh1-5">ascolta</span><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">la mia parola…”. E’ Dio che parla. Gesù pronuncia queste parole, Egli è Dio “… manifestato in carne …” (cfr. I Timoteo 3:16). Egli è la verità (cfr. Giovanni 14:6) e</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">richiama la nostra attenzione dicendo: “… Chi ha orecchi oda” (Matteo 11:14). Non si può separare la Sua Parola, la Parola di Dio, dalla Persona di Gesù: “… queste cose sono scritte, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figliuol di Dio, e affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome” (Giovanni 20:31).</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">La Parola vivente (cfr. Ebrei 4:12) e la Parola scritta sono strettamente legate. Quando la Parola di Dio, come una spada acuminata, penetra nella coscienza, non dubitiamo più; sappiamo che è la Parola di Dio ed essa ci mette a contatto con la</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">Persona del Signore Gesù Cristo. Non si possono rigettare o ricevere le Sue parole senza rigettare o ricevere Egli stesso.</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Egli dice: “… Chiunque ode queste mie parole …” (Matteo 7:24). Si tratta di lasciarle penetrare, se si hanno “… orecchi per udire ….”. Non si tratta di studiare la Bibbia come un libro qualunque, ma di ricevere l’Evangelo nel proprio cuore, il che è</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">tutt’altra cosa. Tali Parole danno la vita a chi le riceve come provenienti da Dio. Quale preziosa verità! Forse qualcuno dirà di non aver mai sentito Gesù rivolgersi a lui personalmente. Dio, però, ci parla mediante la Sua Parola: l’Evangelo.</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5">“Così la fede vien dall’udire e l’udire si ha per mezzo della parola di Cristo” (Romani 10:17).</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5">È per mezzo della Parola che lo Spirito Santo si rivolge alla nostra coscienza. La Parola, udita e ricevuta, rivela lo stato nel quale ci troviamo davanti a Dio: da qui nasce il ravvedimento, senza il quale, nessuno può essere salvato. L’opera può essere più o meno lunga, ma avviene sempre in “… chi ascolta la mia parola …”.</span><br></div><div></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">LA FEDE IN DIO</span></b><br></div><div><span class="fs12lh1-5">“Chi ascolta la mia Parola e crede in Colui che mi ha mandato …”.</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Il valore di una parola dipende evidentemente da Colui che la pronunzia. Diffidiamo delle parole di certe persone perché abbiamo fatto l’esperienza che non dicevano sempre la verità. Potremmo mai dubitare della Parola dell’ “… Iddio vivente e vero …”? (I Tessalonicesi 1:9). “… Abramo credette a Dio …” (Romani 4:3). Paolo, in mezzo ai marinai terrificati dalla tempesta, gridò: “… ho fede in Dio …” (Atti 27:25). Puoi dire: “Ho udito le parole vivificanti di Gesù il divino Salvatore, quindi io credo in Dio?”. La fede ci mette in rapporto con Dio, Egli non è una probabile Entità Suprema e sconosciuta, ma è</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">Colui che si è</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">fatto conoscere, che si è manifestato, che ha rivelato la Sua volontà. Ha mandato il Suo Figliuolo sulla terra perché ci ama. È l’amore del Padre che ha dato e</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">mandato il Suo Unico Figliuolo, il Suo Diletto per salvare dei colpevoli come noi! Egli lo ha mandato “… affinché, per mezzo di lui, vivessimo” (I Giovanni 4:9). Tutto viene da Dio. Eravamo morti nei falli e nei peccati ma Gesù è</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">venuto a darci la vita, offrendosi in sacrificio per espiare i nostri peccati. Eravamo morti, e il primo effetto della fede è</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">di farci sentire il peso dei nostri peccati. Un morto non sente il peso che gli si pone addosso, ma un addormentato si sveglia gridando: “Oh che grande peso!” ed ha quindi bisogno d’essere liberato. È così per l’individuo la cui coscienza è risvegliata: geme, pentito, finché il peso dei suoi peccati è</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">tolto. Allora non c’è solamente la vita, ma anche la libertà.</span><br></div><div></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">LA VITA ETERNA</span></b><br></div><div><span class="fs12lh1-5">“Chi ascolta la mia Parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha</span><span class="fs12lh1-5"> </span><i><span class="fs12lh1-5">vita eterna</span></i><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">.”.</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">Colui che crede in Cristo ha, quindi, non “avrà”, o “può sperare di ottenere”, ma possiede la vita eterna. Hai udito la parola di Gesù? Credi in Colui che l’ha mandato? Se è così, hai la vita eterna: Gesù stesso lo promette.</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Potresti anche rispondere: “Non lo posso affermare con certezza”. Vuoi allora attribuire più importanza ai tuoi sentimenti che alla Parola infallibile di Dio? Egli stesso lo dice, dichiara che possiedi la vita eterna. Questo non ti basta?</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Forse, conosci l’aneddoto raccontato a proposito di Napoleone che stava passando in rassegna le truppe, quando, per distrazione, gli sfuggirono le redini del cavallo che stava per allontanarsi. Un soldato semplice si precipitò fuori dalle fila e, afferrate le redini, fermò il cavallo e lo consegnò con rispetto al sovrano. “Grazie capitano” – disse il generale. “Di quale reggimento?”, chiese il soldato. “Della mia guardia”, replicò Napoleone. L’uomo andò subito a raggiungere un gruppo di ufficiali. “Sono capitano della guardia”, disse il soldato, “Come, chi te l’ha detto?”, “È lui che me l’ha detto”. E indicò l’imperatore.</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5">È Cristo stesso che dichiara che hai la vita eterna. Vi è forse al mondo un’altra autorità paragonabile alla Sua? Egli è</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">supremo, assoluto e non si contraddice mai. Non devi attendere, non devi fare sforzi per ottenerla, è</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">tua, afferrala!</span><br></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">LA LIBERAZIONE DAL GIUDIZIO</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5">“Chi ascolta la mia parola e crede</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">a Colui che mi ha</span><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b><span class="fs12lh1-5">mandato, ha vita eterna;</span><span class="fs12lh1-5"> </span><i><span class="fs12lh1-5">e non viene in giudizio</span></i><span class="fs12lh1-5">…”.</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5">In Ebrei 9:27 è detto: “… è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio”. Ma chi ha creduto alla Parola di Dio possiede la vita eterna; anche se il suo corpo passa per la morte, la sua anima vive e attende, vicino a Cristo, la risurrezione di vita. Non ha nulla da temere dal giudizio. I riscattati da Cristo Gesù vanno verso la gioia e la gloria eterne. Qualcuno potrà dire: “Ma non è scritto che noi compariremo tutti davanti al tribunale di Cristo?” (cfr. II Corinzi 5:10).</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5">È vero, ma non ci viene detto che i credenti saranno “giudicati”. Ciò sarebbe in contraddizione con la parola di Gesù. Il tribunale di Cristo, per noi credenti, è in rapporto ai premi del servizio compiuto quaggiù, non riguarda la vita eterna. Gesù, mio sostituto, ha subito al mio posto il giudizio sulla croce. Non posso dunque essere giudicato anch’io. Non vi è più giudizio perché Cristo ha espiato la mia colpa.</span><br></div><div></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">IL PASSAGGIO DALLA MORTE ALLA VITA</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5">“… Ma è</span><span class="fs12lh1-5"> </span><i><span class="fs12lh1-5">passato dalla morte alla vita”.</span><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">Il credente era morto nei</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">falli e nei peccati, morto come discendente di Adamo, morto moralmente in questo mondo ed è</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">passato dalla morte alla vita, alla vita eterna. È stato perdonato in Cristo. Ecco l’ultima verità di questi benefici divini, acquisiti per sempre da tutti coloro che, avendo udito la Parola di Dio, hanno creduto. Egli ha mandato il Suo Unigenito Figliuolo per caricarsi dei nostri peccati e ci ha donato la vita eterna. Perciò, non passeremo in giudizio, ma siamo passati dalla morte alla vita.</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Se quotidianamente prendiamo per buone e abbiamo fiducia nelle dichiarazioni dei nostri simili, non accetteremo molto più le dichiarazioni del nostro adorabile Salvatore? Questa logica di fede dona promesse a tutti coloro che credono in Cristo, per mezzo dell’Evangelo, facendole proprie nell’esperienza quotidiana.</span></div><div></div><div class="imTARight"><i></i></div><div></div><div class="imTARight"><i></i></div><div></div><div class="imTARight"><b><i><span class="fs12lh1-5">Tratto da “A domanda risponde”, Francesco Toppi – edito da ADI-MEDI</span><span class="fs12lh1-5 ff1">A</span></i></b><b></b></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 10 Apr 2017 09:32:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.adi-rc.org/blog/?come-posso-essere-certo-che-dio-in-cristo-mi-ha-concesso-il-perdono-dei-peccati-e-la-vita-eterna-</link>
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			<title><![CDATA[Che cosa vuol dire l’espressione: “Dato in man di Satana”?]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Investigate_le_Scritture"><![CDATA[- Investigate le Scritture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8t2cwa9q"><div class="imTAJustify"><div><div> &nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5">La frase citata è ripetuta due volte nelle epistole dell’apostolo Paolo: nel caso del membro della comunità di Corinto che conviveva con la matrigna, “ho deciso che quel tale sia dato in man di Satana …” (I Corinzi 5:5), e nel caso di Imeneo ed Alessandro, “… i quali ho dati in man di Satana affinché imparino a non bestemmiare” (I Timoteo 1:20).</span></div><div> &nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div> &nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>TRE CASI DISCIPLINARI</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Nel primo riferimento viene sottoposto a questa speciale disciplina l’immorale di Corinto che coabitava con la matrigna, di certo pagana, altrimenti anche lei sarebbe stata colpita dallo stesso drastico provvedimento. Il secondo caso è quello di Imeneo, il quale dovette sottomettersi alla stessa disciplina in quanto insegnava che la risurrezione fosse già avvenuta (cfr. II Timoteo 2:18). A questi, in seguito, si unì anche Fileto, con l’intento di propagare l’eresia, secondo cui la risurrezione non era corporale ma spirituale, una risurrezione, cioè, dell’anima dalla morte del peccato. II terzo caso, più complicato, è quello di Alessandro, che molti identificano con lo stesso personaggio che incontriamo nel tumulto di Efeso, un ebreo che cercò di calmare gli animi in modo tale che la colpa del disordine non ricadesse sui Giudei (cfr. Atti 19:33), e di nuovo citato in II Timoteo 4:14. Se fosse la stessa persona, probabilmente, sarebbe tra gli accusatori di Paolo nel primo processo dinanzi ai giudici. Quel riferimento a “non bestemmiare”, e anche la frase “si è opposto violentemente alle nostre parole”, sembrano indicare o una sua reazione alla difesa dell’apostolo dinanzi ai giudici, oppure l’opposizione alla verità evangelica annunciata da Paolo. Se si identificasse con l’Alessandro giudeo di Efeso, costui si sarebbe convertito al cristianesimo e, in seguito, si sarebbe sviato e avrebbe “bestemmiato” o vituperato la verità e, quindi, “dato in mano di Satana”. Tale personaggio, invece di ravvedersi, avrebbe persistito nella sua opposizione alla verità, fino a divenire un acceso accusatore di Paolo e dell’Evangelo da lui proclamato. L’apostolo, quindi, non può fare altro che abbandonarlo nelle mani di Colui che dà la retribuzione a ciascuno secondo le proprie opere. Dalla descrizione ne consegue che questo drastico intervento disci-plinare era applicato in casi di immoralità, false dottrine e netta opposizione all’Evangelo.</span></div><div> &nbsp;<span class="fs10lh1-5"> &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>“DATO IN MAN DI SATANA”</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">L’apostolo usa l’autorità spirituale che ha ricevuto dal Signore; egli, infatti, afferma: “Nel nome del Signore Gesù, essendo insieme riuniti voi e lo spirito mio, con l’autorità del Signore nostro Gesù, ho deciso che quel tale sia consegnato a Satana, per la rovina della carne, affinché lo spirito sia salvo nel giorno del Signore Gesù” (I Corinzi 5:4, 5; Vers. N.R.). Questi due versetti sono stati interpretati e usati male, in quanto sono stati considerati soltanto come un’autorevole e drastica forma di scomunica esercitata dalla chiesa, che ne avrebbe il potere. Sembra, infatti, che questa fosse la formula usata dall’inquisizione quando condannava ad essere arsi vivi gli eretici o quanti venissero considerati tali. In ultima analisi, si affermava che quel martirio era un atto di amore per impedire loro di continuare a perseverare nell’eresia e concedere loro una possibilità per essere salvati.</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Il dare “in mano di Satana” non era una semplice, solenne formula ecclesiastica, ma significava allontanare l’individuo dalla comunione della chiesa, spingendolo nel mondo che è sotto il dominio di Satana. Il testo esprime il concetto secondo il quale la comunità cristiana è come un’oasi illuminata dalla luce della grazia, in cui regna e si manifesta il Signore con la Sua presenza, con la Sua potenza e con il Suo amore, mentre il mondo è immerso nelle tenebre dove regna l’avversario di Dio, che dispensa sofferenza, schiavitù e morte. Quindi, dare “in man di Satana” voleva dire soltanto che l’immorale o l’eretico o il ribelle veniva abbandonato in balia del mondo delle tenebre perché, colpito da qualche malattia o prova fisica, fosse spinto a ravvedersi abbandonando il male. La sofferenza avrebbe dovuto svolgere il </span><span class="fs12lh1-5">proprio ministerio disciplinare per ricondurre il traviato a Dio ottenendo perdono, riabilitazione e salvezza.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">“L’uomo è anche ammonito sul suo letto, dal dolore, dall’agitazione incessante delle sue ossa … Ma se, presso di lui, c’è un angelo, un inter¬prete, uno solo tra i mille, che mostri all’uomo il suo dovere, Dio ha pietà di lui …” (Giobbe 33:19, 23, 24).</span></div><div> &nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5"><b>L’USO DELLA DISCIPLINA</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">L’autorità spirituale era così evidente, in quel periodo tanto ricco di carismi, che abbiamo diversi esempi dell’uso di questo potere a salvaguardia della purezza dei costumi e della santità della chiesa, Il caso di Anania e Saffira o della cecità che colpì il falso profeta e mago Elima ne sono esempi evidenti. Sappiamo, però, anche di qualche caso accaduto all’inizio del Risveglio pentecostale, ad esempio durante il ministerio di Giacomo Lombardi ed altri. Se un credente messo sotto disciplina per qualche grave infrazione si ribellava al divieto di partecipare al culto intervenendo con una preghiera pubblica o una testimonianza, veniva colpito temporaneamente da mutismo fino a quando, mediante la pre-ghiera dei fratelli, riacquistava la favella. Come mai oggi questo non avviene più? Probabilmente perché, nella guida del Signore, non osiamo intervenire tanto drasticamente. Per questo oggi l’amministrazione della disciplina è uno dei punti deboli nelle comunità, sia da parte di quelli che dovrebbero attuarla sia da parte di coloro che dovrebbero accettarla. Da quando si è instaurata l’idea che la chiesa si fonda soltanto su “principi democratici”, comuni a quelli della società, si è perduto il senso profondo dell’importanza della disciplina spirituale, che è stata sostituita con una forma di tolleranza, scambiata per amore, che spesso oscura perfino l’importanza della santità nell’ambito della comunità cristiana. Spesso accade, proprio come a Corinto, che i credenti sono tanto interessati alla ricerca e all’uso dei carismi, che dimenticano l’importanza del comportamento cristiano. Carismi e frutto dello Spirito debbono essere in perfetto equilibrio, per questa ragione lo Spirito Santo ci ricorda: “Ma desiderate ardentemente i doni maggiori. E ora vi mostrerò una via, che è la via per eccellenza” (I Corinzi 12:31). Questa via è quella dell’amore. Il frutto dello Spirito deve regolare ogni aspetto della vita di ogni cristiano.</span><br></div><div> &nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div> &nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTARight"><span class="fs12lh1-5"><i><br></i></span></div><div class="imTARight"><span class="fs10lh1-5"><i>Tratto da libro “A domanda risponde” di Francesco Toppi – Ed. ADI MEDIA</i></span></div><div></div></div><div></div></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 22 Mar 2017 22:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[14 febbraio, festa degli innamorati?]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Investigate_le_Scritture"><![CDATA[- Investigate le Scritture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_cpnl73xz"><div> &nbsp;<b><i><span class="fs12lh1-5">Un’altra “pseudo festa del consumo indotto” mossa dalle industrie per incrementare la produzione, insieme con gli sprechi, ma non solo…</span></i></b></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Da alcuni anni, sulla scia degli Stati Uniti, il 14 febbraio si celebra la festa di San Valentino, festa popolare e laica che incrementa i consumi e, di conseguenza, la produzione.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">In realtà, il calendario liturgico cattolico ha sfrattato, con una riforma del 1970, il santo Valentino perché ritenuto poco significativo per la fede cattolica e lo ha sostituito con altri, tuttavia la cancellazione non ha avuto alcun effetto sui calendari, perché troppe erano le usanze e troppi gli interessi connessi alla ricorrenza.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> Per conoscere l’origine e capire il significato di una festa come san Valentino bisogna chiedere l’aiuto dell’antropologia culturale, disciplina che studia la cultura delle società e che tra i suoi ambiti annovera anche lo studio delle tradizioni e dei riti religiosi derivanti dall’incontro fra tradizioni locali e religione cattolica.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Su san Valentino si hanno poche notizie certe e molte leggende, spesso abbastanza confuse. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">C’è chi lo identifica con un taumaturgo che viveva a Terni, decapitato a Roma perché si rifiutava di sacrificare agli dei, e chi invece crede sia il benefattore che finanziò nel III secolo la costruzione di una basilica sulla via Flaminia, che da lui prese il nome, e che fu decapitato per ordine di un imperatore romano.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Nella leggenda le due figure si sono confuse fino a dare origine a un solo san Valentino, del quale si parla nella “Legenda aurea” (o “Legenda Sanctorum”) di Jacopo da Varagine (o da Varazze, 1230 ca. - 1298), scrittore medievale dell’ordine domenicano. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Negli anni 1255-66 egli fu autore di un’opera leggendaria e agiografica sulla vita di 182 santi del calendario liturgico che ebbe una grandissima diffusione e che, tradotta in varie lingue, esercitò un importante influsso sulla letteratura religiosa italiana ed europea. Divenuto popolare in tutta Europa grazie ai frati benedettini, custodi della basilica di Terni nel primo medioevo, il culto di san Valentino avrebbe raggiunto anche l’Inghilterra.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">La festa cade in un periodo particolare dell’anno, quando la natura comincia a dare i primi segni di risveglio dal letargo invernale. Verso la metà di febbraio il sole comincia a riscaldare la terra facendo sbocciare i primissimi fiori, così san Valentino è diventato il santo che preannuncia la primavera. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><span class="lh25px">Per </span><b><span class="lh25px">“san Valentin la lodola fa il nidin”,</span></b><span class="lh25px"> afferma un proverbio veneto, uno dei tanti presenti in tutta la penisola.</span></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Per gli antichi romani febbraio, il mese in cui ci si preparava all’arrivo della primavera, la stagione della rinascita, era l'ultimo dell'anno e verso la sua metà iniziavano le celebrazioni dei “lupercali”, tra le più importanti festività religiose romane insieme con i “saturnali” celebrati dal 17 al 23 dicembre, che trovano ancora eco nelle festività del Natale e di fine anno.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">I “lupercali” erano un'antica festività in onore di Luperco, dio pastorale degli italici e “nipote” del dio Saturno, che si celebrava il 15 febbraio in una grotta sul colle Palatino, dove si credeva che i leggendari fondatori di Roma, i gemelli Romolo e Remo, fossero stati allattati da una lupa. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il vero “evento” per la gioventù romana di allora era una specie di lotteria dell’amore nella quale i nomi dei giovani e delle giovani venivano messi in un’urna e mescolati, quindi un bambino li pescava e si formavano a caso alcune coppie che avrebbero vissuto in intimità per un intero anno come rito di fertilità.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">In seguito al processo di sovrapposizione tra cultura cristiana e pagana che la storia conosce molto bene, la festa romana di metà febbraio fu sostituita con quella di un santo, Valentino appunto, che tra i suoi meriti avrebbe avuto, secondo la tradizione, quello della celebrazione di molti matrimoni di giovani coppie alle quali l’imperatore aveva negato il consenso. </span></b></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Da allora il martire Valentino è divenuto il patrono degli innamorati, ispirando anche l’usanza dei bigliettini teneri e spiritosi, i “valentini”, documentata in Inghilterra sin dal XV secolo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">In seguito la festa è “emigrata” in America e, come tante altre ricorrenze, è ritornata in Europa trasformata in celebrazione che non si accontenta più dei “valentini” o di un fiore ma chiede il regalo costoso, come in altre “pseudo feste del consumo indotto”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><span class="lh25px">I cristiani “nati di nuovo” non si fanno coinvolgere in simili celebrazioni perché l’Evangelo ha fatto conoscere loro “</span><i><span class="lh25px">la potenza e la venuta del nostro Signore Gesù Cristo”</span></i><span class="lh25px"> cosicché non vadano </span><i><span class="lh25px">“dietro a favole abilmente inventate”</span></i><span class="lh25px"> ma siano </span><i><span class="lh25px">“testimoni oculari della Sua maestà”</span></i><span class="lh25px"> (2 Pietro 1:16).</span></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Enzo Martucci</span></div><div></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 14 Feb 2017 13:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Nelle vostre riunioni si sente spesso parlare di “nuova nascita”, “rigenerazione” e “conversione”. Cosa significano queste parole?]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Investigate_le_Scritture"><![CDATA[- Investigate le Scritture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ot3n78to"><div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Generalmente i tre termini sono usati come sinonimi, anche se i primi due, “nuova nascita” e “rigenerazione”; esprimono lo stesso concetto, mentre “conversione” è<i class="lh20px"><span class="lh20px"> </span></i>la traduzione di due termini del testo in lingua originale <i class="lh20px"><span class="lh20px">che </span></i>significano rispettivamente “ritornare, volgersi”, e “cambiamento di mente ed opinione”. Il termine italiano, invece, deriva dal latino e vuol dire rivolgimento e, secondo un dizionario moderno, “mutamento di vita ed abitudini”, “trasformazione”. E’ evidente, quindi, che il termine conversione in senso biblico non è passare da una religione ad un’altra, ma piuttosto “ravvedersi”, cambiare opinione e mentalità, essere trasformati come conseguenza della “nuova nascita” o “rigenerazione”. Spesso le tre parole sono utilizzate senza sfumature di significato, perché l’esperienza della nuova nascita produce necessariamente la tra­sformazione di mentalità e di carattere.</span></div></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">LA NUOVA NASCITA O RIGENERAZIONE</span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Nel Vangelo di Giovanni (cfr. 3:1-6), Gesù stesso parla della “nuo­va nascita”, come di quell’atto sovrano dello Spirito Santo per il quale Dio stesso impartisce la Sua vita divina all’individuo e lo rende “fi­gliuolo di Dio”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Comprendere e sperimentare la nuova nascita vuol dire “vedere” ed entrare nel regno di Dio” (Giovanni 3:3, 5).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Nonostante le opinioni umane tanto diverse riguardo alla “nuova nascita”, possiamo con certezza affermare che le parole di Gesù sono attuabili in ogni tempo, perché gli agenti di questa esperienza fondamentale della vita cristiana continuano ad essere:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">a.<i> La Parola di Dio</i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">“… quand’anche aveste diecimila pedagoghi in Cristo, non avete pe­rò molti padri; perché son io che vi ho generati in Cristo Gesù, median­te l’Evangelo” (l Corinzi 4:15);</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">“Egli ci ha di sua volontà generati mediante la parola di verità …” (Giacomo 1:18);</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">“… siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, mediante la parola di Dio vivente e<i> </i>permanente” (I Pietro 1:23).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">b.<i> Lo Spirito Santo</i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">“… se uno non è<i> </i>nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quel che è nato dalla carne, <i>è </i>carne, e quel che è nato dallo Spiri­to, è<i> </i>spirito” (Giovanni 3:5, 6);</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">“… son nati da Dio” (Giovanni 1:13);</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">“… Dio, nostro Salvatore ... ci ha salvati non per opere giuste che noi avessimo fatte, ma secondo la sua misericordia, mediante il lavacro del­la rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo” (Tito 3:4, 5);</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">c.<i> La Fede</i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Gesù “… è venuto in casa sua, e i suoi non l’hanno ricevuto; ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figliuo­li di Dio; a quelli, cioè, che credono nel suo nome” (Giovanni 1:11,12);</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">“… siete tutti figliuoli di Dio, per la fede in Cristo Gesù” (Galati 3:26). La rigenerazione, o “nuova nascita’’, è indispensabile ed insostituibi­le, in quanto tutti gli individui sono creature di Dio, ma diventano “fi­gliuoli di Dio” per l’opera redentrice di Cristo, per mezzo di questo atto miracoloso e divino che Li fa “nascere di nuovo<sup>.</sup>”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">OPINIONI ERRATE</span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Da sempre l’uomo ha cercato di deviare dal consiglio preciso di Ge­sù Cristo e della Sacra Scrittura. Un esempio di questa pericolosa ten­denza è riscontrabile nell’incontro di Gesù con Nicodemo, descritto nel Vangelo di Giovanni al capitolo 3. Questo teologo giudeo interpreta le parole di Gesù, “… se<i> </i>uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio” (Giovanni 3:3), in senso terreno, ritenendole un paradosso.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">La nuova nascita non è una nascita naturale ma soprannaturale; “Quel che è nato dalla carne, è carne; quel che è<i> </i>nato dallo Spirito, è<i> </i>spi­rito” (Giovanni 3:6).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Da allora, studiosi e teologi d’ogni tendenza hanno tentato di dare alle parole di Gesù il significato che più si confà alle<i> </i>proprie opinioni. Qualcuno ha detto che la “nuova nascita” è soltanto una esperienza psicologica<i>: </i>l’uomo in crisi esistenziale sarebbe afflitto dal “complesso di Dio” e<i>, </i>quindi, si illuderebbe di ritrovare calma e serenità in una esperienza religiosa. Altri hanno affermato che per nuova nascita s’intende soltanto un “assenso razionale” alle parole di Gesù, che darebbero all’individuo l’il­lusione d’essere coerente con se stesso.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Altri ancora considerano la “nuova nascita” soltanto un migliora­mento morale in conseguenza dell’accettazione delle norme etiche del cristianesimo. Ma la risposta dell’Evangelo è<i> </i>inequivocabile: la nuova nascita non può essere un’esperienza psicologica né<i> </i>un semplice assenso razionale. Nicodemo, infatti, non riesce e spiegarsi la nuova nascita e dichiara: “… Come possono avvenir queste cose?” (Giovanni3:9).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">La meraviglia, con una punta di ironia, che è rivelata dalla rispo­sta di Gesù: “… Tu se’ il dottor d’Israele e non sai queste cose?” (Gio­vanni 3:10), evidenzia un fatto molto importante: non è possibile af­ferrare il significato vero della Scrittura sulla base della conoscenza umana, ma Dio lo rivela per mezzo dello Spirito Santo, “… perché lo spirito investiga ogni cosa, anche le cose profonde di Dio” (I Corinzi 2:10).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Ritenere la nuova nascita essere soltanto l’accettazione delle norme etiche insegnate da Gesù, vuol dire giudicarsi capaci di un migliora­mento morale, fondandosi sulle proprie abilità, ma questo è totalmente contrastante con il concetto di “grazia” in Cristo: “… è per grazia che voi siete stati salvati, mediante la fede<i>; </i>e<i> </i>ciò non vien da voi; <i>è il dono di Dio. </i>Non è in virtù d’opere, affinché niuno si glori” (Efesini 2:8, 9).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">LA CONVERSIONE</span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Questa esperienza interessa l’aspetto esteriore della vita cristiana della “nuova nascita”. La rigenerazione, o nuova nascita, è una profonda esperienza inte­riore e personale, che si manifesta esteriormente con la conversione. Se qualcuno è”nato di nuovo” immediatamente lo dimostrerà. La “nuova nascita” si manifesta con la “conversione”, cioè con una vita trasformata dalla potenza dello Spirito di Dio. Nessun passaggio da una forma religiosa ad un’altra, né da una denominazione ad un’al­tra, potrà mai essere considerata “conversione” in senso biblico, poiché questa esperienza è un atto soprannaturale che lo Spirito Santo com­pie in quelli che credono e ricevono Cristo come personale Salvatore e Signore.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">UN ESEMPIO</span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Un caso esemplare di questa “nuova nascita” e “conversione” è quel­lo di Saulo da Tarso, colui che sarebbe diventato Paolo, “l’apostolo delle genti”. Prima del suo incontro soprannaturale con Cristo, ci appare altezzoso, sicuro di sé e minaccioso. Dopo l’esperienza miracolosa<b> </b>sulla via di Damasco ecco il miracolo: crede, accetta Gesù come suo Signore ed immediatamente manifesta i segni incontrovertibili della vera conversione. Si lascia docilmente condurre in città., attende in preghiera chi potrà dargli altri consigli dalla Parola di Dio, accetta il ministerio guida­to dallo Spirito Santo, ubbidisce al battesimo in acqua e poi sarà dispo­sto ad essere “… uno strumento … eletto …” (Atti 9:15) per portare l’annuncio della salvezza in Gesù tra i popoli e sarà pronto a “… patire …” (Atti 9:16) per il nome e la causa di Cristo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5">LA NECESSITÀ DELL’ANNUNCIO</span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Annunciare la nuova nascita, o rigenerazione, e la conversione a Cri­sto ed all’Evangelo è assolutamente necessario ed è parte della Buona Novella di Dio all’umanità, perché Gesù Cristo il Signore lo ha autorevol­mente e perentoriamente affermato: “… In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio” (Giovanni 3:3); “… Bisogna che nasciate di nuovo” (Giovanni 3:7). Tutti gli uomini, consapevoli della propria natura decaduta, hanno bisogno di una natura nuova, che può essere donata soltanto da Dio, per mezzo di Gesù Cristo, l’unico Salvatore: “… voi pure ha vivificati, voi ch’eravate morti ne’ vostri falli e ne’ vostri peccati … Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore del quale ci ha amati, anche quand’eravamo morti nei falli, ci ha vivificati con Cristo Gesù (egli è per grazia che siete salvati), <i>e </i>ci ha risu­scitati con lui e con lui ci ha fatti sedere ne’ luoghi celesti in Cristo Gesù” (Efesini 2:1, 4-6). Questo è l’unico modo per “vedere” ed “entrare” nel re­gno di Dio, un regno che non è<i> </i>terreno, ma è il governo che Dio esercita su quelli che hanno ricevuto Cristo per fede, ai quali”… egli ha dato il di­ritto di diventar figliuoli di Dio; a quelli, cioè, che credono nel suo nome; i quali non son nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uo­mo, ma son nati da Dio” (Giovanni 1:12, 13).</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"> </div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div class="imTARight"><span class="fs12lh1-5">Tratto da “A domanda risponde” di Francesco Toppi – Edizioni ADI MEDIA</span></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 12 Jan 2017 13:05:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[È proprio vero che la malattia e la sofferenza sono sempre conseguenza del peccato?]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Investigate_le_Scritture"><![CDATA[- Investigate le Scritture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_sl365m46"><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Se intendiamo per “peccato” la caduta dei nostri progenitori, i quali si</span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">ribellarono al Creatore e, di conseguenza, fu introdotta nel mondo la corruzione e la morte, allora ogni tipo di infermità e sofferenza che colpiscono il nostro organismo sono certamente conseguenza di quella caduta. In questo senso “… fino ad ora tutta la creazione geme insieme ed è in travaglio; non solo essa, ma anche noi, che abbiamo le primizie dello Spirito, anche noi stessi gemiamo in noi medesimi, aspettando l’adozione, la redenzione del nostro corpo” (Romani 8:22, 23).</span><br></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Questo testo biblico esprime con chiarezza la realtà della nostra vita terrena, le sue debolezze e limitazioni. L’apostolo Paolo non soltanto sottolinea il fatto che i credenti in Cristo partecipano con tutta la creazione a questo “travaglio”, ma precisa: “… anche noi stessi gemiamo in noi medesimi…” per indicare che la sofferenza fisica e morale è parte integrante della nostra eredità in Adamo. Questa condizione generale non esclude alcun essere umano, neanche coloro che hanno “… le primizie dello Spirito…” Questo che sembra un riferimento implicito all’esperienza della Pentecoste, festa delle primizie, ci ricorda che anche coloro i quali hanno fatto una profonda esperienza con Gesù Cristo e sono controllati dallo Spirito di Dio non sono esenti dalle sofferenze fisiche e morali. Le malattie e la sofferenza saranno un pericolo anche per i credenti più arresi a Dio, fino a quando questo corruttibile non avrà rivestito incorruttibilità, e questo mortale non avrà rivestito immortalità; soltanto allora sarà adempiuta la parola che è scritta: “… La morte è stata sommersa nella vittoria. O morte, dov’è la tua vittoria? O morte, dov’è il tuo dardo?” (I Corinzi 15:54, 55).</span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"><b><span class="fs12lh1-5">UN ECCESSO DA EVITARE</span></b><b></b></span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Talvolta, si incontrano credenti i quali, arbitrariamente, sì permettono di giudicare i loro confratelli, affermando che la malattia e la sofferenza fisica sono diretta conseguenza di un peccato commesso.</span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Questa posizione estremistica non può essere assolutamente accettata alla luce di tutto l’insegnamento della Sacra Scrittura. Uno dei tanti testi afferma: “... perché giudichi il tuo fratello? E anche tu perché disprezzi il tuo fratello? Poiché tutti compariremo davanti al tribunale di Dio… Così dunque ciascun di noi renderà conto dì se stesso a Dio” (Romani 14:10,12). Ogni credente è stato chiamato da Dio ad edificare il proprio fratello e non ad avvilirlo: “… voi, che siete spirituali” incoraggiate il vostro fratello “con spirito di mansuetudine … Portate i pesi gli uni degli altri, e così adempirete la legge di Cristo… Ciascuno esamini invece l’opera propria …” (Galati 6:1,2,4). L’insegnamento della Parola di Dio è, quindi, quello di incoraggiare e non di avvilire. La guarigione divina è parte integrante dell’annuncio di “Tutto l’Evangelo”, ed è uno dei privilegi di tutti coloro che ripongono la propria fiducia sull’opera perfetta di Cristo al Golgota.</span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">UN INCORAGGIAMENTO</span></b></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">L’argomento della liberazione dalla malattia e dalla sofferenza è importante e fondamentale per la dottrina cristiana. Dio si rivela già nell’Antico Testamento come: “… io sono l’Eterno che ti guarisco” (Esodo 15:26). Questa guarigione che viene da Dio esprime la Sua abilità dì Creatore e Redentore. Yahwèh, l’Eterno, l’Iddio Redentore, ristabilisce l’ordine nell’individuo che pone tutta la propria fiducia in Lui. Questa guarigione, o liberazione, riguarda tutto l’essere dell’uomo, quindi si può asserire con certezza che Dio guarisce da ogni infermità spirituale, morale e fisica. Con la Sua venuta Gesù rivelò perfettamente e totalmente il Padre e, durante il Suo ministerio terreno, andò “… attorno facendo del bene, e guarendo tutti coloro che erano sotto il dominio del diavolo ...” (Atti 10:38). Circa settecento anni prima della venuta di Cristo, il profeta affermava: “… eran le nostre malattie ch’egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui s’era caricato …” (Isaia 53:4). L’apostolo Pietro, ispirato dallo Spirito Santo, affermava: “[Cristo, N.d.A.] ha portato egli stesso i nostri peccati nel suo corpo, sul legno, affinché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia, e mediante le cui lividure siete stati sanati” (I Pietro 2:24). Tutti questi passi biblici danno l’assicurazione che Dio non soltanto è potente e guarisce, ma vuole guarire quanti per fede vanno a Lui per mezzo di Gesù Cristo. L’opera che il Divino Redentore ha compiuto sulla croce del Calvario include non soltanto la liberazione dal peccato, ma anche la guarigione dalla malattia.</span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">ALLORA, PERCHÉ LA MALATTIA</span></b></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Qualcuno obietterà, perché allora molti cristiani soffrono di malattie fisiche? Le ragioni possono essere molteplici e ciascuno dovrebbe fare un auto esame davanti a Dio per conoscerne la causa.</span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Nessun altro, all’infuori di noi stessi, può saperne di più, tuttavia la Sacra Scrittura ci rivela che esistono almeno tre ragioni perché Dio permette la sofferenza fisica e la malattia. Un testo biblico molto noto, e che spesso evitiamo, afferma: “E’ a scopo di disciplina che avete a sopportar queste cose. Iddio vi tratta come figliuoli; poiché qual é il figliuolo che il padre non corregga? Che se siete senza quella disciplina dalla quale tutti hanno avuto la loro parte, siete dunque bastardi, e non figliuoli” (Ebrei 12:7, 8). Iddio permette difficoltà, sofferenza e malattia ai Suoi figliuoli, cioè a quanti sono stati redenti per l’opera di Cristo, per richiamare la loro attenzione su certe posizioni e condizioni della loro vita spirituale. E’ giusto e logico che Dio ci tratti da figliuoli e ci riprenda, usando il metodo che Egli crede migliore: “… non ci sottoporremo noi … al Padre degli spiriti per aver vita?” (Ebrei 12:9).</span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">LA SOFFERENZA COME CONSEGUENZA DEL PECCATO COMMESSO</span></b></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">Nella Bibbia vengono riportati molti casi di credenti i quali, non rendendosi conto dei peccati commessi, sono stati richiamati da Dio in modo autorevole con questo mezzo. Il peccato corrompe lo spirito e l’anima e produce delle conseguenze inevitabili sull’organismo umano. Basta guardarci attorno e considerare le grandi piaghe sociali e sanitarie prodotte dall’alcoolismo, dal fumo, dalla droga, per rendersi conto del tremendo squilibro e delle conseguenze morali e</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">fisiche del peccato nelle sue forme più varie.</span></span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">Tra i tanti casi ricordati dalla Scrittura, il più clamoroso è quello di Davide</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">con il</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">suo duplice peccato:</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">adulterio e omicidio. Egli è accecato dalla passione, non si rende conto del grave misfatto commesso, ma Dio lo richiama, egli si pente, si ravvede, ma deve subire delle tristi conseguenze come la morte del bimbo frutto dell’unione illecita, gravissimi disordini di immoralità nell’ambito della propria famiglia, la ribellione ed il colpo di stato di Absalom, suo figlio. Questi eventi luttuosi furono le conseguenze funeste del suo peccato ed egli le accettò come gli effetti naturali della sua infedeltà.</span></span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><b class="cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">LA SOFFERENZA PER RIVELARE I PECCATI </span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">OCCULTI</span></b></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Proprio Davide affermava: “Chi conosce i suoi errori? Purificami da quelli che mi sono occulti” (Salmo 19:12). Dio soltanto può rivelarceli, usando metodi e mezzi diversi e, tra questi, quello della sofferenza.</span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">Il caso più noto è quello del patriarca Giobbe, uomo integro, il quale subì atroci sofferenze dal punto di vista morale e fisico. Il lettore superficiale di questo libro, il più antico della Bibbia, ritiene che Dio abbia permesso a Satana di colpire Giobbe per provare la sua fedeltà verso l’Eterno. A parte il fatto che sarebbe tremendo pensare che</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">Dio permetta all’avversario di divertirsi con i credenti come i bambini fanno con giocattoli, occorre ricordare che, se così fosse, il Creatore e Signore dell’Universo non potrebbe essere riconosciuto per quello che veramente è: “… Dio è</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">amore …” (I Giovanni 4:16). Inoltre, se Egli avesse avuto bisogno di mettere alla prova la fedeltà di Giobbe, dovrebbe mettere alla prova nello stesso modo la fedeltà di tutti quelli che Lo seguono, ma vorrebbe dire che non riconosciamo la Sua onniscienza. Egli ci conosceva ancor prima della nostra nascita. Allora, perché Dio permise questa prova? Per disciplina; Giobbe era timorato di Dio ed integro, ma purtroppo non si rendeva conto che era orgoglioso della propria giustizia e della propria rettitudine. Soltanto le atroci sofferenze subite e il suo totale avvilimento fanno emergere questo “peccato occulto”. Basta leggere il capitolo 29 del libro di Giobbe e sottolineare tutti gli “io” e i “mio” per scoprire questa sua attitudine nascosta, della quale neanche egli stesso se ne rendeva conto. Soltanto dopo, quando Dio gli risponderà, allora, potrà confessare: “Il mio orecchio avea sentito parlar di te ma ora l’occhio mio t’ha veduto. Perciò mi ritratto, mi pento sulla polvere e sulla cenere” (Giobbe 42:5, 6).</span></span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">LA SOFFERENZA PER PREVENIRE IL PECCATO</span></b></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">È incomprensibile che uomini potentemente usati da Dio, come l’apostolo Paolo, possano essere stati soggetti a malattie e sofferenze.</span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Nel Nuovo Testamento abbiamo servitori di Dio deboli nel corpo e malati, come Trofimo, stretto collaboratore di Paolo, “… lasciato infermo a Mileto” ( Il Timoteo 4:20), o come il notissimo caso di Timoteo, al quale l’apostolo consigliò di prendere cura del suo stomaco e delle sue “… frequenti infermità” (I Timoteo 5:23). Nel caso di Paolo, il quale pregò per essere liberato dalla “… scheggia nella carne …”, che era certamente un’infermità fisica, forse una gravissima malattia agli occhi, il Signore ne rivelò la ragione. Ma lasciamo che l’apostolo ci narri la propria esperienza: “… perché io non avessi ad insuperbire a motivo della eccellenza delle rivelazioni, m’è stata messa una scheggia nella carne, un angelo di Satana, per schiaffeggiarmi ond’io non insuperbisca. Tre volte ho pregato il Signore perché l’allontanasse da me; ed egli mi ha detto: La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza” (II Corinzi 12:7-9). Lo scopo della sofferenza per Paolo era quello di prevenire la superbia. Egli doveva porre la propria fiducia quotidianamente nel Signore e nella Sua grazia per adempiere il ministerio che Dio gli aveva affidato. In questo caso la sofferenza e la malattia avevano un “ministerio” ben specifico, quello di evitare che l’apostolo potesse insuperbire e, quindi, perdere il premio che il Signore dona a tutti quelli che Lo seguono con umiltà, sincerità e fedeltà. Possano queste poche considerazioni aiutarci a porre la totale fiducia nel Signore che ha promesso di guarire, ma possano anche liberarci da persone che ritenendosi superiori e “spirituali” scoraggiano i credenti malati con le loro deduzioni umane ed i loro assurdi giudizi. Ognuno esamini sé stesso alla luce della Parola di Dio e permetta allo Spirito Santo di rivelare “noi a noi stessi”.</span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><i><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></i></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><i><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Tratto da “A domanda risponde”, Francesco Toppi – edito da ADI-MEDIA</span></i></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 12 Dec 2016 12:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Perché non osserviamo molte norme dell’Antico Testamento? La Bibbia non è tutta Parola di Dio?]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Investigate_le_Scritture"><![CDATA[- Investigate le Scritture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_h4q909o0"><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La domanda è molto importante in quanto esistono gruppi di credenti i quali afferma­no che non possiamo considerarci cristiani fedeli alla Scrittura se non siamo disposti ad ubbidire a tutte le regole dell’Antico Testamento.</span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il testo più famoso, che sempre viene citato, è rappresentato dalla dichiarazione di Gesù: “Non pensate ch’io sia venuto per abolire la legge od i profeti; io son venuto non per abolire ma per compire; poiché io vi dico in verità che finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà, che tutto non sia adempiuto, Chi dunque avrà violato uno di questi minimi comandamenti ed avrà così insegnato agli uomini, sarà chiamato minimo nel regno de’ cieli; ma chi li avrà messi in pratica ed insegnati, esso sarà chiamato grande nel re­gno dei cieli” (Matteo 5:17-19). Indubbiamente queste parole sono non soltanto importanti ma autorevoli.</span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">Prima di tutto precisiamo cosa voleva attestare Gesù con le parole: “… io son venuto non per abolire ma per compire”. Il verbo originale greco tradotto “compire”ha almeno trenta significati diversi, ma i più usati nel contesto sono: “compire”e anche “espletare”, “adempiere” e “attuare”. Gli ultimi due significati riportati, </span><i><span class="fs12lh1-5">adempiere </span></i><span class="fs12lh1-5">ed </span><i><span class="fs12lh1-5">attuare, </span></i><span class="fs12lh1-5">sem­brano riferirsi all’ubbidienza che Gesù manifestò nella Sua vita terrena. Infatti, soltanto Lui ha potuto dire: “Chi di voi mi convince di peccato? …” (Giovanni 8:46).</span></span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Gli altri due significati, invece, si riferiscono al fatto che Gesù ha completato, ha perfezionato la legge ed i profeti, cioè l’Antico Testa­mento, con il Nuovo Patto o Nuova Alleanza. Tanto è vero che è detto: “… la legge non ha condotto nulla a compimento …” (Ebrei 7:19), per questo Gesù”… è mediatore di un patto anch’esso migliore, fondato su migliori promesse” (Ebrei 8:6).</span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Per questa ragione accettiamo l’intera Bibbia, Antico e Nuovo Testa­mento, come l’ispirata Parola di Dio, unica e perfetta regola della nostra fede e della nostra condotta.</span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ma veniamo al nocciolo della domanda: se accettiamo tutta la Bibbia, perché molte prescrizioni dell’Antico Testamento non sono attuate?</span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">UNA VALUTAZIONE INDISPENSABILE</span></b></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">Nel Nuovo Testamento viene messo bene in evidenza un fatto im­portante e cioè che una parte dell’Antico Testamento è sostituita dall’opera di</span><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">Gesù. La lettera agli Ebrei tratta proprio questo argomento per esteso, mettendo in risalto la superiorità della legge di Cristo sulla legge antica, la superiorità del Nuovo Patto sull’Antico e, quindi, il superamento di tutte le leggi cerimoniali. Infatti, </span><i><span class="fs12lh1-5">è </span></i><span class="fs12lh1-5">scritto che tutti gli atti di culto del “… primo tabernacolo …”erano “… una figura per il tempo attuale” (Ebrei 9:8, 9) e”… la legge, avendo un’ombra </span><i><span class="fs12lh1-5">dei </span></i><span class="fs12lh1-5">futuri beni, non la re­altà stessa delle cose, non può mai con quegli stessi sacrifici, che sono offerti continuamente, anno dopo anno, render perfetti quelli che s’ac­costano a Dio” (Ebrei 10:1).</span></span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Gesù ha compiuto la redenzione “per riscattare quelli che erano sot­to la legge, affinché noi ricevessimo l’adozione di figliuoli. E perché siete figliuoli, Dio ha mandato lo Spirito del suo Figliuolo nei nostri cuori, che grida: Abba, Padre” (Galati 4:5, 6).</span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">E’ evidente, quindi, che la legge, della quale”… neppure un iota o un apice … passerà …”(Matteo 5:18), è quella perfetta che Gesù ha com­pletato con la Sua opera vicaria, mediante il Suo sacrificio sul Calvario.</span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">Con il Suo sangue Cristo ha mediato il Nuovo Patto di certezza e di grazia, nel quale tutti i cristiani si identificano e sul quale stanno saldi, stabilendo quella che la Scrittura definisce “… la legge di Cristo” (Galati 6:2) che può essere adempiuta dalla presenza dello Spirito Santo nel credente. I principi generali dei Comandamenti sono stati da Gesù non soltanto confermati ma riaffermati in una forma nuova che non si limita più all’adempimento esteriore, ma al sentimento interiore. Egli ripeterà molte volte nel </span><i><span class="fs12lh1-5">Sermone sul Monte: </span></i><span class="fs12lh1-5">“Voi avete udito che fu det­to agli antichi … ma io vi dico...” (Matteo 5:21, 22; 27, 28; 31,32; 33,34; 38, 39; 43, 44). La legge antica, autorevole e perfetta, è interpretata da Gesù nel sen­so divino nel quale è stata promulgata. Dio considera prima il senti­mento e poi la manifestazione esteriore.</span></span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">LA TESTIMONIANZA DELLA CHIESA DEL NUOVO TESTAMENTO</span></b></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">Come interpretavano le parole di Gesù i cristiani dell’era apostolica? Considerare questo aspetto </span><i><span class="fs12lh1-5">è </span></i><span class="fs12lh1-5">molto importante per almeno due ragio­ni: la prima perché la Chiesa del Nuovo Testamento è la Chiesa modello per quella di tutti i tempi; poi perché, essendo molti di quei cristiani d’estrazione giudaica, erano più facilmente portati a considerare la leg­ge di Mosè come ancora valida e da osservare.</span></span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">Indubbiamente, al principio si verificò uno scontro tra la mentalità giudaica ed i cristiani convertiti dal paganesimo, che sul piano culturale e religioso era ben comprensibile. Per porre fine a questi problemi, che erano motivo di turbamento e di dissensione, circa quindici anni dopo la Pentecoste, gli apostoli, gli anziani, Paolo e Barnaba ed altri dei loro collaboratori si radunarono a Gerusalemme e, dopo un ampio resocon­to </span><i><span class="fs12lh1-5">di </span></i><span class="fs12lh1-5">quello che Dio aveva fatto tra i non ebrei, i convenuti, riuniti di “co­mune accordo”, scrissero ai cristiani non ebrei:”… è parso bene allo Spi­rito Santo ed a noi di non imporvi altro peso all’infuori di queste cose, che sono necessarie; cioè: che v’asteniate dalle cose sacrificate agli idoli, dal sangue, dalle cose soffocate, e dalla fornicazione …” (Atti 15:28, 29).</span></span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">È quindi praticamente provato, sul fondamento della Scrittura, che tutte le regole cerimoniali della legge di Mosè sono state superate dal Nuovo Patto rimanendo in vigore soltanto quelle pratiche che, per la loro natura spirituale e morale, dovevano essere considerate valide in ogni tempo.</span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">Dal punto di vista dottrinale, invece, l’epistola agli Ebrei, com’è stato già osservato, </span><i><span class="fs12lh1-5">è </span></i><span class="fs12lh1-5">un commentario cristiano su tutto l’argomento della superiorità del Nuovo Patto sull’Antico.</span></span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">QUAL E’ IL VALORE DELL’ANTICO TESTAMENTO?</span></b></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">L’Antico Testamento è Parola di Dio, siccome </span><i><span class="fs12lh1-5">è </span></i><span class="fs12lh1-5">scritto che esso è”… un’ombra dei futuri beni …” (Ebrei 10:1); “… figura e ombra delle cose celesti …” (Ebrei 8:5); “… ombra di cose che dovevano avvenire …” (Colossesi 2:17). Infatti, Gesù ha adempiuto tutti i tipi e le figure della legge con la Sua vita immacolata e la Sua morte vicaria.</span></span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">“… la legge è stata il nostro pedagogo per condurci a Cristo, affinché fossimo giustificati per fede” (Galati 3:24). Il pedagogo era l’istitutore privato per i figliuoli in minore età. Ora, noi, come figliuoli di Dio a pie­no diritto per mezzo di Cristo, il nostro Fratello maggiore, possiamo per fede comprendere l’Antico Testamento e trarne applicazioni spiri­tuali e morali per afferrare il piano mirabile di Dio per la salvezza dell’umanità, come affermava un noto predicatore: “Nell’Antico Testa­mento è nascosto il Nuovo e nel Nuovo Testamento è rivelato l’Antico”.</span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La rivelazione divina all’umanità sarebbe incompleta ed imperfetta se togliessimo dalla Bibbia l’Antico Testamento; vero tesoro di spiritua­lità e mezzo di edificazione profonda, dimostra il piano divino per la redenzione dell’umanità e rappresenta “… la parola profetica, più ferma, alla quale fate bene di prestare attenzione come a una lampada splen­dente in luogo oscuro, finché spunti il giorno …” (II Pietro 1:19).</span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">L’Antico Testamento, però, deve essere interpretato alla luce del Nuovo, in quanto in Cristo ci è stato rivelato il piano perfetto della sal­vezza per fede. Gesù stesso protesta autorevolmente contro il concetto che l’entrata nel regno di Dio dipenda dall’osservanza esteriore della legge e riafferma che la giustizia cristiana deve superare quella degli Scribi e dei Farisei e lo può unicamente se facciamo Cristo nostra “… sapienza e giustizia e santificazione e redenzione” (I Corinzi 1:30).</span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><i><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Tratto da “A domanda risponde”, Francesco Toppi – edito da ADI-MEDIA</span></i></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 05 Dec 2016 12:36:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Come faccio ad essere certo della volontà di Dio nelle scelte che compio?]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Investigate_le_Scritture"><![CDATA[- Investigate le Scritture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_asy2r4nh"><div> &nbsp;</div><div><div><div class="fs12lh1-5 ff1"><div class="imTAJustify"><span class="lh21px cf1">La domanda assume un particolare valore perché, se come cristiani crediamo che Dio abbia un piano ed un programma specifico per ciascuno di noi, di fonda­mentale importanza è la percezione e la certezza della Sua volontà per la nostra vita.</span></div><div class="lh21px cf1"><div class="imTAJustify">Siamo quotidianamente obbligati a compiere delle scelte e come cristiani de­sideriamo che siano in armonia con il piano che Dio, nostro Creatore e Salva­tore, ha predisposto per noi. Decifrare tale piano, conoscere e seguire la guida divina è quanto mai impor­tante per ciascun credente.</div></div><div class="lh21px cf1"><div class="imTAJustify">Esistono diverse tendenze a questo proposito.</div></div></div></div><div class="imTAJustify"> &nbsp;</div><div><div class="imTAJustify"><b class="fs12lh1-5 ff1"><span class="lh21px cf1">LA TENDENZA MISTICA</span></b></div><div class="fs12lh1-5 ff1"><div class="imTAJustify"><span class="lh21px cf1">Vale a dire quella che cerca di comprendere la guida divina per le proprie scelte attraverso sogni, visioni, profezie e segni.</span></div><div class="lh21px cf1"><div class="imTAJustify">Certo, Dio guida individualmente anche con questi metodi, tuttavia essi debbono essere utilizzati con molto “discernimento” e moderazione.</div></div><div class="lh21px cf1"><div class="imTAJustify">La regola dell’ ”equilibrio” è quanto mai necessaria perché spesso ve­niamo a trovarci su un terreno pericoloso.</div></div><div class="lh21px cf1"><div class="imTAJustify">Un sociologo famoso, anche se non può essere considerato un’auto­rità in materia di fede proprio per la sua particolare specializzazione, ha suggerito che la differenza tra magia e religione è la seguente:</div></div><div class="lh21px cf1"><div class="imTAJustify">“La magia manipola Dio perché adempia i nostri desideri. La reli­gione (nel senso comune del termine), invece, ci fa sentire soggetti alla volontà di Dio”.</div></div><div class="lh21px cf1"><div class="imTAJustify">Certamente, considerare il rapporto tra il credente e Dio soltanto come soggezione non corrisponde al concetto della vera religione cri­stiana che è: “Legame d’intimità con Dio”. Quindi, la relazione tra Dio e il cristiano è fondata su un rapporto di comunione con Lui. Tuttavia, bisogna riconoscere che spesso la tendenza mistica può condurre ad un passo da quel rapporto di magia che tenta di manipolare Dio e di pie­garLo ai nostri piani e alla nostra volontà.</div></div><div class="lh21px cf1"><div class="imTAJustify">Così, può accadere quello che accadeva ad Israele:”Il mio popolo consulta il suo legno, e il suo bastone gli dà delle istruzioni…” (Osea 4:12).</div></div></div></div><div class="imTAJustify"> &nbsp;</div><div><div class="imTAJustify"><b class="fs12lh1-5 ff1"><span class="lh21px cf1">LA TENDENZA RAZIONALE</span></b></div><div class="fs12lh1-5 ff1"><div class="imTAJustify"><span class="lh21px cf1">L’altra tendenza è quella che utilizza quei mezzi che costituiscono il patrimonio naturale di ogni essere umano.</span></div><div class="lh21px cf1"><div class="imTAJustify">Alcuni si rivolgono per consiglio e guida a persone che, sono certi, possono aiutarli a vedere attuati i loro progetti, e le consultano soltanto perché si prefiggono un loro coinvolgimento.</div></div><div class="lh21px cf1"><div class="imTAJustify">Altri, per natura pigri ed immaturi, preferiscono che persone consi­derate più sagge si assumano la responsabilità di decidere al loro posto, e dicono: “Decidi, farò tutte le scelte che mi suggerisci”.</div></div><div class="lh21px cf1"><div class="imTAJustify">In questo caso il consigliere deve assumersi responsabilità che non gli competono e che, in ultima analisi, possono comprometterlo.</div></div><div class="lh21px cf1"><div class="imTAJustify">Altri ancora hanno l’abitudine di esprimere, come per caso, le loro perplessità in presenza di amici e parenti, nella speranza di un interven­to risolutore non esplicitamente richiesto, ma auspicato, che li liberi dalla responsabilità di compiere una scelta.</div></div></div></div><div class="imTAJustify"> &nbsp;</div><div><div class="imTAJustify"><b class="fs12lh1-5 ff1"><span class="lh21px cf1">LA TENDENZA DELLA FEDE</span></b></div><div class="fs12lh1-5 ff1"><div class="imTAJustify"><span class="lh21px cf1">E’ quella esercitata da colui che crede sinceramente in Cristo e nella Parola di Dio, che trova la risposta nella Bibbia, nella conferma interiore dello Spirito Santo e nelle circostanze esterne favorevoli. Qualcuno ha detto a proposito di queste tre fonti di luce: “Unisci questi tre fari guida e ben presto troverai il porto dove attraccare la tua navicella”.</span></div><div class="lh21px cf1"><div class="imTAJustify">E’questa tendenza della fede, da alcuni definita intelligente e logica, che ci può garantire la possibilità di conoscere il pensiero divino sulle nostre scelte individuali.</div></div><div class="lh21px cf1"><div class="imTAJustify">Il primo mezzo è la Bibbia: “La tua parola è una lampada al mio piè ed una luce sul mio sentiero” (Salmo 119:105). “… Iddio dà all’uomo ch’Egli gradisce sapienza, intelligenza e gioia; …” (Ecclesiaste 2:26). “Ogni scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a cor­reggere, a educare alla giustizia” (II Timoteo 3:16).</div></div><div class="lh21px cf1"><div class="imTAJustify">La Sacra Scrittura è fonte inesauribile di sapienza. Unica e autorevo­le guida della nostra vita e della nostra condotta.</div></div><div class="lh21px cf1"><div class="imTAJustify">Il secondo mezzo è la conferma interiore dello Spirito Santo.</div></div><div class="lh21px cf1"><div class="imTAJustify">Ogni figliuolo di Dio possiede la testimonianza interiore dello Spirito di Dio, Infatti, è scritto: “Lo Spirito stesso attesta insieme col nostro spirito, che siamo figliuoli di Dio” ( Romani 8:16). Quando prendiamo qualche decisione contraria alla volontà di Dio, lo Spirito Santo presente nel cuore del credente si avvilisce e si affligge, per questo è scritto: “E non contristate lo Spirito Santo di Dio col quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione” (Efesini 4:30).</div></div><div class="lh21px cf1"><div class="imTAJustify">Mentre, quando seguiamo l’indicazione dello Spirito Santo, allora realizziamo serenità, pace e gioia. Abbiamo la conferma dell’opera Sua in noi e si manifesta ciò che avvenne ai discepoli che”… eran pieni d’al­legrezza e di Spirito Santo” (Atti 13:52).</div></div></div></div><div class="imTAJustify"> &nbsp;</div><div><div class="imTAJustify"><b class="fs12lh1-5 ff1"><span class="lh21px cf1">LE CIRCOSTANZE FAVOREVOLI</span></b></div><div class="fs12lh1-5 ff1"><div class="imTAJustify"><span class="lh21px cf1">Quando ci troviamo nella volontà di Dio e le nostre scelte sono ap­provate da Lui, allora Egli stesso apre la via dove non c’è via. Trova una soluzione, quando sembra che non ve ne sia alcuna, perché il Signore che serviamo è Colui che “… apre e nessuno chiude, …” (Apocalisse 3:7). L’apostolo Paolo poteva dire in una circostanza “… una larga por­ta mi è qui aperta ad un lavoro efficace, e vi sono molti avversari” (I Co­rinzi 16:9).</span></div><div class="lh21px cf1"><div class="imTAJustify">In altre situazioni, quando le porte erano chiuse e sbarrate, lo stesso apostolo e i suoi compagni non le forzarono, ma riconobbero la sovra­nità di Dio nella loro vita. Così quando “… tentarono d’andare in Biti­nia; … lo Spirito di Gesù non lo permise loro” (Atti 16:7).</div></div><div class="lh21px cf1"><div class="imTAJustify">Altro mezzo è quello di chiedere consiglio ai nostri fratelli nella fede. Per questo il Signore ci ha posti in una comunità locale che onora “Tut­to l’Evangelo”, perché possiamo aiutarci l’un l’altro con la preghiera e l’esortazione. In quel: “… esortatevi gli uni gli altri tutti i giorni, …” (Ebrei 3:13) c’è l’invito ad esprimere i nostri pensieri ed a chiedere con­siglio.</div></div><div class="lh21px cf1"><div class="imTAJustify">Infine, abbiamo a disposizione anche la possibilità dell’esame perso­nale.</div></div><div class="lh21px cf1"><div class="imTAJustify">Domandiamoci sinceramente: la scelta che sto per fare mi eleva spi­ritualmente? Mi avvicina a Dio? Contribuisce all’edificazione dell’ani­ma mia? E’ di buona testimonianza per il mio prossimo? Persegue lo scopo di onorare Dio e la causa dell’Evangelo?</div></div><div class="lh21px cf1"><div class="imTAJustify">Se, con onestà, riconosciamo di non poter rispondere affermativa­mente, vuol dire che è contro la volontà di Dio per noi.</div></div></div></div><div class="imTAJustify"> &nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span></div><div class="imTAJustify"> &nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span></div><div class="imTAJustify"> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><i><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">Tratto da “A domanda risponde”, Francesco Toppi – edito da ADI-MEDIA</span></i></div><div></div></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 29 Nov 2016 07:05:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Se con la nuova nascita tutto cambia, come mai il carattere del cristiano resta lo stesso?]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Investigate_le_Scritture"><![CDATA[- Investigate le Scritture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_38ymb7ty"><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Indubbiamente con la rigenerazione o “nuova nascita” tutto diventa nuovo. Gesù stesso disse a Nicodemo, e a quanti si accostano a Lui con fede, “… In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio” (Giovanni 3:3); “Non ti meravigliare se t’ho detto: Bisogna che nasciate di nuovo” (Giovanni 3:7). E l’apostolo Paolo, ispirato dallo Spirito Santo, afferma: “Noi siam… stati con lui [Cristo, N.d.A.] seppelliti mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita” (Romani 6:4); “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie son passate: ecco, son diventate nuove” (Il Corinzi 5:17).</span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">A prima vista, questa “novità di vita” ci appare come una “morte al peccato”, ma se leggiamo attentamente tutto il capitolo 6 della lettera ai Romani, scopriamo come magistralmente lo Spirito Santo guida Paolo a dire: “… fate conto d’esser morti al peccato, ma viventi a Dio, in Cristo Gesù” (Romani 6:11 ).</span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></b></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">LA TEORIA DELL’ERADICAZIONE</span></b></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="lh25px cf1">La teoria dell’eradicazione del peccato dalla vita del credente è completamente estranea alla dottrina cristiana della santificazione. Per eradicazione s’intende l’estirpazione totale del male dall’essere interiore del cristiano, al punto che egli possiede soltanto la “nuova natura” ricevuta con la rigenerazione. Questo concetto si fonda principalmente su una interpretazione superficiale del seguente testo biblico: “Chiunque è nato da Dio non commette peccato, perché il seme d’Esso [Dio, N.d.A. ]dimora in lui; e non può peccare perché è</span><i><span class="lh23px cf1"> </span></i><span class="lh25px cf1">nato da Dio” (I Gio­vanni 3:9). Se questo versetto si interpreta come una “impossibilità” del credente a peccare, allora non potremmo spiegare tanti altri passi del Nuovo Testamento, anzi molti versetti della stessa epistola di Giovanni apostolo rimarrebbero oscuri. Eccone alcuni: “… se camminiamo nella</span><b><span class="lh23px cf1"> </span></b><span class="lh25px cf1">luce, com’Egli è nella luce, abbiam comunione l’uno con l’altro, e il san­gue di Gesù, suo Figliuolo, ci purifica da ogni peccato” (I Giovanni 1:7). Basta continuare a leggere i testi seguenti per vedere la necessità di con­fessare a Dio i nostri peccati: “Se diciamo di non aver peccato, lo faccia­mo bugiardo, e la sua parola non è in noi” (I Giovanni 1:10), per ren­dersi conto che purtroppo esiste la possibilità di peccare. Al capitolo 3, sempre della prima lettera di Giovanni, si parla di purificarci “… com’esso [Dio</span><span class="lh25px cf1">,</span><span class="lh25px cf1"> N.d.A.] è puro” (I Giovanni 3:3) e che per non peccare bisogna dimorare in Dio (cfr. v.</span><b><span class="lh23px cf1"> </span></b><span class="lh25px cf1">6). D’altra parte, l’esperienza del credente dimostra praticamente la continua opposizione del­la “vecchia</span><i><span class="lh23px cf1"> </span></i><span class="lh25px cf1">natura” alla “nuova”</span><span class="lh25px cf1">.</span></span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="lh25px cf1">Il testo di I Giovanni 3:9 può esser reso meglio con: “Chiunque è na­to da Dio non pratica</span><i><span class="lh23px cf1"> </span></i><span class="lh25px cf1">il</span><i><span class="lh23px cf1"> </span></i><span class="lh25px cf1">peccato, perché il seme d’Esso dimora in lui e non può </span><i><span class="lh25px cf1">praticare </span></i><span class="lh25px cf1">il peccato perché è nato da Dio” oppure, come tradu­ce la Versione Nuova Riveduta, “Chiunque è</span><i><span class="lh23px cf1"> </span></i><span class="lh25px cf1">nato da Dio non persiste</span><i><span class="lh23px cf1"> </span></i><span class="lh25px cf1">nel commettere peccato, perché il seme divino rimane in lui, e</span><i><span class="lh23px cf1"> </span></i><span class="lh25px cf1">non può </span><i><span class="lh25px cf1">persistere </span></i><span class="lh25px cf1">nel peccare perché è</span><i><span class="lh23px cf1"> </span></i><span class="lh25px cf1">nato da Dio”</span><span class="lh25px cf1">.</span></span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="lh25px cf1">Infatti, il verbo originale, tradotto “commettere”, ha una forma molto ampia e</span><i><span class="lh23px cf1"> </span></i><span class="lh25px cf1">può essere anche reso: dimorare, esercitare, adempiere, praticare.</span></span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></b></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">LA DUPLICE PRESENZA</span></b></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="lh25px cf1">Se la teoria della “eradicazione” è contraria</span><i><span class="lh23px cf1"> </span></i><span class="lh25px cf1">sia alla Sacra Scrittura</span><b><span class="lh23px cf1"> </span></b><span class="lh25px cf1">sia alla logica, allora dobbiamo ammettere che la nuova natura “coabiti” con la “vecchia”. Infatti, l’esortazione generale della Parola di Dio rende evidente questa triste realtà. Ad esempio, in I Corinzi 3:1 si parla dell’individuo “spirituale”, cioè il “rigenerato” ripieno dello Spirito Santo e che “cammina per lo Spirito” in piena comunione con Dio, e del “carnale”, cioè il “rigenerato” che cammina seguendo le passioni, manifestando immaturità ed intemperanze come un bambino (cfr. l Corinzi 3:2, 3).</span></span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="lh25px cf1">Si parla ancora di spogliarsi “… del vecchio uomo [la vecchia natura, N.d.A.] che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici; ad essere invece rinnovati nello spirito della vostra mente, e a rivestire l’uomo nuovo che è</span><i><span class="lh23px cf1"> </span></i><span class="lh25px cf1">creato all’immagine di Dio …” (Efesini 4:22-24).</span></span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="lh25px cf1">C’è l’esortazione importantissima e fondamentale ad acquistare</span><b><span class="lh23px cf1"> </span></b><span class="lh25px cf1">il carattere ed il sentimento dì Cristo, favorendo lo sviluppo del “… frutto dello Spirito …” (Galati 5:22) e contrastando “… i desideri della carne” (Galati 5:16). Dove il termine “carne” è</span><i><span class="lh23px cf1"> </span></i><span class="lh25px cf1">utilizzato non in senso proprio, per indicare il corpo, ma per i desideri e le passioni umane</span><b><span class="lh25px cf1">.</span></b></span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></b></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></b></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></b></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></b></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">IL MODELLO DELLA PERFEZIONE</span></b></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Nella lettera di Paolo apostolo ai Galati troviamo l’elenco delle caratteristiche della personalità di Gesù, definito “il frutto dello Spirito”, presentato come un grappolo di virtù sante e preziose, manifestate dal carattere del Salvatore. Il confronto è reso ancora più stridente dall’elenco delle “… opere della carne …” (Galati 5:19).</span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="lh25px cf1">Da un’analisi attenta risulterà che tutte le passioni umane non sono altro che “forme patologiche” delle virtù del carattere umano, rinnovato da Cristo mediante l’azione dello Spirito Santo. Infatti, cosa sono la gelosia e l’invidia se non una forma esasperata e squilibrata dell’amore? E l’idolatria e la fornicazione, le stregonerie, le dissolutezze e</span><i><span class="lh23px cf1"> </span></i><span class="lh25px cf1">l’impurità non sono forse manifestazioni di infedeltà verso il Signore, il prossimo e sé stessi? L’ubriachezza e</span><i><span class="lh23px cf1"> </span></i><span class="lh25px cf1">le gozzoviglie non sono manifestazioni opposte alla temperanza? L’ira non è</span><i><span class="lh23px cf1"> </span></i><span class="lh25px cf1">opposta alla longanimità e alla dolcezza? Le discordie, l’inimicizia non sono opposte alla pace, e le contese, le lotte e le divisioni opposte alla benignità? Queste tendenze della “carne” esprimono tremendi stati morbosi della personalità umana, che la società ha cercato di curare con norme morali e con tabù religiosi, ma che, invece</span><span class="lh25px cf1">,</span><span class="lh25px cf1"> Dio ha debellato con l’opera perfetta di Cristo alla croce, cura definitiva attuata con l’intervento dello Spirito Santo in noi.</span></span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></b></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">TENTATIVI Dl SOLUZIONE</span></b></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Non potendo curare la causa, il mondo civile ha cercato di placarne gli effetti più vistosi. I rimedi che ha usato ed usa sono di carattere diverso: l’istruzione, l’educazione, la religione. Elementi certamente necessari e fondamentali per ogni società, ma queste ed altre cure non risolvono il problema alla radice. L’istruzione ci può rivelare l’inutilità di certe manifestazioni. L’educazione ci può insegnare un comportamento garbato e di buone maniere. La religione può indicarci dei modelli morali da prendere ad esempio. Ma tutto rimane a livello esteriore. È come se qualcuno cercasse di addomesticare uno scimpanzé insegnandogli a vestirsi e a camminare su due zampe: quando non sarà controllato dal suo padrone, tornerà a girare svestito e su quattro zampe. Al nostro carattere umano decaduto non basta un buon esempio, occorre qualcosa di più. Occorre una “nuova natura” che riesca a tenere soffocata la nostra “vecchia natura”. Soltanto lo Spirito di Dio può compiere questa azione, quando “… contemplando a viso scoperto, come in uno specchio, la gloria del Signore, siamo trasformati nell’istessa immagine di lui, di gloria in gloria, secondo che opera il Signore, che è Spirito” (II Corinzi 3:18).</span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="lh25px cf1">Questo intervento autorevole dello Spirito Santo richiede la collaborazione del credente. Non a caso, mentre per le</span><i><span class="lh23px cf1"> </span></i><span class="lh25px cf1">manifestazioni carismatiche si parla di doni dello Spirito Santo, nel caso della trasformazione del carattere del credente si parla del “frutto dello Spirito”</span><span class="lh25px cf1">.</span></span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="lh25px cf1">Un frutto è il</span><i><span class="lh23px cf1"> </span></i><span class="lh25px cf1">risultato di una crescita e di un’azione progressive, con il concorso di tanti elementi insostituibili come il tempo, il sole, la pioggia, le stagioni, ecc,. Così il cristiano, con la nuova nascita, entra potenzialmente in possesso della capacità di portare “frutto”</span><span class="lh25px cf1">,</span><span class="lh25px cf1"> “molto frutto” e “frutto permanente” (cfr. Giovanni 15:5, 16), ma occorre il tempo e tante altre esperienze perché il frutto dello Spirito si sviluppi e maturi.</span></span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></b></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">L’OPERA DELLA SANTIFICAZIONE</span></b></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="lh25px cf1">Un’idea della vecchia e della nuova natura che coesistono può ben essere esemplificata dall’innesto compiuto dagli agricoltori. Se su una pianta selvatica si innesta un ramoscello di una pianta che produce buoni frutti, come quest’ultima attecchisce utilizzerà la linfa e la vitalità della pianta selvatica per crescere, fiorire e produrre il buon frutto. Così è</span><i><span class="lh23px cf1"> </span></i><span class="lh25px cf1">del credente nel quale, mediante la grazia, è stata innestata la “vita nuova” in Cristo. Egli utilizzerà le energie del</span><i><span class="lh23px cf1"> </span></i><span class="lh25px cf1">suo carattere “… come strumenti di giustizia a Dio” (Romani 6:13).</span></span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il pericolo è che il selvatico germogli ancora ed indebolisca quanto è stato innestato, cosicché il ramo buono non riesca a produrre il suo buon frutto. L’agricoltore attento continuerà a togliere via i germogli selvatici.</span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="lh25px cf1">Il Sommo Vignaiolo rimuove ogni ramo che</span><i><span class="lh23px cf1"> </span></i><span class="lh25px cf1">non porta frutto e, invece, quello “… che dà frutto, lo rimonda affinché ne dia di più” (Giovanni 15:2).</span></span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ecco il segreto: permettere al Signore di togliere ogni propaggine sterile della “vecchia natura”, allora la “nuova natura” potrà manifestarsi in tutta la propria forza e bellezza.</span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Occorre persistenza, perseveranza e disciplina per lasciare allo Spirito Santo la possibilità di trasformarci alla stessa immagine di Gesù. Perché il Signore stesso ha detto: “… Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto …” (Giovanni 15:5).</span></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><i><span class="fs12lh1-5 cf1 ff2"> </span></i></div><div> &nbsp;</div><div class="imTARight"><i><span class="fs12lh1-5 cf1 ff2">Tratto da “A domanda risponde”, Francesco Toppi – edito ADI-MEDIA</span></i></div><div> &nbsp;</div><div> </div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 16 Nov 2016 22:07:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Umberto Bonfà]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Calabresi_%27Illustri%27"><![CDATA[- Calabresi 'Illustri']]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_199kgrk1"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Mio padre è nativo di Sant’Agata di Bianco (RC) e poi si è sposato a Ferruzzano.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Voglio cercare di raccontare la storia di mio padre, usato da Dio miracolosamente per andare in quel paese.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ferruzzano è un paesello della provincia di Reggio Calabria, situato sulla cima di una montagna, con un panorama quasi fiabesco.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Anche a Ferruzzano la storia dell’Evangelo incomincia lo stesso: “Arriva l’Evangelo”. L’anno, mi sfugge di mente. Ma questo non è tanto importante. Ma la storia è andata più o meno così:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Un giorno mentre un gruppo di amici, “i mastri” del paese, cioè, “u scarparu” (il calzolaio), “u muraturi” (il muratore), “u ferraru” (il fabbro), “u custureri” (il sarto) e “u falegnami” (mio padre), si trovano come al solito dal calzolaio per le solite chiacchiere e barzellette.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Arriva uno sconosciuto (se ricordo bene, era un certo F. Costa) e si ferma sulla soglia della porta e li saluta: «Pace del Signore!». Uno strano saluto, mai sentito prima. Tutti sorpresi da quest’uomo con un sorriso e che sembra conoscerli, gli chiedono: «Ma vui cu siti?» («Ma voi chi siete?»). Lui si presenta dicendo il suo nome e aggiunge: «Il Signore mi ha mandato in questo paese per parlarvi dell’Evangelo della salvezza». Mio padre ridendo gli risponde: «E pecchì? Chi ssimu perduti?» («E perché? Siamo perduti?»). Quest’uomo comincia a parlare del Signore mentre loro lo prendono quasi in giro, dicendo: «Ritornati da undi venistavu» («Ritornate da dove siete venuto»). </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ma lui, con tutta calma e amore, chiede loro se c’è qualcuno che può affittargli una stanza. Per cacciarselo dai piedi, lo mandarono da una famiglia. Ma, prima di andarsene, si rivolse verso il calzolaio (mastru Antoni) e a mio padre, dicendo: «Voglio che voi sappiate che Iddio mi ha mandato qui e che, per un anno da oggi, nessuno crederà all’Evangelo. Ma, a questa data, l’anno prossimo inizierà una chiesa evangelica e voi due, dopo poco tempo, sarete salvati».</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Quest’uomo rimane a Ferruzzano esattamente un anno e il Signore non gli fa mancare nulla, né vestiti né cibo, anche se lui non ha soldi. La gente del paese (cattolica) gli porta, quando uno quando un altro, tre volte al giorno il pranzo. Mio padre mi raccontava che lui prendeva il primo che arrivava e che rifiutava, anche se gli altri insistevano, a prendersi il cibo per più tardi o per il giorno dopo. Diceva che il Signore provvedeva giornalmente.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Miracolosamente la prima famiglia accetta l’Evangelo proprio la notte della fine dell’anno, come aveva detto lui. E così, nella casa di quella famiglia iniziano i culti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Altre persone ogni settimana si aggiungono al gruppo chiamato “i protestanti”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il prete comincia a dire di fare attenzione perché quei protestanti hanno una “polvere”. Questa, gettata sulle persone, li fa diventare protestanti. Vengono così mandati dei bambini a tirare delle pietre contro le finestre, quando si riuniscono per il culto. La gente li beffa e li evita per paura di quella “polvere”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Mio padre, essendo un cattolico fanatico, non parla più nemmeno col suo migliore amico, perché si è convertito all’Evangelo.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Un giorno, alla solita riunione dei “mastri”, mastru Antoni dice a mio padre: «Facimu attenzioni mastru Umbertu, ca chiddu ndi dissi ca puru nui ndi facimu vangialista!» («Facciamo attenzione mastro Umberto, perché quello ci ha detto che pure noi diventeremo evangelici!»).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">E, infatti, dopo poco tempo, mastru Antoni accetta l’Evangelo e frequenta le riunioni. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Mio padre, sentendo le belle cose che quel predicatore racconta di Dio e di Gesù, si mette in testa di voler vedere con i suoi occhi quel che c’è scritto in quella Bibbia protestante. Un giorno chiede alla vicina di casa, “la sorella Rosa”, di prestargli la Bibbia. Lei, con tanta paura che lui gliela strappa, gliela presta. Leggendo qua e là in quelle pagine, si convince che (come dice anche il prete) quella Bibbia non è la vera. Volendo andare più a fondo nelle sue convinzioni, con l’aiuto del sagrestano, suo caro amico, prende di nascosto (ruba) la Bibbia della sagrestia e passa tutta la notte seduto sul letto a sfogliare le pagine costatando che il contenuto è lo stesso di quella protestante. All’alba, torna in chiesa e la rimette al suo posto, affinché il prete non se ne accorga. Da quel giorno in poi chiede spesso la Bibbia alla sorella Rosa. Un giorno però, arrabbiato perché non riesce a capire molto, gliela restituisce gettandola in casa dal nostro balcone. La sorella la raccoglie con tanto amore, come se è una figlia che è caduta. Passano un paio di giorni e papà le richiede di nuovo la Bibbia. Ricordo che lei gli disse: «Mastro Umberto, la Bibbia non ve la darò più perché voi me la strappate ed è molto difficile trovarne un’altra» (perché in quel tempo la Bibbia era proibita). Mio padre si scusa di avergliela gettata dal balcone e le assicura di non farlo più. Prende così la Bibbia e continua a leggerla ogni sera, scoprendo tante cose mai sentite nelle prediche del compare prete.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>La solita partita a carte col compare prete.</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Solitamente, ogni sabato sera, papà andava dal prete per la serata di carte. Questo specifico sabato però succede qualcosa che da un significato importante a mio padre. Si era fatto tardi e papà gli dice: «Sarà meglio che ci fermiamo e che me ne vado perché si è fatto tardi e dovete ancora preparare la predica per domani mattina!». Il prete gli risponde: «Giocate! Giocate! Perché domani con quattro stupidate che gli racconto in latino a quei quattro ignoranti, che volete che capiscano!».</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Quella sera papà arriva a casa con una faccia lunga e triste. La mamma gli chiede dove è stato e lui risponde: «Come al solito, dal compare prete!». La mamma chiede insistentemente del perché di quella faccia, cos’è accaduto, ecc. … Infine le dice: «Il compare prete mi ha trattato da ignorante!». E la mamma risponde: «Vuol dire che gli hai fatto qualcosa!». E papà gli racconta come sono andate le cose, dicendo: «Anch’io sono un ignorante perché sono tutte le domeniche in chiesa!». E aggiunge: «Credo veramente che questi protestanti hanno ragione! … Guarda nu pocu a massaru Cicciu, hiastimava comu nu dannato e ora non hiastima chiù» (Guarda un poco a massaro Francesco, bestemmiava come un dannato e adesso non bestemmia più»). &nbsp;&nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>La decisione di assistere a un culto.</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Questi evangelici avevano una riunione il mercoledì sera e mio padre domanda a mio zio Giuseppe (che si era convertito da poco) di voler andare in chiesa con lui. Mio zio, che sa molto bene che mio padre maltratta questa gente e li considera ignoranti, fanatici e traditori della religione dei padri, gli dice: «Io non posso dirvi di non venire, solo vi chiedo per favore di non venire per disturbare. Se non vi piace, alzatevi e uscite con rispetto!». Avendoglielo promesso, si avviano verso la chiesa. Entrando in chiesa, tutti si voltano e, vedendo mio padre, provano un po’ di paura e si chiedono perché è venuto.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>Inizia il culto.</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Si canta, si prega, poi c’è un tempo per le testimonianze, dove a turno ognuno racconta come il Signore l’ha salvato e benedetto. A un tratto si alza mio padre, e mio zio, pensando al peggio, lo tira per la giacca, facendogli segno di sedersi. La gente si volta e lo guarda con una certa paura. Mio padre incomincia a parlare con lacrime chiedendo perdono a Dio e a loro per come li aveva trattati. Nella congregazione c’è uno scambio di parole e ognuno ringrazia Dio esclamando: «Gloria a Dio! Alleluia!». C’è una gioia immensa in quella fratellanza perché questo è un miracolo, perché solo Iddio ha potuto cambiare “mastru Umberto”. Tutti lo abbracciano con lacrime di gioia e mastru Antoni lo abbraccia e gli ricorda: «Ce l’aveva detto quell’uomo! Vi ricordate?».</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>Il compare prete si ribella.</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Tutto il paese non accetta il cambiamento di mastro Umberto. Il prete si ribella mettendogli tutti i suoi amici contro. Cercano in ogni modo di fargli capire che qualcuno gli ha gettato quella famosa polvere per fargli cambiare religione. Nulla da fare! Mio padre è convinto di aver trovato la verità. Allora il prete tenta l’ultimo gioco cercando di mettere mia madre contro di lui e suggerendole di chiudere la porta a chiave quando lui va al culto e di non lasciarlo entrare. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">A questo punto, mia madre gli dice: «Caro compare, per quanto sia contraria a questo cambiamento, questo non lo farò mai, perché mio marito è stato sempre un buon marito e un buon padre, e lo è tuttora. Cercate di convincerlo voi!».</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Molti non lo salutano più e non vanno alla sua bottega. La solita riunione dei “mastri” adesso era solo “mastr’Umbertu e mastru Antoni”. Tutti gli sforzi non servono a nulla, tanto che, dopo poco tempo, si converte mia madre. </span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>Papà scompare per due settimane.</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Era solito che papà andava a trovare il nonno a Sant’Agata, il suo paese nativo che si trova sulla montagna di fronte a Ferruzzano (circa un’ora e mezzo di cammino). Si deve scendere per la valle e attraversare la “fiumara la Verde” e poi risalire la montagna.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Papà partiva sempre presto il mattino e ritornava la sera. Non era mai rimasto a dormire lì. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Questa volta invece non ritorna, tanto che ricordo mia madre preoccupata non sapendo per quale motivo non ritornava. E, poiché non ci sono mezzi di comunicazione, si deve aspettare per il domani. Ma il giorno dopo non ritorna … e nemmeno i giorni seguenti. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Allora c’è grande preoccupazione per questo. Ricordo che quel periodo era subito dopo la fine della guerra e che c’era molta gente cattiva in giro che rubava e, certe volte, ammazzava qualcuno pur di derubarlo. Così si è pensato che fosse successo qualcosa del genere. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">I miei due zii si mettono in cammino per il bosco, per la valle e, non trovando nessun segno di mio padre, continuano fino a Sant’Agata dal nonno e scoprono che papà non è andato da lui. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Per due, tre settimane (non ricordo bene) papà non ritorna, tanto che a questo punto mia madre pensa di doversi vestire a lutto perché pensa che suo marito, imbattendosi con qualche bandito, sia stato ucciso.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>Il ritorno di papà.</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Una sera tardi, già buio, sentiamo in lontananza cantare un cantico. Le voci si avvicinano verso casa nostra. La mamma esce fuori con la “lumera” (un tipo di lume) e a un tratto vede il gruppo che canta avvicinandosi verso casa e, con grande sorpresa, c’è anche papà. Tutta la famiglia e anche i vicini di casa accorrono a casa nostra, curiosi di sapere cos’è successo a mastro Umberto. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Mamma tutta contenta prepara una cena per tutti. Scopriamo così che quei suoi amici sono di un paesello chiamato “Africo”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Papà ci racconta: «Sono partito per andare a visitare mio padre a Sant’Agata ma, una volta arrivato giù al fiume, ho sentito una strana forza che m’impediva di traversare l’acqua, spingendomi verso la mia sinistra. Ma, alla mia sinistra, c’erano solo montagne, e così ho continuato a forzarmi di andare avanti. Alla fine, ho dovuto cedere a questa forza e dirigermi verso quei monti. Ho salito il primo monte “Scapperruni”. Da quella cima, guardando indietro, vedevo Ferruzzano, Sant’Agata, Bruzzano, ma davanti a me non c’erano che montagne. Allora ho detto: “Signore, dove mi stai mandando?”. Volevo ritornare a casa, ma ho dovuto continuare avanti salendo e scendendo da monte a monte riposandomi ogni tanto per la stanchezza. Il sole stava per tramontare ed io mi trovavo sulla cima di un monte, dove mi ha assalito la paura di dover passare la notte lì con il rischio di essere attaccato dai tanti lupi che sono nelle montagne della Calabria. Mi sono inginocchiato e ho pregato».</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>Una voce di donna.</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Sente una voce, smette di pregare e si trova davanti ad una donna con la “quartara” in testa e un bambino (la quartara è un vaso di terracotta per trasportare l’acqua). A questo punto capisce subito perché si trova là. Aveva visto questa donna in una visione in preghiera ma, essendo nuovo nella fede, non ci aveva dato troppa importanza, perché non pensava che potesse essere un messaggio da parte del Signore. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Tutto contento chiede alla donna dove si trova e lei gli dice che, salendo la collina, si troverà ad “Africo”.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>Qualcuno aspetta il suo arrivo.</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">È già buio quando bussa alla prima casa e un uomo apre la porta con un lume in una mano e un fucile nell’altra. Chiede subito scusa dicendo di aver bisogno solo di un’informazione, quando si sente dire: «Ma vui siti mastr’Umberto? (Ma voi siete mastro Umberto?) Entrate! Entrate!». Subito si domanda: «Come mai questo mi conosce se io non sono mai stato in questo paese?».</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">L’uomo dice di conoscerlo perché è venuto a Ferruzzano per vendere noci e castagne e che, passando davanti alla sua bottega, l’ha sentito parlare di Dio con degli amici. Dal suo ritorno ad Africo, ha sempre sperato che un giorno qualcuno potesse venire a parlare di questo Signore che cambia le persone.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Così cominciano a parlare del Signore, mentre sua moglie gli prepara qualcosa da mangiare e un materasso di paglia per dormire.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il mattino inizia a parlare di Dio per le strade e nelle campagne a quella gente, di cui la maggioranza illetterata. L’uomo che l’ha ricevuto, ha una stalla. Una volta pulita, sono iniziati i culti lì. Per i primi giorni la gente viene solo per curiosità, ma poi rimane perché affamata di conoscere le cose del Signore, tanto che si forma un bel gruppo di credenti. Per la prima volta si accende una speranza nei cuori di questa gente dell’Aspromonte. </span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>Il prete si ribella.</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il prete incomincia a trattarlo da “ignorante falegname che non sa quel che dice”. Lui però continua a predicare l’Evangelo e a insegnare i cantici, tanto che anche i bambini dell’asilo, quando passa, cominciano a cantare: “Io sono un agnellino, Gesù è il mio pastor”, ricevendo perciò le sgridate dalle suore.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ogni sera si tiene un culto, in cui viene anche il brigadiere ad ascoltare. Ogni giorno si assiste al miracolo del cambiamento nella vita di qualcuno: gente che si ubriacava, che si bisticciava anche al punto di arrivare al coltello, gente che rubava, che bestemmiava … adesso partecipa al culto totalmente cambiata.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Quando cammina per le strade, tutti lo salutano con: «Pace del Signore». Il prete si ribella sempre di più e chiede al brigadiere di fare qualcosa per mandarlo via. Scopre che gli ha risposto: «Caro reverendo, quest’uomo non ha fatto nulla di male per cacciarlo via. Anzi, da quando è arrivato questo che voi chiamate “ignorante falegname”, io e i miei carabinieri possiamo dormire la notte e questo paese sta ricevendo un miracolo». </span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>La statua di San Leo nel mezzo della chiesa.</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">San Leo era il protettore di Africo. Il prete decide di creare un miracolo con quel Santo. Una sera tardi, quando è già buio, le campane della chiesa iniziano a suonare interrottamente. In questi piccoli paesi, quando suonavano le campane a lungo, significava che qualcosa di molto urgente era accaduto. E così, tutta la gente corre verso la chiesa chiedendosi cos’è successo. Arrivano anche il brigadiere e mio padre. Il prete apre le porte della chiesa e grida: «Miracolo! Miracolo! San Leo è uscito dalla nicchia e si trova nel mezzo della chiesa». Comincia un delirio di gente che si batte il petto e s’inginocchia per terra adorando San Leo. Le campane continuano a suonare. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Allora il brigadiere chiede a mio padre cosa ne pensa di questo fatto. Papà gli risponde: «Brigadiere, quello è solo un tronco di albero d’ulivo scolpito nell’immagine di un Santo e la Bibbia parla chiaramente contro queste sculture». E il brigadiere però domanda: «E le campane che suonano da sole?». Papà gli suggerisce che ci sarà qualcuno sul tetto che tira la cordicella.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Un carabiniere sale sul tetto ma in quella notte oscura non trova nessuno. Mio padre allora comincia a rassicurare i credenti, sostenendo che si tratta di un gioco del prete e lo sfida dicendogli: «Reverendo, se San Leo è uscito dalla nicchia da solo, allora gli chieda di completare il miracolo rientrandoci da solo». Poi suggerisce al brigadiere di mettere una sentinella davanti alla porta fino al mattino per assicurarsi che nessuno entri o esca dalla chiesa. Il prete inizia a ribellarsi ingiuriando mio padre, ma il brigadiere (di certo convinto anche lui di un falso miracolo) manda tutti a casa, mettendo due carabinieri davanti alla porta, come suggerito da papà.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Tardi nella notte i carabinieri sentono un rumore. Qualcuno scivola giù dal tetto: è un ragazzino che scende e viene bloccato dai carabinieri. Mettendosi a piangere, confessa: «È statu u previti chi mi dissi mi sonu i campani e no mmi scindu, ma ora ndavia paura» («È stato il prete che mi ha detto di suonare le campane e di non scendere, ma ora ho avuto paura»).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">E così, il mattino seguente San Leo è rimesso nella nicchia e molti si convertono all’Evangelo. Da quel momento in poi, il prete perde il controllo del dominio religioso.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>Un latitante cercato da anni dà il suo cuore a Gesù.</b></span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Mio padre resta con noi una settimana e poi ritorna di nuovo ad Africo. La chiesa cresce e il paese trova sempre più pace. Molti che prima rubavano, si ubriacavano e si litigavano, adesso si convertono all’Evangelo, frequentano la chiesa e vivono in pace.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Si converte anche la moglie di un latitante ricercato da tanto tempo dalla legge. La donna va di nascosto a trovarlo, gli parla di questa nuova religione e vuole assolutamente fargli incontrare mio padre. Lui però non si fida, perché pensa che mio padre sia uno “sbirro” (carabiniere). Infine un giorno, grazie all’insistenza della moglie, il latitante accetta di incontrarlo, ma a una condizione: «Devi fare molta attenzione affinché nessuno vi segua. Se vedrò altre persone che vi seguono, ho due cartucce: una per te e una per lui».</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Mio padre allora parla con il brigadiere raccontandogli tutto e chiedendogli se può avere la sua parola d’onore di non essere seguiti. Il brigadiere non solo assicura a mio padre di non farli seguire, ma gli dice: «Ditegli a nome mio che, se lui viene al culto, io non lo faccio arrestare e che, se vuole rifugiarsi di nuovo, faccio conto che non l’ho mai visto». Il brigadiere ha fiducia in un miracolo di Dio per quell’uomo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Perciò, mio padre e la moglie del latitante partono prima dell’alba assicurandosi di non essere seguiti. Dopo tanto cammino su quelle montagne, lo incontra. Gli parla del Signore e dei suoi amici che frequentano i culti e sono in pace con tutti e anche con la legge. Gli riferisce della promessa del brigadiere di non farlo arrestare, dicendogli di avere molta fiducia nel brigadiere e in Dio che si prenderà cura di tutto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Lui non gli promette nulla perché ha troppa paura della legge, poiché è stato accusato di cose che non ha commesso. Mio padre lo saluta e gli dice: «Io ti aspetto! Tutte le sere abbiamo un culto».</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Una sera, mentre papà sta predicando, quest’uomo entra per una porta di dietro del locale e si siede per terra, vicino ai piedi di mio padre, con il fucile e la cartucciera sulla spalla. Come al solito, arriva sulla soglia della porta il brigadiere per ascoltare la predicazione. Lui tocca con la punta di un coltello la gamba di mio padre e papà gli mette la mano sulla testa assicurandolo di stare calmo.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>Il miracolo nella vita di quest’uomo.</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Alla fine della predicazione, tutti s’inginocchiano per la preghiera. Quell’uomo incomincia a piangere e a lodare il Signore con la faccia a terra, mentre il fucile e la cartucciera si trovano sotto una sedia. Alla fine, mio padre e tanti altri lo abbracciano. Subito dopo, lui si dirige verso il brigadiere tendendo le mani per farsi arrestare, dicendo: «Sono qui, brigadiere!». Il brigadiere lo guarda stupefatto e gli chiede: «Ma tu veramente vuoi fare parte di questa chiesa?». Lui gli risponde: «Ho chiesto perdono a Dio e sono pronto a pagare per i miei errori». Il brigadiere gli mette la mano sulla spalla e gli dice di andarsene a casa con sua moglie e di andare a trovarlo in caserma l’indomani. Questi sono i miracoli che fa solo il grande Iddio!</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>L’uomo col coltello in mano.</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Una sera, mentre si tiene il culto e mio padre sta predicando, si presenta un uomo sulla soglia della porta con un coltello in mano, minacciando mio padre. Tutti i fratelli si alzano per fermarlo, ma mio padre dice loro di ritornare ai loro posti, perché non c’è niente di cui avere paura. Dice: «In questo culto c’è la presenza del Signore. Lasciatelo! Non farà male a nessuno!». Quell’uomo continua con le sue minacce e mio padre continua a predicare.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Dopo pochi minuti, gli cade il coltello dalle mani e lui cade sulle sue ginocchia, chiedendo perdono a tutti e a Dio. Da così il cuore a Gesù e si converte. Questa è potenza di Dio!</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">L’Evangelo di Cristo parla di una “nuova nascita” e molti non riescono a capirne il significato, ma è proprio così. Quest’uomo e tanti altri uomini e donne sono “nati di nuovo” nel paese di Africo, ascoltando la predicazione dell’Evangelo, per la bocca di un “ignorante falegname con la terza classe”: Umberto Bonfà.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Nel 1951 mio padre emigra in Canada e, se ricordo bene, il fratello Leo Favasuli è rimasto come pastore della chiesa di Africo Vecchio. Tutt’oggi c’è una grande chiesa in Africo Nuovo, col pastore Palamara.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Questa chiesa di Africo Nuovo non si trova più sulle montagne dell’Aspromonte, ma giù vicino al mare, perché nel settembre del 1951 una grande alluvione l’ha distrutta.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Anche in questo “atto di Dio”, il Signore ha usato la forza della natura per portare via da quelle perdute montagne dell’Aspromonte un popolo che aveva sofferto per centenni la povertà, la fame, le ingiustizie e il dominio di una religione che li teneva nell’ignoranza delle cose di Dio con falsi miracoli.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">L’Evangelo ha portato un cambiamento di vita, una nuova conoscenza del vero Iddio, e per Africo si sono aperte le porte a un futuro mai creduto prima in quell’Aspromonte.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La gloria va tutta a Dio che usa chi Lui vuole, come vuole e a Suo tempo. Egli muove le montagne, calma i venti e i mari.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>Inizia un incontro di preghiera a Montreal.</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Mio padre, arrivando in Canada (Montreal) ha cercato con tutte le sue forze di evangelizzare il popolo italiano con le chiese Pentecostali Italiane del Canada. Nel 1953 ha organizzato un gruppo in una casa di una famiglia evangelica.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Una domenica, mentre tutti sono in ginocchio a pregare, d’un colpo si apre la porta e tre poliziotti, vedendoli in ginocchio, si scusano, dicendo: «C’è stato segnalato che in questa casa c’è un incontro di gente poco raccomandabile, ma scusateci, vediamo che qui si sta pregando Iddio».</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il secondo episodio è uguale a quello dell’uomo col coltello di Africo. Un’altra domenica si presenta un uomo con un coltello ma, aprendo la porta, li trova in ginocchio che pregano. Un fratello lo avvicina, chiedendo il perché di quell’azione, mentre gli altri continuano a pregare. Quell’uomo rimane fermo senza parole e alla fine getta il coltello per terra, chiedendo perdono a tutti e dichiarando che gli avevano detto che in quella casa c’era un circolo di prostituzione e lui era venuto per uccidere sua moglie. Quel giorno anche lui si converte al Signore.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Mio padre negli anni ‘66/’67, diviene pastore della chiesa di “Niagara Falls”, Ontario.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Devo con dolore dire che mio padre è stato combattuto tutta la sua vita per la sua fede nel Signore.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Egli è rimasto sempre fedele al suo Signore. A quel Signore del miracolo nelle montagne dell’Aspromonte, di Africo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Mio padre è deceduto a Montreal il 7 ottobre 1984. Ha sempre portato nel suo cuore il ricordo di quella lunga e faticosa giornata su quelle montagne, dove Iddio nel Suo grande amore l’ha mandato a evangelizzare un popolo. Questa è stata la fede dei nostri padri, questa è stata la fede di mio padre: Umberto Bonfà. A Dio sia tutta la gloria.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">In memoria di mio padre, suo figlio Vincenzo Bonfà (2009).</span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 08 Sep 2016 19:35:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Azione, non soltanto intenzione!]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ox6j837v"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><b>AZIONE, NON SOLTANTO INTENZIONE!</b></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">“Quanto son belli, sui monti, i piedi del messaggero di buone novelle, che annunzia la pace, ch'è araldo di notizie liete, che annunzia la salvezza, che dice a Sion: ‘Il tuo Dio regna!’" (Isaia 52:7)</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Uno dei più grandi problemi del cristiano oggi, si trova ad affrontare si può riassumere in una parola: superficialità. È il difetto di chi non considera la sostanza delle cose ma s’accontenta unicamente della corteccia esteriore. È il difetto di chi legge la Scrittura ma non </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">per riguardare “bene addentro nella legge perfetta, che è la legge della libertà” (Giac. 1:25), ma solo per placare la voce della coscienza e perché no, dello Spirito Santo che ci brama fino alla gelosia e che ci ricorda le Parole di Gesù: “Santificali nella verità: la tua parola è verità” (Giov. 17:17). Può avvenire allora che pur di poter dire a se stessi: “Anche oggi ho fatto il mio dovere”, recitando la parte di una commedia, nella quale loro stessi riconoscono che il ruolo di attori proprio non gli si confà, leggono frettolosamente un foglietto del calendario cristiano dell’anno, mentre magari nell’altra mano sorreggono quella tazza di caffè che ingurgitano ad una velocità altrettanto supersonica. Ahimè, non hanno tempo per meditare, per considerare attentamente, ciò che il Signore vuole dir loro nella Scrittura. Il risultato è che a volte non riusciamo ad essere veramente attenti ed obiettivi in tutte le altre cose. La superficialità purtroppo produce delle reazioni a catena.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Anche il testo biblico che stiamo meditando, per esempio, potrebbe farci incappare in errori di valutazione se non considerato attentamente. Proviamo perciò ad analizzare questa figura molto bella e conosciuta dell’araldo dell’Evangelo, di colui che annuncia notizie liete. Quando pensiamo a un messaggero dell’Evangelo automaticamente ci vengono subito in mente alcune cose. Prima di tutto pensiamo ad un pulpito, ad un locale di culto ipertecnologico e multifunzionale e non ad una strada. &nbsp;Potremmo pensare alla nostra Bibbia con copertina di pelle, con taglio in oro e non alle anime perdute. Siamo poi attratti dall’oratoria del messaggero, dall'abilità nell'esporre con minuziosità di termini le più grandi verità bibliche, dal “carisma” capace di coinvolgere le folle, l’originalità sempre,in ogni caso e ovunque, anche magari, a costo di sminuire il valore dell’eterna Parola di Dio. E poi, perché non invidiare il timbro della voce che imprime una particolare autorevolezza al personaggio che parla. Inoltre, consideriamo le sue mani che gesticolano, che vengono usate per additare il peccato anche se qualche volta, ammettiamolo, le nostre stesse mani dovrebbero saper indicare innanzi tutto i nostri errori. Del messaggero di buone novelle si potrebbe parlare riguardo agli opuscoli che usa, al desiderio che ha o meno di vedere persone nate di nuovo, dei suoi propositi per l’avanzamento dell’opera di Dio e dei mezzi evangelistici. Il nostro versetto biblico lo descrive sui monti sicché non può non essere visto: lo sguardo di tutti è su di lui! Ma come lo vede lo scrittore sacro ispirato dallo Spirito Santo? Con superficialità? Egli ne contempla la bellezza … ma di cosa? Niente di tutto quello che abbiamo elencato precedentemente, ma semplicemente una considerazione relativa ai "suoi piedi". Proprio "i piedi", quelli che forse nessuno avrebbe mai notato, nulla di più. “Quanto son belli, sui monti, i piedi”. In altre parole, ciò che ha maggiore valore per tutti i messaggeri dell’Evangelo è il poter dire con tutta onestà: “C’ero anch’io”. I migliori programmi come pure le più nobili intenzioni e i migliori propositi a nulla giovano se non ci muoviamo, se non sono i nostri piedi a portarci, come recita un bellissimo inno cristiano, “là dove il male impera tra i derelitti figli del dolor”. Il più grande messaggio che il mondo abbia mai ricevuto, non può essere predicato da chi ha fatto del mitico “Armiamoci e partite” il motto della propria vita. Sull’altare di Dio non ci siano solo le mani mosse dal nostro desiderio di donarci, non solo il cuore animato da un buon sentimento; non solo gli occhi che ci aiutano a vedere un mondo che muore senza Dio e senza speranza; non soltanto l’orecchio che ode il grido di chi soffre per poi commuoversi e nulla più. Ci siano invece i nostri piedi, stanchi, arrossati, gonfi, impolverati, ma che pur tuttavia ci portano nel luogo del bisogno. Questo è quello che il profeta vede come veramente bello, perché tutto diventa inutile se l’intenzione non si tramuta in azione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La Bibbia afferma che il Signore odia “i piedi che corron frettolosi al male” (Prov. 6:18). Usare dunque questi arti del corpo per fare il male è cosa cattiva ma è anche vero che non usarli proprio per niente è pur sempre errato perché “Colui che sa fare il bene, e non lo fa, commette peccato” (Giac. 4:17).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">L’esempio perfetto del Maestro che “è andato attorno facendo del bene” (Atti 10:38), possa essere d’ispirazione per ogni araldo dell’Evangelo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La considerazione per i suoi piedi stanchi dopo circa sei ore di viaggio per cercare e salvare una donna samaritana, possa stimolarci a non essere indolenti e sterili bensì ad essere attivi e ubbidienti fino alla fine, come Colui che donò anche i Suoi piedi inchiodandoli sul duro legno della croce affinché avessimo vita. &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><i>Enzo Labate</i></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 08 Sep 2016 12:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La preghiera che Gesù non fece]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_92bbu1lh"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><b>LA PREGHIERA CHE GESU' NON FECE</b></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">“Credi tu forse ch'io non potrei pregare il Padre mio che mi manderebbe in quest'istante più di dodici legioni d'angeli?” (Matteo 26:53)</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Sul tema “preghiera” sono stati versati oceani d’inchiostro. Tanti sono i libri che trattano l’argomento, la sua importanza, i suoi vari aspetti, ed ogni buon credente sa che non se ne può fare a meno. C’è un solo problema: tutti ne parliamo molto, ma la pratichiamo poco! Alle volte nell’affermare che bisogna “praticare il non oltre quel ch’è scritto” (I Cor. 4:6), dimentichiamo che il versetto non è soltanto un invito a “combattere strenuamente per la fede, che è stata una volta per sempre tramandata ai santi” (Giuda 1:3), ma anche e soprattutto un’esortazione a fare, in modo pratico, le cose che sono gradite al Signore. Una di queste è: “Non cessate mai di pregare” (I Tess. 5:17). Con tutto il rispetto per quanti si sono cimentati nell’arduo compito di trattare un argomento di tale rilevanza, crediamo che il più autorevole in materia sia Colui che disse: “Voi dunque pregate così” (Matt. 6:9). Il Signore Gesù ci ha lasciato un modello perfetto da seguire. Uno teorico che se seguito con attenzione, ci assicura la risposta celeste: “…Fa' orazione al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa” (Matt. 6:6). Ma anche uno pratico. Il Maestro si distingueva, tra le altre cose, per una profonda vita di preghiera. Gesù pregò all’inizio del Suo ministerio terreno, pregò per la scelta dei Suoi discepoli, pregò prima di compiere miracoli, pregò nell’ora buia del Getsemani, pregò mentre sul duro legno della croce donava la Sua vita per l’umanità, e continua a vivere per intercedere per noi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">C’è però nella Scrittura una preghiera che Gesù non fece. Il testo ci dice che avrebbe potuto farla e sarebbe stata “esaudita”. Migliaia di angeli sarebbero venuti a combattere con e per Lui, ma Gesù non la pronunciò. Crediamo che i silenzi di Dio siano altrettanto eloquenti quanto il Suo esempio nel pregare e in ogni modo istruttivi. Diciamo pure la verità: quante preghiere vengono elevate a volte inutilmente, perché dettate forse dall’egoismo, dal sentimentalismo, dalla superficialità, dalla mancanza di arrendimento, dalla superbia. La preghiera che Gesù non fece getta luce su importanti verità spirituali che a volte trascuriamo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Prima di tutto la preghiera che Gesù non fece è una lezione sul perdono.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">“Credi tu forse ch'io non potrei…?”. Egli poteva e ne aveva il diritto </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">eppure mise da parte la spada delle Sue possibilità nel fodero del Suo </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">perdono e della Sua pazienza, allo stesso modo in cui lo richiese da </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Pietro. Quanti credenti vivrebbero molto più serenamente se imparassero </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">questa verità che l’apostolo Paolo ispirato dallo Spirito Santo ribadirà</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">qualche anno più tardi: “Non fate le vostre vendette, cari miei” (Rom.</span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">12:19). Quanti dolori sarebbero risparmiati alla Chiesa del Signore se </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">tutti imparassimo a patire piuttosto qualche torto, qualche danno (cfr.</span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">I Cor. 6:7).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Quale consolazione se nel momento in cui stiamo per offrire la nostra </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">“offerta”, ricordandoci che il nostro fratello ha qualcosa contro di </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">noi, invece di dire con aria da iperspirituali: “Anche se non lo saluto, </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">io l’ho perdonato”, seguissimo invece i suggerimenti della Scrittura:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">“Lascia quivi la tua offerta dinanzi all'altare, e va' prima a </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">riconciliarti col tuo fratello; e poi vieni ad offrir la tua offerta” </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">(Matt. 5:24). Quante volte per rivendicare i nostri diritti non ci</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">rendiamo conto d’appartenere al novero di coloro che “cercano il loro </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">proprio; non ciò che è di Cristo Gesù” (Filipp. 2:21).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">In secondo luogo la preghiera che Gesù non fece è una lezione sull’arrendimento. Il versetto 54 recita: “Come dunque si adempirebbero le Scritture, secondo le quali bisogna che così avvenga?”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La versione Diodati traduce così: “Come dunque sarebbero adempiute le </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Scritture, [le quali dicono] che conviene che così avvenga?”. È strano </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">che la Scrittura parli di convenienza in una circostanza come quella del </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">nostro testo, ma non è forse vero che anche noi credenti più volte </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">abbiamo realizzato “che tutte le cose cooperano al bene di quelli che </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">amano Dio” (Rom. 8:28), anche quando non abbiamo compreso subito il </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">perché di determinate situazioni avverse?</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Infine la preghiera che Gesù non fece è una lezione sulla solitudine.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">C’è una stretta relazione tra la domanda di Gesù a Pietro e il versetto </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">56: “Allora tutti i discepoli, lasciatolo, se ne fuggirono”. La scelta </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">per Gesù era rappresentata o dalla compagnia di dodici legioni d’angeli, </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">che avrebbe comportato la vicinanza anche dei Suoi discepoli, oppure la </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">decisione di rimanere da “solo” nella volontà del Padre.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La preghiera che Gesù non fece ci aiuti a capire, come disse un noto </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">predicatore, che la potenza della Pentecoste è potenza per rimaner da </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">soli. &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><i>Enzo Labate</i></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 08 Sep 2016 12:44:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Sorrisi]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_l8pqc8z4"><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><b>SORRISI</b></span></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Qualche tempo fa uno dei più importanti quotidiani a carattere nazionale titolava così: “Una risata vi guarirà”. L’articolo proponeva la risata come terapia a diverse malattie illustrandone dettagliatamente i numerosi effetti benefici. Addirittura sembra sia nata una nuova scienza, la psico-neuro-endocrino-immunologia che è riuscita a dimostrare che ridere aumenta le difese immunitarie, attenua il dolore e favorisce la circolazione sanguigna. Una risata avrebbe effetti positivi su tutto il corpo, compresi cuore e polmoni, sarebbe capace di distendere i muscoli e rimettere in funzione fegato e intestino. Ridere inoltre scarica l’aggressività e allontana l’ansia dovuta a situazioni spiacevoli. Alla luce di quanto detto e dalla lettura superficiale dei versetti biblici che prenderemo in esame sembrerebbe proprio che Abramo dal medico o dal farmacista non ci sia mai andato. Abramo rise, rise Sara, rideva la serva Agar e lo stesso faceva Ismaele. Un uomo che ha un figlio che si chiama “risata” (Isacco) potrà mai essere schiacciato dai problemi che la vita presenta indistintamente a tutti gli uomini? Eppure da un esame più oculato delle Scritture ci sembra di capire che pure la famiglia del patriarca conobbe la risata, come tante altre famiglie oggi, non come rimedio alla malattia bensì come indice di patologia. Rimaniamo sbigottiti quando apprendiamo dai media di alcune tragedie familiari e puntualmente siamo confusi dal coro del vicinato che canta all’unisono: “Era una famiglia serena”. La Scrittura afferma, per esempio, che dietro una maschera di felicità si potrebbe a volte celare una situazione di generale malessere perché “anche ridendo, il cuore può essere triste” (Prov. 14:13 - NR)! C’è tra l’altro una risata che contraddistingue tutti coloro che mancano di saggezza, tanto è vero che “se un savio viene a contesa con uno stolto, quello va in collera e ride, e non c'è da intendersi” (Prov. 29:9). Proviamo dunque ad esaminare la risata di ogni singolo membro di questa famiglia, per scoprire quel che non va, e che a volte nascondiamo in casa nostra o forse dentro la più grande famiglia, quella della chiesa.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Abramo:la risata del rassegnato (Genesi 17:15-19)</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Davanti al comando del Signore di chiamare la moglie “principessa”, unito alla promessa che sarebbe diventata “nazioni” e che “re di popoli usciranno da lei”, Abramo si prostrò con la faccia a terra e rise. Sembra apparentemente che il vero motivo che spinse il padre della fede a reagire così fu l’incredulità: "Nascerà un figlio a un uomo di cent'anni? E Sara partorirà ora che ha novant'anni?" (v. 17 - NR). Sicuramente non possiamo scartare questa spiegazione, pur ammettendo che al posto suo probabilmente non saremmo stati degli eroi. Da una lettura più attenta del testo ci sembra però di capire che la vera motivazione che spinse Abramo a ridere è da ricercarsi in quel che dice il versetto 18: “Abramo disse a Dio: ‘Di grazia, viva Ismaele nel tuo cospetto!’". Un’altra versione recita: "Oh, possa almeno Ismaele vivere davanti a te!". Quella d’Abramo sembra perciò più verosimilmente la risata di chi, dopo tante speranze deluse e dopo innumerevoli preghiere apparentemente inesaudite, si lascia andare, facendo naufragare la propria fiducia in Dio nella proverbiale affermazione: “Chi s’accontenta gode, dammi almeno questo”. Altro che humorterapia. Quanti sorrisi stampati sul volto di credenti e non, profondamente delusi, feriti e rassegnati, che hanno fatto del mitico “tiriamo a campà”, il motto della loro vita. A questa categoria di persone la Parola del Signore s’impone con un solenne: “No” (v.19). Si parla spesso dei “no” di Dio come manifestazioni del Suo amore per farci evitare spiacevoli esperienze, e per darci alla fine al di la di quel che chiedevamo e immaginavamo. È altresì interessante notare come in questo</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">episodio biblico il Suo “no” non è un rifiuto quanto piuttosto un incoraggiamento a continuare ad aver fede e non mollare.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Sara:la risata dell’impaziente (Genesi 18:9-15)</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il testo biblico che ci presenta la risata di Sara ruota intorno</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">ad un argomento fondamentale: il tempo. Alla base della promessa che il Signore rinnova ad Abramo riguardo a Sara (v.10), c’è proprio quest’importante aspetto. Non la promessa di una benedizione generica a tempo indeterminato, bensì una parola precisa: "Tornerò certamente da te fra un anno; ed ecco, Sara tua moglie avrà un figliuolo". È vero che molto probabilmente Sara, come pure il marito, non avevano ancora compreso la natura dell’”Angelo” che parlava loro, ma è pur vero che l’Interlocutore celeste, che Sara stava ascoltando dall’ingresso della tenda, non stava dicendo semplicemente: “Aspettiamo il Signore” oppure “Dio ha fatto ogni cosa bella a suo tempo”; c’era una data precisa alla quale la pur piccola fede della donna si sarebbe potuta aggrappare e crescere. “Sarà vero? E se succede veramente?”. Sara invece rise, contrapponendo al tempo di Dio considerazioni puramente personali che facevano riferimento al suo tempo: “Vecchia come sono” e “il mio signore è vecchio” (v. 12). È Dio stesso a confermare il vero motivo che spinse Sara a ridere: “E l'Eterno disse ad Abrahamo: ‘Perché mai ha riso Sara, dicendo: Partorirei io per davvero, vecchia come sono?’” (v. 13). Quante volte col nostro sorriso confessiamo che, nonostante le promesse del Signore, non abbiamo più la forza e la voglia d’aspettare…. Non stiamo parlando dell’impazienza che spinge ad agire frettolosamente, quanto piuttosto di quella che appare sotto un’altra forma quasi sempre mista ad un eccessivo individualismo. È quell’impazienza che davanti alla realtà delle cose si rifiuta, è stanca e non vuole stare ancora in silenzio davanti all’Eterno per attendere ch’Egli intervenga. Dire come Sara: “Vecchia come sono”, è cosa sempre utile per non dimenticare mai l’importante lezione di guardarsi allo specchio, ma è un problema quando, estremizzando il concetto, si perde di vista il Signore. Al lettore impaziente la risposta, come lo fu per Sara, è: “V'ha egli cosa che sia troppo difficile per l'Eterno?” (v.14) oppure, come dice un’altra versione, di troppo “meraviglioso” per l’Eterno?</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Agar: la risata del superbo (Genesi 16:3-9)</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">“ … Agar … rimase incinta; e quando s'accorse ch'era incinta, guardò</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">la sua padrona con disprezzo” (16:4). Non è detto chiaramente che Agar rise ma tutti conoscono i lineamenti di uno sguardo sprezzante, di quella risatina che ti vuol dire: “Fatti più in la che sono meglio di te”. Tutto il problema di Agar era racchiuso in quel “quando s’accorse</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">ch’era incinta”. In altre parole quando s’accorse che lei aveva e</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Sara no, che lei era riuscita a dare ad Abramo quello che non gli</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">aveva potuto dare Sara, allora …. Il risultato? Alzò la cresta e</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">dimenticò chi era! Per questo motivo Sarà la trattò così duramente</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">che ella fuggì da lei. Il termine che viene usato per “duramente” è lo stesso di quello usato per descrivere più tardi la schiavitù del popolo d’Israele in Egitto. Ora il Signore trovò Agar nel deserto e ci saremmo aspettati davanti a tanta “crudeltà” subita, soltanto parole di consolazione. La prima cosa invece che il Signore compì fu proprio quella di ricordarle le proprie origini: "Agar, serva di Sarai, donde vieni? e dove vai?" (16:8). “E l'angelo dell'Eterno le disse: ‘Torna alla tua padrona, e umiliati sotto la sua mano’" (16:9). Il nostro Dio non assomiglia per niente a quelle persone credenti e non, poco sagge, che invece di essere fabbricanti di pace, indirizzando sulla via dell’umiltà e della sottomissione, esercitano il cattivo mestiere d’istigatori. Quanto è confortante sapere che l’Iddio che serviamo, pur consolandoci, che ci piaccia o meno, ci dice sempre la verità. Quest’aspetto della vita di Agar, che pur essendo serva, faceva parte della famiglia d’Abramo, dovrebbe essere un campanello d’allarme per tutti i credenti contro il pericolo dell’imborghesimento, che ci potrebbe</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">far dimenticare che siamo solo dei peccatori salvati per grazia.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ismaele: la risata dell’autosufficiente (Genesi 21:8-10)</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">“E Sara vide che il figliuolo partorito ad Abrahamo da Agar, l'egiziana, rideva” (v. 9). È il caso di dire “tale mamma tale figlio”. L’episodio avvenne durante un convito preparato da Abramo nel giorno in cui Isacco fu divezzato. La risata d’Ismaele risiedeva molto probabilmente nella convinzione d’avere comunque un posto di preminenza nella casa d’Abramo, il che lo autorizzava a farsi una risata dell’”antagonista”. Anche questo tipo di risata è patologica. È la malattia di chi si sente tanto sicuro di sé al punto di convincersi di essere “unico”. È la sindrome di quelli che si sentono “dentro una botte di ferro”, di quanti dicono: “Io mi son fatto da solo”, ai quali dovremmo rispondere: “E stai continuando a farti da solo … del male!”. È la stolta convinzione di chi pensa: “A me non succederà mai”. Come credenti vogliamo continuare invece a confidare in Colui ch’è il solo potente da farci stare in piè (Rom. 14:4).</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La vera allegrezza (Genesi 21:1-7)</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">“Sara disse: ‘Dio mi ha dato di che ridere; chiunque l'udrà riderà con me’" (v. 6 - NR). Senza voler essere per nulla polemici con il giornalista che ci proponeva la risata come antidoto ai mali della vita, ci sembra di capire dalla Scrittura che la vera “risata che ci guarirà” non è quella presentata come rimedio, nemmeno quella patologica che abbiamo considerato. Quella spontanea, genuina, è semplicemente la conseguenza dell’allegrezza prodotta dalla presenza e dall’opera di Dio nella nostra vita. Non ha niente a che fare con il cabaret o con alcune manifestazioni date per “spirituali”. È la condizione di chi ha trovato nel Signore la Fonte di ogni felicità, l’Autore di ogni capolavoro di grazia, il Benefattore di ogni dono celeste. “Iddio m’ha dato di che ridere”, disse Sara. Non sono solamente le parole di una persona in cui</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">meraviglia, stupore e incontenibile gioia si fondono armoniosamente, ma anche di chi ha riscoperto che soltanto il Signore ci può far ridere di vera allegrezza. L’allegrezza è parte del frutto dello Spirito (Gal. 5:22). Quell’allegrezza farà dire all’apostolo Paolo in prigione: “Rallegratevi del continuo nel Signore. Da capo dico: Rallegratevi” (Filipp. 4:4). Se di questo tipo di allegrezza abbiamo bisogno e non di maschere di felicità, possiamo rivolgerci a Colui che dice: “Io sono l'Eterno che ti guarisco” (Esodo 15:26).</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><i>Enzo Labate</i></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 08 Sep 2016 12:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Chi c'era con Dio, quando Egli creava i cieli e la terra?]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Investigate_le_Scritture"><![CDATA[- Investigate le Scritture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_5w33h5kh"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">In Isaia 44:24 leggiamo Così parla l’Eterno…: Io sono l’Eterno che ha fatto tutte le cose; io solo ho spiegato i cieli, ho distesa la terra, senza che vi fosse alcuno meco…” . Altrove invece risulta che con Dio c’erano gli angeli, detti “stelle del mattino” (Giobbe 38:4-7) e quanto meno c’erano la Parola, cioè il Figliuolo di Dio, e lo Spirito Santo (Gen.1:1-3,26,27; Giov.1:1-3).<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">C’é contraddizione tra questi punti della Scrittura? Come per tanti altri casi, assolutamente no!<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Quando Is. 44:24 dice che “con Lui non c’era alcuno” è l’Eterno che parla, sottolineando che era “solo” a spiegare i cieli e a distendere la terra. Ora quando la Bibbia usa il nome “l’Eterno” indica cotamente l’Iddio trino, il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo, e nel testo di cui parliamo era l’Iddio trino che ha creato i cieli e la terra, senza la collaborazione di nessun altro, né degli angeli che tutt’al più “assistevano” con gioia alla creazione (Giobbe 38), né degli uomini che vennero creati in seguito.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La Scrittura dunque evidenzia che é stato l’Eterno a fare ogni cosa, dandone tutta la gloria e i meriti soltanto a Lui!<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La stessa cosa bisogna sottolineare in merito alla creazione dell’uomo in Gen. 1:26,27, per la cui decisione Dio non consultò affatto gli angeli, altrimenti la precisazione del verso 27 non avrebbe nessun senso, quando dice: “E Dio creò l’uomo... lo creò a immagine di Dio...”, dove dovrebbe aggiungere “e degli angeli”, ma non lo fa.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Dunque tutta l’opera, i meriti e la gloria della creazione sono da attribuire soltanto a Dio, all’Eterno. Egli é il Creatore che creò ogni cosa buona. Egli é “Colui che opera tutte le cose secondo il consiglio della propria volontà” (Ef. 1:11).<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Egli decise di creare e creò, proprio per manifestare la Sua natura di Creatore e poi di Dio d’amore.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Così come oggi, Egli prende le iniziative di salvare (Giov.3: 16).<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Egli, però, creò ogni cosa tramite la Parola, cioè tramite il Suo Figliuolo (Sal. 33:6-9; Col.1:15-17; Ebr. 11:3...). Egli, Cristo, è il mezzo tramite cui Dio Padre espresse tale Creazione, dette disposizioni ed ordini perché avvenisse. Anche così oggi, Cristo è l’Unico nome che sia stato dato agli uomini perché siano salvati (Atti 4:12).<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Infine, Dio, ha operato ed attuato tutta la Creazione per mezzo dello Spirito Santo (Gen.1:2; Giobbe 33:4), lo stesso Spirito Santo che fa realizzare oggi, a tutti quelli che l’accettano, la grazia che Dio offre a tutti per mezzo di Cristo Gesù.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Come nessuno ha aiutato l’Eterno durante l’opera di Creazione allora, nessuno, né buone opere, né sacrifici umani, né cerimonie varie possono oggi aiutarLo nel salvare l’uomo. E’ scritto chiaramente “All’Eterno appartiene la salvezza” (Salmo 3:8; Giona 2:10). La salvezza appartiene all’Iddio nostro, il quale siede sul trono ed all’Agnello” (Ap. 7:10).<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Così quando ci convertiamo a Dio, accettiamo e confessiamo con il battesimo e la fede perseverante, di realizzare il Padre come Creatore e come Colui che ci rigenera, il Figlio come Salvatore e lo Spirito Santo come Consolatore e Santificatore.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">L’Eterno dunque è l’Unico Creatore e l’Unico Salvatore.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1"><span class="fs12lh1-5 ff1">Noi gli apparteniamo due volte, come creature e come figliuoli. Non inciampiamo dunque nella apparenti contraddizioni, ma realizziamo la chiarezza della Parola e l’abbondanza della presenza e della grazia di Dio!</span><br></span></div><div><span class="cf1"><span class="fs10lh1-5"> </span><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><i>Paolo Lombardo - tratto dal periodico "Cristiani Oggi"</i></span></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 07 May 2016 08:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Chi è maggiore, Gesù o il Padre?]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Investigate_le_Scritture"><![CDATA[- Investigate le Scritture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_rlk961k3"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><span class="imTAJustify">“Io vi lascio pace; vi dò la mia pace. Io non vi dò come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti. Avete udito che vi ho detto: ‘Io me ne vò e torno a voi’; se voi m’amaste, vi rallegrereste che io vo al Padre, perché il Padre è maggiore di me” (Giov. 14:27,28).</span><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><span class="imTAJustify">Sono parole pronunciate da Cristo Gesù negli ultimi minuti passati con i suoi prima di morire: Sono parole che assicurano pace ai credenti in Cristo, a differenza di ciò che può fare il mondo.</span><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><span class="imTAJustify">Esse fanno notare l’armonia perfetta che esiste tra Dio Padre e il Suo Figliuolo Gesù; sono parole che danno, però, adito a discussioni per quell’espressione: “Il Padre è maggiore di me”. Danno adito a discussioni e a obiezioni tra coloro che non accettano la divinità piena di Cristo, contro coloro che invece l’accettano e la proclamano. Se Gesù Cristo è Dio pienamente come il Padre, perché pronuncia quelle parole? E se le pronuncia come Dio, che significa-no? Altri brani biblici vengono in nostro aiuto per farci comprendere: “Nel principio era la Parola e la Parola era con Dio e la Parola era Dio... E la Parola è stata fatta carne ed ha abitato tra noi...” (Giov. 1:1,14); “Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato in Cristo Gesù, il quale essendo in forma di Dio non reputò rapina l’essere uguale a Dio (ovvero “non reputò cosa da ritenere con avidità l’essere uguale a Dio”) ma annichilì se stesso, prendendo forma di servo e divenendo simile agli uomini, ed essendo trovato nell’esteriore come un uomo, abbassò se stesso facendosi ubbidiente fino alla morte e alla morte della croce” (Fil. 2:5-8).</span><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><span class="imTAJustify">Fu in quella Sua condizione di Dio “fatto carne”, “in forma di servo”, “come un uomo”, che pronunciò la frase: “Il Padre è maggiore di me”. Egli, appunto per redimere l’uomo, s’era fatto uomo, carne, servo e come tale poté affrontare realmente le tentazioni, i bisogni umani, le prove, le difficoltà, le sofferenze e la morte.</span><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><span class="imTAJustify">“Poiché dunque i figliuoli partecipano del sangue e della carne, anch’Egli vi ha similmente partecipato, affinché, mediante la morte, distruggesse Colui che aveva l’imperio della morte, cioè il diavolo...” (Ebr. 2:14). Soltanto come uomo, fatto di carne mortale, Cristo poteva affrontare la morte, subirla, gustarla e poi vincerla. Fu dunque nel Suo stato di uomo che si proclamò indirettamente minore del Padre.</span><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><span class="imTAJustify">Tutto questo insegna, prima d’ogni altra cosa, il grande amore di Cristo Gesù per ciascuno di noi, alfine di redimerci tramite la Sua incarnazione, la Sua morte e la Sua resurrezione.</span><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><span class="imTAJustify">Insegna, inoltre, l’umiltà di Cristo Gesù, il quale non solo s’era abbassato, ma era soddisfatto di averlo fatto, dell’essersi sottomesso volontariamente a tutte le direttive del Padre. Quell’umiltà è un grande esempio per noi che spesso siamo presuntuosi e recalcitranti, mentre la Parola di Dio dice: “Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato in Cristo Gesù...”.</span><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><span class="imTAJustify">Insegna infine quanto egoismo abbiamo come uomini e quanta più larghezza di vedute dovremmo avere. Rileggendo il nostro testo, infatti, notiamo che i discepoli si rattristarono quando il Signore disse: “Io me ne vo...”; invece Gesù spiega loro che amandolo, dovrebbe rallegrarsi che egli se ne vada al Padre, perché il Padre è maggiore. Vale a dire che solo così la volontà suprema di Dio si sarebbe compiuta e il piano della redenzione sarebbe stato completato per la salvezza piena di tutti i credenti.</span><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><span class="imTAJustify">Nel Suo abbassamento Cristo, dunque, volontariamente si è fatto minore del Padre ma poi “Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato un nome che è al di sopra d’ogni altro nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio... e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre”.</span><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><i>Paolo Lombardo - tratto dal periodico "Cristiani Oggi"</i></span></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 07 May 2016 08:09:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Tutte le cose che domanderete]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Investigate_le_Scritture"><![CDATA[- Investigate le Scritture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_5v5a0j0a"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">“Perciò vi dico: Tutte le cose che voi domanderete pregando, crediate che le avete ricevute e voi le otterrete” (Mar. 11:24). “E tutte le cose che domanderete nella preghiera, se avete fede le otterrete” (Matt. 21:22).</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">“In verità, in verità vi dico che quel che chiederete al Padre, Egli ve lo darà nel nome mio” (Giov. 16:23).</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Molti sinceri credenti, ma per la verità poco preparati nella conoscenza della Sacra Scrittura, leggendo o sentendo citare queste parole di Gesù trovano una contraddizione tra esse e la realtà delle esperienze quotidiane in merito a tante preghiere che non vengono mai esaudite. Altri, sempre poco introdotti nella Parola, le trovano in contraddizione addirittura con la stessa esperienza dell’apostolo Paolo che pregò tre volte per la sua guarigione e Dio non lo esaudì affatto (II Cor. 12:8,9), anche se dette la Sua risposta.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ma esiste questa contraddizione? Niente affatto.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Intanto notiamo che le parole pronunciate da Gesù sono semplicemente stupende e di valore eterno. Pensiamo quanto bene hanno nella vita di tanti credenti nel corso dei secoli e quanti miracoli sono stati realizzati sulla base di cotante promesse!</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Quelle parole sono del Figliuolo di Dio e trascritte per ispirazione dello Spirito Santo; il loro scopo è suscitare e incoraggiare la fede per ottenere le grazie soprannaturali di Dio.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ma la stessa Scrittura che riporta quelle meravigliose parole, riproduce altrettante condizioni per ottenere da Dio quello che chiediamo:</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">a. Non dobbiamo chiedere per i nostri piaceri (Giac. 4:2,3);</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">b. Bisogna chiedere cose conformi alla volontà di Dio (I Giov. 5:14,15);</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">c. È necessario avere un cuore ubbidiente ai Suoi comandamenti e che sia riconoscente (I Giov. 3:21,22);</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">d. Si deve pregare con fede, senza dubbi (Giac. 1:5-7);</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">e. Occorre dimorare in Cristo e far dimorare le Sue parole in noi (Giov. 15:7);</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">f. È indispensabile portare frutto (Giov. 15:16);</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">g. Le preghiere vanno elevate nel nome di Gesù (Giov. 14:13,14; 16:23,24).</span><br></div><div class="imTAJustify"> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">È chiaro, dalla stessa Parola di Dio, che per ottenere la realizzazione delle promesse, ci sono anche delle condizioni da tenere presenti, per sottomettervisi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Siamo riconoscenti a Dio per quanto Egli ci assicura nel Suo parlare, ma non dobbiamo dimenticare che Egli è, oltre che amore, anche un Dio santo e giusto e che nel nostro soggetto particolare stabilisce delle regole da osservare, senza le quali le promesse rimangono per noi solo teoria. Da questo nasce la crisi nella quale alcuni cadono.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La Bibbia è certamente la verità, ma va presa nel suo insieme e non solo in alcune parole, tratte dal rimanente d’essa.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il Salmista diceva a Dio: “La somma della tua parola è verità” (SaI. 119:160). Non c’è dunque contraddizione tra le” preziose e grandissime promesse” di Dio e l’eventualità che Egli non esaudisca le nostre preghiere, tra le sue assicurazioni</span><b class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">e le nostre crisi.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Bisogna piuttosto esaminare se stessi, le proprie richieste, alla luce della Scrittura, per trovare dove sta l’ostacolo, poi eliminarlo e insistere con fede nella nostra preghiera, per realizzare potentemente la benedizione su noi.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Quando Gesù si accostò alla tomba di Lazzaro, disse: “Togliete via la pietra! Marta, la sorella del morto, disse: Signore, egli puzza già, perché siamo al quarto giorno. Gesù le disse: Non t’ho io detto che se credi, tu vedrai la gloria di Dio?...” (Giov. 11:30-40). Così tolsero la pietra e Lazzaro risuscitò!</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Togli la pietra pure tu, credi, prega e vedrai la gloria di Dio!</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5"> </span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><i>Paolo Lombardo - tratto dal periodico "Cristiano Oggi"</i></span></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 07 May 2016 08:07:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Perchè nella Bibbia viene citato un libro Apocrifo?]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Investigate_le_Scritture"><![CDATA[- Investigate le Scritture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_k24ofz7h"><div class="imTAJustify"><i><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">"</span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Per loro pure profetizzò Enoc, il settimo di Adamo, dicendo: Ecco, il Signore è venuto con le sue sante miriadi per far giudizio contro tutti e per convincere tutti gli empi di tutte le opere di empietà che hanno empiamente commesso e di tutti gli insulti che gli empi peccatori hanno pro-ferito contro di lui”.</span></i></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Molti credenti, leggendo questo riferimento, si pongono la domanda di cui al titolo, perché il concetto di ispirazione delle Scritture sembra in contrasto con la citazione da un libro non ritenuto ispirato, come quello di Enoc o altri libri non presenti nel canone biblico.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Notiamo subito che nell’epistola c’è pure un’altra citazione da un altro apocrifo (l’Assunzione di Mosè) al verso nove e altrove nelle Scritture ci sono citazioni da apocrifi: </span><i class="fs12lh1-5 cf1 ff1">“Come Jannè </i><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">e </span><i class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Iambrè contrastarono a Mosè, così anche costoro contrastano alla verità” </i><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">(2 Timoteo 3:8) o da autori pagani: </span><i class="fs12lh1-5 cf1 ff1">“Difatti in Lui viviamo, ci moviamo, e siamo, come anche alcuni de’ vostri poeti han detto” </i><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">(Atti l7:28) </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">e</span><i class="fs12lh1-5 cf1 ff1">”Uno dei loro, un loro proprio profeta, disse: ‘I Cretesi son sempre bugiardi, male bestie, ventri pigri” </i><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">(</span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Tito 1:12). Quindi, la domanda può riguardare anche altri punti della Bibbia.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Diciamo subito che questo non è affatto una contraddizione, anzi è qualcosa che dimostra ancora di più la signoria e la capacità dello Spirito Santo, il quale ispira lo scrittore sacro a citare ciò che è sano ed usarlo per completare il discorso che sta conducendo.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Un libro apocrifo può essere tutto deviante, ma può avere una parola o una frase utili alla conferma o al chiarimento di qualche argomento; così una citazione qualsiasi di qualche altra fonte.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ciò che è “riportato” quindi nella Bibbia è vero, e dal momento che è diventato biblico è ispirato come il resto del brano in esame, pienamente.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il problema che stiamo affrontando dimostra anche la libertà e il discernimento che deve vivere e usare il cristiano, nella sua pratica e nei suoi discorsi.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il cristiano può leggere ed esaminare qualsiasi scritto o seguire qualsiasi discorso (a meno che non sia qualcosa di espressamente peccaminoso e malvagio) e prenderne ciò che è buono.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La Bibbia stessa infatti dice: </span><i class="fs12lh1-5 cf1 ff1">“Non spegnete Io Spirito; non disprezzate le profezie; ma esaminate ogni cosa e ritenete il bene; astenetevi da ogni specie di male </i><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">(o da ogni mala apparenza)’ (1 Tessalonicesi 5:19-22).</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Soprattutto i cristiani debbono saper cogliere il messaggio delle Sacre Scritture, tutte ispirate da Dio, per conoscerle nelle varie rilevazioni, per realizzarne le promesse e per obbedire a tutti i suoi comandamenti.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Nel brano citato inizialmente, per esempio, ci viene detto che il Signore presto tornerà (“è venuto”, è un modo profetico di esprimersi, per dire che è qualcosa di imminente) per fare giudizio e chiudere la bocca per sempre ai ribelli, agli empi e agli schernitori.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Beati noi, se ci troveremo dalla parte di Gesù Cristo,assieme a tutti coloro che con integrità di cuore Lo hanno realizzato e servito fedelmente.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Giuda stesso, più avanti, dice: </span><i class="fs12lh1-5 cf1 ff1">“Ma voi, diletti, ricordatevi delle parole dette innanzi dagli apostoli del nostro Signore Gesù Cristo </i><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">... </span><i class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ma voi, diletti, edificando voi stessi sulla vostra santissima fede, pregando mediante lo Spirito Santo, conservatevi nell’amore di Dio, aspettando la misericordia del Signor nostro Gesù Cristo per avere la vita eterna”.</i><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></div><div class="imTAJustify"><i class="fs10lh1-5"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Paolo Lombardo - tratto dal periodico "Cristiani Oggi"</span></i><br></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 May 2016 20:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[E' il Signore a rendere duri i cuori?]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Investigate_le_Scritture"><![CDATA[- Investigate le Scritture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_m8yccbgo"><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Il cuore di faraone era indurito dal peccato soltanto dopo le sue prime reazioni negative, Dio contribuì a renderlo più duro.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Risulta dalle Scritture che fu Dio ad “indurire il cuore” a Faraone (Esodo 9:12; 10:27; 11:10...).</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">E, allora, domandano alcuni, che colpa aveva egli, se era Dio stesso a renderlo insensibile? E come si concilia con il concetto di libertà di scelta o di libero arbitrio dell’individuo davanti a Dio?</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Solo apparentemente c’è una contraddizione ed è dovuta purtroppo ad una lettura superficiale delle Scritture.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Dio stesso aveva previsto l’indurimento del cuore di Faraone (Esodo 4:21; 7:3), fino a far dire all’apostolo Paolo: “Poiché la Scrittura dice a Faraone: Appunto per questo io t’ho suscitato: per mostrare in te la mia potenza e perché il mio nome sia pubblicato per tutta la terra. Così dunque Egli fa misericordia a chi vuole e indura chi vuole” (Romani 9:17,18).</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Ma, in realtà, come si svolsero le cose? Le troviamo dettagliatamente descritte nel libro dell’Esodo, dove Dio aveva previsto l’indurimento, da parte sua, del cuore di Faraone, ma in riferimento a quando Faraone stesso indurì il cuore per diverse volte (7:13,22; 8:15,19,32; 9:7).</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Per ben sei volte, dunque, in occasione dei bastoni mutati in serpenti e delle prime cinque piaghe, fu Faraone a respingere il messaggio e gl’interventi di Dio. Quindi Dio indurì il cuore a Faraone, dopo che egli stesso per diverse volte e di sua spontanea volontà l’aveva indurito.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Dio indurisce, perciò dopo che i cuori volontariamente hanno scelto di indurirsi di fronte al Suo messaggio. Chissà cosa sarebbe avvenuto di bello, se Faraone si fosse aperto di fronte al parlare di Dio e avesse cercato di capire il suo messaggio di liberazione per Israele!</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Dio offre, perciò, a tutti una possibilità e, spesso, più d’una. Poi, però, non agisce più mediante lo Spirito santo nel cuore dei ribelli, manifestando quindi tutta la sua ira e il suo giudizio.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">I testi apparentemente contraddittori vanno letti, quindi, in questa luce.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Gli stessi indovini e sacerdoti filistei lo capirono: ‘Perché indurereste il cuor vostro come gli Egiziani e Faraone indurarono il cuor loro? Dopo che Egli ebbe spiegato contro ad essi la sua potenza, Gli Egiziani non lasciarono essi partire gl’Israeliti, sì che questi poterono andarsene?” (1 Samuele 6:6), come noi tutti possiamo capire il motivo per cui Dio indurì il cuore, per esempio, a Sihon, re di Heshbon: “Ma Sihon, re di Heshbon, non ci volle lasciare passare per il suo paese, perché l’Eterno 11 tuo Dio, gli aveva indurato lo spirito e reso ostinato 11 cuore, per dartelo nelle mani, come oggi difatti si vede” (Deuteronomio 2:30), e come il re Sedekia indurì il suo cuore per non convertirsi: “E si ribellò pure a Nebucadnetsar, che l’aveva fatto giurare nel nome di Dio; e indurò la sua cervice ed il suo cuore rifiutando di convertirsi all’Eterno, all’Iddio vivente” (2 Cronache 36:13), perché Dio condanna i padri degli Israeliti: “Ma essi non vollero dargli ascolto, e indurarono la loro cervice, come avevano fatto i loro padri, i quali non ebbero fede nell’Eterno, nel loro Dio” (2 Re 17:14) “Ma essi, mostri padri, si condussero con superbia, indurarono le loro cervici, e non ubbidirono ai tuoi comandamenti” (Nehemia 9:16) “Essi, però, non diedero ascolto, non porsero orecchio, ma indurarono la loro cervice per non ascoltare e per non ricevere istruzione” (Geremia 17:23) ed esorta i figli a non fare la stessa cosa (2 Cronache 30:8; Ebrei 3:7,8,15).</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">E “Beato...chi non indura il suo cuore” (Proverbi 28:14). Eppure il popolo stesso di Dio, a causa di una crisi o di un tempo di aridità spirituale e di religiosismo formale nelle cose spirituali, rischia di cadere in questa tremenda condizione: “O Eterno, perché ci fai errare lungi dalle tue vie, e induri il nostro cuore perché non ti tema? Ritorna, per amor dei tuoi servi, delle tribù della tua eredità” (Isaia 63:17) “Perché non avevan capito il fatto dei pani, anzi il cuor loro era indurito” (Marco 6:52) “Perché ragionate voi del non aver del pane? Non riflettete e non capite voi ancora? Avete il cuore indurito?” (Marco 8:17).</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Ecco allora che Dio scarta quelli che indurano il loro cuore: “Era necessario che a voi per primi si annunziasse la parola di Dio; ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco, noi ci volgiamo ai Gentili” (Atti 13:46-49). “Che dunque? Quel che Israele cerca, non l’ha ottenuto; mentre il residuo eletto l’ha ottenuto; e gli altri sono stati indurati, secondo che è Scritto: Iddio ha dato loro uno spirito di stordimento, degli occhi per non vedere e degli orecchi per non udire, fino a questo giorno ... Perché, fratelli, non voglio che ignoriate questo mistero, affinché non siate presuntuosi; che cioè, un induramento parziale s’è prodotto in Israele, finché sia entrata la pienezza dei Gentili” (Romani 11:7,8,25) e, in alcuni casi, li indura ancora di più!</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Il messaggio chiaro che traiamo, dunque, dalla vicenda di Faraone, come dagli altri testi biblici citati, è un’esortazione ad essere e rimanere sensibili alla voce di Dio che parla ad ogni cuore per la salvezza, per le benedizioni varie e per il servizio.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Non farlo costituisce un rischio dal quale dobbiamo guardarci, perché un tale atteggiamento non conviene affatto, poiché Dio è, oltre ad immenso amore, anche giustizia perfetta.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Farlo, invece, e obbedire, è il segreto della felicità eterna. Permettiamo al Signore di mettere al posto del nostro cuore di pietra un cuore di carne.</span><br></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></div><div><i class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Paolo Lombardo - tratto dal periodico "Cristiani Oggi"</i><br></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 May 2016 20:08:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.adi-rc.org/blog/?e--il-signore-a-rendere-duri-i-cuori-</link>
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			<title><![CDATA[Come mori Giuda?]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Investigate_le_Scritture"><![CDATA[- Investigate le Scritture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2669gw73"><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">La raccapricciante storia della morte di Giuda ha un messaggio chiaro per tutti noi.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">V’è sempre una possibilità di perdono.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">È un argomento molto triste, quello su cui vogliamo riflettere, ma altrettanto significativo nel suo, per quanto forte, messaggio!</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Giuda, il traditore, morì suicida, essendosi impiccato: </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">“Pensaci tu. Ed egli, lanciati i sicli nel Tempio, s’allontanò </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">e </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">andò ad impiccarsi” </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">(Matteo 27:5), oppure essendosi ‘precipitato’: </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">“Costui dunque acquistò un campo col prezzo della sua iniquità; ed essendosi precipitato, gli si squarciò il ventre, </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">e </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">tutte le sue interiora si sparsero” </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">(Atti 1:18)?</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Le contraddizioni apparenti sono due: quella del modo della sua morte e quella relativa ai trenta sicli, che in un passo sono gettati nel tempio e nell’altro servono a comprare il campo dove Giuda si precipitò.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">La spiegazione più facile, lasciando la traduzione in italiano così com’è, è che Giuda, pieno di rimorso, getta l’argento nel tempio e va ad impiccarsi, forse con la sua cintura o una corda che si rompe o si stacca ed il corpo cade in un precipizio, su delle rocce o degli arbusti che lo squarciano fino a farne spargere le interiora.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">A questa conclusione giungiamo con un </span><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">po’</span><b class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5"> </span></b><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">di logica e collegando i due testi. Se poi interroghiamo alcuni studiosi, veniamo informati che il termine greco usato in Atti 1:18 per ‘precipitato”, cioè “prenes”, si può tradurre anche “caduto” o, secondo altri, “gonfiato”. Ciò che avvenne, se sono più esatti questi ultimi significati, è molto facile immaginare, anche se, ripetiamo, la storia è molto triste e sconcertante. La seconda contraddizione apparente può avere due o tre soluzioni:</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">A) Giuda aveva deciso l’acquisto del campo e aveva già preso contatti con il venditore, ma non lo aveva ancora pagato;</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">B) </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">“Il prezzo della sua iniquità” </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">era riferito al fatto che Giuda era ladro e che spesso rubava ciò che era nella borsa del gruppo dei discepoli essendone colui che la teneva: </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">“Diceva così, non perché si curasse dei poveri, ma perché era ladro, e tenendo la borsa, ne portava via quel che vi si metteva dentro” </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">(Giovanni 12:6). Nei tre anni ed oltre di ministerio di Gesù, Giuda aveva avuto il tempo di rubare il denaro necessario a comprare il campo dove poi morì.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">La morte di Giuda è comunque raccapricciante. La Scrittura non riporta tali particolari storici per sadismo o altri scopi del genere.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">La Parola di Dio ha sempre un messaggio per coloro che l’ascoltano e hanno </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">“orecchio da udire”.</span></i><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Essa vuoi farci comprendere in che tremenda condizione può finire chi rifiuta o addirittura “tradisce” l’Unico Salvatore che Dio ha provveduto all’umanità!</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Giuda, il cui nome significa “lode”, da apostolo di Cristo finito col diventare invece una tremenda “vergogna”!</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Egli era stato “chiamato” al seguito di Cristo e al servizio dell’Evangelo come gli altri apostoli, ma aveva un tarlo nel suo cuore, una forte “concupiscenza” per il danaro, era ladro (Giovanni 12:6) e trascinato da questa malefica tendenza andò ad offrire la sua collaborazione ai nemici di Cristo per darLo nelle loro mani; questi gli offrirono una somma di danaro e Giuda: </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">“cercava il momento </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">e </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">il modo opportuno di tradirlo” </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">(Matteo 26:14-16).</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Passò quindi del tempo, non sappiamo esattamente quanto, ma certamente sufficiente affinché egli riflettesse abbastanza per capire la gravità del peccato che stava per commettere, del tempo affinché egli confessasse tutto a Cristo per essere liberato e aiutato.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Si fece trascinare, invece, dalla tentazione fino al punto che: </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">‘Satana entrò in lui” </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">(Giovanni 13:27), quando ebbe l’ultima occasione di ravvedersi e non ne approfittò.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Quando vide che Cristo era stato condannato innocentemente: </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">“Allora Giuda, che l’aveva tradito, vedendo che Gesù era stato condannato, si penti, e riportò i trenta sicli d’argento ai capi sacerdoti ed agli anziani, dicendo: Ho peccato, tradendo il sangue innocente” </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">(Matteo 27:3,4), fu scosso profondamente e si “pentì”, ma non si ravvide per gridare a Dio perché avesse pietà di lui.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Aveva commesso quel peccato di “resistenza cosciente” alla grazia di Dio, definito bestemmia contro lo Spirito Santo, il peccato imperdonabile! Ecco perché giunse alla disperazione più tetra che lo condusse a quella tragica morte!</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Poi ci sarà la morte seconda ancora più tremenda.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Non hanno affatto ragione i fatalisti che sostengono che doveva avvenire così perché si dovevano adempiere le profezie!</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Certamente le profezie si adempiono, ma le profezie bibliche “prevedono”, non “determinano” le storie individuali, in quanto ciò cozzerebbe con il concetto di libero arbitrio! Ma questo è un altro argomento.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Quanto è diversa la storia di Pietro che cadde nel rinnegamento, ma trovò la strada del ritorno a Cristo che fu pronto a perdonarlo e a riabilitarlo!</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Certo il peccato di Pietro aveva delle motivazioni ben diverse, ma gli esempi negativi della Bibbia ci portano di riflesso a quelli positivi, affinchè evitiamo categoricamente i primi per imitare, quando ne sia il caso, i secondi.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Realizziamo, se necessario, l’esperienza e le parole di Davide (Salmo 32:1-7): </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">“Beato l’uomo a cui l’Eterno non imputa la iniquità e nel cui spirito non è frode alcuna! Mentr’io mi sono taciuto le mie ossa si sono consumate pel ruggire ch’io facevo tutto il giorno.. .Io t’ho dichiarato il mio peccato, non ho coperta la mia iniquità, lo ho detto: confesserò le mie trasgressioni allo Eterno; e tu hai perdonata l’iniquità del mio peccato. Perciò ogni uomo pio t’invochi... Tu sei il mio ricetto. </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">. </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">.tu mi circonderai di canti di liberazione”.</span></i><br></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"><i><br></i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"><i><span class="fs12lh1-5">Paolo Lombardo - tratto dal periodico "Cristiani Oggi"</span></i></span></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 May 2016 20:05:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Dove Cristo ha portato il ladrone pentito?]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Investigate_le_Scritture"><![CDATA[- Investigate le Scritture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_385x079y"><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Il ladrone convertito, realizzò subito la sua salvezza per mezzo di Cristo.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Molti si pongono questa domanda: “Se Gesù Cristo, morendo,scese nell’Ades o nello Sheol e risuscitò dopo il terzo giorno, come poteva promettere al ladrone pentito che quel giorno stesso sarebbe stato con lui in paradiso?”. Intanto, prima di vedere il come, cerchiamo di comprendere il perché di quella promessa di Cristo.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Tutti e due i malfattori crocifissi vicino a Lui ingiuriavano, inizialmente, Cristo: </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">“E nello stesso modo lo vitupera vano anche i ladroni crocifissi </span><span class="fs12lh1-5">con </span><span class="fs12lh1-5">Lui” </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">(Matteo 27:44); </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">“Anche quelli che erano stati crocifissi con lui, lo insultavano” </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">(Marco 15:32). Ad un certo punto, però, uno dei due cominciò a riflettere, la luce di Dio si fece spazio nella sua mente e riconobbe la sua condizione di peccato, come anche la giustezza della sua condanna: </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">“E uno dei malfattori appesi lo ingiuriava, dicendo: Non se’ tu il Cristo? Salva te stesso e noi! Ma l’altro, rispondendo, lo sgridava </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">e </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">diceva: Non hai tu nemmeno timor di Dio, tu che ti trovi nel medesimo supplizio? E per noi e cosa giusta, perché riceviamo la condegna pena de’ nostri fatti; ma questi non ha fatto nulla di male. E diceva: Gesù, ricordati di me quando sarai venuto ne/tuo regno! E Gesù gli disse; lo ti dico in verità che oggi tu sarai meco in paradiso” </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">(Luca 23:39-42), richiamando l’altro malfattore, ma soprattutto riconoscendo Gesù Cristo come colui che poteva aiutarlo e salvarlo eternamente. Così pregò, e la risposta di Gesù: </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">“lo ti dico in verità che oggi tu sarai meco in paradiso”, </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">cioè oggi stesso, certissimamente, puoi realizzare la risposta alla tua preghiera.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Basta essersi pentiti e porre fede nel Salvatore, dunque, per essere pienamente salvati!</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Ma come s’adempie di fatto la promessa di Gesù per il ladrone?</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Realmente tutti i morti, secondo le Scritture antecedenti all’opera di redenzione di Cristo, scendevano nello Scheol o Ades, ma proprio lì c’erano due zone: una per gli empi e l’altra per i pii, come ci ricorda la storia del ricco Epulone e di Lazzaro (Luca 16:19-31). La zona dei pii, dei giusti era detta “seno di Abramo” o “paradiso”. E lì che Cristo portò il ladrone pentito.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">La risposta-promessa di Gesù, dunque, si realizzò immediatamente, lo stesso giorno. Dopo l’opera di redenzione di Cristo, tutti i santi dell’Antico Testamento furono trasferiti nel “paradiso” celeste collocato al terzo cielo: </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">“Egli è per questo che è detto: Salito in alto, egli ha menato in cattività un gran numero di prigioni ed ha fatto dei doni agli uomini. Or questo è salito che cosa vuoi dire se non che egli era anche sceso nelle parti più basse della terra? Colui che è disceso è lo stesso che è salito al disopra di tutti cieli, affinché riempisse ogni cosa”. </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">(Efesini 4:8-10; 2 Corinzi 12:2-4), dove vanno, dalla venuta di Cristo in poi, tutti i credenti in Lui (Filippesi 1:21-24; 2 Corinzi 5:6-8). Questo però, ci porterebbe lontano dal nostro argomento. Dunque il ladrone convertito a Cristo realizzò subito la sua salvezza per mezzo di Cristo e con Cristo.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Quella promessa di Cristo </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">“Io ti dico in verità che oggi tu sarai meco in paradiso” </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">può avere però, nel suo significato, anche un altro sviluppo. Indica, cioè, che quando una persona si converte profondamente a Cristo, questa realizza subito e pienamente tutte le benedizioni previste dalla grazia di Dio. Prima di tutto la vita eterna. </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">“Io vi ho scritto queste cose affinchè sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figliuolo di Dio” </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">(1 Giovanni 5:13).</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Notate non </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">“avrete” </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">ma </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">“avete la vita eterna”.</span></i><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Poi c’è la guarigione fisica:</span><br></div><div><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">“Egli </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">... </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">ha portato egli stesso mostri peccati nel suo corpo, sul legno, affinchè, morti al peccato, vivessimo per la giustizia, </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">e </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">mediante le cui lividure siete stati sanati’ </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">(1 Pietro 2:24). Non </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">“sarete”, “forse”, “se avviene”, </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">ma </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">“siete stati sanati’. </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">E la fede che lo realizza!</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">E così potremmo continuare parlando del battesimo con lo Spirito Santo, delle varie provvidenze di Dio, dei suoi vari interventi, delle sue grazie!</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Nel momento in cui ci apriamo totalmente a Cristo, a quello che Egli è secondo tutto l’insegnamento biblico, a quello che Egli ha fatto e ottiene, inizia per noi subito il paradiso.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">In questo senso, dunque, la promessa è anche per ciascun di noi: </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">“Io ti dico in verità che oggi tu sarai meco in paradiso”.</span></i><br></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><i><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></i></div><div><i class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Paolo Lombardo - tratto dal periodico "Cristiani Oggi"</i><br></div><div class="imTAJustify"><i></i></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 May 2016 20:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Determinazione nel servizio o disprezzo per gli affetti?]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Investigate_le_Scritture"><![CDATA[- Investigate le Scritture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_21wn3dc3"><div><i class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">E un altro ancora gli disse: Ti</i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span><i class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">seguiterò, Signore, ma permettimi prima di accomiatarmi da quei di casa mia. Ma Gesù gli disse: Nessuno che abbia messo la mano all’aratro e poi riguardi indietro, è adatto al regno di Dio” </i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">(Luca 9:61, 62).</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Non c’è una contraddizione tra il comandamento dell’amore e il modo in cui Gesù risponde a questo discepolo? Cosa significa veramente la risposta di Gesù? Cosa dobbiamo imparare come credenti da tutto ciò?</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">I commentatori chiamano questo terzo tipo di discepolo “l’indeciso”, perché non soltanto dalla sua stessa proposta, ma forse soprattutto dalla risposta di Gesù comprendiamo come egli fosse legato agli affetti familiari e quindi in pericolo di farsi trattenere da loro, nei confronti della sua decisione verso il servizio del Signore, e addirittura in pericolo di tornare nel mondo. Era una persona con un cuore in qualche modo indeciso tra Cristo e il mondo.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Certamente il brevissimo episodio ne ricorda un altro (I Re 19:19-21) in cui Elia comunicò da parte di Dio a Eliseo la chiamata ad essere profeta. Eliseo, lasciati i buoi con i quali stava arando assieme ad altri, corse dietro ad Elia dicendo: </span><i class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">“Ti</i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span><i class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">prego, lascia ch’io vada a dare un bacio a mio padre e a mia madre, e poi ti seguirà”, </i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Elia rispose, </span><i class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">“Va e torna, ma pensa a quel che t’ho fatto” </i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">o, come dice più precisamente l’ebraico, </span><i class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">“Va e torna, poiché che t’ho io fatto?”; </i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">vale a dire “torna certamente, data l’importanza della chiamata”!</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">L’episodio del Vangelo di Luca è ancora più rigoroso: il solo pensare con nostalgia ai legami di sangue, agli affetti familiari è comunque già, se non altro, una distrazione che compromette la piena consacrazione che invece occorre al servizio del Maestro.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Eliseo tornò, seguì Elia e di-venne il profeta di Dio. Ma quest’altro discepolo che avrà fatto? Sarà andato dai suoi a salutarli? Si sarà fatto trattenere e deviare? Sarà tornato a Cristo per seguirlo? Non sappiamo, però l’insegnamento, il messaggio rimane per noi tutti: Non bisogna farsi prendere dai sentimentalismi o peggio ancora dai ripensamenti, perché costituiscono un laccio troppo pericoloso. </span><i class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">“Ricordate-vi della moglie di Lot” </i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">(Luca 17:32) dirà Gesù per ammonire a non farsi trattenere sentimentalmente e affettivamente da ciò a cui abbiamo rinunciato. Sono catene che non ci lasciano proseguire nella via della vittoria, della speditezza e della speranza.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Ecco il perché della risposta di Gesù: </span><i class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">“Nessuno che abbia messo la mano all’aratro e poi riguardi indietro, è adatto al regno di Dio”. </i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">L’aratro, tirato in tempi passati dai buoi o dai cavalli, serve a dissodare e arare la terra. 11 contadino, che lo regge, deve guardare avanti guidando le bestie affinché non deviino e il solco non riesca storto; così non può distrarsi per non danneggiare il suo lavoro.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Chi è chiamato dunque a vivere la sua vita cristiana o addirittura a svolgere un ministerio nell’opera di Dio, una volta presa la decisione non può più tentennare, segnare il passo del dubbio e dell’indecisione, ma deve guardare avanti e proseguire. D’altronde il Signore a chi decide per Lui promette: </span><i class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">“Chiunque avrà lasciato case, </i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">o </span><i class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figliuoli, o campi per amor del mio nome, ne riceverà cento volte tanti ed erederà la vita eterna”, ma ammonisce, “molti primi saranno ultimi; e molti ultimi, primi” (Matt. 19:29,30). </i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">A coloro che lavorano nell’opera Sua assicura: </span><i class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">“Ed ecco, io sono con voi tutti i giomi...” </i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">(Matt. 28:18-20).</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Nessuno dunque può fare l’opera del Signore fiaccamente (Ger. 48:10) perché magari minato da un’attrazione che lo distrae dal suo alto impegno spirituale e dalla sua meta di vivere secondo le direttive di Dio. Egli deve praticare quella parola che dice: </span><i class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">“Proseguo il corso... una cosa fo: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno dinanzi, proseguo il corso verso la meta per ottenere il premio della superna vocazione di Dio in Cristo Gesù” </i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">(Fil. 3:12-14).</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Non c’è contraddizione nel colloquio del terzo discepolo con Gesù, il discepolo deciso o titubante. Non dobbiamo necessariamente credere che il Signore gli abbia impedito di andare ad abbracciare e salutare i suoi cari, ma dobbiamo ritenere certamente netta ed esclusiva la Sua risposta, la quale costituisce una spinta molto autorevole a vivere per Lui e pienamente al Suo servizio, senza distrazioni e tentennamenti.</span><br></div><div> &nbsp;</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></div><div><i class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Paolo Lombardo - tratto dal periodico "Cristiani Oggi"</i><br></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 May 2016 19:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Circoncisione, Obblighi e Santità]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Investigate_le_Scritture"><![CDATA[- Investigate le Scritture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9sn8v3ez"><div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">In Esodo 4:24-26 c’è una “strana” storia. Il Signore che era appena apparso a Mosè e l’aveva convinto ad andare in Egitto per liberare il Suo popolo, adesso, invece mentre ormai Mosè obbediente va verso l’Egitto, vuole improvvisamente farlo morire. Perché?</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Perché Mosè pur avendo ormai accettata la chiamata al ministerio, non aveva esaminato la sua vita per vedere se era conforme in tutto alla volontà di Dio, per accertarsi che non vi fossero trasgressioni nascoste.</span></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">La moglie, però, per l’intuizione propria della donne, perché Dio la illuminò in quell’occasione o perché nel suo ambiente familiare Madianita ne aveva esperienza, capì di che cosa si trattava e vi riparò immediatamente, circoncidendo il suo figliuolo e “lavando” così la trasgressione del marito.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">La reazione di Sefora è difficile da comprendere pienamente (alcuni studiosi danno altre spiegazioni che è fuori luogo riportare); quel che conta è capire che ella riparò alla colpa di suo marito che era in dovere, come ogni padre israelita, di circoncidere i figli al tempo prescritto.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">L’ordine di Genesi 17:9-14: </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">“Poi Dio disse ad Abrahamo:’Quanto a te, tu osserverai il mio patto: tu </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">e </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">la tua progenie dopo di te, di generazione in generazione. Questo è il mio patto che voi osserverete, patto fra me e voi </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">e </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">la tua pro genie dopo di te: ogni maschio fra voi sia circonciso. E sarete circoncisi; </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">e </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">questo sarà un segno del patto fra me </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">e </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">voi. All’età di otto giorni ogni maschio sarà circonciso fra voi, di generazione in generazione: tanto quello nato in casa, quanto quello comprato con danaro da qualsivoglia straniero e che non sia della tua progenie. Quello nato in casa tua e quello comprato con danaro dovrà esser circonciso; </span><span class="fs12lh1-5">e il</span><span class="fs12lh1-5"> mio patto nella vostra carne sarà un patto perpetuo. E il maschio incirconciso, che non sarà circonciso nella sua carne, sarà reciso di fra il suo popolo: egli avrà violato il mio patto”. </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Era chiaro e inequivocabile. Un servo di Dio chiamato sotto quella legge non poteva trascurarlo. Dio, che è tre volte santo, non tollera il peccato da chiunque sia commesso (Habacuc 1:13).</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">La contraddizione, tra il fatto che Dio avesse chiamato Mosè e lo avesse già “avviato” al ministerio e quello che poi volesse farlo morire, è dunque tale apparentemente. Non c’è opposizione tra l’amore e la santità di Dio, tra l’esigenza del pressante interesse per la salvezza degli uomini e quella della Sua assoluta perfezione.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Dio è perfettissimo e non ha riguardo alla qualità delle persone. Egli può facilmente sostituirle e adempiere ugualmente il Suo piano.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Qual è dunque il messaggio che raggiunge chiaramente ciascuno di noi, ministri dell’Evangelo e semplici credenti? Questo: </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">“Siate santi, Perché io sono santo” </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">(1 Pietro 1:16) dice l’Eterno. </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">“Poiché chiunque avrà osservata tutta la legge e avrà fallito in un sol punto, si rende colpevole su tutti i punti” </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">(Giacomo 2:10).</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Gesù stesso dice: </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">“Chi dunque avrà violato uno di questi minimi comandamenti e avrà così insegnato agli uomini, sarà chiamato minimo nel regno dei cieli; ma chi li avrà messi in pratica ed insegnati, esso sarà chiamato grande nel regno dei cieli. Poiché io vi dico che se la vostra giustizia non supera quella degli scribi </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">e </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">dei Farisei, voi non entrerete punto nel regno dei cieli” </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">(Matteo 5:19-20).</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Ma che c’entriamo noi con la legge? Non siamo noi sotto la grazia? Certamente che noi siamo sotto la grazia! Lode a Dio per questo! Però le esigenze della grazia sono sotto un certo aspetto ancora più rigorose di quelle della legge. Romani 6 parla a sufficienza di questo passaggio, ma soprattutto spiega che la grazia trasforma la nostra vita, talché non dobbiamo operare con le nostre forze, quando lo Spirito Santo è con noi (Romani 8). Questi vantaggi non c’erano sotto la legge.</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Dunque Dio richiede la santità e la consacrazione piena da ogni suo servo, da ogni vero credente. Egli è pronto ad usarci potentemente, ma se tolleriamo qualche debolezza in contrasto con la Sua Parola, Egli è altresì pronto a sostituirci! Dio ci aiuti non solo a superare le contraddizioni apparenti delle Scritture, ma ci liberi potentemente dalle contraddizioni reali della nostra vita!</span><br></div><div><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">Egli </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">“Ci ha suscitato un potente Salvatore </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">... </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">affine di concederci che, liberati dalla mano dei nostri nemici, gli servissimo senza paura, in santità e giustizia, nel </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">suo </span><i class="imTAJustify fs10lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">cospetto, tutti i giorni della nostra vita” </span></i><span class="imTAJustify fs12lh1-5 cf1 ff1">(Luca 1:69, 74, 75).</span><br></div><div></div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><i>Paolo Lombardo - tratto dal periodico "Cristiani Oggi"</i></span></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 May 2016 19:51:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.adi-rc.org/blog/?circoncisione,-obblighi-e-santita</link>
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			<title><![CDATA[Angeli o Uomini?]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Investigate_le_Scritture"><![CDATA[- Investigate le Scritture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_coam090u"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">In Genesi 6 è riportato un fatto che in alcuni suscita molta perplessità. Si parla di “figliuoli di Dio” che, vedendo le figliuole degli uomini” belle, se le prendono per mogli e ne nascono dei giganti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il problema particolare nasce a proposito dei “figliuoli di Dio”. Chi sono: “angeli” di Dio che si corrompono unendosi a delle fanciulle, oppure dei giovani, timorati di Dio, che s’uniscono a delle discendenti di Caino, ribelli e lontane da Dio?</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">L’espressione “figli di Dio” è usata nelle Scritture sia a proposito degli angeli (Giobbe 1:6; 2:1; 38:7; Salmo 29:1; 89:6), sia a proposito degli uomini credenti, timorati di Dio (Deuteronomio 14:1; 32:5; Salmo 73:15; Osea 1:10).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Noi crediamo che in Genesi 6 questi “figliuoli di Dio” siano degli uomini che discendevano da Seth il quale sostituì Abele e dalla cui discendenza “Si cominciò a invocare il nome dell’Eterno” o “si cominciò a nominare una parte degli uomini del nome del Signore” (Diodati) (Genesi 2:26). Perché crediamo così? Per i seguenti motivi:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">a) Gli angeli sono spiriti (Ebrei 1:14)’ e come tali, anche se eccezionalmente assumono una sembianza corporea per rendersi visibili, in realtà non hanno un corpo proprio per cui “non sposano e non sono sposati”, “né prendono né danno moglie” (Marco 12:25; Luca 20:35) come saranno i risorti in grazia di Dio;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">b) Se fossero angeli, Dio non se la prenderebbe soltanto con l’uomo, dicendo: “Lo spirito mio non contenderà per sempre con l’uomo...” (Genesi 6:3), “E l’Eterno vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra... e si pentì d’aver fatto l’uomo sulla terra” (6:5, 6) e disse: “Io sterminerò di sulla faccia della terra l’uomo che ho creato...” (6:7);</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">c) Se fossero angeli ribelli, come alcuni Intendono, non dovrebbero essere chiamati affatto “figliuoli di Dio” ma diversamente e sarebbero soprattutto loro ad essere puniti e non soltanto l’uomo come invece abbiamo già notato;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">d) I figli di Anak e di Rafa (Numeri 13:32, 33; 2 Samuele 21:18-22) come Goliath (1 Samuele 17) erano dei giganti ma la Scrittura non dice affatto che fossero di discendenza angelica.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Una terza ipotesi su questi “Figliuoli di Dio” è molto fantastica. Secondo alcuni “Commentatori” (Il termine è volutamente fra virgolette, n.d.r.) questi sarebbero nientedimeno che i figliuoli che Eva ed Adamo avrebbero avuto prima del peccato. Questo sulla base, al quanto particolare, che Dio disse:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">“D’ora in poi partorirai con dolore...”, lasciando supporre, secondo loro, che ci furono altri figli prima di Caino ed Abele, generati prima di aver commesso il peccato. Naturalmente questa tesi oltre che essere fantastica non ha assolutamente nessun fondamento biblico. Noi affermiamo soltanto quello che ci viene esplicitamente detto dalla Parola di Dio. Parliamo quando la Bibbia parla, e taciamo quando la Bibbia tace. In questo caso la Parola di Dio non si esprime e noi preferiamo non esprimerci, né andare dietro ad ipotesi fantastiche.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">E allora? I “figliuoli di Dio” erano i discendenti di Seth (Genesi 4:26) i quali sarebbero dovuti rimanere fedeli a Dio anche nella scelta di una moglie tra la loro stessa gente e invece la cercarono tra le discendenti ribelli di Caino che era lontano “da/cospetto dell’Eterno” (Genesi 4:16).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La conseguenza fu la nascita di persone anormali, di giganti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Essi trasgredirono dunque per primi quell’ordine divino di “non accoppiarsi con gli infedeli” in seguito tanto sottolineato da Dio (Genesi 24:2-4; Esodo 34:15, 16... 1 Corinzi 7:39; 2 Corinzi 6:14-18).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Insomma il Signore, fin dai primi capitoli delle Scritture, vuoI evidenziare quella purezza e quella santità che devono curare e procacciare quanti Lo invocano e Gli appartengono.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Egli, facendo notare le conseguenze dell’infedeltà alla Sua volontà, ricorda quella parola che dice: “Santificatevi dunque e siate santi, perché io sono santo” (Levitico 11:44; 1 Pietro 1:15,16).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Lo Spirito Santo non vuoi contendere con l’uomo (Genesi 6:3), ma brama il vero credente nel quale abita fino alla gelosia (Giacomo 4:5).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Dio è amore e “l’amore è forte come la morte, la gelosia è dura come il soggiorno dei morti. I suoi ardori sono ardori di fuoco, fiamma dell’Eterno” (Cantico dei Cantici 8:6). Giovani, fratelli, sorelle che temete Iddio, la Scrittura, anche nelle sue pagine più difficili e misteriose, non ci è stata data per la speculazione fantastica delle nostre menti carnali, ma affinché, leggendola, ne sappiamo cogliere sempre un messaggio per ciascuno di noi, un messaggio di appartenenza a Dio, un messaggio di consacrazione, un messaggio di certezza di vita eterna.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><i>Paolo Lombardo - tratto dal periodico "Cristiani Oggi"</i></span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 May 2016 19:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Andrea Palamara (1932-2014)]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Calabresi_%27Illustri%27"><![CDATA[- Calabresi 'Illustri']]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9e9956s2"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Sono nato il 14 gennaio 1932, ad Africo Vecchio, un piccolo paese sperduto sulle montagne dell’Aspromonte, dove ho anche trascorso la mia fanciullezza. All’età di 15 anni sono stato invitato dal prete del paese a recarmi con lui a Reggio Calabria per far visita al vescovo. Il suo scopo, come anche quello dei miei genitori, era di farmi restare dal vescovo per servirlo, pensando così di aiutarmi perché potessi accostarmi a Dio. Invece di avvicinarmi al Signore, cominciai ad essere sopraffatto da vizi come il fumo, il cinema, indulgere nella falsità, ecc.. In quel periodo della mia vita scoprii che non era certo quello l’ambiente giusto per conoscere e servire Dio. Rimasi al servizio del vescovo per 3 anni, fino alla sua morte, poi di malavoglia ritornai ad Africo Vecchio, un paese, a detta di tutti, dimenticato dagli uomini ed anche da Dio. In realtà non era così perché Dio, nel Suo grande amore, anche in quel paesino sperduto tra le montagne (non c’era luce elettrica, acqua, strade, rete fognaria, ecc.) aveva provveduto Suoi servitori per annunciare l’Evangelo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Al mio ritorno, mi accorsi subito che c’era qualcosa di diverso in alcuni miei parenti. Una luce nuova emanava dai loro occhi e volevo sapere cosa fosse accaduto. Iniziarono cosi a parlarmi di Gesù, del Suo sacrificio e del Suo amore. Mi informarono che oltre alle riunioni di culto, i miei congiunti si radunavano di sera nelle case per continuare a pregare e lì, nel corso di una di quegl’incontri, m’intrufolai nascondendomi dietro ad un baule per curiosare. All’improvviso, però, mentre loro pregavano, quasi senza accorgermene, caddi in ginocchio ed anch’io cominciai a lodare e a glorificare il nome del Signore, avvertendo una gioia immensa che inondava il mio cuore.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Alla fine di quella preghiera ero diventato una nuova creatura. La pace di Cristo aveva invaso la mia vita.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Mi sentivo leggero come una piuma. Il Signore aveva lavato il mio cuore con la virtù preziosa del sangue di Gesù. In me si era verificata la nuova nascita. Da quel momento non ho più fumato, bestemmiato, ma mi sono messo al servizio del Divin Maestro.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">In me c’era il desiderio di conoscere le cose di Dio, di ubbidire ai Suoi comandamenti, di stare sempre in comunione con i fratelli. Questo portò mio padre a vietarmi di frequentare quelle riunioni. Al mio rifiuto mi cacciò persino di casa, ma quello che il Signore aveva compiuto in me era più forte di tutti gli ostacoli che incontravo, quindi continuavo a servire il Signore, cercando sempre di più il volere di Dio nella mia vita. Di lì a poco il Signore si manifestò attraverso una profezia che diceva: “Appartatemi quel giovane per il Mio servizio”. Avevo soltanto 18 anni, non avevo studiato (avevo frequentato soltanto le elementari) ma sapevo di essere alla scuola del più grande Maestro e con umiltà risposi “si” all’invito del Signore. Da quel momento ho iniziato a parlare di Gesù e a predicare la Sua Parola, prima con timidezza, ma poi sempre con maggior fervore, riscontrando il favore di Dio e degli uomini. Nel 1951 il Signore provvide il modo per toglierci da quel triste paese attraverso un’alluvione. Tutti gli evangelici (e in 2 anni eravamo già un bel gruppetto) fummo mandati, su nostra richiesta, in uno stesso posto, cioè a Palmi. Anche in quel paese abbiamo cominciato a parlare di Gesù e ben presto si è formata una piccola chiesa. Intanto il governo ricostruì il paese, questa volta non più in montagna, ma in marina, infatti Africo Nuovo (RC) si trova sulla costa Jonica, a 75 chilometri da Reggio Calabria.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Prima di arrivare al paese nuovo mi ero sposato, in modo da avere anche la “baracca” per abitare con mia moglie. Abbiamo iniziato così a tenere dei culti anche ad Africo Nuovo. Intanto in quel periodo a Roma era stata aperta la Scuola Biblica e io avvertii nel cuore il desiderio di parteciparvi. Sapevo che era una cosa molto difficile perché avevo una famiglia da mantenere e povera perché economicamente era un periodo difficile per tutti. Non sapevo cosa fare e spesso mi ritrovavo in ginocchio per chiedere aiuto a Dio ma il Signore, che è ricco in misericordia, ha provveduto perché potessi frequentare la Scuola Biblica. Infatti, i fratelli di Africo mi incoraggiarono e non solo loro, ma anche i fratelli responsabili (i fratelli Toppi e Bracco), dandomi qualche aiuto. Tutto contento per la risposta avuta da Dio, feci domanda di partecipazione all’I.B.I. e non vi dico la gioia immensa che ho avuto quando ho saputo che era stata accettata.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ho partecipato al III corso, che era solo di 4 mesi e sono partito grato a Dio, desideroso di conoscere sempre più le cose del Signore.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">L’accoglienza dei fratelli fu meravigliosa. Cercarono di mettere subito tutti gli studenti a proprio agio, anche se c’erano tanti problemi (spesso ci mancava il necessario, ma il Signore provvedeva sempre). Ricordo in particolare un episodio. Una sera non riuscivo a prendere sonno per il freddo e un fratello studente ebbe la felice idea di prendere il ferro da stiro per riscaldarci …<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Le difficoltà per me, pero, non erano solo quelle materiali. A volte anche le lezioni mi sembravano difficili. Non avevo mai sentito parlare di Omiletica, di Carismatica. Mi sembravano paroloni così difficili ma poi con l’aiuto del Signore e dei fratelli sono riuscito a superare ogni ostacolo, anche perché avevo realizzato nella pratica cosa era l’omiletica, infatti il Signore, nel Suo immenso amore, mi aveva usato tante volte nella predicazione della Sua Parola.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ricordo ancora un altro episodio. Un giorno ci venne assegnato un compito in classe dal titolo: “Il processo immanente per intellezione”. Per un po’ rimasi perplesso. Invano cercavo nella mia mente cosa dovevo scrivere. Ad un tratto decisi di scrivere in sintesi quello che già sapevo bene e cioè: “Io so solo che il Signore mi ha salvato”. Chiuso il compito e lo consegnai. Questo aneddoto non vuole essere un esempio per i fratelli studenti di adesso, perché grazie a Dio la scuola è sempre più progredita; dai soli 4 mesi si è passati a 3 anni, e non soltanto questo, ma so pure che il Signore usa abbondantemente i fratelli responsabili, in modo che i giovani possano imparare bene le cose di Dio. Sono riconoscente a Dio per come si sviluppa l’opera Sua e per come ci porta avanti in questo cammino, facendo crescere del continuo in noi il desiderio di amarLo e di servirLo con tutto il nostro cuore. Ormai sono anziano, ma le forze spirituali non mi sono venute meno. Un consiglio che mi permetto di dare ai giovani è quello di continuare nel cammino di fede con sottomissione, umiltà e ubbidienza alla Parola, in modo da poter crescere nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore.<br></span></div><div class="imTAJustify"><i class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></i></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"><i class="fs12lh1-5">Andrea Palamara</i><br></span></div><div class="imTAJustify"><i class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></i></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=21CupyA9AQ4" onclick="return x5engine.utils.imPopUpWin('https://www.youtube.com/watch?v=21CupyA9AQ4','imPopUp', 800,600);" class="imCssLink">[image:image-1]</a><i class="fs12lh1-5"><br></i></span></div><div class="imTAJustify"><i class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></i></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=21CupyA9AQ4" onclick="return x5engine.utils.imPopUpWin('https://www.youtube.com/watch?v=21CupyA9AQ4','imPopUp', 800,600);" class="imCssLink">Guarda il video da Sentieri Antichi</a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 16 Mar 2016 20:17:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Cosimo Caruso (1890-1956)]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Calabresi_%27Illustri%27"><![CDATA[- Calabresi 'Illustri']]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8dvxhkl4"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Cosimo e Maria Caruso sono tra i personaggi da ricordare parlando del Movimento Pentecostale in Calabria. Come tanti altri, emigrando negli Stati Uniti d’America, vennero a contatto con l’Evangelo. Mossi dal desiderio di portare la testimonianza al proprio paese natio rientrarono in Italia e fondarono comunità costituite da centinaia di credenti. Cosimo era nato il 5 agosto 1890 nella provincia di Reggio Calabria a Rosarno. La sua famiglia era piuttosto semplice e legata, come quasi tutte le famiglie calabresi del tempo, alle tradizioni della Chiesa Cattolica Romana. <br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Fin dalla sua più tenera età fece parte della piccola delinquenza locale, tanto che per evitare problemi con la legge s’imbarcò clandestinamente per l’Argentina all’età di quindici anni, dopo quattro anni circa fu scoperto e obbligato dalle autorità del luogo a rientrare in Italia. <br>Negli anni 1911-12 partecipò alla guerra Italo-Turca in Libia, rientrato dovette, come del resto tutti i suoi compaesani, affrontare la triste realtà di un’economia misera e decadente di una nazione che era appena uscita dal primo conflitto Mondiale. Si trasferì con la moglie Maria ad Eire in Pennsylvania (USA), dove esisteva una consistente e prosperosa colonia italiana. Subito si mise all’opera per trovare una sistemazione che gli potesse offrire un reddito per vivere, purtroppo trovò ampio spazio anche nella malavita locale che era sempre più dilagante tra le colonie italiane all’estero, al punto che era costantemente armato di coltello e pistola. <br>La sua vita così lo portò ad abbruttirsi sempre di più fino a divenire violento e duro; tale carattere lo rifletteva spesso sulla propria moglie Maria che versava sempre più in misere condizioni, a causa di una grave scoliosi dorsale. Fu proprio la sofferenza di quest’ultima il mezzo del quale Dio si servì per la conversione dei coniugi. Maria, dietro l’invito di una sua amica, s’affidò alla potenza guaritrice che gli veniva proposta nella persona di Gesù e miracolosamente il Signore la guarì e la salvò. <br>Maria cominciò così a frequentare i culti che si tenevano in una sala presa in fitto, dove un numeroso gruppo di credenti italiani si riuniva a lodare il Signore, guidati dal pastore Umberto Gazzeri (1884-1924). Maria doveva subire la violenza del marito che si faceva sempre più dura perché quest’ultimo era oggetto di dileggio presso gli amici, stranamente però nel vedere un così potente miracolo di guarigione accettò d’accompagnare la consorte, almeno una volta alla riunione di culto. <br>Quella sera il Signore si usò potentemente del semplice pastore di quella comunità tanto che rivelò nel sermone, dietro l’unzione dello Spirito Santo, dei particolari salienti della vita di Cosimo dei quali nessuno era a conoscenza. <br>La straordinarietà consiste nel fatto che il pastore affermò: “Non occorre che tu vieni qui col coltello e la pistola in tasca noi siamo gente quieta e Dio vuole salvare anche te”. Terminata la riunione Maria chiese al marito cosa pensasse della riunione, gli fu risposto: “Andiamo a casa e te lo dirò”. Una volta serrato l’uscio di casa e quello della stanza più interna in modo che nessuno potesse sentire, Cosimo disse alla moglie: “Cosa dovrei farti ora che hai raccontato tutto della mia vita al tuo pastore? Gli hai detto perfino del coltello e della pistola che portavo in tasca”. <br>La sorella Maria spiegò che lei non avrebbe mai “menomato” la figura del proprio marito, né avrebbe mai osato tanto al punto da controllargli il contenuto delle tasche per sapere cosa portava, non l’aveva mai fatto. Ella con tutta tranquillità asserì: “Invece mio caro considera che il Signore, per mezzo del suo servitore, ha voluto darti una prova della Sua onnipotenza e del Suo amore”. <br>Cosimo rimase da solo, convinto che la moglie gli aveva detto la verità, chiuse dietro di sé la porta e cadde in ginocchio chiedendo a Dio il perdono divino. Rimase in quella camera circa due ore, dopo le quali uscì fuori completamente trasformato dall’onnipotenza divina. Si liberò delle sue armi e di tutto ciò che riguardava la sua vecchia vita peccaminosa, nonostante le persecuzioni dei suoi amici. <br>Non molto tempo più tardi fece il battesimo in acqua e ancora ricevette il battesimo nello Spirito Santo, cominciò ad evangelizzare non dimenticandosi dei suoi vecchi amici, i quali vide venire a Dio. Nel 1928 si trasferì a Detroit (Michigan) dove, attraverso un’instancabile lavoro di evangelizzazione, da quello “porta a porta” alle riunioni all’aperto, molti vennero al Signore.<br>Si costituì un gruppo di credenti che si radunavano in un piccolo locale preso in fitto, che ben presto fu gremito di persone desiderose d’ascoltare la Parola di Dio, sicché venne deciso di acquistare un locale di culto a Preston Street. Il lavoro per Dio andava sempre più aumentando e loro fedelmente continuavano a servire con zelo il Signore; iniziarono a testimoniare ad Ecorse dove nel 1937 costruirono anche un locale di culto e un altro nel 1942. I Caruso fondarono anche la comunità italiana di East Easing e la chiesa di Windsor, Ontario, nel Canada. <br>Vedendo l’opera di Dio crescere fra gli italiani in quelle terre così lontane dalla patria, nacque in loro il desiderio di tornare in Italia, per annunciare l’Evangelo ai parenti. Rientrati a Rosarno (RC) e cominciarono a testimoniare a parenti ed amici, dove ben presto fu costituito un gruppo di credenti. Il fratello Cosimo, dopo qualche mese di permanenza in Italia, dovette rientrare negli Stati Uniti d’America per i suoi impegni ministeriali. <br>La sorella Maria invece preferì rimanere in Italia per incoraggiare la nuova comunità nascente, che doveva affrontare il difficile periodo fascista con tutto il suo carico di persecuzioni. Ai coniugi Caruso stette tanto a cuore l’opera di Rosarno che s’impegnarono generosamente per acquistare un locale di culto nel centro del paese, che, a causa delle pressanti persecuzioni da parte del clero locale, non verrà mai aperto al pubblico. <br>Le opposizioni furono tante ed ostinate che dovettero vendere quel locale per poi acquistarne uno in periferia. Maria ritornata presso il consorte, poco dopo fu “promossa alla gloria”. Cosimo continuò il suo zelante ministerio incoraggiato ed assistito dalla figlia col proprio marito. Nell’anno 1956 fu completato un nuovo locale di culto a Detroit, la “Boulevard Christian Church”. Il fratello Cosimo Caruso non vide quest’ultima opera completata in quanto il Signore lo richiamò a Sé il 25 febbraio 1956 mentre era in una missione evangelistica in Florida; accanto al suo corpo venne ritrovata un’intera valigia di opuscoli che lui stesso avrebbe dovuto distribuire di casa in casa. <br>La storia del fratello Caruso è una chiara testimonianza di come Dio può fare grandi cose attraverso un semplice cuore che gli si dona completamente. Cosimo Caruso fu uno dei tanti che contribuirono all’espansione della Buona Novella nella Calabria, ed in particolare in provincia di Reggio. Oggi a Rosarno esiste una fiorente Comunità delle Assemblee di Dio in Italia.<br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 16 Mar 2016 20:03:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Bernardo Conforti]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Calabresi_%27Illustri%27"><![CDATA[- Calabresi 'Illustri']]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_lal495tx"><div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il fratello Bernardo Conforti, pastore della chiesa di San Giovanni in Fiore fin dal 1953, se n'è andato col Signore. Convertitosi all'Evangelo nel 1929, fin dai primi anni della sua vita cristiana ha servito il Signore in diversi paesi del cosentino, con la prcdicazione di quel messaggio che aveva cambiato la sua vita. Nel 1953, con sua moglie e la figlia, si è trasferito a San Giovanni in Fiore per ricostruire la testimonianza dell'Evangelo che era stata malamente compromessa da una triste storia precedente. Diverse persone furono raccolte, ma molte altre nuove se ne convertirono attraverso gli anni, in un paese mollo avverso al messaggio cristiano. Diversi anni dopo, per circa dicci anni, ha collaborato per la cura della fiorente comunità di Caccuri, che in seguito si elesse un proprio pastore. Il fr. Conforti cominuò a curare la comunità di S. Giovanni in Fiore c ad cvangeliaarc tutti gli abitanti di questo grosso paese. Nel 1984, all'età di 76 anni, si dimise per ragione di salute, ma continuando a collaborare come poteva con il giovane pastore che egli stesso ha proposto alla chiesa con il consenso degli organi delle A.D.I. Fu anche membro del Comitato di Zona della Calabria per diversi anni. E' stato di sana testimonianza per tutta la sua vita. La sua lunga malattia è stata anche essa una valida testimonianza, pere h è a quanti lo visitavano egli parlava del suo Salvatore c della verità che ha tenuto impegnata la sua vita. Alla sua dipartita per miglior vita moltissimi credenti e pastori erano presenti, ma anche molti amici e conoscenti. Tutte quelle persone erano una dimostrazione che egli "benchè morto parlava ancora". S'è spento serenamente come serenamente aveva vissuto per il suo Gesù. A Dio ogni lode.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><i>Paolo Lombardo</i></span></div></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 09 Mar 2016 13:28:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Domenico Fulginiti (1884-1967) ]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Calabresi_%27Illustri%27"><![CDATA[- Calabresi 'Illustri']]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_5rr9jr6s"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><span class="imTAJustify">Domenico Fulginiti nacque il 12 settembre 1884, da umili agricoltori, in Calabria, precisamente a Gasperina, un piccolo centro agricolo situato sulle colline che si affacciano sul Golfo di Squillace, nel mare Jonio. Dopo aver frequentato le prime classi della scuola elementare, intraprese l’attività di bracciante agricolo. Si sposò giovanissimo e, negli anni ‘20, come tanti altri suoi compaesani, emigrò negli Stati Uniti d’America, lasciando nel suo paese natio moglie e figli.</span><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Non sappiamo come giunse a Reading, in Pensilvania, una città degli Stati Uniti nota per le sue industrie, agevolate dalle efficienti comunicazioni ferroviarie con i centri carboniferi appalachiani. Probabilmente fu invitato da un suofratello maggiore che, prima di lui, aveva trovato lavoro nella zona. In quel periodo, mentre abitava presso i coniugi Miccoli, una famiglia di emigranti abruzzesi, venne in contatto con l’Evangelo. Un giorno, mentre stava stendendo il cemento su un marciapiede di Reading insieme ad un operaio di colore, sentì quest’ultimo cantare una strana canzone: era un inno evangelico. Chiese spiegazioni e il suo compagno di lavoro lo evangelizzò e lo condusse ad una riunione di culto pentecostale. L’incontro si teneva al primo piano di una casa colonica; il luogo era stato usato come pagliaio, ma lì ora si radunavano per i culti decine di persone, in massima parte di colore.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Domenico rimase profondamente colpito dall’atmosfera della riunione e delle preghiere ferventi che venivano innalzate a Dio e fu immediatamente convinto dalla sincerità dei presenti e della realtà della fede in Cristo. Così cominciò a frequentare le riunioni e a leggere l’Evangelo. Qualche settimana dopo fece un’esperienza che non avrebbe mai più dimenticato in tutta la sua vita. Mentre era in preghiera, ebbe una visione: una barra di ferro che da terra arrivava fino al cielo ed udì una voce che gli diceva: ‘Se rimarrai attaccato a questa barra tu sarai salvato. ‘Compresi’, testimonierà anni dopo, ‘che era un messaggio del Signore per me, quella barra di ferro da terra fino al cielo rappresentava Gesù, il mio Salvatore e risposi: Signore col Tuo aiuto non ti lascerò mail Sono passati molti anni, ma ogni giorno ed ancora oggi che ho sessantottO anni, rinnovo il mio patto di fedeltà a Cristo” (1). Il primo frutto della conversione all’Evangelo di Domenico Fulginiti furono i suoi padroni di casa, Giulio e Paola Miccolo, che si convertirono al Signore e, a loro volta, testimoniarono ai coniugi Leardi, loro compaesani. Ben presto si formò un piccolo gruppo, inizialmente “presieduto” dallo stesso Fulginiti. All’epoca, le colonie degli emigrati italiani erano in contatto con l’Assemblea Cristiana di Chicago, ma ben presto si formò una fiorente comunità pentecostale italiana a Reading, presieduta dal 1939 fino ad oggi dal fratello John Leardi, che, insieme alla sua consorte Margherita Miccolo, faceva parte del nucleo iniziale evangelizzato da Domenico Fulginiti. Nel 1926, Domenico tornò in Calabria, al suo paese natio e cominciò ad evangelizzare tra le persecuzioni più dure. Tuttavia si costituì un piccolo gruppo di credenti formato, oltre che dai propri familiari, anche dalle famiglie Fiorenza e Manafò. Questo nucleo risulterà ufficialmente tra le chiese ed i gruppi pentecostali indipendenti nell’elenco de11933. Negli anni ‘30, Domenico tornò a Reading (Pa), per ragioni di lavoro, ma soprattutto, per favorire l’emigrazione negli Stati Uniti del proprio figlio maggiore. Non si trattenne a lungo, però, perché non si sentì più a suo agio e udì imperioso il richiamo di tornare in Italia, per continuare a testimoniare di Cristo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La persecuzione del 1935 lo trovò a Gasperina e quindi anch’egli subì il divieto di tenere riunioni di culto, imposto dalle autorità dell’epoca. Tuttavia, per alcuni anni, la sua attività spirituale svolta in privato non venne eccessivamente ostacolata, soprattutto perla buona reputazione che, sia lui come anche gli altri evangelici, avevano nel comune di residenza. Nonostante la mancanza di libertà, nel 1940 egli evangelizzò Vincenzo Piacente di San Vito sullo Jonio, un centro a pochi chilometri da Gasperina, dove ben presto si formò un piccolo nucleo di credenti, che era sistematicamente visitato e teneva riunioni nell’abitazione del Piacente. Qui, però, si scatenò una dura persecuzione alimentata dal clero locale. Infatti, il 10giugno1940, i partecipanti alla riunione furono arrestati. Ecco il verbale di quell’arresto: “(Omissis). Il 10 andante,... venivamo informati che nella casa di abitazione di certo Piacente Vincenzo, sita in questa Via Regina Elena, vi erano adunate delle persone allo scopo di svolgere propaganda Evangelica Protestante.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Portatoci nella suddetta abitazione, abbiamo sostato un istante dietro la porta, per origliare. Infatti, udimmo un coro di preghiere che venivano dall’interno. Entrati dentro, abbiamo proceduto al fermo di tutte etra le quali di Fulginiti Domenico ... Segnalato il fermo alla R. Questura di Catanzaro, questa con telegramma numero 05085, ordinava il mantenimento del fermo di tutti e disponeva che</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">gli stessi fossero tradotti alle carceri di Catanzaro, a sua disposizione” (2). Tutti furono tradotti al carcere di Catanzaro, ma Domenico Fulginiti, A. Fiorenza e G. Manafò, rimasero in carcere in attesa di essere condannati al confino di polizia. Il 6 agosto 1940, Domenico Fulginiti venne “assegnato al confino di polizia per la durata di anni cinque”, senza motivazione specifica, ma soltanto perché “ha esplicato attività tale da recare noci-mento agli interessi nazionali e che è indispensabile allontanarlo dalla dimora nell’interesse della PS.” (3).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La decisione dell’assegnazione al confino fu emessa su proposta dell’allora Questore di Catanzaro. Per descrivere il clima dell’epoca è interessante riportare alcune parti della relazione di proposta per l’assegnazione al confino: “Fulginiti Domenico, agricoltore, risulta di mediocre condotta morale e politica, malgrado non abbia precedenti o pendenze penali. Non è iscritto al Partito, nè ha chiesto mai di iscriversi. Costui, rimpatriato da pochi anni dall’America, giunto in Gasperma, cominciò a svolgere propaganda negli elementi del suo ceto onde formare la setta dei “pentecostali”. Infatti, in breve periodo di tempo acquistò popolarità in quel pubblico trascinandosi dietro di sé, una massa di ignoranti ai quali predicava il verbo della nuova setta. Aveva corrispondenza all’estero da dove faceva provenire libri e scritti di propaganda anche di stile antifascista. Egli in San Vito Jonio veniva considerato dagli aderenti all’associazione, come un superiore ed un capo. Si appellava pastore della nuova fede ed era proprio lui quello che procedeva al battesimo dei “pentecostali”. In quel centro, sia di notte che di giorno, nelle sue periodiche adunate, teneva delle conferenze e continui banchetti. A nulla valsero le diffide delle autorità di Gasperina e le esortazioni di varie persone perché smettesse di fare della propaganda a scopo di organizzare nei vari paesi la setta “pentecostale” perché costui, più tempo trascorreva e più si dava alla propaganda tanto che era arrivato al punto di trascurare anche la coltivazione dei suoi terreni, il lavoro in genere. Fu proprio il Fulginiti che indusse il Piacente Vincenzo e compagni a fondare la setta dei “pentecostali” in S.Vito Jonio. Costui ivi era tenuto d’occhi dai cattolici e fu per puro miracolo che egli non venne linciato dalla popolazione quando venne fermato il 9 maggio, dall’Arma di S.Vito Jonio. Il Fulginiti essendosi rivelato elemento pericoloso socialmente, si propone venga assegnato al confino di polizia, significando che il provvedimento sarebbe favorevolmente commentato dai pacifici cattolici e patriottici cittadini” (4). Esiste tra l’altro un errore della data dell’arresto del Fulginiti che non sappiamo spiegarci. Non risale infatti al 9 maggio, ma al 10 giugno 1940. La prima data, però, sarà poi riprodotta in tutti i documenti ufficiali.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La proposta di assegnazione al confino rivela inoltre che non sussistendo ragioni reali per la condanna, ancora una volta si presentavano i pentecostali come anarchici, confondendoli con i “testimoni di Geova”. Ecco il testo integrale della proposta al presidente della commissione provinciale di Catanzaro per il confino: “Da notizie confidenziali si era venuto a conoscenza che nei comuni di Gasperina e 5. Vito Jonio, alcuni elementi locali si riunivano assiduamente in case private, per motivi non bene precisati. Disposti accurati servizi di vigilanza si accertava che alle riunioni partecipavano aderenti alla nota setta pseudo religiosa dei “pentecostali” e si dava lettura di opuscoli il cui contenuto combatte ogni principio di autorità umana, esclude qualsiasi forma di ministerio ecclesiastico, non riconosce altra autorità all’infuori di Geova-Iddio e si scaglia violentemente contro il Regime Fascista affermando che “in Italia Mussolini e il suo Governo di oppressione, hanno terrorizzato il popolo”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">I seguaci ditali dottrine, veri e propri anarchici della religione sono da ritenersi elementi pericolosi, in quanto le loro teorie tendono al disfattismo inteso alla depressione dei sentimenti e dello spirito nazionale. Il contro scritto D. Fulginiti è risultato uno dei più attivi pentecostali, ha svolto intensa attività per la formazione dei nuclei nei comuni di Gasperina e di S. Vito Jonio e nel suo domicilio vennero sequestrati opuscoli di propaganda.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Non ha prestato servizio militare. Esercita il mestiere di agricoltore. Allo scopo di porre un freno a tale pericolosa attività che può trovare facile presa specie nell’ambito degli operai e contadini si propone, giusta autorizzazione Ministeriale che il Fulginiti sia assegnato al confino di polizia” (5). Domenico arriverà alla “Colonia Confino Politico di Pisticci (Matera)”, il 6 settembre 1940, ma dovrà mantenersi a proprie spese, perché ritenuto benestante. Su sue ripetute richieste, nonostante fosse considerato ufficialmente “appartenente alla setta religiosa dei testimoni di Geova”, ottenne prima una breve licenza in considerazione “della buona condotta... e delle precarie condizioni di salute della moglie che non è in grado di accudire alla piccola azienda agricola del marito” (6), e poi, probabilmente per l’eccessivo affollamento della Colonia di Pisticci, beneficherà del condono di un terzo della pena. Avrebbe dovuto lasciare il confino il 27 novembre 1943, ma il periodo verrà poi abbreviato con la caduta del fascismo e Fulginiti tornerà in libertà nel luglio 1943.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Intanto, in questo suo periodo di permanenza a Pisticci ebbe l’opportunità di incontrare altri pentecostali confinati, tra cui Francesco Giancaspero, col quale nacque una profonda e fraterna amicizia che durerà tutta la vita. Questi, al termine del conflitto mondiale, lo metterà in contatto con i fratelli del movimento pentecostale in Italia che egli non aveva conosciuto, in quanto aveva avuto rapporti soltanto con i gruppi pentecostali indipendenti, collegati, dopo il 1925, con l’Assemblea Cristiana di Chicago. Nel 1945 saranno i fratelli Francesco Giancaspero ed Umberto Gorietti i primi a visitare le ricostituite comunità di Gasperina, San Vito sullo Jonio e la comunità di Satriano, sorta per la testimonianza evangelica di un confinato che era stato in precedenza membro aderente della comunità di Roma. Domenico Fulginiti, felice di questo rapporto fraterno, come rappresentante dei gruppi costituitisi in Calabria, aderì alle Chiese Cristiane Evangeliche Pentecostali e nel 1946, quando si formò la prima semplice struttura organizzativa del movimento, come uno dei fratelli più rappresentativi, fu eletto membro del Sottocomitato Italia centro-meridionale, per l’attuazione del programma missionario, di ricostruzione e di assistenza. A sessantun’anni, ormai praticamente libero da impegni di lavoro secolare, si dedicherà totalmente al ministerio cristiano, non soltanto organizzando le comunità esistenti nella provincia di Catanzaro, ma fondando nuovi gruppi ed evangelizzando fino agli estremi limiti della provincia, con assiduità e fervore. Sarà lo strumento usato da Dio perla conversione e l’incoraggiamento di Guido Scalzi, il quale, sostenuto non soltanto moralmente, lasciò il saio francescano, abbandonò il monastero di Staletti (CZ) e fu accolto e curato amorevolmente nella casa del fratello Fulginiti, a Gasperina. Nel 1948, Domenico Fulginiti, per fede, acquisterà un suolo, sulla via principale di Gasperina, dove verrà eretto uno dei primi locali di culto delle Assemblee di Dio, del primo periodo del dopoguerra. Un grazioso e dignitosissimo tempio, che ancora oggi non soltanto è usato dalla piccola comunità, ormai decimata dalla emigrazione, ma rimane a perenne testimonianza della generosità e della fedeltà di questo servitore di Dio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ricostruire un elenco particolareggiato della sua attività, che è continuata ininterrottamente fino a quando il Signore lo ha chiamato “a casa”, il 25 febbraio 1967, è praticamente impossibile. Tutte le comunità sorte nella provincia di Catanzaro nel periodo 1946-1966, sono il risultato diretto e indiretto del suo ministerio o del suo incoraggiamento. Chi scrive ricorda con commozione che entrando nel ministerio nel 1950, fu inviato in Calabria dal Consiglio Generale delle Chiese, proprio presso il fratello Fulginiti, accolto fraternamente ed ospitato nella sua famiglia. In quel periodo, la comunità di Gasperina era divenuta il centro per l’assistenza ed il soccorso alle comunità colpite dall’alluvione del 1951, soprattutto per quelle esistenti in molti comuni della provincia di Reggio Calabria. Il ministerio fedele del fratello Fulginiti, coadiuvato dalle figliuole Rosaria, Vincenza e Giosina e da tutti i membri della comunità di Gasperina, permisero di svolgere un’ampia opera sociale di soccorso a favore di quanti erano stati sinistrati. Uomo di profonda percezione cristiana, il fratello Fulginiti fu il mezzo usato da Dio per l’incoraggiamento, in quegli anni, di molti giovani ministri come: Sergio Zucchi, Giuseppe Pelaggi, Luigi Scicchitano e molti altri credenti locali, incoraggiati ad impegnarsi localmente nell’opera di Dio. Una citazione a parte merita il sostegno morale e spirituale che egli diede al fratello Francesco Rauti, all’inizio del suo ministerio ed in particolare nell’opera di evangelizzazione svolta a Crotone e nella zona circostante.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Domenico Fulginiti ha lasciato un segno profondo, non soltanto nelle comunità della Calabria. Quando la maggioranza dei membri di Gasperina emigrarono in Canada per ragioni economiche, anche in quella lontana nazione si costituì un nucleo di credenti impegnati per la causa di Cristo. La grande chiesa pentecostale italiana di Toronto ha beneficato per lunghi anni dell’apporto fedele di alcuni di loro, come Antonio Fiorenza e Giuseppe Manafò. Quest’ultimo, che aveva subito con i genitori la durezza del confino, emigrato giovanissimo in Canada, dopo aver raggiunto una discreta posizione economica, proprio forte dell’influenza spirituale del Fulginiti, decise di entrare a pieno tempo nel ministerio ed è attualmente pastore della notissima chiesa pentecostale di Fabre Street a Montreal, ed uno dei fratelli principali della Chiesa Pentecostale Italiana del Canada. Il fratello Fulginiti, ormai debole fisicamente ed ammalato, fu amorevolmente assistito dai suoi familiari e perennemente visitato da tanti fratelli e sorelle. Qualche giorno prima della sua “dipartita”, Io trovarono che stava piangendo; gli domandarono la ragione di quel pianto, forse soffriva forti dolori, ma la sua risposta sconvolse tutti. Egli disse: “Poco fa, mentre ero qualche momento solo, ho pensato a tutti voi che mi curate e siete sempre accanto a me, invece, Gesù nelle atroci sofferenze della croce fu lasciato solo. Quanto gli siamo costati!”. Questo era Domenico Fulginiti, austero nell’aspetto, poco proclive alla conversazione, ma un uomo retto, timorato di Dio, che ha dato tutto se stesso per l’opera Sua. Egli appartiene degnamente al numero dei pionieri del movimento pentecostale in Italia e alla schiera di coloro dei quali è detto: “La memoria del giusto è in benedizione” (Proverbi 10:7).</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">a cura di <i>Francesco Toppi</i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><span class="lh23px"> </span><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 09 Mar 2016 13:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Rosario Fotino (1900-1998)]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Calabresi_%27Illustri%27"><![CDATA[- Calabresi 'Illustri']]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_a7u16f7v"><div><span class="fs12lh1-5">Rosario Domenico Fotino nacque a Vincolise, una piccola frazione di Magisano (Provincia di Catanzaro), il 13 febbraio 1900, da una famiglia di agricoltori. Quando la testimonianza dell’Evangelo giunse in quei luoghi, Rosario si convertì; era il 7 maggio 1922. Non aveva frequentato la scuola elementare, “qualcuno gli aveva insegnato semplicemente le vocali, ma poiché il ripeterle suscitava ilarità aveva smesso di proseguire nell’apprendimento delle consonanti” (1). Dopo la sua conversione, imparò da solo a leggere per poter conoscere la Bibbia e miracolosamente vi riuscì. “La conversione genuina aveva prodotto una rivoluzione nella sua vita di umile contadino. Aveva sempre con sé la Bibbia, persino in campagna. Nelle brevi pause che il lavoro gli consentiva, si nutriva delle Sacre Scritture” (2).</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Nell’agosto del 1940, anche se i membri più giovani della piccola comunità erano emigrati, gli anziani Rosario Fotino, Stefano Parrotta e Saverio Veraldi, furono arrestati perché colpevoli di professare “apertamente la religione pentecostale che combatte ogni principio di autorità umana” e il documento firmato dal Prefetto di Catanzaro continuava: “Il Fotino Rosario è un assiduo e tenace propagandista e spesso tiene riunioni a &nbsp;cui partecipano operai e contadini ignoranti e facilmente impressionabili” (3). I tre anziani della piccola comunità furono deferiti alla Commissione Provinciale per il Confino e condannati a tre anni di confino di polizia il 26 ottobre 1940. Privati degli anziani, i pochi rimasti, per continuare a tenere i culti si rivolsero alla Chiesa Valdese, che iniziò ad inviare saltuariamente un pastore. Il 15 gennaio 1941, la moglie del Fotino scriverà direttamente a Mussolini dichiarando di professare la religione valdese e richiedendo l’annullamento della condanna al confino per il proprio marito (4). Così, di fatto, da allora il piccolo nucleo di credenti si è integrato con la Chiesa valdese ed è curato saltuariamente dal pastore di Catanzaro. Rosario, però, pur partecipando ai culti non lasciò mai la propria genuina esperienza pentecostale. Egli raccontava che in un’occasione, il pastore, leggendo il capitolo due degli Atti degli Apostoli, su cui poi predicò, si fermò alla prima parte del versetto quattro: “Tutti furono ripieni di Spirito Santo”, ma Fotino nel suo originale modo di esprimersi, frammisto di italiano e dialetto, disse ad alta voce: “Pasturi ite avanti, ite avanti, lu versetto non è finito”, riaffermando così la dottrina pentecostale del battesimo nello Spirito Santo (5).</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Pur non essendo un predicatore, era infatti un semplice “esortatore”, tutti però venivano colpiti dalla profondità delle sue citazioni bibliche. Anni or sono, invitato a dare la propria testimonianza nella Comunità ADI di Sassuolo (Modena), &nbsp;“presentò invece, stupendo i fedeli, data la sua totale carenza culturale, uno studio sull’agire e manifestarsi dello Spirito Santo nell’Antico e nel Nuovo Testamento […]. L’evangelizzazione è stata una sua costante preoccupazione fino all’ultimo. Ogni occasione era buona per presentare l’Evangelo della grazia. In compagnia dei credenti i suoi argomenti preferiti erano: lettura della Parola, canto di inni al Signore e preghiera. Dopo la morte della moglie, avvenuta circa trent’anni fa, ha viaggiato continuamente per le comunità (ADI) della Calabria. Nelle sue brevi esortazioni spronava il popolo alla pienezza dello Spirito Santo, realtà che rende la vita dei credenti prospera ed efficace. La Parola era incisa nella sua memoria e la esponeva con garbo e sacra unzione … Era così forte l’amore e l’attaccamento alla Parola, che essa costituiva”, negli ultimi giorni della sua vita, “una medicina possente per le sue brevi e poche sofferenze provate. Il desiderio di voler morire tra le “braccia dei figli di Dio” e non tra quelle degli “egiziani” si è realizzato. I fedeli della minuscola frazione di Acquafredda-Caccuri (Kr) l’hanno amorevolmente accudito, proprio come un patriarca della fede” (6). Alla veneranda età di 98 anni, il 13 febbraio 1998, è andato col Signore, che ha servito ed onorato fedelmente per oltre settantacinque anni.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">“Possa Dio suscitare, ancora oggi, uomini semplici, ma fedeli al Signore e alla Sua Parola” (7), simili a Rosario Fotino, che proclamino con l’autorità dello Spirito Santo il messaggio genuino di TUTTO L’Evangelo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><span class="imTAJustify lh23px"><i>Francesco Toppi</i></span><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 09 Mar 2016 13:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Giuseppe Manafò (1939-2004)]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Calabresi_%27Illustri%27"><![CDATA[- Calabresi 'Illustri']]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_20f04mrn"><div><div class="lh23px"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh23px cf1 ff1">Il 3 giugno u. s., il Signore ha richiamato a Sé il fratello Giuseppe Manafò, pastore della Chiesa italiana di Toronto. Questo fedele servo del Signore è stato accolto immaturamente alla “Casa del Padre”, mentre stava attuando un grande progetto perla costruzione del nuovo edificio che dovrà ospitare la comunità per l’espansione della testimonianza cristiana in una zona italiana di Toronto.</span></div></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Nella vita dei cristiani si verificano eventi inspiegabili, che ci spingono ad accettare per fede quanto Gesù disse a Pietro: “… 'Tu non sai ora quello che io faccio …'” (1).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">È stata una gravissima perdita per la famiglia, tanto legata ed attiva nel servizio del Signore, in particolare per la consorte Maria, con la quale Giuseppe ha svolto negli anni il ministerio affidatogli dal Signore.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Giuseppe Manafò nacque a Gasperina (Provincia di Catanzaro), il 2 febbraio 1939.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Chi scrive ha conosciuto Giuseppe e Maria, ancora fanciulli, nel 1950, a Gasperina, dove esisteva una piccola comunità sorta per la testimonianza di Domenico Fulginiti (1884-1967), che, convertitosi all’Evangelo negli Stati Uniti, tornò per divenire il pioniere del Movimento pentecostale della provincia di Catanzaro. Questa comunità, insieme a quella vicina di San Vito sullo Ionio, venne duramente perseguitata: tutti, compreso il pastore, furono inviati al Confino di Polizia, tra i quali i genitori di Giuseppe Manafò, che aveva soltanto pochi mesi. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Quando chi scrive, all’inizio del suo ministerio cristiano, incontrò Giuseppe, che aveva allora terminato la scuola elementare, notò già da allora un’intelligenza vivace, ma soprattutto un grande amore per il Signore ed il desiderio di servirLo. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Con la ritrovata libertà di culto venne edificato, per la visione di Domenico Fulginiti, un grazioso locale di culto al centro del paese, il primo costruito in Calabria. Giuseppe cominciò a studiare musica per suonare durante i culti; questo fu il primo impegno spirituale che ebbe.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Nel 1957, Giuseppe Manafò, come la maggioranza dei credenti del luogo, emigrò a Toronto, in Canadà. Per il talento di cui era dotato ottenne ben presto un buon posto direttivo in una grande fabbrica di bibite e, oltre ad essere impegnato nella locale chiesa italiana, poté con sacrificio vedere attuato il suo sogno: si iscrisse al Conservatorio di Musica fino ad ottenere il diploma in pianoforte. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Affermato nel proprio impiego e con una famiglia di quattro figli, fu comunque sempre attivo nella comunità, prima come organista, poi in qualità di monitore e, successivamente, come direttore del coro e assistente pastore, fin quando non poté far tacere la chiamata divina di abbandonare ogni attività secolare ed entrare a pieno tempo nel ministerio cristiano. I fratelli principali della “Chiesa Pentecostale Italiana del Canada”, riconoscendo il dono che aveva ricevuto da Dio, lo incoraggiarono e nel 1982 fu chiamato a prendere la responsabilità della prima Chiesa pentecostale italiana di Montreal, Quebec. Per Giuseppe e Maria significò cominciare tutto da capo, trasferendo l'intera famiglia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il Signore benedisse questo loro atto di fede, la comunità progredì di numero e di attività. Nel frattempo, fu chiamato ad essere direttore del periodico del Movimento "Voce Evangelica" e anche, con grande perizia, curò e pubblicò l’innario bilingue (inglese ed italiano) ancora in uso in tutte le chiese italo-canadesi. Inoltre, fu per anni Tesoriere del Comitato Esecutivo delle Chiese, con un interesse particolare per l’opera missionaria.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Tutta questa grande mole di attività, oltre alla cura pastorale dei programmi radio e televisivi, svolti con grande capacità organizzativa, non privò Giuseppe Manafò del dolce spirito di amabilità e di umile servizio che caratterizzò l’inizio del suo ministerio. Con l’affabile Maria, nonostante le responsabilità di una numerosa famiglia, ritenne che la loro casa dovesse continuare ad essere aperta a tutti coloro che giungevano a Montreal prima ed a Toronto poi, quando nel 1995 fu eletto nella prima grande comunità italiana dopo le dimissioni, per raggiunti limiti d’età, del pastore Daniele Ippolito, il quale, con grande capacità ministeriale, aveva curato per anni quella chiesa storica del Movimento italiano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Questi molteplici doni, che Dio aveva concesso a Giuseppe Manafò, non potranno essere facilmente dimenticati. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Apparentemente sembra che quel progetto per la realizzazione del nuovo locale di culto sia stato interrotto; Dio, però, seppellisce i Suoi servi, ma non ferma la Sua opera. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Nel ricordo di un valente soldato di Cristo, che ha deposto le armi in attesa della “corona della gloria”, la quale Dio ha preparato per quelli che l’amano, la nostra preghiera è quella che il Signore continui ad aiutare la chiesa di Toronto ad attuare quel progetto di fede nella certezza che Egli abbia già preparato altri in grado di prendere il posto di Giuseppe.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div> </div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">A noi rimane il compito di pregare per Maria Manafò e per tutta la sua famiglia, così duramente colpita da questa scomparsa, ma anche il privilegio di aver conosciuto ed amato un fedele, perseverante ed amabile servitore di Dio che ha “… finito la corsa [e, n.d.r.] … serbata la fede” (2).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> <br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><i>Francesco Toppi</i></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 09 Mar 2016 13:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Pasquale Franzè]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Calabresi_%27Illustri%27"><![CDATA[- Calabresi 'Illustri']]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4iwwycro"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Pasquale Franzè nacque nel lontano 1915, in una frazione chiamata Ragonà, nel comune di Nardodipace, in provincia di Catanzaro, e si convertì all’Evangelo più di mezzo secolo fa. Prima di allora era un uomo temuto per la sua irruenza e per la sua condotta disordinata; dalla sua bocca e dalle sue azioni non ci si poteva aspettare nulla di buono.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Una sera del 1944, mentre producevano carbone in un pagliaio in aperta campagna, un compagno di lavoro gli chiese il permesso di leggere la Bibbia e Pasquale, con fare indifferente, acconsentì. Mentre leggeva, il volto di quell’uomo si illuminò di una luce angelica e Pasquale, essendo stato preso dalla paura, non si oppose alla seconda richiesta di poter pregare. Le semplici parole dette con fede da quel credente gli toccarono il cuore: “… Signore vi raccomando il mio comparuccio Pasquale …”. Pasquale non aveva mai udito nessuno pregare in quel modo, e nessuno mai aveva pregato per lui! Promise, quindi, di andare ad una delle riunioni di culto, ma il Signore era già all’opera: la prima volta che vi partecipò, il suo cuore si infuocò all’annuncio della Parola di Dio, in quell’istante egli gustò la gioia della salvezza e la sua anima ardeva di felicità.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Era temuto in paese ma fu proprio l’immediato cambiamento che gli fece acquistare credibilità agli occhi della gente: dalla sua bocca scorrevano fiumi di acqua viva e non più parole violente.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Nel 1946, il Signore gli mise in cuore di trasferirsi a Caccuri (KR), dove cominciò, insieme al fratello Campisi, a predicare l’Evangelo: la loro passione per le anime perdute portò il frutto, tanto che molte persone si convertirono all’Evangelo. Evangelizzarono diversi paesi della Calabria; per la loro testimonianza si convertirono i loro familiari ed altri che portarono poi l’Evangelo addirittura in altri continenti.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Nel dopoguerra, si radunavano nelle case, nelle campagne e nelle stalle, ma, in qualsiasi luogo fossero, questi credenti realizzavamo la potenza dello Spirito Santo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il fratello Pasquale Franzè fu minacciato, esiliato, schernito ed addirittura imprigionato per la testimonianza dell’Evangelo e possiamo affermare che, come l’apostolo Paolo, passò da persecutore a perseguitato per Cristo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Nello zelo della fede, per 14 anni andava a piedi a Cerenzia (KR) distante 3 km e, per raggiungere un altro gruppo di fedeli, faceva 12 ore di cammino andata e ritorno, fino a Casabona (KR). A Caccuri, dopo tante difficoltà, costruirono il locale di culto. Nel 1961, costretto dalla mancanza di lavoro, emigrò a Como dove iniziò un’altra opera.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il ministerio del fratello Franzè ha attraversato 40 anni di dure battaglie per il Signore, ma la sua vita è sempre stata caratterizzata da una fede viva, operante e vittoriosa. È stato un uomo che ha amato l’opera e il popolo di Dio, ha sempre incoraggiato il prossimo, ha sempre regalato delle gemme di saggezza perché fregiate dall’amore di Cristo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">L’opera del fratello Pasquale Franzè ha portato il suo frutto alla gloria del Signore, e noi credenti della provincia di Como ne siamo parte integrante. Pasquale Franzè ora sta gustando fra le braccia del Padre quell’amore, quella serenità, quella pace in Cristo per cui ha sempre lottato, con laboriosa ed instancabile perseveranza.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></div><div class="imTAJustify"><i class="fs10lh1-5"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ottavio Drogo</span></i></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 09 Mar 2016 13:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Vincenzo Piacente (1902-1988)]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Calabresi_%27Illustri%27"><![CDATA[- Calabresi 'Illustri']]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_t18xa6se"><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Vincenzo Piacente nacque il 15 novembre 1902, a San Vito sullo Ionio, un piccolo centro della provincia di Catanzaro, sul versante ionico delle Serre (sezione mediana dell’Appennino calabrese), da genitori dediti all’agricoltura. Dopo aver seguito la scuola dell’obbligo, in un vecchio baule trovò un libro religioso e cercò di mettere in pratica le regole spiegate nel volume. Il suo cuore, però, era alla ricerca del libro di cui aveva più volte parlato la madre, perché “uno dei suoi zii, nelle ore disponibili sempre pregava e leggeva in silenzio un libro detto il Vecchio Testamento, che spiegava come Iddio ha creato il mondo” (1). </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">“All’età di 24 anni [nel 1926) dopo tante ansiose ricerche, ho riuscito ad avere la Sacra Bibbia, allora con grande entusiasmo ho letto e riletto il Vecchio testamento ed i Vangeli, ma non l’epistole ed i Fatti [degli &nbsp;Apostoli] e fino a 37 anni [nel 1939] guidato dagli scritti ho potuto comprendere che Iddio, dopo tutto ha creato il genere umano per fargli godere tute le gioie ed i piaceri del mondo …” (2).</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">“Ecco che un giorno incontrai un fratello evangelico, che non era del mio paese [Domenico Fulginiti (1884- ?)] e quando io l’ho conosciuto con grande gioia ho cercato esprimere i miei sentimenti di fede, e quello in silenzio mi ascoltava, ma alla fine, col viso sorridente mi disse: ‘Tu non sai niente’, queste parole mi dispiacquero, perché volevo dimostrare di sapere, ma egli mi fece una domanda dicendo: ‘Sai tu se sei un peccatore o un santo? … risposi …: ‘Sono un peccatore … e mi disse: ‘Non temere, ma domanda perdono a Dio in preghiera ed Egli ti perdonerà, come ha perdonato a me’. Corsi a casa mia, e nascosto dai miei famigliari, m’inginocchiai e per la prima volta pregai: ‘Signore perdonami’, che replicai per molte volte, allora convinto che il Signore mi ha perdonato, il mio dolore si cambiò in grande gioia, perché avevo gustato il perdono di Dio” (3).</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Qualche giorno dopo, Vincenzo andò a visitare Domenico Fulginiti a Gasperina (Catanzaro) “per domandargli istruzioni sul modo di vivere”. Così egli narra l’incontro: “Mi accolse con un suo figliuolo con amorevole assistenza e mi esortava alla preghiera, alla lettura del Vangelo, alla riunione dei famigliari, parenti ed amici, mi esortava ad opere di amore, alla buona testimonianza con parole ed esempi e all’umiltà con obbedienza verso tutti. Queste lezioni e l’esempio di quel fratello, mi rimasero impresse ed io nel primo zelo della conversione li ho messi in atto. Radunato un gruppetto, mi ho sottoposto al più anziano d’età, ma quello ha rifiutato, eleggendo a me per presiedere e così fu, allora alla voce del canto ed alla testimonianza, il Signore ha spinto molti curiosi e così in breve tempo si fece una larga pubblicità nel paese ed il capo dei preti locali montò in furia e mi denunciò come antifascista mi arrestarono insieme ad altri, mi condussero alle celle del carcere di Catanzaro ove rimasi 4 mesi e poi condannato a 5 anni di confino politico, mentre i nostri famigliari rimasero a casa sotto sorveglianza dell’autorità locale” (4).</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">“Ero che lavoravo in campagna, quando sono stato sorpreso da un appuntato dei carabinieri ed un milite fascista, che mi legarono e tra gli applausi del popolo mi condussero al carcere di Catanzaro, ove mi chiusero in cella in compagnia di poche persone i quali mi assalirono di domande dicendomi: ‘Perché sei qui, cosa hai fatto?’. E così ho avuto opportunità di parlargli del Vangelo. Ma il direttore del carcere, spesso ci cambiava compagnia ed io avevo modo di parlare ad altri …” (5). “Ero in carcere per aver predicato il Vangelo e dopo circa quattro mesi di cella, si riunì la commissione e mi condannò a 5 anni di confino politico … m’assegnarono a Baranello (Provincia di Campobasso) e mi chiamarono per partire e assieme ad altri siamo entrati in un auto chiuse con grande inferriate addetto per i detenuti e siamo scesi alla stazione di Catanzaro, scortati da due carabinieri e un sottobrigadiere, or uno dei carabinieri seduto vicino a me, a bassa voce mi disse, perché vi hanno confinato? Allora gli risposi che per l’Evangelo; allora egli &nbsp;rispondendo mi disse: ‘Non vi affligete adunque, ma ricordatevi di S. Paolo e degli altri apostoli, come hanno sofferto per la causa dell’Evangelo …’”(5).</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">“La scorta di Catanzaro … ci ha consegnati all’autorità di Campobasso, ove trascorsa la notte in carcere, la mattina abbiamo ripreso il viaggio ed il drappello della nova scorta ci legò coi ferri e poi in fila ad una grossa catena … ci condussero al treno … io sono arrivato per il primo alla stazione di Baranello e la scorta mi sciolse dalla catena e con i ferri mi consegnò al drappello del luogo … il brigadiere del nuovo &nbsp;drappello mi sciolse dai ferri e mi legò con le catenelle … e piangevo d’emozione … respiravo l’aria della libertà il brigadiere si accorse delle mie lagrime e si commosse … saliti nell’auto [autobus] il brigadiere sempre commosso con dolce parole d’incoraggiamento mi sciolse &nbsp;le mani … e … alla presenza di molti passeggeri … raccontai la mia storia e come soffro per l’Evangelo di Cristo. Arrivati al luogo stabilito mi consegnarono all’autorità civile e poi al maresciallo ed il brigadiere dava a tutti buone informazioni su di me, mentre il comando di Catanzaro aveva dato avviso a mio riguardo d’uomo pericoloso” (7).</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La permanenza in quel piccolo centro fu piacevole, in quanto Vincenzo Piacente fu accolto ed apprezzato per il suo comportamento cristiano e poté testimoniare di Cristo e dell’Evangelo. Fu ben voluto e tutti cercarono di rendere quel periodo sufficientemente confortevole.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">“Dopo circa 30 mesi di confino politico, in occasione del ventennale fascista, sono stato prosciolto e ritornato al mio paese di San Vito ho riorganizzato i servizi di culto in casa mia come prima …”. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Nel 1949, con il ritorno della libertà, Vincenzo e la piccola comunità acquistarono un vecchio fabbricato nel centro del paese e ne fecero un locale di culto. Messo su dal clero locale, “un gruppo di giovani scapestrati” tentò di perseguitare la comunità in tanti modi, mettendo la popolazione contro gli evangelici. I credenti, però, non si spaventarono minimamente. Nel 1950, chi scrive ricorda di aver partecipato, con Domenico Fulginiti e Francesco Rauti, al primo funerale evangelico svoltosi a S. Vito sullo Ionio. Tutta la cittadinanza era fuori al nostro passaggio e tutto risultò di grande testimonianza. Sul coperchio della bara della sorella defunta era stata messa una Bibbia da pulpito e il corteo funebre iniziava e corone di alloro con versetti biblici di evangelizzazione. Avevano detto che la salma non sarebbe stata ricevuta al Cimitero perché evangelica, ma arrivammo fino al luogo della sepoltura senza incontrare alcun ostacolo e quella fu una grande occasione perché il messaggio dell’Evangelo venisse conosciuto.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Le vessazioni contro Vincenzo Piacente e la piccola ma fervente comunità di San Vito sullo Ionio (CZ) non terminarono. La Costituzione della Repubblica Italiana, entrata in vigore il 1° gennaio 1948, affermava all’art.8: ”Tutte le confessioni religiose sono ugualmente libere davanti alla legge” e l’art. 19 specificava: “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitare in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume”. Tuttavia, il 1° gennaio 1953 la polizia intervenne e denunciò Vincenzo ed altri 18 credenti “per avere praticato l’esercizio del culto pentecostale senza la prescritta autorizzazione”, in forza della ignominiosa circolare del 1935 diramata dal Ministero fascista, che metteva al bando il movimento pentecostale. Questi 19 credenti furono condannati dal Pretore di Chiaravalle Centrale (CZ) “alla pena di lire 3000 [circa € 103 attuali] ciascuno di ammenda e alla spese di procedimento, compresa la tassa del processo di lire 200 per ciascuno in solido” (8).</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Vincenzo Piacente e i membri della chiesa non si sgomentarono, anzi continuarono ad annunciare l’Evangelo e a tenere i loro culti al Signore. Quando giunse la libertà egli continuò a dedicarsi “con passione ad un servizio nascosto e laborioso nella comunità evangelica di S. Vito Ionio e spesso raggiungendo a piedi … tra i monti gli altri gruppi di credenti della zona del Catanzarese. Per lungi anni è riuscito a conciliare il faticoso lavoro dei campi con la cura della Vigna affidatagli dal Signore” (9). Durante la sua vita Vincenzo Piacente ha “scritto copiose meditazioni ed appunti su qualsiasi pezzo di carta utile…che riusciva a riempire il più possibile con una grafia minutissima. Nel corso degli anni ha scritto tantissimo e abbiamo trovato nei suoi scaffali tanti quaderni fitti di meditazioni di ogni genere” (10). Ha continuato la sua opera umile e fervente fino a quando, indebolito e provato, è stato richiamato alla Casa del Padre, il 21 novembre 1988. La sua perseveranza di fede sia di sprone e d’incoraggiamento per le nuove generazioni di veri credenti in Cristo e nell‘Evangelo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><i>Francesco Toppi</i></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 09 Mar 2016 12:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Frank Fortunato (1906-2000)]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Calabresi_%27Illustri%27"><![CDATA[- Calabresi 'Illustri']]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_3w26bb0c"><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">Frank Fortunato, in Italia forse sconosciuto ai più, dal 1954 al 1975 è stato “General Overseer” [Sorvegliante Generale], corrispondente a Presidente, della “Chiesa Cristiana del Nord America”, la nostra Chiesa consorella italoamericana. Era nato a </span><span class="fs12lh1-5">Luzzi (provincia di Cosenza), il 27 novembre 1906. Dodicenne seguì i genitori negli Stati Uniti come emigrante. A ventuno anni si convertì all’Evangelo e dopo essere stato battezzato nello Spirito Santo cominciò a svolgere il proprio ministerio nella zona</span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">di Philadelphia, in Pennsylvania, assumendo poi il pastorato della comunità di Tacony.<br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">Chi lo ha conosciuto non può dimenticare il suo fervore e il particolarissimo modo di porgere il messaggio della Parola. “Il suo stile di ministerio, la sua unzione, la determinazione e il suo zelo per l’opera di Dio era stato predisposto da Dio in modo </span><span class="fs12lh1-5">unico”. Come ha affermato John Del Turco, attuale Presidente della CCNA: ”Quando Dio era pronto a creare un uomo per essere uno strumento nella Sue mani per guidare le CCNA, volle un uomo particolare. Ma dopo aver creato il Fratello Fortunato, disse: ‘Non ne farò mai un altro’”. Non possiamo dimenticare come infondeva tutte le sue </span><span class="fs12lh1-5">energie in ogni sermone, al punto che alla fine era costretto a cambiarsi perché madido di sudore. A chi lo invitava a predicare con minore energia rispondeva: ”Così so parlare, in qualsiasi altro modo mi sembra di non dare tutto me stesso nell’annuncio</span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Questo aspetto particolare del suo carattere fu, però, usato da Dio per l’edificazione del Suo popolo. Nessuno come lui sapeva incoraggiare e spingere i credenti a passi di fede, con una visione positiva ed ottimista dell’opera di Dio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">La sua elezione a Presidente della CCNA avvenne dopo la breve presidenza biennale di Carmelo Paglia. Era un periodo difficile, per circa 50 anni il Movimento pentecostale italoamericano aveva dovuto resistere su due fronti: la tentazione della seconda </span><span class="fs12lh1-5">generazione pentecostale italiana, che ormai bene integrata nella società americana intendeva non identificarsi più col proprio gruppo etnico, e la fermezza della prima generazione dei credenti che avevano strutturato le comunità seguendo usi e costumi</span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">della patria d’origine. Toccò proprio a Frank Fortunato l’arduo compito di essere l’equilibrato sostenitore del principio di Luigi Francescon: ”Né gerarchia, né anarchia”. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">La maggioranza delle comunità non erano molto disponibili ad una struttura, ma sostenevano una forma di congregazionalismo che doveva essere rispettato e l’idea di un Sorvegliante Generale era ancora vista con qualche ombra. Il calore, l’amabilità, la capacità di Frank Fortunato di superare con franchezza, ma anche con tolleranza </span><span class="fs12lh1-5">fraterna le difficoltà che spesso sorgevano nelle chiese, fecero di lui un eccellente strumento nelle mani di Dio per il progresso del Movimento. Basti pensare che nel periodo della sua presidenza, incoraggiò così tanto la visione missionaria della CCNA, </span><span class="fs12lh1-5">come impegno primario delle comunità, che l’ammontare delle offerte per l’evangelizzazione e le missioni aumentò di settanta volte.</span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Frank Fortunato è stato accolto dal Signore, che ha amato e servito nell’arco ci circa settant’anni, il 20 gennaio u.s. Con lui scompare un altro ministro dell’Evangelo del periodo dello sviluppo del Movimento pentecostale italoamericano.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><i>Francesco Toppi</i> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">(Tratto dal periodico “Cristiani Oggi” 2000) </span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 20 Feb 2016 14:49:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'Appello del Signore]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_yt5lg5t9"><p class="imTALeft"><br></p><p class="imTALeft"><span class="cf1 ff1"><b class="fs10lh1-5"><span class="fs14lh1-5">"L'APPELLO DEL SIGNORE" </span></b><br></span></p><p class="imTALeft"><span class="lh23px"><span class="lh20px"><b><span class="fs12lh20px cf1 ff1">(Dal Testo Biblico: Isaia Cap.51)</span></b></span><span class="fs12lh23px"><br><br></span></span></p><p class="imTAJustify"><span class="lh20px cf1 ff1"><span class="fs12lh20px">Il Signore spesso chiama e richiama ad ascoltarlo per godere chiaramente della Sua grazia, comunione e prosperità. Con questo appello Dio ha richiamato l'attenzione degli uomini nel corso dei secoli, per mostrare loro il Suo consiglio, la Sua luce, la Sua grazia e la Sua Parola. Leggendo attentamente il capitolo 51 del profeta Isaia noterete che per ben quattro volte il Signore rivolge un APPELLO al Suo popolo.<br><br><b>ASCOLTATEMI PER RICORDARE</b> - Al verso 1 leggiamo: «Ascoltatemi, voi che perseguite la giustizia, che cercate il SIGNORE! Considerate la roccia da cui foste tagliati, la buca della cava da cui foste cavati». Qui Dio invita il Suo popolo a ricordarsi delle sue origini e chiama anche noi a ricordare ciò che eravamo prima di divenire Suoi figli.<br><br>A<b>SCOLTATEMI PER RICONOSCERE</b> - Al verso 4 leggiamo: «Prestami attenzione, popolo mio! Porgimi orecchio, mia nazione! Poiché la legge procederà da me e IO porrò il mio diritto come luce dei popoli». Qui Dio rivolge a noi in quest'oggi l'invito a prestare attenzione alla Sua Legge. Stiamo parlando della Parola di Dio che rimane in eterno. Cieli e terra passeranno, si dilegueranno, ma l'opera del Signore, la Sua salvezza, la Sua giustizia e i Suoi principii dureranno per l'eternità. Riconosciamo che l'Evangelo è di Dio ed è potenza che salva e che dà vita eterna. Amiamo la Parola di Dio. Essa ci dona forza e c'incoraggia ad andare avanti. Gesù disse: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti» (Giovanni 14:15).<br><br><b>ASCOLTATEMI PER RASSICURARSI</b> - Al verso 7 leggiamo: «Ascoltatemi, voi che conoscete la giustizia, popolo che hai nel cuore la mia legge! Non temete gli insulti degli uomini, né siate sgomenti per i loro oltraggi». In questo terzo APPELLO il Signore esorta i Suoi figli a rassicurarsi in Lui. L'onta, l'oltraggio, gli insulti e l'obbrobrio degli uomini che li circondano non possono intimorirli, né sgomentarli, perché essi hanno trovato la loro completa salvezza in DIo. Dio disse: «Nessuno potrà resistere di fronte a te tutti i giorni della tua vita; come sono stato con Mosè, così sarò con te; IO NON TI LASCERO' E NON TI ABBANDONERO'» (Giosuè 1:5). Gesù disse: «Ed ecco, IO sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente» (Matteo 28:20). Non poteva mancare lo Spirito Santo in questo opera di RASSICURAZIONE. «...e IO (Gesù) pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro CONSOLATORE, perché stia con voi per sempre» (Giovanni 14:16). La parola "CONSOLATORE" suggerisce sia l'idea di conforto che di consulenza. Lo Spirito Santo è una potente persona al nostro fianco, che opera con e per noi! Alleluia!<br><br><b>ASCOLTATEMI PER RIALZARSI</b> - Al verso 17 leggiamo: «Risvègliati, risvègliati, àlzati, Gerusalemme...». E' ora di rialzarci, anzi... Dio è pronto a rialzarci! Anche se siamo caduti, Egli ci rialzerà. Dio è Colui che ci rialza il capo. Anche se siamo venuti meno, se abbiamo peccato, Dio che non si stanca di perdonare è pronto e vuole ristabilirci in Cristo Gesù. Anche se il nemico ci ha fatto scivolare, Dio ci farà volare alla Sua dolce presenza per ricevere il Suo perdono e la Sua grazia.<br><br>In conclusione, fratelli e sorelle, Dio ci aiuti a ricordarci quanto Egli ha fatto per noi, a riconoscere ogni giorno la Sua Parola, a rassicurarci nelle Sue fedeli ed amorevoli promesse ed a rialzarci ogni qualvolta veniamo meno perché Egli non spezza la canna rotta e non spegne il lucignolo fumante (Isaia 42:3).</span><br></span></p><p class="imTAJustify"><br></p><p class="imTAJustify"><span class="lh20px"><span class="fs12lh20px cf1 ff1">Davide Di Iorio</span></span></p></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 31 Jan 2016 23:07:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Efficacia della Fede]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_7jbn4yg4"><p class="imTALeft"><b class="fs10lh1-5"><span class="fs14lh1-5">"EFFICACIA DELLA FEDE" </span></b><br></p><p class="imTALeft"><span class="lh23px cf1 ff1"><span class="lh20px"><b><span class="fs12lh20px">(Rif. Prima Epistola di Pietro Cap.1 versi 3 a 9)</span><br></b></span><br></span></p><p class="imTAJustify"><span class="lh20px cf1 ff1"><span class="fs12lh20px">Il nascere di nuovo o rinascita spirituale, è l’atto attraverso il quale Dio ci introduce nella Sua famiglia. Le parole dell’Apostolo, qui nel nostro testo, offrono gioia e speranza nei momenti di sconforto. Egli esorta a basare la propria sicurezza su ciò che Dio ha fatto per noi in Cristo Gesù, il quale ci ha chiamati ad una speranza viva. Speranza, che non è solo in vista del futuro, infatti, la vita eterna comincia nel momento in cui crediamo in Gesù ed entriamo a far parte della famiglia di Dio. Questo fatto ci dà speranza e ci permette di avere pienamente fiducia in Dio. Abbiamo ricordato che Dio desidera avere figli vittoriosi, forti e pronti sempre a combattere il buon combattimento della fede, ma per riuscire in questa sfera, occorre muoversi secondo alcuni principi di fede che Gesù ci ha insegnato e ci ha lasciato per iscritto nella Parola di Dio. Considereremo alcuni di questi principi:<br><br>1). Individuare il giusto fondamento. Una volta entrati nella famiglia di Dio, diventiamo Suoi eredi, (Galati 4:4-7) Non è grazie alle nostre forze che possiamo ottenere l’eredità della salvezza, ma è per la potenza di Dio, (Giovanni 10:28,29) Se dipendesse da noi, la nostra fede si fonderebbe sulla nostra capacità di non peccare o di vivere una vita spirituale. Ma la nostra fede, invece, si fonda in Dio, il Quale ci protegge e ci preserva con la Sua potenza. La fede nel Signore è la migliore base per costruire la vera vita spirituale. Pietro, paragona la fede all’oro e dice che è più preziosa. Quando l’oro viene sciolto dal fuoco, le impurità galleggiano in superficie e possono essere tolte. Paragonare la fede all’oro, il più prezioso e durevole dei metalli, ha certamente una maggiore incisività che paragonarla al ferro, che invece arrugginisce. La fede dunque dura più del più durevole metallo. Ogni cristiano deve accettare le prove come parte del processo di affinamento interiore che brucia via le impurità, e ci prepara ad incontrare Cristo. Le difficoltà ci insegnano la pazienza, (Romani 5:3,4); (Giacomo 1:2,3) e ci aiutano a crescere e diventare come Dio vuole.<br><br>2). Dissipare i dubbi ed incertezze. Un altro principio biblico, è credere nella veridicità della Parola di Dio. La vera fede nel Signore ci porta a credere in ciò che Egli dice, anziché mettere in dubbio la Sua Parola. Se qualcuno ha dei dubbi a riguardo della Parola, vuol dire che non è ancora nato di nuovo, perché chi è nato dallo Spirito crede che la Parola di Dio è verità. Uomini e donne rigenerati hanno gustato la dolce e deliziosa Parola di vita. Chi crede in Gesù, automaticamente crede che la Sua Parola dice il vero. Dobbiamo essere amanti di questa meravigliosa Parola, Essa deve abitare in noi, (Colossesi 3:16). Il dubbio è una caratteristica del nemico. Il suo scopo è farci dubitare dell’opera di Dio in noi. Tommaso si lasciò contagiare. I due discepoli sulla via di Emmaus, furono investiti dal dubbio e dall’incertezza. Noi sappiamo che la Parola non torna a vuoto. Dio dice: IO non ti lascerò e non ti abbandonerò. Il dubbio non si addice ai discepoli del Signore Gesù Cristo. Non avere dubbi sul tuo perdono, perché c’è potenza nel sangue di Gesù. Non essere dubbioso riguardo la tua salvezza, perché chiunque invoca il nome del Signore viene salvato. Non permettere al diavolo di soffocare la vita spirituale che c’è in te, attraverso dubbi ed incertezze. Ricordiamo e riportiamo alla nostra mente che il nostro Redentore vive. Io so in chi ho creduto. Abbiamo creduto nell’Unico Vero Dio che è fedele e non rinnega se stesso. Aziona la fede in Dio, stai fermo in essa e il nemico fuggirà da te. Combattiamolo e sconfiggiamolo con l’arma della fede.<br><br>3). Credere nell’affidabilità della Scrittura. La fede nel Signore ci porta ad agire secondo la Sua Parola, anziché agire nella disubbidienza. Dobbiamo muoverci in conformità ad Essa. Occorre basare la propria vita sulla benedetta Parola. Non dobbiamo agire secondo il nostro discernimento o il punto di vista, ma in coerenza al Sacro Libro. Essa è più preziosa dell’oro, (Salmo 119:11,24,72) La Scrittura è il metro di misura per il nostro dire ed il nostro fare. Ancora oggi Cristo conferma la Sua Parola, con segni e miracoli, (Marco 16:20) Non facciamo della nostra pratica una dottrina, ma pratichiamo la sana dottrina di Cristo. Non dobbiamo essere soltanto uditori, bensì facitori di Essa. Core, ri ribellò, agli ordini stabiliti da Dio e pagò con la vita. Saul, volle attuare la sua veduta, e scadde dalla grazia di Dio. Eli e i Suoi figli, si schierarono dalla parte dell’errore e non dalla verità, e fallirono nel loro ministerio. Anania e Saffira, sottovalutarono la potenza di Dio, e caddero morti all’istante. La chiesa di Pergamo, fu elogiata per la fede, ma fu ripresa per delle eresie, (Apocalisse 2:13-16) Agendo secondo il nostro criterio o estraneo al pensiero biblico, andremo sicuramente fuori strada, devieremo e vivremo in modo ribelle e disubbidiente al cospetto santo del Signore. Chi non si attiene alla Parola scritta, vive nella deformazione mentale, (1° Timoteo 6:3-5) La Parola non è solo il cibo spirituale, ma Essa è anche la medicina adatta per guarire sia il corpo che l’anima, perchè salva la vita, (1° Timoteo 4:16) Timoteo doveva perseverare nelle cose che Paolo aveva riferito, e avrebbe salvato se stesso e avrebbe ricevuto i suoi insegnamenti. Sempre attraverso questa Parola, ancora oggi, la gente viene guarita, salvata, (Salmo 107:20) Il Centurione chiese soltanto una parola, (Matteo 8:8.)<br><br>Conclusione: Gesù non vuole che diveniamo vittime, ma vincenti, Egli non desidera vederci maltrattati dal nemico, ma trionfanti. Teniamo sempre presente che le nostre battaglie spirituali, li combatte il Re dei Re col Suo esercito celeste.</span><br></span></p><p class="imTAJustify"><br></p><p class="imTAJustify"><span class="lh20px"><span class="fs12lh20px cf1 ff1">Davide Di Iorio</span></span></p></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 31 Jan 2016 23:01:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.adi-rc.org/blog/?efficacia-della-fede</link>
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			<title><![CDATA[Vuoi davvero avere a che fare con l’OLIO?]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0im56ggj"><div><header><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><b>Vuoi davvero avere a che fare con l’OLIO?</b></span></div><div></div></header></div><div data-humbleflarecount="20"></div><div><blockquote></blockquote></div><div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">"Allora lei andò e riferì tutto all’uomo di Dio, che le disse: ‘Va’ a vender l’olio e paga il tuo debito; e di quel che resta sostèntati tu e i tuoi figli’"</span></div><div class="fs12lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">II Re 4:7</span></div></div></div><div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>INTRODUZIONE</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">È proprio un episodio adatto, anche se non è l’unico, a chi vuole avere a che fare con l’olio. La domanda sembra inutile, ma a riflettere bene forse non lo è: vogliamo davvero avere a che fare con lo Spirito Santo? Vogliamo davvero stabilire con Lui un rapporto degno di una persona divina? Desideriamo davvero considerarLo così come ce lo presenta la Scrittura, una persona e non una mera energia, il Consolatore e non soltanto una consolazione, Dio che ha preminenza e signoria oppure soltanto “un elemento” che serve per riempire il vuoto di una vita affascinata dalla possibilità di vedere verificarsi cose straordinarie? È il Sovrano da seguire e da cui essere usati o “una risorsa” a cui ricorrere al bisogno o anche “uno strumento” da usare secondo le necessità? Vi sono nella Bibbia diversi episodi nei quali l’elemento dell’olio è preminente. Se vogliamo davvero avere a che fare con l’olio, perché è un’opzione che ci viene offerta, una scelta di fede e di vita che possiamo e che non necessariamente dobbiamo compiere, occorre considerare in almeno tre di questi episodi un’evidente concomitanza.<strong><b> </b><b>Assieme all’olio compare sempre almeno un altro elemento che indica l’attitudine da coltivare se si vuole avere a che fare davvero con l’olio, se lo si vuole vedere scorrere e fluire in maniera abbondante.</b></strong> Per i credenti si tratta di attitudini, semplici disposizioni del cuore, che determinano quella condizione che permette allo Spirito di Dio di essere presente e operante.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>DEBITORI</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Una donna che era diventata povera, che aveva esaurito tutte le sue risorse. Non aveva più nulla, era vedova e con dei figli. Viveva dunque in una condizione di estrema indigenza, aggravata dal fatto che suo marito era deceduto. Quella che probabilmente era l’unica fonte di reddito della famiglia era venuta meno, anche se l’uomo faceva parte di una scuola dei profeti: “Una donna, moglie di uno dei discepoli dei profeti, si rivolse a Eliseo e disse: ‘Mio marito, tuo servo, è morto; e tu sai che il tuo servo temeva il Signore. Il suo creditore è venuto per prendersi i miei due figli come schiavi’” (4:1). Come se non bastasse questa situazione era resa ancora più difficile perché il marito della donna aveva contratto dei debiti, che non era riuscito ad estinguere prima della morte. Ora questo passivo nel bilancio famigliare era diventato il suo debito, della donna (notare, “… paga il tuo debito…” – v. 7), ma siccome ella non poteva saldarlo, il creditore avrebbe ridotto in schiavitù i suoi figli a mo’ di compensazione, vista l’impossibilità di restituire le risorse ricevute in prestito. Chi vuole davvero avere a che fare con l’olio, con la persona e l’opera dello Spirito Santo e con l’abbondanza dell’olio: “Quando i vasi furono pieni, disse a suo figlio: ‘Portami ancora un vaso’. Egli le rispose: ‘Non ci sono più vasi’. E l’olio si fermò” (4:6), cioè con la pienezza dello Spirito Santo, non può riconoscersi creditore, ma debitore! Abbiamo il debito più grande, quello del peccato: “Rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori” (Matteo 6:12) e se siamo salvati siamo peccatori che hanno visto e vedono ancora i loro debiti saldati per grazia. Abbiamo un debito di riconoscenza verso Dio: “Avendo cominciato a fare i conti, gli fu presentato uno che era debitore di diecimila talenti” (Matteo 18:24). Abbiamo un debito di amore verso il popolo di Dio: “Non abbiate altro debito con nessuno, se non di amarvi gli uni gli altri; perché chi ama il prossimo ha adempiuto la legge” (Romani 13:8). Abbiamo un debito di passione per le anime perdute: “Io sono debitore verso i Greci come verso i barbari, verso i sapienti come verso gli ignoranti” (Romani 1:14). Questo è lo stato “normale” dei credenti, che a volte viene ignorato. Si può far finta di non esserlo, ma questo siamo: poveri e debitori, perché ricchi possiamo esserlo soltanto in Cristo Gesù. Per quella vedova questa fu la chiave che le permise di vedere le sue risorse moltiplicate, il suo olio abbondare e il suo debito estinto. Infatti, proprio sotto la pressione di questa condizione si recò dal profeta Eliseo. Proprio da questa dolorosa, antipatica e spiacevole circostanza nacque il suo riscatto, una situazione di cui prese semplicemente atto, non se la nascose, non la simulò e nemmeno la ignorò, ma la valutò per ciò che effettivamente era: una realtà debitoria! Seguirono altre azioni: riconobbe ciò che aveva (4:2); prese dei vasi vuoti (v. 3); chiuse la porta (v. 4); mostrò ubbidienza al profeta (v. 5); esercitò la fede (v. 6), perché credeva che l’olio non si sarebbe fermato, ma tutto ciò non sarebbe avvenuto se non avesse onestamente riconosciuto e affrontato la realtà: aveva dei debiti! Il problema è riconoscere il debito e decidere come lo si vuole pagare: con la propria miseria o con le risorse provviste dall’olio! I debiti in sospeso non li possiamo pagare se non con l’olio che viene dal Signore, con le risorse della persona, dell’opera, della potenza e della pienezza dello Spirito Santo. L’olio scorre per i debitori, non per i creditori che pensano sempre di dover ricevere.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>VUOTI</b></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">“Il Signore disse a Samuele: ‘Fino a quando farai cordoglio per Saul, mentre io l’ho rigettato perché non regni più sopra Israele? Riempi d’olio il tuo corno e va’; ti manderò da Isai di Betlemme, perché mi sono provveduto un re tra i suoi figli’ … Allora</span><span class="fs12lh1-5"> </span><strong class="fs12lh1-5"><b>Samuele prese il corno dell’olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli; da quel giorno lo Spirito del Signore investì Davide</b></strong><span class="fs12lh1-5">. Poi Samuele si alzò e se ne tornò a Rama” (I Samuele 16: 1, 13).</span></span></div><div class="fs12lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Un corno pieno d’olio è molto più che un vasetto d’olio: “Allora Samuele prese un vasetto d’olio, lo versò sul capo di lui, baciò Saul e disse: ‘Il Signore non ti ha forse unto perché tu sia capo della sua eredità?’” (I Samuele 10:1). Il vasetto d’olio è per Saul, ma il corno pieno d’olio è per Davide. Saul è il re secondo il cuore dell’uomo, secondo la visione terrena delle cose, frutto delle possibilità umane; Davide è il re secondo il cuore di Dio, frutto dell’elezione divina, vale a dire la grazia; perciò la misura è diversa, quella del vasetto d’olio è la misura umana, il corno pieno, traboccante d’olio è l’abbondante misura divina. Perché l’olio sia versato noi dobbiamo essere svuotati. Spesso il corno rimane pieno e l’olio non scorre perché i recipienti sono ancora pieni d’altro. Ciò succede quando permane un certo compiacimento di sé, per ciò che si è, per i traguardi raggiunti, per i successi ottenuti, per ciò che siamo in grado di fare, per le capacità che possediamo, per le risorse di cui disponiamo, per i mezzi e gli strumenti di cui siamo in possesso: è compiaciuto Samuele quando scrive il testo ispirato di I Samuele 16, versetto 12: “Isai dunque lo mandò a cercare, e lo fece venire. Egli era biondo, aveva dei begli occhi e un bell’aspetto. Il Signore disse a Samuele: ‘Àlzati, ungilo, perché è lui’”; si compiace il giovane con Saul al versetto 18: “Allora uno dei giovani prese a dire: ‘Ho visto un figlio di Isai, il Betlemmita, che sa suonare; è un uomo forte, valoroso, un guerriero, parla bene, è di bell’aspetto e il Signore è con lui’”, ma non è la stessa opinione che di Davide hanno in famiglia: “Poi Samuele disse a Isai: ‘Sono questi tutti i tuoi figli?’. Isai rispose: ‘Resta ancora il più giovane, ma è al pascolo con le pecore’” (v. 11/a). È il più giovane, deve fare il lavoro più umile e disprezzato, dietro alle pecore, che erano finanche poche. Il disprezzo più risentito lo nutriva per lui il fratello maggiore, il primogenito: “Eliab, suo fratello maggiore, avendo udito Davide parlare a quella gente, si accese d’ira contro di lui e disse: ‘Perché sei sceso qua? A chi hai lasciato quelle poche pecore nel deserto? Io conosco il tuo orgoglio e la malignità del tuo cuore; tu sei sceso qua per vedere la battaglia’” (I Samuele 17:28). Per governare su Israele, per diventare re, Davide aveva bisogno della delega del Re dei re. Ciò che era, le sue qualità, il suo valore, tutto risultava indubbiamente positivo, ma insufficiente per il ruolo che doveva assumere: era indispensabile l’unzione! Ogni altra virtù era nulla rispetto all’unzione di Dio! Finché non impariamo a disprezzare quello che siamo e quello che abbiamo, non riceveremo l’unzione che ci manca, perché le qualità, i talenti, le capacità, i mezzi e gli strumenti umani possono essere utili nell’ambito delle cose naturali, il leone e l’orso per parlare di Davide, ma per le cose soprannaturali, il gigante Goliat e gli affari del regno d’Israele, sono indispensabili quelle soprannaturali: non si può pensare di regnare senza l’unzione: “Anzi, a dire il vero, ritengo che ogni cosa sia un danno di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho rinunciato a tutto; io considero queste cose come tanta spazzatura al fine di guadagnare Cristo” (Filippesi 3:8). Quando Davide fu unto non perdette le sue qualità: rimase “biondo, aveva dei begli occhi e un bell’aspetto … un uomo forte, valoroso, un guerriero, parla bene … e il Signore è con lui”, ma tutto questo è insufficiente rispetto al governo che avrebbe dovuto assumere sul popolo di Dio! Se vogliamo avere a che fare con l’olio dobbiamo essere svuotati di noi stessi, per essere riempiti di Spirito Santo e di potenza, indispensabile per vedere compiersi le opere soprannaturali di Dio!</span></div></div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>MANSUETI</b></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">“Infatti così dice il Signore, Dio d’Israele: ‘La farina nel vaso non si esaurirà e</span><span class="fs12lh1-5"> </span><strong class="fs12lh1-5"><b>l’olio nel vasetto non calerà</b></strong><span class="fs12lh1-5">, fino al giorno che il Signore manderà la pioggia sulla terra’”(I Re 17:16).</span></span></div><div class="fs12lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Un’altra abbondante provvigione d’olio per la vedova di Sarepta, costante, che dura nel tempo, nelle difficoltà e nella prova della penuria e della scarsità, finché la carestia non fosse passata. Come si spiega la costante disponibilità di questa misura d’olio che rimane immutata nel tempo e non diminuisce, cosa c’era all’origine in questo caso? “Elia le disse: ‘Non temere; va’ e fa’ come hai detto, ma fanne prima una piccola focaccia per me, e portamela; poi ne farai per te e per tuo figlio’” (17:13). Occorre notare le parole del profeta “fanne prima” e non “fanne soltanto una piccola focaccia” … non solo, ma “fanne prima una piccola focaccia per me”. Dio non è crudele, a Dio il primo posto Gli spetta, non lo usurpa, non se ne appropria in maniera illegittima scalzando gli altri, Egli lo merita! Non vuole l’esclusiva nella nostra vita, ma soltanto la precedenza, Egli viene prima di noi stessi, prima dei nostri interessi personali, prima dei nostri affetti, “poi ne farai per te e per tuo figlio”. Vi sono cose importanti, ma Lui e le realtà spirituali del Suo regno sono semplicemente più importanti. Non chiede in realtà il sacrificio, ma l’offerta e nemmeno grande, ma piccola. La chiave è in quel “me”, “fanne una piccola focaccia per me”. La nostra attenzione non deve essere concentrata sull’olio, ma sul profeta, quello con la P maiuscola, Gesù, il dispensatore dell’olio. Non la concentrazione sul dono, ma sul donatore, non su ciò che deve essere dispensato, perché certamente lo sarà, ma su Colui che lo dispensa. Deve avere la precedenza e poi si vedrà l’olio abbondare, perché soltanto allora l’effusione avrà luogo. La priorità, il primo posto il Signore lo merita prima della distribuzione dell’olio come lezione indispensabile da ricordare anche dopo l’effusione. Dio rimane supremo prima e dopo che l’olio è fluito. Non si può pensare che occorre la dipendenza per riceverlo e una volta ripieni se ne può fare a meno perché la pienezza è automatica. Un battesimo, ma più pienezze, fino ad una pienezza costante: “E non v’inebriate di vino; esso porta alla dissolutezza; ma siate ripieni dello Spirito!” (Efesini 5:18 – Versione Riveduta). Se desideriamo davvero avere a che fare con l’olio bisogna essere mansueti, sottomessi alla volontà di Dio: “Non siate come il cavallo e come il mulo, che non hanno intelletto, la cui bocca bisogna frenare con morso e con briglia, altrimenti non ti si avvicinano!” (Salmo 32:9). La docilità, la mitezza e non la durezza, l’ottusità è stata la virtù che Gesù ha praticato e che Gli ha permesso di vedere il frutto abbondante di tante anime strappate al peccato e all’inferno: “Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l’agnello condotto al mattatoio, come la pecora muta davanti a chi la tosa, egli non aprì la bocca” (Isaia 53:7). “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta” (Luca 22:42).</span></div></div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><i>Eliseo Cardarelli</i></span></div><div><footer><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">/ Fede e Conoscenza, Istituto Biblico Italiano</span></div><div></div></footer></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 Jan 2016 21:38:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Giovani dalla mente aperta]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_h8p4axd0"><div><header><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><b>Giovani dalla mente aperta</b></span></div><div></div></header></div><div data-humbleflarecount="20"></div><div><blockquote></blockquote></div><div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">"Allora [Gesù]</span><span class="fs12lh1-5"> </span><strong class="fs12lh1-5"><b>aprì loro la mente</b></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">per capire le Scritture"</span><br></span></div><div class="fs12lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">(Luca 24:45)</span></div></div></div><div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>INTRODUZIONE</b></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">Nelle cose di Dio è necessario un cuore aperto. Il caso di Lidia è emblematico:</span><span class="fs12lh1-5"> </span><em class="fs12lh1-5">“Una donna della città di Tiatiri, commerciante di porpora, di nome Lidia, che temeva Dio, ci stava ad ascoltare. Il Signore le aprì il cuore, per renderla attenta alle cose dette da Paolo” </em><span class="fs12lh1-5">(Atti 16:14). È indispensabile, però, anche una mente aperta, attenta, pronta a comprendere, ad afferrare e a ritenere gl’insegnamenti di Dio, non a giudicare e ad emettere sentenze pensando di aver imparato abbastanza da poter salire in cattedra, ma ad apprendere, una mente pronta ad imparare e a conoscere. Generalmente nelle esperienze spirituali si parla soltanto di “cuore”, infatti bisogna credere col cuore, confessare col cuore, pregare col cuore, cantare col cuore, ecc., quasi che il cuore non abbia nulla a che vedere con la mente, con l’intelletto e con il raziocinio. In realtà, questi ultimi sono anch’essi elementi del cuore.</span></span></div><div class="fs12lh1-5"><div class="imTAJustify"><strong class="fs12lh1-5"><b class="cf1 ff1">A cosa ci apre la mente il Signore?</b></strong></div></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5"><b>ALLA CONOSCENZA DELLA PAROLA</b></span><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><em>“Allora aprì loro la mente per capire le Scritture e disse loro: “Così è scritto, che il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risorto dai morti il terzo giorno” </em>(Luca 24:45, 46). Oggi si parla molto di “mente aperta” soprattutto a proposito delle nuove generazioni. Bisogna liberarsi dalle ristrettezze, dalle visioni anguste di una mente chiusa, di una mentalità vecchia! E certamente, chi può fermare il progresso, i cambiamenti naturali che caratterizzano sempre l’avvicendarsi delle generazioni! Il Signore, però, non ci apre la mente a qualsiasi cosa, alle novità, alle stravaganze, men che meno ai pensieri impuri, peccaminosi, non ci apre la mente all’iniquità, all’ingiustizia. Egli ci apre la mente perché possiamo intendere le Scritture, cioè possiamo imparare a collegare, a mettere insieme i fatti, gl’insegnamenti della Parola di Dio l’uno con l’altro secondo il disegno organico e armonico del palesamento del programma divino per l’umanità, talché la Bibbia ci appare ciò che è, non un libro come tutti gli altri, ma la rivelazione di Dio all’uomo sufficiente per la sua salvezza e per vivere una vita sana e gradita a Dio. Ci apre la mente perché per mezzo delle Scritture possiamo essere nutriti in maniera sana ed equilibrata. Non il cervello soltanto, ma la mente!! Nutriti in maniera equilibrata, possiamo crescere in maniera equilibrata, talché le Scritture non vengono soltanto conosciute, ma vissute!! Ci apre la mente perché possiamo essere consolati e incoraggiati dalle Scritture. Quel che Gesù dice si è realizzato perché le Scritture si adempiono, non sono impegni umani, ma promesse e piani divini: <em>“Così è scritto, che il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risorto dai morti il terzo giorno” </em>(v. 46).</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>ALLA RESPONSABILITÀ DI TESTIMONI</b></span></div><div><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"><em class="fs12lh1-5">“…e che nel suo nome si sarebbe predicato il ravvedimento per il perdono dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme. Voi siete testimoni di queste cose” </em><span class="fs12lh1-5">(vv. 47, 48). Il Signore ci apre la mente alla responsabilità che abbiamo di annunciare questo messaggio: in Gesù, nella Sua persona vi è salvezza!</span></span></div><div class="fs12lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5">Una salvezza vera: prima ravvedimento e poi remissione dei peccati. Sono posti in sequenza perché la remissione dei peccati non si può avere senza ravvedimento. Alla rimozione del peccato, anche se non doveva, ha pensato Gesù, al ravvedimento dobbiamo provvedere noi, con il Suo aiuto. Il bisogno più grande dell’umanità non è l’intrattenimento, il divertimento, ma il ravvedimento. L’intrattenimento lo si trova dovunque, ma il ravvedimento lo possono predicare soltanto i credenti nel nome di Gesù il Nazareno! Per annunciarlo bisogna averlo sperimentato:</span><em class="fs12lh1-5">“Voi siete testimoni di queste cose” </em><span class="fs12lh1-5">(v. 48). Non è un romanzo, non è una telenovela, non è un saggio che si studia, si assimila e poi si ripete, è un’esperienza vissuta: soltanto così produce veramente l’effetto voluto. Una responsabilità davanti a tutte le genti, non soltanto a qualcuno, ma con una precisa priorità, a cominciare da Gerusalemme, dove si vive e si lavora, dove si studia, dalla famiglia, dagli amici!</span></span></div></div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>ALLA NECESSITÀ DELLA PIENEZZA</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><em>“Ed ecco io mando su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi, rimanete in questa città, finché siate rivestiti di potenza dall’alto” </em>(v. 49). Il Signore ci apre la mente alla necessità della pienezza dello Spirito Santo. Non se ne può fare a meno: la parola che maggiormente risalta è rimanete. Era una necessità che veniva prima di tutte le altre, non secondaria, marginale, ma fondamentale, principale, primaria. Gesù sembra dire: “Non fate nient’altro prima di aver ricevuto la pienezza dello Spirito Santo, non andate prima a predicare, non cercate prima incarichi nella chiesa, non cercate prima di vivere vittoriosamente la vostra vita cristiana con le vostre forze, ma prima rimanete e ricevete il battesimo nello Spirito Santo perché viene dall’alto”. Si tratta di una nuova divisa (“rivestiti”): finanche i parcheggiatori abusivi possono esercitare un certo grado di autorità quando indossano il berretto! È il frutto di una scelta individuale: “… ma voi”. A volte pensiamo: “Se il Signore spande il Suo Spirito su tutti anch’io lo riceverò”. Siamo certamente incoraggiati dal fervore altrui, ma a proposito della pienezza dello Spirito Santo sta capitando quello che avviene con il clima tropicale che ultimamente sembra caratterizzare la nostra penisola: dove ci troviamo noi piove e a un chilometro di distanza no! Se lo desideriamo, la pioggia dello Spirito Santo scenderà proprio su di noi!</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>ALLA SORGENTE DELLA BENEDIZIONE</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><em>“Poi li condusse fuori fin presso Betania; e, alzate in alto le mani, li benedisse” </em>(v. 50). Il Signore li benedisse, perché è Gesù che benedice e meno male che è così! Non sono gli uomini altrimenti poveri noi! È il Signore che salva, che battezza, che guarisce. Dove c’è Gesù le cose non sono destinate a rimanere com’erano prima che arrivasse! La benedizione viene dal cielo, ecco perché Egli levò in alto le mani!! Non viene dalla terra, quindi da noi, dai mezzi, dagli strumenti di cui disponiamo, dagli espedienti che possiamo adottare, dalla pressione che possiamo esercitare; non viene se c’è qualcuno di noi, grazie a Dio se ci siamo, è sempre meglio esserci che non esserci, per noi e per gli altri, ma la benedizione non viene da noi, viene dal cielo. I cieli sono aperti per la grazia di Dio! Quante volte si vorrebbe produrre la benedizione con mezzi umani: è sufficiente lo Strumento divino: Gesù!</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>ALLA VERA ADORAZIONE</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><em>“Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato su nel cielo. Ed essi, adoratolo, tornarono a Gerusalemme con grande gioia; e stavano sempre nel tempio, benedicendo Dio” </em>(vv. 51-53). Si trattò di un’adorazione spirituale: i discepoli adorarono Gesù! Egli era il destinatario e al tempo stesso il motivo dell’adorazione, perché soltanto Gesù va adorato, non gli uomini, non le metodologie umane, non i mezzi umani, anche perché basta la presenza di Gesù perché si sprigioni l’adorazione! C’era soltanto Gesù e i discepoli, non era una riunione organizzata, fissata, programmata, era del tutto spontanea, c’era chi presiedeva … Gesù, è sufficiente Lui, la Sua presenza e le nostre riunioni diventeranno indimenticabili. Quanto spesso l’attenzione è posta su altri e su aspetti che sono del tutto marginali rispetto alla presenza di Colui che è sufficiente e indispensabile! Si trattò di un’adorazione efficace, che produsse del frutto duraturo, non fu qualcosa di emotivo e passeggero: <em>“… e stavano sempre nel tempio, benedicendo Dio” </em>(v. 53). Tuoni vanno bene, ma tuoni e pioggia è meglio: <em>“’Non siamo forse al tempo della mietitura del grano? Io invocherò il Signore ed egli manderà tuoni e pioggia…’. Allora Samuele invocò il Signore e quel giorno il Signore mandò tuoni e pioggia; e tutto il popolo ebbe gran timore del Signore e di Samuele” </em>(I Samuele 12:17, 18). Terra bagnata va bene, ma terra che porta frutto è ancora meglio:<em> “Elia era un uomo sottoposto alle nostre stesse passioni, e pregò intensamente che non piovesse e non piovve sulla terra per tre anni e sei mesi. Pregò di nuovo, e il cielo diede la pioggia, e la terra produsse il suo frutto” </em>(Giacomo 5:17, 18).</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><i>Eliseo Cardarelli</i></span></div><div><footer><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">/ Fede e Conoscenza, Giovani, Mente Aperta, Studi Biblici</span></div><div></div></footer></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 Jan 2016 21:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Improvvisamente una prospettiva Pentecostale!]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2g72yvd7"><div><header><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>I<span class="lh20px">MPROVVISAMENTE: UNA PROSPETTIVA PENTECOSTALE!</span></b></span></div><div></div></header></div><div data-humbleflarecount="20"></div><div><blockquote></blockquote></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><strong class="lh20px"><b><br></b></strong></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><strong class="lh20px"><b>"Improvvisamente</b></strong><span class="lh20px"> </span><span class="lh20px">si fece dal cielo un suono come di vento che soffia, e riempì tutta la casa dov’essi erano seduti. Apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro"</span></span></div><div class="lh20px"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh20px cf1 ff1">(Atti 2:2, 3)</span></div></div></div><div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>INTRODUZIONE</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">“Improvviso, improvvisamente, all’improvviso” sono espressioni simili che indicano ciò che si verifica inaspettatamente, malgrado la totale assenza di cause o motivi che lo determinano. “Improvvisamente” si riferisce quindi a ciò che avviene senza preavviso, in modo imprevedibile, con totale sorpresa. Siamo abituati a cercare sempre le cause di tutto: è successo “perché”; ad individuare le condizioni che sono all’origine del verificarsi degli eventi: succederà “se”; insomma, a cercare i motivi di tutto: siccome si è comportato così allora le cose sono andate come sono andate. È un modo di ragionare che in parte ci aiuta, quando, per esempio, dobbiamo cambiare le cose, allora cerchiamo giustamente le cause e i motivi per rimuoverli perché, se rimossi, potrebbero farle migliorare. D’altro canto, però, è un atteggiamento che può anche danneggiarci perché non ci aspettiamo più “la sorpresa”, l’evento improvviso, inatteso, ma che prodigiosamente si verifica, che irrompe dal cielo secondo la sovrana volontà di Dio, soprattutto nell’ambito della vita cristiana e quindi della fede. È tutto meccanico, programmato, stabilito e quindi con il rischio di diventare arido e distaccato. Questa mentalità rischia infatti di danneggiare proprio la fede. Occorre sempre aspettarsi che “Dio ci sorprenda”.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>LA REDENZIONE DI DIO</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Spesso aspettiamo e preghiamo per la salvezza di amici, parenti, figli, nipoti, mariti, mogli; cosa avvenne per l’Apostolo Paolo? <em>“E durante il viaggio, mentre si avvicinava a Damasco, avvenne che, d’improvviso, sfolgorò intorno a lui una luce dal cielo” </em>(Atti 9:3).<em> “Mentre ero per strada e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, improvvisamente dal cielo mi sfolgorò intorno una gran luce” </em>(22:6). Un uomo per il quale, mentre si trovava nei pressi del luogo dove Stefano veniva lapidato [<em>“e, cacciatolo fuori dalla città, lo lapidarono. I testimoni deposero i loro mantelli ai piedi di un giovane, chiamato Saulo” </em>(Atti 7:58)], nessuno avrebbe scommesso un soldo che si sarebbe convertito… eppure proprio quello avvenne! Dobbiamo aspettarci il miracolo della salvezza, improvvisamente, senza preavviso! Mentre i nostri amici, i nostri parenti, i nostri conoscenti, a cui abbiamo parlato di Gesù, percorrono le strade dello studio, del lavoro, dei vari impegni famigliari e secolari, possano essere “improvvisamente sorpresi” dalla salvezza di Dio! È l’ottimismo della fede che deve ritornare a governare la nostra vita.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>LA RICCHEZZA DELLO SPIRITO SANTO</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Lo Spirito Santo compie l’opera preziosa della rigenerazione, ma non soltanto. I Suoi interventi prodigiosi vogliono essere ancora più ricchi nella nostra vita e il Signore vuole compierli improvvisamente, senza preavviso, in modo imprevedibile: <em>“Improvvisamente si fece dal cielo un suono come di vento che soffia, e riempì tutta la casa dov’essi erano seduti. Apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro” </em>(Atti 2:2, 3). Legati come siamo alla legge della causa e degli effetti, a volte sembra che l’effusione potente dello Spirito Santo debba manifestarsi soltanto se “la temperatura sale”, “la lode irrompe”, “la musica preme”, mentre pregavano “improvvisamente” furono ripieni dello Spirito Santo e mentre ascoltavano semplicemente la Parola “parlata” da Pietro: <em>“Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo cadde su tutti coloro che udivano la Parola. E tutti i credenti circoncisi che erano venuti con Pietro, rimasero stupiti che il dono dello Spirito Santo fosse sparso anche sui Gentili; poiché li udivano parlare in altre lingue, e magnificare Iddio” </em>(Atti 10:44, 45).</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>LA REALIZZAZIONE DELLE PROMESSE</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">L’Apostolo Paolo si trovava a Malta e <em>“avendo raccolto una quantità di legna secche e avendole poste sul fuoco, una vipera, sentito il caldo, uscì fuori, e gli si attaccò alla mano. E quando i barbari videro la bestia che gli pendeva dalla mano, dissero fra loro: ‘Certo, quest’uomo e un’omicida, perché essendo scampato dal mare, pur la Giustizia divina non lo lascia vivere’. Ma Paolo, scossa la bestia nel fuoco, non ne risentì male alcuno. Or essi si aspettavano ch’egli enfierebbe o cadrebbe di subito morto; ma dopo aver lungamente aspettato, veduto che non gliene avveniva alcun male, mutarono parere, e cominciarono a dire ch’egli era un dio” </em>(Atti 28:3-6). L’espressione “di subito” è appunto “improvvisamente”. Questo episodio anziché un improvviso, presunto giudizio della Giustizia su Paolo, fu in realtà un improvviso, ma tempestivo intervento di Dio, il Giusto Giudice, a favore dell’Apostolo. Il Signore è potente di capovolgere le sorprese malefiche con meravigliose inaspettate, potenti opere divine. Tutto come puntuale adempimento della promessa fatta da Gesù:<em> “Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio scacceranno i demòni; parleranno in lingue nuove; prenderanno in mano dei serpenti; anche se berranno qualche veleno, non ne avranno alcun male; imporranno le mani agli ammalati ed essi guariranno”</em>(Marco 16:17, 18). Le promesse di Dio si realizzano non per dare spettacolo, non per soddisfare i capricci umani, ma per venire incontro ai bisogni di chi, consacrato a Lui, vuole compiere fedelmente la Sua volontà. Dio non è un uomo che promette e non mantiene, s’impegna ma non adempie: Egli è verace e fedele.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>LA RISOLUZIONE DEI PROBLEMI</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Un bel problema quello di Paolo e Sila a Filippi: <em>“E, dopo aver dato loro molte vergate, li cacciarono in prigione, comandando al carceriere di sorvegliarli attentamente. Ricevuto tale ordine, egli li rinchiuse nella parte più interna del carcere e mise dei ceppi ai loro piedi” </em>(Atti 16:23, 24): non c’era alcuna soluzione, quel carceriere era uno che sapeva fare bene il suo mestiere, eppure “ad un tratto”, cioè “improvvisamente”, <em>“vi fu un gran terremoto, la prigione fu scossa dalle fondamenta; e in quell’istante tutte le porte si aprirono, e le catene di tutti si spezzarono” </em>(v. 26). Preghiamo, preghiamo, ma occorre aspettarsi la liberazione, la risoluzione dei problemi: improvvisamente, però certamente (cfr. Atti 12:13-16). Il Signore può fare … improvvisamente addirittura al di là di ciò per cui preghiamo: <em>“E avendo Pietro picchiato all’uscio del vestibolo, una serva, chiamata Rode venne ad ascoltare; e riconosciuta la voce di Pietro, per l’allegrezza non aprì l’uscio, ma corse dentro ad annunziare che Pietro stava davanti alla porta. E quelli le dissero: Tu sei pazza! Ma ella asseverava che era così. Ed essi dicevano: E’ il suo angelo. Ma Pietro continuava a picchiare, e quand’ebbero aperto, lo videro e stupirono”</em>(Atti 16:33), perché Dio è onnipotente.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>IL RITORNO DI CRISTO</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il ritorno di Cristo sarà improvviso, inatteso, sorprendente; quando meno Lo aspettiamo, Gesù ritornerà:<em> “Quando diranno: Pace e sicurezza, allora di subito una improvvisa ruina verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno affatto” </em>(I Tessalonicesi 5:3). Occorre quindi perseverare nella vigilanza: <em>“Vegliate dunque perché non sapete quando viene il padrone di casa; se a sera, o a mezzanotte, o al cantare del gallo, o la mattina; perché, venendo all’improvviso, non vi trovi addormentati” </em>(Marco 13:35, 36). Occorre vivere nella sobrietà, nell’equilibrio, con il senso della misura, senza esagerazioni che stordiscono la mente e rendono insensibile il cuore: <em>“Badate a voi stessi, perché i vostri cuori non siano intorpiditi da stravizio, da ubriachezza, dalle ansiose preoccupazioni di questa vita e che quel giorno non vi venga addosso all’improvviso come un laccio” </em>(Luca 21:34). Signore, preparaci al Tuo prossimo, sorprendente, improvviso ritorno!</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><i>Eliseo Cardarelli</i></span></div><div><footer><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><span class="lh20px cf1 ff1">/ Fede e Conoscenza, Istituto Biblico Italiano</span></span></div><div></div></footer></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 Jan 2016 21:28:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Cinque cose che Dio gradisce]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_096xoq7g"><div><header><div><b class="fs14lh1-5">Cinque cose che Dio gradisce</b><br></div><div></div></header></div><div data-humbleflarecount="20"></div><div><blockquote></blockquote></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">"I passi dell’uomo dabbene son diretti dall’Eterno; ed egli gradisce le vie di lui Salmo 37:23 – Vers. Riveduta"</span></div><div></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>INTRODUZIONE</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La maggiore preoccupazione degli esseri umani è innanzi tutto compiacere se stessi. L’essenza del peccato è proprio l’egocentrismo, pensare che tutto debba ruotare intorno a sé. È una visione della vita che ci pone al centro di tutto, nella convinzione che il mondo ci avvolga e tutti debbano interessarsi di noi se non addirittura rispondere a noi del loro modo di essere. Raramente ci si preoccupa di essere graditi agli altri, anche perché questa sembra essere più l’ansietà dei deboli che non il traguardo dei forti. Quando si è animati da questa motivazione, si prevede di dover subire prima o poi un grave danno d’immagine se non della dignità personale. Forse più frequentemente ci si preoccupa di essere graditi agli amici, perché si vuole preservare lo spirito del gruppo e tutelare i legami affettivi per non cadere nella trappola deprimente della solitudine. Essere graditi alla moglie, al marito sembra oggi più un’esigenza legata al tornaconto che non all’amore disinteressato e sincero. <strong><b>Come credenti occorrerebbe insieme preoccuparsi di essere graditi a Dio.</b></strong> La Scrittura ci indica almeno <strong><b>cinque cose</b></strong> in cui ci si deve preoccupare di compiacere al Signore.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>1. LA TESTIMONIANZA</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><em>“I passi dell’uomo dabbene son diretti dall’Eterno; ed egli gradisce le vie di lui”</em> (Salmo 37:23). “Essere dabbene” (“I passi dell’onesto”, traduce la Versione Nuova Riveduta) è un chiaro riferimento alla buona testimonianza, alla missione di spandere intorno a sé il buon profumo di Cristo, insomma alla capacità di ristorare il palato di chi ci circonda con il frutto dell’albero buono. Essere di buona testimonianza non significa assecondare la mentalità e i costumi del mondo. Prima o poi si scoprirà. Un uomo dabbene si vede da quello che abbiamo innanzi tutto nel cuore e che quindi compare poi, solo successivamente sulle nostre labbra e quindi si vede da come parliamo, parlare in modo da edificare: <em>“L’uomo dabbene dal suo buon tesoro trae cose buone; e l’uomo malvagio dal suo malvagio tesoro trae cose malvagie”</em> (Matteo 12:35). Essere un uomo dabbene si vede dal comportamento, da come camminiamo, dalla nostra condotta e dal nostro stile di vita, non innanzitutto da ciò che sembriamo, ma da ciò che siamo: <em>“La sentinella disse: ‘Il modo di correre del primo mi par quello di Ahimaats, figliuolo di Tsadok’. E il re disse: ‘È un uomo dabbene, e viene a portare buone notizie’”</em> (II Samuele 18:27). La buona testimonianza è di grande efficacia: <em>“Poiché egli era un uomo dabbene, e pieno di Spirito Santo e di fede. E gran moltitudine fu aggiunta al Signore”</em> (Atti 11:24). Dio aiuti tutti i credenti a vivere non un cristianesimo parolaio, ma concreto ed efficace, frutto di una genuina esperienza con Cristo: non caratteristico di un credente che dice così, ma che fa così, anzi, che prima di tutto è così!</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>2. LA MANSUETUDINE</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><em>“L’Eterno riprende colui ch’egli ama, come un padre il figliuolo che gradisce”</em> (Proverbi 3:12). Il Signore ama coloro che Egli può correggere. La Bibbia non afferma che Dio odia chi sbaglia, Dio infatti non odia chi pecca, anzi ama il peccatore, ma aborrisce il peccato. Il problema a volte non è l’errore commesso, ma il peccato non confessato, rispetto al quale non ci si vuole emendare: <em>“… eppure, dopo tutto questo, tu dici: ‘Io sono innocente; certo l’ira sua s’è stornata da me ‘. Ecco, io entrerò in giudizio con te, perché hai detto: ‘Non ho peccato’”</em> (Geremia 2:35). Bisogna non essere suscettibili, ma mansueti, perché soltanto allora si realizzerà tutto il beneficio della benedizione dell’opera di Dio in noi: <em>“Volgetevi a udire la mia riprensione; ecco, io farò sgorgare su voi lo spirito mio, vi farò conoscere le mie parole… Ma poiché quand’io chiamavo avete rifiutato d’ascoltare, quand’ho steso la mano nessun vi ha badato, anzi avete respinto ogni mio consiglio e della mia correzione non ne avete voluto sapere, anch’io mi riderò delle vostre sventure, mi farò beffe quando lo spavento vi piomberà addosso; quando lo spavento vi piomberà addosso come una tempesta quando la sventura v’investirà come un uragano, e vi cadranno addosso la distretta e l’angoscia. Allora mi chiameranno, ma io non risponderò; mi cercheranno con premura ma non mi troveranno”</em> (Proverbi 1:23-28). Non bisogna mai scoraggiarsi, perché Dio ci ama e la correzione non è il segno della punizione divina, perché i nostri peccati sono stati puniti in Cristo Gesù alla croce, ma è evidenza dell’amore di Dio: <em>“Il Signore corregge colui ch’Egli ama, e flagella ogni figliuolo ch’Egli gradisce”</em> (Ebrei 12:6).</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>3. LA FERMEZZA</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><em>“Così parla l’Eterno a questo popolo: ‘Essi amano andar vagando; non trattengono i loro piedi; perciò l’Eterno non li gradisce, si ricorda ora della loro iniquità, e punisce i loro peccati’”</em>(Geremia 14:10). Dio non gradisce le persone instabili, che vanno vagando, che seguono ogni vento di dottrina, le quali anziché essere paragonati a solidi alberi da frutto che distendono le proprie radici lungo le rive placide del fiume dell’acqua della vita, somigliano ad un giunco sbattuto dal vento, una volta pensano una cosa e subito dopo ne credono un’altra. Sono persone facilmente suscettibili alla seduzione, in grave pericolo, perché vanno errando e possono facilmente scivolare nell’errore. La saldezza, la stabilità, del cuore innanzi tutto, proviene dalla grazia di Dio, non dalle circostanze favorevoli: <em>“Non siate trasportati qua e là da diverse e strane dottrine; poiché è bene che il cuore sia reso saldo dalla grazia”</em> (Ebrei 13:9). Occorre rivalutare la semplice, ma straordinaria e sufficiente grazia di Dio! Spesso tentenniamo per ciò che Dio ci deve ancora dare, mentre invece siamo stabili se ci fondiamo su ciò che ci ha già donato!</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>4. LA COERENZA</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><em>“Quanto ai sacrifizi che m’offrono, immolano carne e la mangiano; l’Eterno non li gradisce. Ora l’Eterno si ricorderà della loro iniquità, e punirà i loro peccati; essi torneranno in Egitto”</em> (Osea 8:13). Perché non li gradisce? Perché sono sacrifici formali, frutto di un esercizio vuoto, esteriore e liturgico, privo della partecipazione della volontà, dei sentimenti, dell’intelligenza, dei pensieri, delle emozioni: <em>“Ascoltate la parola dell’Eterno, o capi di Sodoma! Prestate orecchio alla legge del nostro Dio, o popolo di Gomorra! Che m’importa la moltitudine de’ vostri sacrifizi? dice l’Eterno; io son sazio d’olocausti di montoni e di grasso di bestie ingrassate; il sangue dei giovenchi, degli agnelli e dei capri, io non li gradisco. Quando venite a presentarvi nel mio cospetto, chi v’ha chiesto di calcare i mie cortili? Cessate dal recare oblazioni vane; il profumo io l’ho in abominio; e quanto ai noviluni, ai sabati, al convocar raunanze, io non posso soffrire l’iniquità unita all’assemblea solenne. I vostri noviluni, le vostre feste stabilite l’anima mia li odia, mi sono un peso che sono stanco di portare. Quando stendete le mani, io rifiuto di vederlo; anche quando moltiplicate le preghiere, io non ascolto; le vostre mani son piene di sangue. Lavatevi, purificatevi, togliete d’innanzi agli occhi miei la malvagità delle vostre azioni; cessate del far il male; imparate a fare il bene; cercate la giustizia, rialzate l’oppresso, fate ragione all’orfano, difendete la causa della vedova!”</em> (Isaia 1:10-17). Dio è degno innanzitutto della consacrazione del cuore e poi anche dei nostri sinceri atti di culto: <em>“Il Signore ha detto: ‘Giacché questo popolo s’avvicina a me colla bocca e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lungi da me e il timore che ha di me non è altro che un comandamento imparato dagli uomini, ecco ch’io continuerò a fare tra questo popolo delle maraviglie, maraviglie su maraviglie; e la saviezza dei suoi savi perirà, e l’intelligenza degl’intelligenti di esso sparirà’”</em>(Isaia 29:13, 14). È un modo di voler ingannare Dio, fargli sembrare cose che non sono; ma Dio non si può ingannare, perché non è un uomo: <em>“Ma l’Eterno disse a Samuele: ‘Non badare al suo aspetto né all’altezza della sua statura, perché io l’ho scartato; giacché l’Eterno non guarda a quello a cui guarda l’uomo: l’uomo riguarda all’apparenza, ma l’Eterno riguarda al cuore’”</em> (I Samuele 16:7). È una garanzia per la nostra serenità, non un terrore per la nostra incoerenza:<em>“Sapendo dunque il timor che si deve avere del Signore, noi persuadiamo gli uomini; e Dio ci conosce a fondo, e spero che nelle vostre coscienze anche voi ci conoscete”</em> (II Corinzi 5:11).</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>5. LA PERSEVERANZA</b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><em>“Il mio giusto vivrà per fede; e se si trae indietro, l’anima mia non lo gradisce”</em> (Ebrei 10:38). Il Signore gradisce coloro che perseverano, che vanno avanti comunque, deboli, fragili, forse malati, ma non si rassegnano, non mollano, anzi continuano a riporre la propria fiducia in Colui che è <em>“un aiuto sempre pronto nelle distrette”</em> (Salmo 46:1). Nel percorso della vita, sulla strada della fede, non tutto procede in modo rettilineo e senza scosse. Non si può mantenere sempre la stessa velocità. Più velocemente o più lentamente, però, ci aiuta la fede. L’importante è camminare, proseguire il cammino, con costanza, sempre, prima del battesimo nello Spirito Santo: <em>“Tutti costoro perseveravano di pari consentimento nella preghiera, con le donne, e con Maria, madre di Gesù, e coi fratelli di lui”</em> (Atti 1:14), ma anche dopo il battesimo: <em>“Ed erano perseveranti nell’attendere all’insegnamento degli apostoli, nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere”</em> (Atti 2:42): costanza vera non frutto di calcolo! Come credenti pentecostali, la nostra fede è caratterizza dalla potenza nel servizio, dai carismi nell’edificazione, ma anche dalla perseveranza, dalla fedeltà nella testimonianza! Potenza per testimoniare, ma per testimoniare … sempre, nei momenti favorevoli, ma anche in quelli tristi e bui!</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><i>Eliseo Cardarelli</i></span></div><div><footer><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">/ Fede e Conoscenza, Istituto Biblico Italiano</span></div><div></div></footer></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 Jan 2016 21:21:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Più che Vincitori]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_qa4t7zqa"><p class="imTAJustify"><span class="lh23px cf1 ff1"><b><span class="fs14lh23px">"PIU' CHE VINCITORI" </span><br></b></span></p><p class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>"Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori <br>in virtù di Colui che ci ha amati" <br>(Rif. Epistola ai Romani Cap.8 verso 37)<br></b></span><span class="lh20px"><span class="fs12lh20px cf1 ff1"><br>Ogni uomo ha l'ambizione di poter costruire qualcosa nella propria vita e raggiungere questa meta è il desiderio di tutti. In particolare ogni persona desidera arrivare all'obiettivo prefissato senza dover soffrire troppo. A tutti piace vincere, benchè da tanti anni ci accompagna il motto dello storico francese Pierre De Coubertin che dice: "L'importante è partecipare!" E' vero, il maratoneta che corre sulla distanza dei 42 km, desidera arrivare almeno fino in fondo al percorso. Tuttavia se giunge al terzo o al secondo posto ha il rimpianto di non avere vinto una gara così importante. Tanti corrono questa gara, ma uno solo risulterà il vincitore. Chi perde è colui che esce sconfitto e viene poco considerato da tutti.<br><br>Tuttavia c'è una gara alla quale tutti possono partecipare e ognuno può riportare la vittoria finale. Trattasi di una gara alla quale tutti siamo chiamati e chi non vuole partecipare risulterà comunque un perdente! In questa gara vi è un solo giudice, cioè l'Iddio creatore dei cieli e della terra. In base alle scelte che facciamo decretiamo lo stato finale della nostra anima.<br><br>Il re Davide circa tremila anni fa affermò: "Quando considero i Tuoi cieli, che sono opera delle Tue dita, la luna e le stelle che TU hai disposte, che cosa è l'uomo, perchè TE ne ricordi, e il figlio dell'uomo, perchè TE ne prenda cura?" (Salmo 8:3 e 4). Ebbene, è proprio così, il Signore Iddio si prende cura personalmente della nostra vita e ci conosce per nome. Conosce i nostri affanni, ogni nostro bisogno e in ogni situazione Egli sa come intervenire. Ma per beneficiare degli interventi divini occorre che mettiamo la nostra vita nelle Sue Mani e che riconosciamo il nostro stato di peccatori. Devi però anche sapere, caro amico, che Gesù è morto anche per te, affinchè anche tu potessi conseguire QUELLA vittoria sul peccato che EGLI ha riportato sulla croce per te. Cosa intendi fare? Cosa scegli? Vuoi vincere con il Signore oppure vuoi perdere la vita eterna?</span><br></span></p></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 13 May 2015 21:49:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Alcuni dei punti che ci distinguono dai Cattolici]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Investigate_le_Scritture"><![CDATA[- Investigate le Scritture]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_r9i2u70i"><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><b>Alcuni dei punti che ci distinguono dai Cattolici</b></span></div><p class="imTAJustify"><br></p><p class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Di seguito sono raccolte le domande più frequenti che vengono poste ai cristiani evangelici. &nbsp;<br>Le risposte non hanno la pretesa di esaurire l'argomento, ma solo quella di dare qualche indicazione in più sull'identità dottrinale e pratica del mondo evangelico. Gli evangelici non sono contro qualcosa,ma per qualcuno: Gesù Cristo!!! Per ulteriori domande potete inviarci un'email...<br><br><b>-Quando dite di avere la certezza della salvezza, non dimostrate di essere presuntuosi?<br></b>La certezza della salvezza è un punto fondamentale per la vita spirituale di ogni credente e non è questione di presunzione, poiché si basa esclusivamente sulle promesse del Nuovo Testamento. Non è un' affermazione degli evangelici, quindi, ma è una precisa affermazione biblica ripetuta in più passi:<br>"Egli ci ha salvati non per le opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia…Certa è quest' affermazione, e voglio che tu insista con forza su queste cose" (Tito 3: 5-8).<br>"E avverrà che chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato". (Atti 2:21)<br>"Il carceriere…disse: &lt;&lt;Signori, cosa devo fare per essere salvato?&gt;&gt; Ed essi risposero: &lt;&lt;Credi nel Signore Gesù Cristo, e sarai salvato tu e la tua famiglia&gt;&gt;" (Atti 16: 29-31).<br>"Fuori di me non c è altro Dio, Dio giusto, e non c è Salvatore fuori di me. Volgetevi a me e siate salvati…(Salmo 80: 3; Isaia 25: 9;Isaia 45: 21-22;Marco 16: 16; I Giovanni 5: 13 ).<br>L' essere certi della salvezza è quindi il risultato della fede in ciò che Dio dice nella Sua Parola, riconoscendo che essa viene elargita per grazia divina e non per opere o capacità umane. In quest' ultimo caso sarebbe invece difficile averne la certezza, perché non si sarebbe abbastanza sicuri di aver fatto tutto il possibile per piacere a Dio. "Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere, affinché nessuno se ne vanti" (Efesini 2: 8-9).<br><br><b>-Perché nelle chiese evangeliche non ci sono né statue né immagini sacre?</b><br>Come afferma la Scrittura fra i dieci comandamenti:<br>"Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso" (Esodo 20: 4-5)."Non avere altri dei oltre a me"(Esodo 20:3).<br>"Non vi farete, non metterete in piedi né idoli, né sculture, né monumenti. Nel vostro paese non rizzerete pietre scolpite per prostrarvi davanti a loro; poiché io sono il Signore, vostro Dio" (Levitico 26:1).<br>La spiritualità è interiore, non è mossa da un luogo particolare o da un immagine: è l' incontro personale con Cristo.<br><br><b>-Perché ai pastori evangelici è permesso sposarsi?</b><br>Troviamo scritto nella Parola di Dio precisamente in 1Corinzi 7:9:<br>"Ma se non riescono a contenersi, si sposino; perché è meglio sposarsi che ardere".<br>Dal Vangelo, infatti, risulta chiaro che i ministri di Dio potevano essere sposati; molti apostoli, tra cui Pietro, lo erano e Paolo afferma: "Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie, sobrio, prudente…che governi bene la propria famiglia e tenga i figli sottomessi e pienamente rispettosi" (I Timoteo 3: 2,4-5). Ancora: "Non abbiamo il diritto di condurre con noi una moglie, sorella in fede, come fanno anche gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa?" (I Corinzi 9: 5). Tutto questo, tralasciando i diversi passi nel Vecchio Testamento in cui risulta palese il matrimonio dei sacerdoti (Levitico 21: 4, 7; Esdra 10: 18-19 ) e addirittura del Sommo Sacerdote: "Egli prenderà per moglie una donna ancora vergine" (Levitico 21: 13).<br><br>-<b>Gli evangelici battezzano i bambini? Se no, perché?<br></b>No. Anche in questo caso, noi non siamo soliti battezzare i bambini per il semplice motivo che di esso non se ne fa mai menzione nella Bibbia. Senza scendere in aspetti dottrinali, il termine battesimo deriva dal greco baptizein, baptismos che significa immersione, sommersione e veniva praticato nell epoca del Nuovo Testamento e tuttora viene praticato nell ambiente evangelico nel momento in cui una persona, avendo creduto nel sacrificio di Cristo riconoscendosi peccatore davanti a Lui, si ravvede e decide di manifestare pubblicamente questa sua decisone (Atti 2: 38, 41; Matteo 28: 18-20). Tutto ciò implica una piena consapevolezza e responsabilità dell atto che un bambino certamente non può assumere. Ecco perché si ritiene giusto il battesimo da adulti o raggiunta un età in cui si possa fare una scelta consapevole: "Ma quand'ebbero creduto a Filippo che annunziava loro la buona novella relativa al regno di Dio e al nome di Gesù Cristo, furono battezzati uomini e donne" (Atti 8: 12,vedi anche: Atti 8: 36-38).Del resto,l' esempio supremo del Signor Gesù dimostra pienamente questa tesi (Matteo 3: 13-15).<br><br>-<b>Perché voi evangelici non venerate né la Madonna né i santi? <br></b>Il culto cattolico di Maria si e' sviluppato nel corso dei secoli e occupa nel pensiero e nell' accezione comune una posizione di particolare rilevanza. Maria viene presentata come la sempre Vergine, la Madre di Dio.<br>Ora, tutto ciò non è accettato dagli evangelici semplicemente per il fatto che nelle Scritture la mariologia è estranea ad ogni aspetto del messaggio neotestamentario. Se il culto mariano avesse davvero avuto quell' importanza che gli è stata conferita, allora nell' insegnamento apostolico ci sarebbero stati degli espliciti e ben sostanziati riferimenti. Invece non se ne parla affatto. Gli evangelici considerano la Rivelazione conclusa con l' ultima pagina della Bibbia. Questa, per esempio, non dice che Maria fu sempre vergine, ma afferma che ella era vergine al momento della nascita di Gesù e che fu un concepimento soprannaturale per opera dello Spirito Santo. Dopo la nascita del Figlio, Maria si comporto' come una madre con una normale vita familiare, con dei doveri e dei diritti sanciti dalla cultura ebraica di quel tempo. Il vangelo afferma che ella ebbe altri figli, concepiti normalmente con suo marito Giuseppe: "Tutto cio' avvenne affinche' si adempisse quello che era stato detto dal Signore…&lt;&lt;…Ecco la vergine sara' incinta e partorira' un figlio…&gt;&gt;. Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l' angelo del Signore gli aveva comandato e prese con se' sua moglie; e non ebbe rapporti coniugali finche' ella non ebbe partorito un figlio…" (Matteo 1:22-25).<br>La Scrittura attesta chiaramente il fatto che Maria ebbe altri figli dopo aver partorito Gesù e pertanto non si può accettare un dogma che affermi il contrario.<br>Anche gli altri titoli con cui la Madonna viene onorata, non le competono. In I Timoteo 2: 5-6 è scritto: "C' è un solo Dio e un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, che ha dato sé stesso come prezzo di riscatto per tutti". (Vedi anche Ebrei 9:15, Atti 4: 12). Invece Romani 8: 34 afferma: "Cristo Gesù…è alla destra di Dio e anche intercede per noi". Quindi Gesù Cristo è l' unico Redentore, Mediatore e Intercessore e ogni altra indicazione dogmatica che modifichi questo concetto non ha fondamento biblico. Oltre a ciò, la Bibbia insegna che l' adorazione spetta solo a Dio: &lt;&lt;Sta scritto: adora il Signore, il tuo Dio, e a Lui solo rendi il tuo culto&gt;&gt; (Luca 4:8). Se Maria avesse davvero avuto quel ruolo così importante nel piano di Dio per la redenzione del mondo, non ci sarebbe scritto con chiarezza nella Bibbia? <br>Ecco come Maria fu salvata: Ella leggeva e conosceva le Scritture;credeva nella Parola di Dio e accettò il messaggio che le fu recato dall'angelo Gabriele; Ella si convertì a Cristo, e lasciò la religione in cui era nata e cresciuta; infine ci diede un ottimo consiglio col dire: «Fate tutto quel che (Gesù) vi dirà» (Giovanni 2:5).<br>Per quel che riguarda il culto dei santi, il discorso è analogo. Nel Nuovo Testamento tutti i credenti <br>in Cristo sulla terra son chiamati «santi», quantunque non perfetti. <br>Si diventa santi qui in terra con la conversione a Gesù Cristo e con l'ubbidienza a Lui. <br>Iddio li fa santi e i loro nomi sono scritti nei cieli. <br>Non han bisogno di essere riconosciuti o canonizzati dal Papa. <br>I veri santi non attirarono mai la gente a loro stessi; tutti dirigevano le persone a Gesù Cristo il Salvatore del mondo. <br><br><b>-Gli evangelici festeggiano il Natale e la Pasqua?</b><br>Per i cristiani in generale il Natale è il giorno in cui è nato il Salvatore . La tradizione vuole che esso si festeggi il 25 dicembre di ogni anno, tuttavia non si hanno dati precisi e le fonti storiche sono molto discordanti. La scelta del 25 dicembre trae origine direttamente dal calendario romano, che dal III secolo segnava in tal giorno la celebrazione del Dies natalis solis invicti (Natale del sole invitto). Tale festa pagana continuava con un' antica festa solstiziale del mondo mediterraneo, variamente collegata, a seconda dei tempi e dei culti, alla celebrazione della nascita di divinità quali Dioniso, Horo e Mitra; essa metteva in relazione - sul piano mitico - tali divinità al ciclo annuo del sole. Questa simbologia solare fu certamente adottata dal cristianesimo per qualificare luminosamente la figura di Cristo.<br>Al di là delle sue origini pagane, il giorno scelto dalla tradizione è puramente fittizio, ma può comunque offrire l' occasione per annunciare al mondo l' opera di Gesù Cristo, il Salvatore. &nbsp;L' importante è comprendere pienamente il significato di tali eventi (il Natale è la venuta nel mondo del Salvatore promesso e la Pasqua è il trionfo del Cristo risorto sul peccato e sulla morte).<br>Fermo restando il principio in base al quale per il vero credente il Natale e la Pasqua sono tutti i giorni della vita .<br><br>-<b>Gli evangelici hanno un culto dei morti analogo a quello dei cattolici?<br></b>No. &nbsp;La scelta per Cristo deve essere fatta in vita,i morti non hanno più alcuna possibilità di migliorare la loro posizione davanti a Dio. La Bibbia dice che oggi è il giorno giusto(Ebrei 3: 7-8, 15; Deuteronomio 26: 16; 30: 16 ) . Le preghiere e le messe di intercessione per i morti sono estranee al messaggio biblico, in quanto siamo tenuti a pregare gli uni per gli altri in questa vita e la responsabilità della scelta è individuale e personale, senza la possibilità di deleghe: "Come è stabilito che gli uomini muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio" (Ebrei 9: 27); "Noi tutti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione di ciò che ha fatto quando era nel corpo" (II Corinzi 5: 10).Quindi, non crediamo al culto dei morti perché "I vivi sanno che morranno, ma i morti non sanno più nulla; non c è più ricompensa per loro; anche il loro ricordo è dimenticato. Il loro amore, il loro odio, l' invidia, tutto è finito, non hanno più parte in ciò che succede quaggiù" (Ecclesiaste 9: 5-6).<br><br><b>-Credete alle apparizioni della Madonna?<br></b>Il tema delle apparizioni è complesso. La Bibbia ci racconta di apparizioni avvenute sia al tempo dell antico Testamento che nel Nuovo. Dio si manifestò ad Abraamo, Isacco, Giacobbe o Mosè in vari modi per comunicare qualcosa che diventava poi parte integrante della Scrittura. Così era anche all epoca della neonata Chiesa Cristiana. Però, con l' Apocalisse di Giovanni, la rivelazione di Dio è da considerarsi conclusa. Pertanto le successive apparizioni sono da valutarsi con estrema prudenza, poiché disponiamo di un drastico avvertimento di Gesù stesso, contenuto nel suo discorso profetico: <br>"Sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti" (Matteo 24: 24). E Paolo ce lo conferma, avvisandoci che: "Quei tali falsi apostoli, operai fraudolenti, che si travestono da apostoli di Cristo. Non c' è da meravigliarsene, perché Satana si traveste da angelo di luce" (II Corinzi 11: 13-14).<br>Un metro di giudizio può essere dato dalla coerenza tra ciò che le presunte apparizioni comunicano e quanto è espresso nella Parola di Dio. Solo se si è animati da uno spirito di preghiera e con una profonda conoscenza delle Scritture si può riconoscere la provenienza di tali manifestazioni, tanto più che è scritto che negli ultimi tempi si moltiplicheranno i &lt;&lt;segni e i prodigi&gt;&gt; che anticiperanno l' avvento dell' anticristo: "La venuta di quell' empio avrà luogo, per l'azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi, con ogni tipo d' inganno e di iniquità a danno di quelli che periscono perché non hanno aperto il cuore all' amore della verità per essere salvati" (II Tessalonicesi 2: 9-10).<br>Sono parole molto dure che non devono essere generalizzate, ma neanche banalizzate. Non bisogna addossarle con troppa facilità a questo o a quel movimento religioso, tuttavia esse sono un avvertimento solenne e ci esortano alla vigilanza e al continuo riferimento alla Parola di Dio. Solo questa, infatti, ci può fornire gli indispensabili strumenti per discernere e vagliare ciò che va al di là dell' umana comprensione.<br><br><b>-Credete nel Purgatorio?</b><br>No. Questo concetto contrasta con la piena sufficienza della grazia di Dio per la totale salvezza del credente. Se, dopo la morte, questi dovesse ancora espiare qualcosa, allora significherebbe che il sacrificio di Cristo sarebbe stato parziale e ciò contraddirebbe l' intero annuncio salvifico della Sacra Scrittura. La Bibbia parla di Paradiso (Luca 23: 43; II Corinzi 12: 4; Apocalisse 2: 7) ma mai di Purgatorio, di esso non se ne fa mai menzione nelle Sacre Scritture né direttamente, né indirettamente.<br><br><b>-Credete al Papa?</b><br>Non accettiamo che egli venga definito come "somma autorità e capo della chiesa" &nbsp;. &nbsp;"…Secondo l' efficacia della sua forza che Dio dimostrò in Cristo, risuscitandolo da morte e facendolo sedere alla sua destra nell' alto dei cieli, al di sopra di ogni Principato, Potestà, Virtù e Denominazione, al di sopra di qualsiasi dignità o grandezza che possa esser nominata non solo in questo secolo, ma anche nel futuro. Egli ha sottomesso tutto ai suoi piedi e l' ha costituito al di sopra di tutto, Capo di tutta la Chiesa, che è il suo Corpo" (Efesini 1: 19-23). &nbsp;"Cristo è la testa del Corpo, cioè della Chiesa; Egli è il principio…così da essere il primo in tutte le cose" (Colossesi 1: 18). </span><br></p></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 21 Apr 2015 21:17:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Liberazione dal gioco d'azzardo]]></title>
			<author><![CDATA[Adi-Rc]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4mi5qkkr"><p class="imTAJustify"><span class="fs16"><span class="cf1 ff1">Un diffuso settimanale italiano faceva iniziare un articolo con queste parole: "Un demonietto si aggira per l'Italia. Non è uno sconosciuto ma si è fatto assillante. E' quello del gioco d'azzardo. S'avanza con abiti, diciamo così, dimessi. Non si arrocca più soltanto sulle spalle degli studiosi della roulette, del rischiatutto …, ma stuzzica i pendolari delle slot-machine, delle macchinette mangiasoldi e dei videopoker … che l'Italia giochi sempre più in massa lo affermano le statistiche".<br><br>del Codice Penale italiano vietano il gioco d'azzardo su tutta la Penisola, tuttavia grazie ad un decreto legge del 1926 che dà facoltà al Ministero degli Interni di derogare, in alcune situazioni e infatti quattro case da gioco sono in funzione.<br><b><br>IL MOTIVO DEL GIOCO</b><br>In pratica chi gioca d'azzardo lo fa perché rifiuta di affrontare la realtà. Le probabilità di perdere nel 90 per cento dei casi, non sembra impressionare. Anzi!<br>In realtà l'unico sistema sicuro sarebbe quello di tentare ogni possibile risultato per ogni partita. Il problema è che la somma spesa non verrebbe ripagata dalla vincita.<br>"Tutti dipendono dal tempo e dalle circostanze" (Eccl. 9:11). Qualcuno ha fatto notare che lanciando una moneta dieci volte è molto improbabile che il risultato sia cinque volte testa ed altrettante croce. Eppure il giocatore si illuderà che vincerà.<br>Anche questo è il gioco, la voglia di arricchire, sognare, di provocare emozioni dominatrici".<br><br><b>IL DIVIETO DEL GIOCO</b><br>Non necessariamente coincide con quello "Legale".Spesso le autorità ritengono illegale il gioco d'azzardo ma lo autorizzano nei casinò e gestiscono direttamente il "Lotto" ed affini.<br>"Di fare i fatti vostri e di lavorare con le vostre mani…onde camminiate onestamente verso quelli di fuori, e non abbiate bisogno di nessuno" (1° Tess. 4:11,12).<br>Inoltre, la prosperità materiale è per il credente frutto della benedizione divina.<br>era molto ricco di bestiame, d'argento e d'oro” (Gen.13:2.)<br>obbedì a Dio e prosperò: “seminò in quel paese, e in quell'anno raccolse il centuplo; il SIGNORE lo benedisse.Quest'uomo divenne grande, andò crescendo sempre piú, finché diventò ricchissimo “ (Gen. 26:12,13) "(Gen.31:18,42) e” (Giobbe 1:10).<br>Una posizione equilibrata sembra essere quella che il Signore provvede ai suoi il necessario ed anche più: “Non lo dico perché mi trovi nel bisogno, poiché io ho imparato ad accontentarmi dello stato in cui mi trovo”. (Filip. 4:11), ma solo ad alcuni dona la ricchezza per esercitare il carisma del dare: “chi fa opere di misericordia, le faccia con gioia” (Rom. 12:8).<br><br>"Ma cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte".<br>. La Parola di Dio invece dice: "La vostra condotta non sia dominata dall'amore per il denaro; siate contenti delle cose che avete; perché Dio stesso ha detto: Io non ti lascerò e non ti abbandonerò".<br>avidi "non erediteranno il regno di Dio. Il passato dei Credenti è descritto così:“E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo, mediante lo Spirito del nostro Dio" (1° Cor. 6:9-11). Perciò l’invito biblico a "Non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitù".<br>: "Confida nell'Eterno e fa il bene, abita il paese e pratica la fedeltà. Trova la tua gioia nell'Eterno, ed Egli appagherà i desideri del tuo cuore. Riponi la tua sorte nell'Eterno; confida in Lui, ed Egli agirà".<br><br>Davide Di Iorio<br><br></span> </span><br></p></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Apr 2014 21:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Liberazione dal vizio del fumo]]></title>
			<author><![CDATA[Corrado De Leo]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_814m5p4u"><p class="imTAJustify"><span class="fs16 cf1 ff1"><b>LIBERAZIONE DAL VIZIO DEL FUMO</b><br><br>Il problema fumo, vera e propria piaga del mondo contemporaneo, continua a porsi alla pubblica opinione ed i Governi ormai lo vietano nei luoghi pubblici per i suoi effetti letali ed i costi statali relativi.<br>Per ben tre secoli gli europei usarono il tabacco come medicinale. Dall'alitosi ai calli,veniva prescritto dai medici.<br>La sua conoscenza fu fatta nel 1492 grazie a Cristoforo Colombo. I primi esploratori del Vecchio Continente lo videro fumare nelle cerimonie tribali in rudimentali sigari agli indigeni delle Indie Occidentali. Il suo uso in quasi tutte le due Americhe era prerogativa di stregoni e sacerdoti, lo impiegavano per provocare visioni attraverso il suo effetto narcotico. Nel suo uso curativo o terapeutico, in ogni modo, c'era sempre il lato religioso.<br>Fu soprattutto la guerra dei Trent'anni a diffondere in tutt'Europa, ma anche in Asia ed Africa l'uso del tabacco per uso voluttuario. Inizialmente il consumatore usuale di sigarette era di ceto medio e ci volle del tempo perché fumare diventasse vizio di massa.<br>Due furono soprattutto gli alleati della diffusione di questo vizio. La canzone dei Beatles: "Fumerò un'altra sigaretta e maledirò Sir Walter Raleigh", era una falsa pista. Per quanto questo nobile fu il più noto propagandista inglese della pipa, i veri motivi furono la guerra e la pubblicità.<br>Nelle due guerre mondiali erano distribuite sigarette gratis alle truppe. Si pensava che il loro effetto narcotico aiutasse a combattere la solitudine del fronte.<br>Quanto alla pubblicità basti ricordare che contro i 7 milioni di dollari stanziati per l'educazione antifumo, le società produttrici di tabacco spendono 2 miliardi di dollari l'anno.<br><br><b>QUALI SONO I DANNI?</b><br><b>Una produzione a discapito del cibo.</b><br>La FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura) ha costatato che il consumo di tabacco continua ad aumentare del 2,1% l’anno nel Terzo Mondo. La produzione mondiale di tabacco è salita al 63% rispetto al 50% di 25 anni fa nei paesi sottosviluppati. Un famoso giornale londinese ha spiegato: "Il tabacco la cui coltivazione fu adottata in tutto il mondo sottosviluppato perché era un prodotto destinato all'esportazione, sta facendo salire l'incidenza del cancro, causando disboscamento e impegnando terreni in cui si potrebbero coltivare i prodotti alimentari tanto necessari per il consumo interno".<br><br></span></p><p class="imTAJustify"><span class="fs16 cf1 ff1"><b>Un aumento del cancro.</b><br>Statistiche dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) l'anno scorso calcolarono che sarebbero morti tre milioni e mezzo di persone per questa malattia. Un periodico medico previde che un milione di questi decessi sarebbero stati causati dal fumo. Anche i fumatori passivi sono coinvolti. Chi non fuma ma vive vicino ai fumatori, è esposto lo stesso alle sostanze più cancerogene del tabacco (50 delle 3800 sostanze chimiche presenti). Nel Regno Unito delle vittime dei tumori del polmone, molti erano fumatori passivi.<br><br></span></p><p class="imTAJustify"><span class="fs16 cf1 ff1"><b>Danni per i nascituri.</b><br>Dei ricercatori australiani hanno affermato che le mamme gravide privano le loro creature delle necessarie sostanze nutritive. Accade che il fumo influisce direttamente sul feto, riducendo il flusso sanguigno fra esso e la placenta. Mediamente i nascituri erano 300 grammi di meno dei bambini delle non fumatrici.<br><br></span></p><p class="imTAJustify"><span class="fs16 cf1 ff1"><b>Costo del lavoro.</b><br>Dati statistici hanno rivelato che i fumatori si assentano dal lavoro più dei non fumatori. Inoltre subiscono più incidenti a causa del fumo negli occhi o perché una mano è impegnata con la sigaretta. Resta poi l'incidenza nel costo della pubblica sanità.<br><br><b>E' POSSIBILE SMETTERE?</b><br>Che tanti vogliono smettere è provato. Secondo l'OMS ben tre fumatori su quattro ci provano almeno una volta. Anche se solo uno di loro ci riesce. Persino le canzoni fanno trasparire l'ansia del sentito imperativo del momento: "Da domani voglio smettere di fumare. Questo vizio che mi avvelena è peggio di una nuvola che copre la luna. Tutto è grigio, tutto è scolorito, come il giorno che mi sono fumato".<br><br>L'apostolo Paolo descrisse così il combattimento interiore di chi vuole emanciparsi dalla schiavitù senza riuscirci: "il bene che voglio non lo faccio: ma il male che non voglio, quello faccio" e continuando a descrivere questo conflitto interiore di chi non conosce Gesù e non dimora in Lui: "Vedo un'altra legge nelle mie membra, che combatte contro la legge della mia mente e mi rende prigioniero della legge del peccato che è nelle mie membra". Lo stesso apostolo, però, rassicurò: "Io posso ogni cosa in Cristo che mi fortifica".<br><br><b>COME SMETTERE?</b><br>C'è chi ci prova masticando per ore chiodi di garofani o spezzando la sigaretta a metà o capovolgendo nel pacchetto ogni sigaretta a cui si rinuncia. Altri si rivolgono a centri per la disintossicazione da fumo. Accanto ad iniziative mediche e scientifiche stanno proliferando metodi "infallibili". Ipnosi, mesoterapia (microiniezioni alla base del naso e nell'orecchio), dieta idrica (succhi di frutta e docce) ma anche parapsicologia e psicoterapia.<br>Senza grandi sforzi si può realizzare liberazione dal fumo.<br><br></span></p><p class="imTAJustify"><span class="fs16 cf1 ff1"><b>Tenere presente l’origine.</b><br>Bisogna sempre ricordare che l'uso del tabacco era originariamente in relazione ad animismo, spiritismo, adorazione dei falsi. Il che è condannato dalla Parola di Dio: "23 e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell'uomo corruttibile, d’uccelli, di quadrupedi e di rettili…. 1:25 essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen." (Rom. 1:23,25).<br><br></span></p><p class="imTAJustify"><span class="fs16 cf1 ff1"><b>Disporsi alla preparazione.</b><br>E' buono sapere che a 12 ore dall'ultima sigaretta cuore e polmoni cominciano a ripararsi. I livelli d’ossido di carbonio e nicotina scendono rapidamente. Mentre accade questo l'organismo soffre ma "nella calma e nella fiducia starà la vostra forza" dice il Signore. Inoltre lo Spirito Santo annullerà miracolosamente ogni reazione e dolore dando il Suo aiuto,l’esperienza quotidiano delle varie conversioni nel mondo lo conferma.<br><br><b> Fare una decisione seria. </b><br>L' unico modo per smettere di fumare è non fumare più. <br>"Scegliete oggi a chi volete servire"<br>è l'invito di Dio. Non si può servire a due padroni: o il Signore o la sigaretta.<br>E la sigaretta è proprio un padrone:<br>"Chi commette un peccato è schiavo del peccato. " ...<br>"Perché uno è schiavo di ciò che lo ha vinto" ( II Pietro 2:19)<br><br></span></p><p class="imTAJustify"><span class="fs16 cf1 ff1"><b>Darsi un motivo.</b><br>Da un indagine è risultato al primo posto "perché il fumo mi stimola"; al secondo posto "perché è un rito, per la sua manualità"; al terzo "per una sua dipendenza fisica, se non fumo sto male"; al quarto "per noia, solitudine, insicurezze".<br>Gesù Cristo è il leit motive del cristiano che perciò rifiuterà il fumo.<br>Nell'opera dei salvezza che Gesù Cristo ha provveduta alla croce morendo per i peccatori, c'è anche la liberazione dal vizio del fumo: "perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesú mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte" (Rom. 8:2).<br>Nella salvezza si realizzerà che "il peccato non avrà più potere". La prigionia del vizio del fumo verrà infranta e il peccato non regnerà più sul corpo mortale per ubbidirgli nelle sue concupiscenze.<br>"Ora liberati dal peccato e fatti servi di Dio, avete per frutto la vostra santificazione e per fine la vita eterna".</span><br></p></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Apr 2014 21:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Liberazione dalla Droga]]></title>
			<author><![CDATA[Corrado De Leo]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_t271n1b3"><p class="imTAJustify"><span class="fs16 cf1 ff1"><b>IL PERICOLO DROGA</b><br><br>Fino a qualche anno fa se ne riferivano le vittime, ora non più. C'è stata un'assefuazione della società al problema. Solo Gesù ha ancora la soluzione.<br><br><b>L'USO INIZIALE</b><br>Le sostanze che influiscono sui sensi risalgono ai primordi dell'umanità. Ben presto l'uomo scoprì che alcune sostanze naturali agivano sul sistema nervoso: le foglie di coca per aumentare la resistenza fisica ed intorpidire, gli oppiacei per favorire il sonno ed alleviare il dolore, l'alcol per rilassare la mente stanca. Tutte accomunate da un senso d’evasione della realtà.<br>Già "Noè, che era agricoltore, cominciò a piantare la vigna e bevve del vino; s'inebriò e si denudò in mezzo alla sua tenda". (Genesi 9: 20,21).<br>Sembra che l'oppio fosse conosciuto nell'antica Mesopotamia e largamente usato nell'antica Grecia. Omero narrò dell'oblio esperimentato dall'equipaggio d’Ulisse nel paese dei mangiatori di loto. In tempi più recenti Sherlock Holmes, il famoso investigatore dei romanzi, s’iniettò una soluzione che conteneva il 7% di cocaina la cui reazione descrisse come "straordinariamente stimolante e chiarificatrice per la mente". In epoca vittoriana un analogo concetto incoraggiò l'intellettuale Sigmund Freud: "Ho sperimentato su me stesso una dozzina di volte quest’effetto della coca, che allontana la fame, il sonno e la fatica e tempra la persona allo sforzo intellettuale".<br>La cocaina era apprezzata per le sue proprietà ricostituenti e ritenuta un rimedio contro mal di testa, di denti, febbre da fieno, asma. Purtroppo il genere umano non usò le droghe scoperte solo per usi medici. N’abusò per alterare l'umore, come afrodisiaco, aumentare la sensibilità, sviluppare la percezione ed anche nei riti religiosi. Negli USA durante la seconda metà del XIX secolo cocaina, eroina ed oppio erano legali e reperibili facilmente in farmacia senza prescrizione medica. Nello stesso periodo la Cina sosteneva due guerre commerciali quale conseguenza della scelta di arrestare il traffico d’oppio nel paese. Finì sconfitta e fu costretta a legalizzarne l'importazione.<br><br><b>IL PROBLEMA OGGI</b><br>Il dibattito sull'opportunità o meno di legalizzare l'uso di droga, o almeno di quelle dette leggere, è ancora acceso. In sintesi alcuni ritengono che l'unico modo per fermare l'arricchimento delle varie mafie mondiali con il suo commercio, sia di liberalizzarle. Altri che non si può assistere al suicidio della gioventù e quindi bisogna combattere la sua lavorazione e distribuzione.<br>I fatti hanno dimostrato che nessuna delle due posizioni è giusta: è necessario stroncare la produzione.<br>Purtroppo gli sforzi fatti finora con la repressione sono risultati inutili. I contadini di Bolivia, Perù e Colombia continuano a piantare piantagioni con pianta che la producono perché più redditizie e richieste. Occorrerebbe aiutarli a sostituirle con altre colture e ad impegnarsi nell'acquisto dei loro prodotti a prezzi politici. Difficile…, almeno finchè l'Occidente non avrà raggiunto tali livelli di diffusione da ritenerla quell'emergenza che in realtà è già. Comunque l'ONU la descrive come un pericolo per la sicurezza mondiale, anche perché il terrorismo internazionale la spaccia per finanziarsi.<br>I dati statistici sono terrificanti. La piccola delinquenza è espressione del bisogno d’approvvigionamento di giovani e ragazzi ormai schiavi della droga. L'AIDS continua a mietere vittime, anche innocenti; come i figli dei tossicodipendenti affetti da HIV che nascono con questo terribile virus.<br>Gli effetti delle droghe e possibili danni per il loro abuso sono conosciuti.<br>La marijuana e l'hascisc aumentano l'appetito, rendono euforici, diminuiscono le inibizioni e il loro abuso porta paranoia, comportamento disorientato, stanchezza.<br>L'eroina e l'oppio hanno per possibili effetti apatia, sonnolenza, euforia, nausea e l'uso regolare porta depressione del respiro, convulsioni, fino al coma e alla morte.<br>Il crack, la cocaina e le anfetamine producono euforia, senso di fiducia, un'acuita sensibilità, diminuzione dell'appetito, ansietà; i consumatori provano diffidenza, comportamento strano, allucinazioni, convulsioni, morte.<br>Esistono tanti altri tipi di droghe e tutte con possibili effetti pericolosi.<br><br></span></p><p class="imTAJustify"><span class="fs16 cf1 ff1"><b>QUALE SOLUZIONE?</b><br>Si è già accennato alla difficoltà di stroncare la produzione di droga. Un altro modo sarebbe ridurne la domanda, come in ogni attività commerciale il suo volume dipende dalla legge della domanda e dell'offerta. Il problema è che nonostante l'aumento dell'istruzione, il moltiplicarsi degli spot pubblicitari, il coinvolgimento degli stessi paesi produttori nel consumo, la richiesta continua ad aumentare.<br>E' stato rilevato che il traffico della droga è il più florido commercio del mondo con cui milioni di persone si guadagnano da vivere.<br>Dinanzi al fallimento dei rimedi finora usati, più che mai sorge e risplende l'unica risposta al problema droga: Gesù!<br><b><br></b></span></p><p class="imTAJustify"><span class="fs16 cf1 ff1"><b>Occorre ricercare una nuova nascita.</b><br>Si tratta dell'esperienza descritta da Gesù a Nicodemo: "… se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio" (Giov. 3:3)<br>Solo così il tossicodipendente riuscirà ad uscire dal tunnel, nel quale si trova,senza pagare il prezzo di uno sforzo di volontà a volte letale per il sistema nervoso. Questa "salvezza" è spiegata nella Bibbia così: "il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui affinchè il corpo del peccato fosse annullato e noi non serviamo più al peccato; infatti colui che è morto, è libero dal peccato" (Rom. 6: 6,7)<br><br></span></p><p class="imTAJustify"><span class="fs16 cf1 ff1"><b>Occorre ammettere il bisogno di liberazione</b><br>Chi si droga è schiavo degli stupefacenti, l'apostolo lo spiegò: "sono schiavi della corruzione, perché uno è schiavo di ciò che lo ha vinto" (II° Pt. 2:19). Gesù stesso chiarì: "chi commette il peccato è schiavo del peccato".<br>Una richiesta d’aiuto a Dio permetterà una vera libertà: "Se dunque il Figliuolo vi farà liberi, sarete veramente liberi".<br><br><b>COM’EVITARE DI RICADERE</b><br>D.Wilkerson nel recupero dei tossicodipendenti come servizio della Chiesa si convinse, dopo determinate esperienze, che solo il battesimo dello Spirito Santo può evitare ogni ricaduta. Ulteriori riflessioni hanno ripetuto che bisogna “continuare” a vivere una vita nello Spirito Santo: “Camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne” (Gal. 5: 16). Ogni ricaduta potrebbe essere fatale: “Se infatti, dopo aver fuggito le corruzioni del mondo mediante la conoscenza del Signore e Salvatore Gesù Cristo, si lasciano di nuovo avviluppare in quelle e vincere, la loro condizione ultima diventa peggiore della prima”.<br>“Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale” (Rom.12:1)<br>L'espressione greca resa "sacrificio vivente, santo" nasce dall'uso degli ebrei di presentare come offerta un animale già fatto uccidere dai sacerdoti in modo che non potesse essere offerto di nuovo da altri. Il credente si presenta invece "vivente"; nel greco può significare "vivere in pieno vigore". Come gli adoratori ebrei non potevano sacrificare animali deformi, il cristiano deve presentare se stesso "santo".<br>E' necessario custodire quanto realizzato!Così invitava l'apostolo Paolo a Timoteo: "Custodisci il buon deposito per mezzo dello Spirito Santo che abita in noi". Ci si riferisce alla preziosità del tesoro ricevuto, come un bene depositato in banca per sicurezza.<br>Sarebbe una profanazione ritornare alla droga dopo esserne usciti: "Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno guasta il tempio di Dio, Dio guasterà lui, poiché il tempio di Dio è santo; e questo tempio siete voi". Il corpo del credente, dall’esperienza della salvezza, ha quest’ospite di riguardo da non turbare.<br><br>Davide Di Iorio<br><br></span></p><p class="imTALeft"><br></p></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Apr 2014 21:09:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Liberazione dalla Pornografia]]></title>
			<author><![CDATA[Corrado De Leo]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_zoq958sk"><p class="imTALeft"><span class="fs16 cf1 ff1"><b>IL PERICOLO DELLA PORNOGRAFIA</b><br><br>Come una marea inarrestabile questo pericolo è diffuso da molti veicoli: films, libri, riviste, programmi televisivi via cavo e normali, videocassette, pubblicità, musica e videogiochi. Telefono e computer sono gli ultimi arrivati per raggiungere più e meglio i "consumatori".<br>Il termine italiano pornografia viene dal greco pornogràphos, "che scrive intorno alle prostitute". Gli antichi scrittori producevano questo tipo di letteratura per destare passione nei lettori.<br>Disegni osceni risalgono alle età più antiche. Sono state ritrovate medaglie portate dalle donne ebree nel periodo della gravidanza con l'effige d’Astarte, una delle tre false divinità cananee della fecondità. Gli ebrei idolatri n’avevano fatto la consorte di Baal ("Signore") e l'adoravano.<br>Nella distrutta Pompei la pornografia aveva la sua espressione nell'arte.<br><br><b>IN CHE CONSISTE?</b><br>La pornografia è il messaggio del moderno culto del sesso.<br>Si discute sull'opportunità di vietarla o no; in proposito un sondaggio Gallup del Marzo 1985 rivelò che negli USA dal 63 al 73% degli interrogati riteneva opportuno proibire in modo assoluto quanto avesse contenuti di violenza sessuale. Il 67% era convinto che la pornografia potesse "condurre al declino della morale pubblica".<br>In ogni modo il 34% pensava che fosse "un innoquo sfogo". I movimenti femministi vorrebbero ammesse le pubblicazioni erotiche e vietate quelle pornografiche con la donna oggetto.<br>La diatriba è fra il rifiuto totale e la distinzione tra pornografia, arte e pubblicazioni erotiche.<br>Senza lasciarsi coinvolgere "in vani ragionamenti" i credenti credono pornografico il materiale che stimola sessualmente.<br>Scopo, questo, riconosciuto dai pornografi stessi.<br>L'apostolo Paolo scrisse ai credenti del’immorale Efeso: "Come si addice ai santi, né fornicazione, né impurità, né avarizia, sia neppure nominata tra di voi; né oscenità, né parole sciocche o volgari, che sono cose sconvenienti; ma piuttosto abbondi il ringraziamento. Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore o impuro o avaro (che è un idolatra) ha eredità nel regno di Cristo e di Dio. Nessuno vi seduca con vani ragionamenti; infatti, è per queste cose che l'ira di Dio viene sugli uomini ribelli." (Ef.5: 3-6);<br>Sempre Paolo scrisse ai Cristiani della licenziosa città di Corinto: Non sapete che gl'ingiusti non erediteranno il regno di Dio? tri, né adúlteri, né effeminati, né sodomiti, 10 né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio." (I° Cor. 6: 9,10).<br>Lo Scrittore dell’epistola agli Ebrei scrisse: "Sia il matrimonio tenuto in onore da tutti, e sia il talamo incontaminato; poiché Iddio giudicherà i fornicatori e gli adulteri." (Eb.13: 4).<br>La Legge di Mosè vietava di fisicamente donne diverse dalla propria moglie,la pornografia fa questo,seppure non fisicamente:”Non scoprirai la nudità della moglie di tuo padre: disonoreresti tuo padre.Non scoprirai la nudità di tua sorella, figlia di tuo padre e figlia di tua madre, sia essa nata in casa o nata fuori.Non scoprirai la nudità della figlia di tuo figlio o della figlia di tua figlia, poiché disonoreresti te stesso.Non scoprirai la nudità della figlia della donna di tuo padre, generata da tuo padre: è tua sorella. Non scoprirai la nudità della sorella di tuo padre; è parente stretta di tuo padre.Non scoprirai la nudità della sorella di tua madre, perché è parente stretta di tua madre.Non scoprirai la nudità del fratello di tuo padre, né di sua moglie: è tua zia.Non scoprirai la nudità di tua nuora: è la moglie di tuo figlio; non scoprirai la sua nudità.Non scoprirai la nudità della moglie di tuo fratello: è la nudità di tuo fratello.Non scoprirai la nudità di una donna e di sua figlia; non prenderai la figlia di suo figlio, né la figlia di sua figlia per scoprirne la nudità: sono parenti stretti: è un delitto”. (Lev.18:8-17).<br><br><b>QUALI SONO I DANNI?</b><br>Certamente effetti negativi nel matrimonio.<br>Dio ha creato l'uomo col desiderio sessuale (Gen.1:28) "E Dio li benedisse; e Dio disse loro: Crescete e moltiplicate e riempite la terra, e rendetevela soggetta, e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra" ma questo deve essere soddisfatto nell'ambito matrimoniale: "Sia benedetta la tua fonte, e vivi lieto con la sposa della tua gioventú.Cerva d'amore, capriola di grazia, le sue carezze t'inebrino in ogni tempo, e sii sempre rapito nell'affetto suo." (Pr. 5:18,19).<br>Quanti si legano alla pornografia, scopriranno che questa genererà in loro un'idea contorta del sesso facendone un idolo. Le conseguenze saranno gravi: delusione del coniuge, ricerca della propria soddisfazione. Dio invece comanda: "Il marito renda alla moglie ciò che le è dovuto; lo stesso faccia la moglie verso il marito. 4 La moglie non ha potere sul proprio corpo, ma il marito; e nello stesso modo il marito non ha potere sul proprio corpo, ma la moglie." (I° Cor.7:3,4).<br>Gesù disse: "Più felice cosa è il dare che il ricevere".<br>Altra conseguenza negativa la pornodipendenza.<br>Uno psicologo ha detto: "Riscontro che c'è dell’assuefazione alla pornografia". Si crea un’escalation: "Un abisso chiama un altro abisso".<br>Ulteriore risultato deleterio sarà un errato concetto di donne e bambini.<br>Le immagini che la pornografia imprime nella mente dei suoi consumatori, presentano la donna come oggetto che è sottoposto a violenza e degradazione.<br>Il Signore ha creato la donna perché fosse "aiuto convenevole" dell'uomo "Poi Dio il SIGNORE disse: Non è bene che l'uomo sia solo; io gli farò un aiuto che sia adatto a lui". (Gen.2:18). La parola ebraica tradotta letteralmente dà: "di fronte"; in parità, quindi. Altri rendono: "un aiuto come suo complemento".<br>Il concetto suggerisce somiglianza, corrispondenza. La stessa che Dio diede all'uomo: "Poiché, quanto all'uomo, egli non deve coprirsi il capo, essendo immagine e gloria di Dio; ma la donna è la gloria dell'uomo;" (I° Cor.11:7).<br>La Bibbia afferma che bisogna trattare "le donne anziane come madri, le giovani come sorelle con ogni castità".<br>Anche i bambini sono sempre più oggetto di abusi e violenze. Le statistiche sono impressionanti e non sono neanche il giusto indicatore perché molti casi non sono denunciati.<br>"I figli sono un'eredità che viene dall'Eterno", quindi non devono essere i protagonisti di storie e films pornografici. Possono seguire danni fisici ed emotivi gravissimi.<br>Eminenti psichiatri concordano che la pornografia infantile è una conferma della decadenza morale della nostra società.<br>Un famoso psicanalista ha detto: "Siamo entrati in una nuova società medievale. Attraversiamo l'ottenebrata epoca della degenerazione. Sono scese le tenebre sulla nostra psiche; si è più brutalizzati ora che mai".<br><br><b>COME LIBERARSI?</b><br>In primo luogo decidere di smettere<br>"Perciò l’invito biblico: Uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d'immondo; ed io v'accoglierò, e vi sarò per Padre e voi mi sarete per figliuoli e per figliuole, dice il Signore onnipotente. Poiché dunque abbiam queste promesse, diletti, purifichiamoci d'ogni contaminazione di carne e di spirito, compiendo la nostra santificazione nel timor di Dio".<br>In secondo luogo avere volontà.<br>Occorre esercitare un certo impegno: "anzi, tratto duramente il mio corpo e lo riduco in schiavitú, perché non avvenga che, dopo aver predicato agli altri, io stesso sia squalificato." (I° Cor. 9:27).<br>Naturalmente non si tratterà di lottare da soli: "Come un padre è pietoso verso i suoi figli, cosí è pietoso il SIGNORE verso quelli che lo temono.Poiché egli conosce la nostra natura; egli si ricorda che siamo polvere." (Sal.103:13,14).<br>Lui sa, comprende, simpatizza ed è pronto ad aiutare nella Sua pietà.<br>In terzo luogo la Parola di Dio.<br>Alla pornografia che seguono alcuni, bisognerà sostituire la Bibbia che invita a non seguire "quelli che vanno dietro alla carne nei suoi desideri impuri e disprezzano l'autorità”.<br>Questi consumatori che "Hanno occhi pieni d'adulterio e non possono smetter di peccare; adescano le anime instabili; hanno il cuore esercitato alla cupidigia; sono figli di maledizione!" (II° Pt. 2:14), troveranno aiuto nelle Scritture.<br>Non sappiamo con certezza chi sia stato lo scrittore del Salmo 119, forse Esdra o Daniele o un dotto Ebreo, sicuramente uno che durante "tutta" la vita fu aiutato dalla Legge del Signore. Da giovane realizzò: "Come renderà il giovane la sua via pura? Col badare ad essa secondo la tua parola" (v.9).<br>Da adulto continuò: "Io ho riposto la tua Parola nel mio cuore per non peccare contro di te" (v.11). Le nostre fratellanze estere di lingua inglese credono che questo significhi imparare a memoria le Scritture.<br>In quarto luogo la vigilanza<br>Una volta smesso non bisogna alimentare di nuovo le passate impurità. "Fate dunque morire ciò che in voi è terreno: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e cupidigia, che è idolatria." (Col.3:5). Non è solo una vigilanza con un'azione passiva ma anche attiva. Bisogna osservare una giusta igiene mentale. Dare alla mente tutte le cose vere, onorevoli, giuste, pure, amabili, di buona fama, in cui è qualche virtù e qualche lode "Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtú e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri." (Fil.4:8).<br>La piaga della pornografia coinvolge sempre più persone ma la vita eterna offerta in Cristo porta liberazione dal peccato in tutte le sue forme. "Quelli che son di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e le sue concupiscenze".<br></span><br></p></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Apr 2014 21:08:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Liberazione dall' Alcolismo]]></title>
			<author><![CDATA[Corrado De Leo]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_11ut90q6"><p class="imTAJustify"><span class="fs16 cf1 ff1"><b>L'ALCOLISMO</b><br><br>Una piaga sociale ormai dilagata in tutto il mondo.<br>Se ne discute poco ma si tratta di un male subdolo e dannoso quanto la droga. Gesù Cristo è il vero Liberatore degli alcolisti.<br>Se una malattia è l'alterazione della funzione o della struttura di qualsiasi organo o parte del corpo contrassegnata da certi sintomi riconoscibili, allora l'alcolismo è una malattia.<br>L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è d'accordo, con essa organismi governativi e medici di molte nazioni.<br><br><b>LO SVILUPPO DELLA MALATTIA.</b><br>L'alterazione della funzione c'è e a diversi livelli: fisico, mentale, emotivo ed anche spirituale. Anche i sintomi sono riconoscibili e danno l'indicazione delle tre fasi che caratterizzano un alcolizzato: iniziale, media ed avanzata.<br>Inizialmente ci sono vuoti di memoria e la fretta di consumare subito un bicchierino e poi un altro.<br>Durante il periodo successivo si verificano tentativi di non continuare più o negare addirittura il vizio, la malattia. Si verifica anche la perdita episodica del proprio controllo.<br>Nell'ultimo stadio ansie, paure, incubi, deliri, totale smarrimento dell'autocontrollo.<br>I dati sono allarmanti . Aumenta l'alcolismo nei giovani, ripete l'OMS. Su loro pesa molto il modello di vita dei giovani americani proposto ed amplificato dall'attuale società delle comunicazioni in maniera spes so distorta. Un esperto di quest'organizzazione ha dichiarato: "Cinema, mass media, pubblicità hanno abituato ad associare il consumo d'alcolici all'eroismo, alla ricchezza, ad una vita di successo e questo ha finito per condizionare moltissimo i giovani".<br>Sono soprattutto loro, i giovani, a bere. Cominciano presto e man mano aumentano le dosi. Un indagine condotta in Italia, a Bologna, ha fatto emergere che a 14-16 anni il 2,4% dei maschi arriva ad un litro di vino il giorno. Fra i 17 e 21 anni questa percentuale passa all'8,7% . Ma c'è chi beve anche di più. I ragazzi bevono di più ma le ragazze consumano più farmaci e la miscela con l'alcool è micidiale.<br>Consumati soprattutto per calmare ansia e depressione, gli psicofarmaci sono usati non solo dalle ragazze, ma anche dai maschi. Motivo: stanchezza, svogliatezza, voglia di "svegliarsi". Per dormire, poi, devono prendere qualcosa contro lo stress.<br>La combinazione alcool-psicofarmaci è la porta d'ingresso al mondo della droga. Nell'uno e nell'altro caso, infatti, il meccanismo è lo stesso: delegare ad una sostanza la soluzione dei problemi senza così affrontarli. L'alcool miete vittime ovunque. Negli U.S.A. furono accertati dati che lo fanno fattore determinante nel 30% dei divorzi e delinquenza minorile, 55% di lite e violenze domestiche, 90% d'abusi all'infanzia.<br>Si è discusso se è vero o no che alcuni sono predisposti all'alcolismo. Pur senza giungere a conclusioni definitive e rigorosamente certe, alcuni studi hanno rilevato che i figli degli alcolizzati sono quattro volte più soggetti all'alcolismo dei figli dei non alcolizzati. Anche quando ad allevarli, poi, ci sono stati dei genitori adottivi.<br>Inoltre in giovani nella cui parentela ascendente c'erano stati alcolizzati, si sviluppavano consistenti concentrazioni d'acetaldeide appena consumavano alcool. Questa sostanza che è prodotta quando il corpo scompone l'alcool ingerito, pare accentui la sensazione d'ebbrezza dell'alcool, finendo poi a fornire un più forte stimolo a bere ancora.<br>L'ubriachezza è dovuta ad un eccessivo bere e può essere solo episodico. L'alcolizzato fa "sempre" fatica a controllare la quantità dell'assunzione d'alcool.<br><br><b>COSA DICE LA PAROLA DI DIO</b><br>La Parola di Dio condanna ubriachezza ed alcolismo.<br>Il saggio nei Proverbi, ammoniva: " Non essere di quelli che son bevitori di vino che son ghiotti mangiatori di carne; che il beone ed il ghiotto impoveriranno ed i dormiglioni n'andran vestiti di cenci " ( Proverbi 23: 20-21 ).<br>L'apostolo Paolo spiegò ai Corinzi: " quel che v'ho scritto è di non mischiarvi con alcuno che, chiamandosi fratello, sia un fornicatore, o un avaro o un idolatra, o un oltraggiatore, o un oltraggiatore, o un ubriacone, o un rapace; con un tale non dovete neppure mangiare ".<br>La sua precisazione fu categorica: " Non sapete voi che gli ingiusti non erederanno il regno di Dio? Non v'illudete; né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né i sodomiti, né i ladri, né gli avari, né gli ubriachi, né gli oltraggiatori, né i rapaci erederanno il regno di Dio " ( I° Corinzi 5 : 11-13, 6:9-10 ).<br>L'alcolizzato deve essere aiutato.<br>Difficilmente si riesce ad allontanarsi da soli dall'alcool. Non è questione di volontà. La maggioranza degli alcolizzati ne possiede una buona dose. Dopo una sbornia sono capaci di alzarsi e vivere la giornata come tanti altri.<br>Occorrerà aiutarlo nella fase della disintossicazione. Se ci sono danni all' organismo bisognerà rimediare (cirrosi epatiche, mal di cuore, gastrite, ulcere e pancreatite, rischio cancro). Anche l'istruzione sarà utile. Ma non basterà. Comunque sapere i danni dell'alcolismo nel corpo potrà perlomeno aiutare a prendere coscienza del problema. Soprattutto sono i giovani che spesso sono disinformati delle possibili conseguenze.<br>Comunque Gesù rimane l'unico aiuto degli alcolizzati.<br>Solo la nuova nascita che Egli partecipa a chi accetta di diventare figlio di Dio, fa morire al peccato (e perciò al bere) e fa nascere ad una nuova vita . Così " le cose vecchie sono passate, ecco, sono diventate nuove ".<br>Nel ministerio di Gesù c'è anche " bandire liberazione ai prigionieri ", una versione inglese ha: " spezzare le cattive abitudini " ( Lu. 4:18 ).<br>L'alcolizzato che riceve Gesù come proprio Salvatore realizzerà: " Non v'è dunque alcuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù; perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha affrancato dalla legge del peccato e della morte ".<br>Il credente una volta alcolizzato troverà nella pienezza dello Spirito Santo una sobria ebbrezza ( Ef.5: 18-20 ). Ripieno di Spirito, sarà il liet motive della propria vita. Nessuno spazio alla carne ed al peccato, per lo Spirito Santo.<br>Non esistono alcolizzati cristiani. Esistono cristiani liberati dall'alcool. Per questi sarà buono attenersi alla regola dell'astensione totale. L'alcool anche a piccole dosi per i pasti, potrebbe diventare quel "fuoco in seno" pericoloso per sé e la testimonianza cristiana.<br>Gli altri che non hanno mai avuto questa tentazione tremenda dell'alcool, potranno bere. L'importante è farlo con molta temperanza ricordando che il nostro corpo è il tempio dello Spirito Santo.<br>A tutti il consiglio apostolico : " ogni cosa m'è lecita, ma non ogni cosa è utile. Ogni cosa m'è lecita, ma io non mi lascerò dominare da cosa alcuna ".<br><br>Davide Di Iorio</span><br></p></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Apr 2014 21:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Liberazione dalle Fobie]]></title>
			<author><![CDATA[Corrado De Leo]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9bz1o6yc"><p class="imTALeft"><span class="fs16 cf1 ff1"><b>FOBIE</b><br><br>Le fobie sono paure esagerate d’oggetti specifici o situazioni.<br>Ne sono state classificate circa 300, ma la lista potrebbe continuare all’infinito.<br>I “fobici” possono soffrire di fobie comuni: paura esagerata di cose che la maggioranza teme, come la morte; oppure fobie specifiche, per esempio paura di cose che in se stesse non generano timori, come spazi aperti o ascensori, ma che si temono perché vittime d’ansie, timori che essendosi condotti malvagiamente si sarà certamente castigati. Si proietta così la propria ansia su situazioni esterne che sono temute e perciò da evitare.<br>In ogni caso molte fobie non sono neppure denunziate e si finisce per accettarle. Le statistiche riferiscono che i tre quarti di quelli che ne soffrono appartengono al gentil sesso ma non spiegano i motivi. Silenzio anche sulla fascia d’età dei più colpiti: tra i 25 e i 45 anni.<br>Alcuni dati, invece, sulle ragioni che le fanno insorgere: perdita di una persona cara, un’esperienza traumatica che produce uno shock, emulazione dei genitori che possono trasmettere inconsapevolmente i loro conflitti umani.<br>Purtroppo c’è il rischio che crescendo si può trasferire la propria paura dalla causa originaria ad altre situazioni.<br><b><br></b></span></p><p class="imTALeft"><span class="fs16 cf1 ff1"><b>Le diverse fobie</b><br>Semplificando quello che uno psichiatra ha definito come “un’oscura selva di conflitti umani”, si può affermare che l’analisi suddivide le fobie in tre tipi fondamentali: semplici, sociali, degli spazi aperti.<br>Le fobie “semplici” sono quelle che si manifestano in relazione con situazioni od oggetti specifici come la paura dell’acqua (acquafobia) o dei cani (cinofobia) o - molto diffusa - la claustrofobia: paura degli spazi chiusi.<br>L’uomo comune troverà fuori del normale ed assurdo avere questo tipo di problemi, ma occorre un cuore compassionevole per riuscire a capire chi è stretto in questa morsa. Ogni credente partecipa alla compassione che animava Gesù in terra e di cui è detto negli evangeli che ben nove volte la provò.<br>Le fobie “sociali” sono invece quelle che si provano in pubblico, anche quando questi è costituito da una sola persona. E’ il problema di quanti provano paura ad andare ad una festa, parlare in pubblico, firmare davanti ad altri temendo che la mano possa tremare. I figliuoli di Dio ne sono liberi e vivono invece la propria fede, anche comunitariamente, nelle riunioni di culto che offrono al Signore e nella comunione fraterna in genere.<br>Infine, la fobia “degli spazi aperti”, detta agorafobia. E’ la più difficile da decifrare e da capire. Letteralmente la parola significa “paura della piazza del mercato” e gli esperti affermano trattarsi della paura di quanto la piazza del mercato rappresenta: folle o perdita della padronanza o sicurezza che generalmente si prova in un ambiente ristretto. E’ la “paura della paura”: il panico di chi arriva ad evitare qualsiasi movimento e ad uscire da casa per timore della folla che c’è fuori.<br>E’ indicata come un problema genetico, per alcuni anomali, per altri alimentare: la caffeina può generare irrequietezza, paura, nervosismo, ansietà, nausea, palpitazioni, tremore. Da altri ancora come una malattia fisica, un disturbo del sistema nervoso. Un ricercatore ha, infatti, scoperto che iniettando lattato di sodio in questi soggetti si provocano crisi di panico.<br><br><b>Quali aiuti?</b><br>Si potrebbe affermare che ogni fobico abbisogna di una terapia diversa. Dipende dalla causa originale e del soggetto.<br>In alcune nazioni ricorrono all’elettroshock: terapia elettroconvulsivante. Si fa attraversare il cervello da una debole corrente elettrica che possa generare una modesta crisi di convulsioni. Per gli effetti conseguenti al suo uso come la perdita di memoria, in alcuni paesi è vietata e fortemente limitata.<br>Alcuni trovano sollievo nella cosiddetta medicina alternativa quali rimedi naturali, omeopatia....<br>Non sempre i farmaci sono utili, riferiscono gli psichiatri. Il numero di chi può ricorrervi si riduce al 70% per gli effetti collaterali possibili: sintomi di panico, visione offuscata, insonnia; in ogni modo non è possibile usarli per periodi troppo lunghi.<br>In alcuni casi è praticata l’ipnosi, ma degli esperti non concordano sul suo uso rilevando l'importanza del coinvolgere la volontà del paziente per raggiungere risultati efficaci e durevoli. In ogni caso i credenti evitano quest’ed altro diverso metodo che lasci ad altri il controllo della propria mente ritenendo che solo Dio debba avere questa possibilità e che sia pericoloso ricorrervi.<br>Sicuramente il fobico deve imparare ad aiutarsi. Rilassare il fisico può allentare la tensione mentale dice lo psicologo. Questo può praticarsi controllando la respirazione. Concentrandosi sul presente ed evitando di pensare a quanto genera apprensione.<br>Naturalmente l’aiuto esterno è anche importante. Almeno per capirsi e imparare a superare le proprie fobie nell’immaginazione: è la tecnica della desinsibilizzazione. Occorre saper osare e può essere sconvolgente emotivamente, ma occorre spiegare che la paura in sé non può nuocere e che va invece affrontata e vinta.<br><br><b>L’intervento divino</b><br>Spesso le fobie sono usate dal Diavolo che approfitta della debolezza dei fobici per legarli ancora maggiormente ai propri timori.<br>In particolari condizioni la paura può costituire una “porta aperta” per un’opera diabolica che può essere un’influenza spirituale negativa, un’ossessione e - in casi estremi - una possessione demoniaca. La paura è in relazione alla nascita del peccato: ”..ho udito la tua voce nel giardino e ho avuto paura, perché ero nudo e mi sono nascosto”. Gli esperti affermano che non si nasce con la paura anche se studi avanzati hanno rivelato un’influenza madre-feto.<br>Certamente Dio non impaurisce: “..non avete ricevuto uno Spirito di servitù per ricadere nella paura ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo “Abba! Padre!”. Difatti" Dio ci ha dato uno spirito non di timidezza, ma di forza, d’amore e d’autocontrollo”.<br>La paura del fobico è paradossalmente una fede, anche se negativa. Fu l’esperienza di Giobbe: “Non appena temo un male esso mi colpisce, e quel che mi spaventa, mi piomba addosso”. Gli eventi si succedettero rovinosi uno dopo l’altro facendogli perdere beni, figli, salute. Solo l’intervento divino che Gli parlò personalmente lo aiutò ad uscirne.<br>In ogni caso va detto con chiarezza che “..per questo è stato manifestato il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo” e “liberare tutti quelli che dal timore della morte erano tenuti schiavi per tutta la loro vita”.<br>Per realizzare questa libertà basta chiederla,come i Discepoli nella tempesta: “..si sollevò una cosi gran burrasca, che la barca era coperta dalle onde; ma Gesù dormiva. "... i suoi discepoli avvicinatisi, lo svegliarono dicendo: “Signore, salvaci, siamo perduti”.Allora come oggi Egli interviene: “Sgridò i venti ed il mare, e si fece gran bonaccia”.<br>E’ giusto non nascondere che il problema di alcuni è “mantenere” la liberazione. Sarà d’aiuto la fede nella Parola di Dio: “..la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e dalla morte”.<br>Anche un’attitudine mentale giusta sarà importante: “Lo spirito dell’uomo lo sostiene quand’egli è infermo; ma lo spirito dell’uomo chi lo solleverà?” Invece è scritto che “Un cuore allegro è un buon rimedio, ma uno spirito abbattuto fiacca le ossa”.<br>C’è perciò una relazione tra l’essere fisico e la mente che deve essere illuminata da Colui che dice: “Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”.<br><br>Davide Di Iorio<br><br></span><br></p></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Apr 2014 21:05:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Occultismo]]></title>
			<author><![CDATA[Corrado De Leo]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_j68jsq3r"><p class="imTAJustify"><span class="fs16 cf1 ff1"><b>OCCULTISMO </b><br><br>Anche religioni che si definiscono cristiane credono che la “comunione dei santi” possa prevedere comunicazioni Terra-Purgatorio-Paradiso, pur avvertendo e mettendo in guardia dal pericolo della superstizione, idolatria, tranelli del Diavolo, <br>Va subito precisato che i veri Cristiani non credono nell’esistenza di un Purgatorio e neanche a comunicazioni con i defunti. La Bibbia proibisce questi “contatti” perentoriamente. <br>Nel passato l’occultismo era comune tra gli Egiziani, i Babilonesi, gli Assiri.<br>La stessa Bibbia accenna a maghi che imitarono i segni miracolosi compiuti da Mosè in presenza del Faraone. L’apostolo Paolo indica i nomi di due di loro: “E come Iannè e Iambrè si opposero a Mosè, così anche costoro (falsi credenti) si oppongono alla verità” (2 Tim. 3:8). Il profeta Daniele scrisse: “Il re fece chiamare i magi, gli incantatori, gli indovini e i Caldei perché gli spiegassero i suoi sogni” (2:2). Ancora un re Babilonese, Baldassar, “gridò che si facessero entrare gli incantatori, i Caldei, e gli astrologi” (5:7).<br><br><b>PROBLEMA DI SEMPRE </b><br>Le proibizioni della legge di Mosè in proposito gettano luce sull’ambiente cananeo che gli Ebrei avrebbero trovato al loro arrivo in Palestina: “Non si trovi in mezzo a te chi fa passare suo figlio per il fuoco, né chi esercita la divinazione, né astrologo, né chi predice il futuro; né mago, incantatore, chi consulta gli spiriti, dica la fortuna, né negromante, perché il Signore detesta chiunque fa queste cose; a motivo di queste pratiche abominevoli, il Signore sta per scacciare quelle nazioni dinanzi a te” (Dt. 18:10,12). La pena estrema prevista per i dediti a negromanzia ed indovinazione fa capire chiaramente l’avversione divina a tali pratiche. In ogni caso il popolo del Signore doveva essere diverso: “Tu sarai integro verso il Signore... quelle nazioni che tu spodesterai danno ascolto agli astrologhi ed indovini. A te, invece, il Signore, il tuo Dio, non lo permette. Per te il Signore... farà sorgere tra i tuoi fratelli, un profeta come me; a lui darete ascolto” (Lev. 18:13,14,15). Purtroppo non fu così. Il Profeta venne, ma ancora al tempo dei re ebrei è riportato: “fecero passare per il fuoco i loro figli, si applicarono alla divinazione e incantesimi e si diedero a fare ciò che è male agli occhi del Signore provocandolo”.<br>Il mondo biblico antico ha sempre coltivato un culto dei morti spesso anticamera dell’occultismo, perciò il divieto: “Non praticherete divinazione o magia. Non vi taglierete in tondo i capelli ai lati del capo, e non ti raderai i lati della barba. Non vi farete incisioni nella carne per un morto, né vi farete tatuaggi addosso. Io sono il Signore” (Lev. 19:26-28). L’ultima affermazione: “Io sono il Signore” equivale a dichiarare che occultismo significa servire altri dei; il primo comandamento recita infatti: “Io sono il Signore, il tuo Dio, non avere altri dei oltre a Me”. Anche l’apostolo Paolo sottolineò il binomio demoni-idolatria: “le carni che i pagani sacrificano, le sacrificano ai demoni e non a Dio”. Nell’Apocalisse è previsto per la Grande Tribolazione: “gli uomini non cessarono di adorare i demoni e gli idoli d’oro, argento, rame, pietra, legno” (9:20). Sempre a proposito di culto dei morti, è da dire che la posizione cristiana riguardo alla cura dei defunti è per questo limitata ad una eventuale semplice manutenzione del luogo dove sono conservati. Il maniacale interessamento domenicale, ed anche più frequente, della conservazione dei morti ed abbellimento delle tombe, può degenerare in colloqui, contatti... che costituiscono una porta aperta al Diavolo. <br><br><b>COME RICONOSCERLO</b><br>Anche oggi le pratiche occulte sono sempre più popolari. Tre elementi comuni permettono di stabilire di essere in presenza di tale fenomeno.<br><br><b>(1) Rivelazioni di conoscenze non conseguibili con i cinque sensi umani.</b></span></p><p class="imTAJustify"><span class="fs16 cf1 ff1">La serva posseduta da uno “spirito di divinazione” incontrata dall’apostolo Paolo a Filippi, <br>città macedone, faceva l’indovina grazie ad esso. Altre versioni rendono “spirito di Pitone”, <br>uno dei nomi di Apollo. Questa falsa divinità, si diceva, nascendo aveva ucciso il serpente <br>custode di Delfi che doveva perseguitare sua madre Latona. La pitonessa di Delfi veniva <br>consultata per conoscere il futuro: il suo balbettare veniva interpretato da altri e <br>considerato oracolo divino. Forse si trattava di una ventriloqua, certamente di una parodia <br>satanica del dono delle lingue e dell’interpretazione. In realtà più che conoscere il futuro <br>Satana lo “prepara”. Attraverso i demoni e gli uomini da loro posseduti egli può “creare” <br>certe situazioni che poi indicherà a quanti lo cercano. I credenti non ricercano questa <br>conoscenza: “Se vi si dice: &lt; che sussurrano e bisbigliano&gt;&gt;, rispondete: &lt; Dio? Si rivolgerà forse ai morti in favore dei vivi? Alla legge! Alla testimonianza!&gt;&gt;. Se il <br>popolo non parla così, non vi sarà per lui alcuna aurora!”. <br>Il futuro è stabilmente nelle mani del Signore: “Le cose occulte appartengono al Signore<br>nostro Dio” (Dt. 29:28) ed il credente rimette semplicemente la sua sorte in Lui che <br>opererà.<br></span><span class="fs16 cf1 ff1"><b>(2) Contatto con potenze soprannaturali malefiche. </b></span><br></p><p class="imTAJustify"><span class="fs16 cf1 ff1">Ogni forma di contatto è severamente vietata dalle Sacre Scritture: “I vostri profeti, che <br>sono in mezzo a voi, e i vostri indovini non vi ingannino, e non date retta ai sogni che fate” <br>(Ger. 29:8).<br>Gesù e poi lo stesso apostolo Paolo, comunque, rifiutarono persino gli elogi di potenze <br>occulte. E’ riferito che essi reagivano alla presenza del Maestro: “Sei venuto per mandarci <br>in perdizione? Io so chi sei: Il Santo di Dio!”. Gesù lo sgridò: ”Sta zitto ed esci da costui..” <br>“..scacciò molti demoni e non permise loro di parlare perché lo conoscevano”. Qualcosa di <br>analogo accadde all’apostolo Paolo che “infastidito si voltò e disse allo spirito: Io ti ordino <br>nel nome di Gesù Cristo che tu esca da costei”.<br><b>(3) Intervenire e sensibilizzare persone non presenti</b><br>Il colloquio narrato da Gesù tra il ricco ed Abraamo circa il povero Lazzaro apre uno <br>spiraglio di luce sul mondo dei defunti fino a quei giorni. Il soggiorno dei morti è descritto <br>come luogo di (Lc. 16):<br><b>(a) strazio:</b> “E nell’Ades, essendo nei tormenti” (v.23 a);<br><b>(b) consapevolezza:</b> “..ed esclamò: Padre Abraamo, abbi pietà di me, e manda <br>Lazzaro a intingere la punta del dito nell’acqua per rinfrescarmi la lingua, perché<br>sono tormentato in questa fiamma” (v.24);<br><b>(c) memoria:</b> “Ma Abraamo disse: Figlio, ricordati che tu nella vita hai ricevuto i tuoi <br>beni e che Lazzaro similmente ricevette i mali” (v.25); <br><b>(d) condizione immutabile</b>: “...fra noi e voi è posta una grande voragine, perché <br>quelli che vogliono passare di qua a voi, non possano, né di la si passi da noi” (v. 26).<br><b>(e) responsabilità:</b> “Ti prego.. che tu lo mandi a casa di mio padre... affinché attesti loro queste cose, e non vengano anche loro in questo luogo di tormento”. Abraamo disse: “Hanno Mosè e i profeti; ascoltino quelli”. Ed egli: ”No... ma se qualcuno dei morti va a loro si ravvederanno”. Abraamo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti risuscitasse”(vv. 27-31).<br>Da questo dialogo si evince che ogni contatto tra defunti peccatori e santi è vietato e che <br>ogni colloquio tra essi ed i viventi non è consentito. I cambiamenti intervenuti con la morte <br>e resurrezione di Gesù hanno ulteriormente approfondita questa impossibilità (cfr. Ef. 4:<br>8-10).<br>I pochi episodi di defunti biblici riapparsi sono eccezioni “permesse” da Dio.<br>Per esempio il profeta (1 Samuele 28) ricevette il permesso di apparire alla Maga perché <br>Saul il re, in una condizione di ribellione a Dio da trentasette anni e quindi di peccato a <br>morte, non riuscì a stabilire la comunione con Dio (v. 15 b) e perciò Samuele fu incaricato <br>di rivelargli l’immediato futuro.<br>Dall’episodio si comprende che i morti evocati :<br>a. non possono rispondere: l’evocatrice “urlò” spaventata vedendo realmente Samuele... non era il solito demone travestito (v.12);<br>b. sono infastiditi: “Perché mi hai disturbato, facendomi salire?” (v. 15a);<br>c. conservano la memoria: “Il Signore ha agito come ti aveva annunziato per mezzo mio” (v. 17 a).<br>Altri due defunti apparsi sono Mosè ed Elia sul monte della trasfigurazione. Anche qui si tratta di permessi divini accordati per sottolineare “dalla magnifica gloria” la superiorità di Gesù sulla legge (Mosè) ed i profeti (Elia) e quindi il nuovo corso della Grazia: “Questo è il mio Figlio Diletto, nel quale mi sono compiaciuto; ascoltatelo“ (Mt. 17:5).<br>Questa pratica diabolica non ha quindi giustificazione biblica ed è invece proibita da Dio. <br>Essa costituisce una “porta aperta” al diavolo che finisce per dapprima influenzare, <br>ossessionare, oppressare ed infine possedere coloro che lo ricercano.<br>La sorte riservata ai sette popoli della Palestina, cui subentrarono gli Ebrei, e quella subita <br>dai grandi Imperi del passato come Egiziani ed Assiro-Babilonesi ed altri ancora,deve <br>mettere in guardia chiunque dal farlo. <br>La Scrittura riserva lo stagno ardente di fuoco e di zolfo a quanti sono dediti <br>all’occultismo,infatti è scritto nell’Aspocalisse: “Ma per … gli stregoni…, la loro parte <br>sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda".<br><br><br>Davide Di Iorio<br><br></span></p><p class="imTALeft"><br></p></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Apr 2014 21:04:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Liberazione dalle relazioni umane compromesse]]></title>
			<author><![CDATA[Corrado De Leo]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_k9y25pyi"><p class="imTAJustify"><span class="fs16 cf1 ff1">(1 Samuele 18)<br><br>Nella storia del biblico re Davide, c’è una pagina della sua vita che mostra le sue relazioni umane compromesse.Mentre questi era ancora un giovane di diciassette anni, bello e biondo, senza caratteristiche di guerriero, egli fu usato dal Signore per concedere ad Israele -oppressa dai Filistei- una gran liberazione.<br><br>Come spesso capita a chi non si arrende a Dio per essere Suo strumento, il regnate re Saul vide altri essere usato quale liberatore d’Israele con l’uccisione del gigante Goliat.<br><br>Al ritorno dalla vittoria,secondo il costume dell’ epoca: ”le donne, danzando, si rispondevano a vicenda e dicevano: "Saul ha ucciso i suoi mille, e Davide i suoi diecimila".Saul ne fu molto irritato; quelle parole gli dispiacquero e disse: "Ne danno diecimila a Davide e a me non ne danno che mille! Non gli manca altro che il regno!".La gelosia non controllata,produsse rancore ed odio,infatti: “da quel giorno in poi, guardò Davide di mal occhio”.<br><br>Ripetutamente il giovane Davide cercò di dimostrare a Saul l’infondatezza delle sue preoccupazioni e sembrava convincerlo:”Poi disse a Davide: "Tu sei piú giusto di me, poiché tu mi hai reso bene per male, mentre io ti ho reso male per bene” (I Sam. 24:18);tuttavia, accecato,ricadeva poi nell’odio dovuto alla gelosia e cercava di uccidere Davide.<br><br>Come Credenti bisogna evitare che le proprie relazioni possano compromettersi, ma se accade bisogna credere che si possono guarire.<br><br>Come si stabiliscono<br>Spesso si costituiscono per timore: ”Quando Saul vide che egli riusciva molto bene, cominciò ad aver paura di lui” (v.15).<br><br>La paura è sovente dovuta all’orgoglio:”Saul ne fu molto irritato; quelle parole gli dispiacquero e disse: "Ne danno diecimila a Davide e a me non ne danno che mille! Non gli manca altro che il regno!" (v.8)<br><br>La paura si fa spazio nell’allontanamento da Dio: “Saul aveva paura di Davide, perché il SIGNORE era con lui e si era ritirato da Saul” (v.12)<br><br>La paura è conseguenza della doppiezza: ”Saul disse a Davide: "Ecco Merab, la mia figlia maggiore; io te la darò in moglie; solo sii per me un guerriero valente, e combatti le battaglie del SIGNORE"…Ma quando giunse il momento di dare Merab, figlia di Saul, a Davide, fu invece data in sposa ad Adriel” (vv.17,19).Fu un inganno indegno di un Re credente.<br><br>La paura è anche in relazione all’empietà non repressa, ma coltivata: ”Or Saul diceva tra sé: "Cosí non sarà la mia mano a colpirlo, ma la mano dei Filistei" (v.17b).Invece di ravvedersi,continuava in un’escalation di peccato confemando la verità biblica: “Un abisso chiama un altro abisso” (Salmo 42: 7)<br><br>Le relazioni umane compromesse si stabiliscono anche per la perseveranza nella malvagità.<br><br>Dopo la prima ambigua e fallita offerta di matrimonio,Saul ne fece una seconda:” Mical, figlia di Saul, amava Davide; lo riferirono a Saul e la cosa gli piacque.Saul disse: "Gliela darò, perché sia per lui una trappola ed egli cada sotto la mano dei Filistei". E gli disse a Davide: "Oggi, per la seconda volta, tu puoi diventare mio genero".Fu così che:” gli diede in moglie Mical, sua figlia. Saul vide e riconobbe che il SIGNORE era con Davide; e Mical, figlia di Saul, l'amava” (v.28).<br><br>Periodicamente Saul ritornava alla sua follia e cercava di uccidere il genero ,fino alla propria morte. La sua storia insegna che:”L'uomo che, dopo essere stato spesso ripreso, irrigidisce il collo, sarà abbattuto all'improvviso e senza rimedio”.<br><br>Spesso i problemi sorgono perché si fanno preferenze,non solo per paura o perseveranza nella malvagità.<br><br>Un figlio discriminato dal padre non evitò gli stessi errori;nella famiglia di Giacobbe il preferito per la giovanissima età era Giuseppe:”Israele amava Giuseppe piú di tutti gli altri suoi figli, perché era il figlio della sua vecchiaia; e gli fece una veste lunga con le maniche”. I suoi fratelli vedevano che il loro padre l'amava piú di tutti gli altri fratelli; perciò l'odiavano e non potevano parlargli amichevolmente” (Genesi 37:3,4)<br></span><br><span class="fs16 cf1 ff1">PROTEZIONE EFFICACE<br><br> <br><br>Non saranno certo amuleti e formule a proteggere dal malocchio od altre forme di superstizione.<br><br>Pur ribadendo che - spesso - l'origine di certe manifestazioni e credenze è più nell'immaginario popolare o frutto di menti deboli, bisogna riconoscere che, a volte, si è in presenza d'autentici fenomeni spirituali di origine diabolica.<br><br>L'uomo non è solo nella battaglia contro " le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti ", a sua disposizione il Signore ha messo alcuni strumenti.<br><br>Prima di tutto gli è consigliato: " Rivestitevi della completa armatura di Dio, onde possiate star saldi contro le insidie del diavolo; " ( Ef. 6: 11 ).<br><br>Nelle componenti di quest'equipaggiamento, Dio ha previsto anche "l'elmo della salvezza".<br><br>Serve a proteggere la mente che è appunto l'oggetto degli attacchi diabolici.<br><br>Procura ed alimenta come oggetto dei pensieri tutte le cose vere, onorevoli, giuste, pure, amabili, di buona fama, in cui è qualche virtù e qualche lode di cui scrive l'apostolo Paolo ai credenti Filippesi.<br><br>Secondariamente bisogna esercitare l'autocontrollo " e non fate posto al diavolo ". ( Ef. 4: 27 ); altri traducono "non date ospitalità".<br><br>In qualche maniera questo è vero anche per gli increduli. Un non incline a ritenere vere certe superstizioni, difficilmente sarà influenzato da forze demoniache.<br><br>In un momento negativo della sua vita con Dio, Giobbe affermò " mi piombano addosso i mali che temo e mi capita proprio quel che mi spaventa ".<br><br>Le parole di Gesù sono così trasformate e realizzate al contrario "siati fatto secondo la tua paura" invece che " secondo la tua fede ".<br><br>La paura, infatti, è una fede negativa, se si esercita autocontrollo satana non troverà ospitalità.<br><br>In terzo luogo occorre vigilare: " Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va attorno a guisa di leon ruggente cercando chi possa divorare. ”. ( I° Pietro 5: 8 ).Il leone della tribù di Giuda è Gesù ma Satana lo scimmiotta anche in questo atteggiandosi a leon ruggente, una sobria veglia consentirà di non lasciarsi vincere e neanche spaventare.<br><br>In quarto luogo è necessario un'azione positiva: "… Sottomettetevi dunque a Dio; ma resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi. ”. ( Giacomo 4: 7 ).<br><br>Non si tratta di vivere in un eterno stringere i denti quanto, invece, sottomettere al Signore tutto di sé.<br><br>Infine è utile ricordare che i cristiani, seppure accusati giorno e notte dal diavolo, è scritto che " Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell'Agnello, e con la parola della loro testimonianza… " ( Apocalisse 12: 11 ).<br><br>Non l'uso del sangue versato da Gesù come formula magica ma una testimonianza che parli, saranno le armi che vinceranno il diavolo.<br><br>Dinanzi ad un fenomeno a diffusione universale qual è la credenza nelle superstizioni, si ricordi la sua origine spesso diabolica e la protezione efficace che la grazia divina offre.<br><br>Gesù è morto per distruggere " colui che aveva l'imperio della morte, in altre parole il diavolo, e liberare tutti quelli che per il timore della morte erano per tutta la vita soggetti a schiavitù. ”.<br><br> <br><br> <br><br>Davide Di Iorio</span><br></p></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Apr 2014 20:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Liberazione dalla bestemmia]]></title>
			<author><![CDATA[Corrado De Leo]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ym8ut518"><p class="imTALeft"><span class="fs16 cf1 ff1">LIBERAZIONE DALLA BESTEMMIA<br><br>La parola bestemmiare, nel suo significato primitivo, denota ogni genere di maldicenza e calunnia;ma nel senso ristretto Scritturale, ed anche nell'uso comune,indica un detto irriverente ed ingiurioso,concernente Dio o qualcosa del Suo nome ed attributi.<br><br>In Israele la Legge di Mosè comandava: "Non bestemmierai contro Dio e non maledirai il principe del tuo popolo ” (Esodo 22:28). Il Pentateuco,la raccolta dei primi cinque libri biblici, riferisce di un bestemmiatore che fu punito drasticamente : “Il figlio di una donna israelita e di un Egiziano, trovandosi in mezzo a degli Israeliti, venne a diverbio con un figlio d'Israele.Il figlio della israelita bestemmiò il nome del SIGNORE e lo maledisse; perciò fu condotto da Mosè. La madre di quel tale si chiamava Selomit ed era figlia di Dibri, della tribú di Dan.Lo misero in prigione, in attesa di sapere che cosa il SIGNORE ordinasse di fare.E il SIGNORE parlò a Mosè, e gli disse:"Conduci quel bestemmiatore fuori dal campo; tutti quelli che lo hanno udito posino le mani sul suo capo e tutta la comunità lo lapidi” (Levitico 24:10 – 14).<br><br>Anche altre legislazioni antiche prevedevano punizioni per bestemmie indirizzate ad Autorità civili o religiose;tuttavia ancora oggi bestemmiare viene definito nei dizionari come:”Offendere la divinità con espressioni ingiuriose”.<br><br>L'articolo 724 del Codice Penale, preparato poco tempo dopo la firma del Concordato fra Stato e Chiesa ( l'11 febbraio 1929 ), recita: "Bestemmia. Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità o i Simboli o le persone venerati nella religione dello Stato è punito con l'ammenda da L.20 a 600 mila".Una testimonianza di come non era, almeno ufficialmente, accettato un certo modo di parlare scurrile ed osceno in tempi non lontanissimi.<br><br>Con la venuta di Cristo Gesù l'accento si è spostato dalla repressione alla responsabilizzazione: evitare che Credenti diano occasione di bestemmiare a non Credenti.Vari sono gli inviti biblici in proposito;quello di Paolo ai Romani : (2:24); quello dello stesso Apostolo ad un suo collaboratore perché ammaestri le spose cristiane :”a essere sagge, caste, diligenti nei lavori domestici, buone, sottomesse ai loro mariti, perché la parola di Dio non sia disprezzata” (Tito 2:5).<br><br>Una maniera di esprimersi che in tempi passati distingueva i derelitti delle Nazioni, è oggi realtà di vita;quasi che la depauperazione culturale del Paese sia dimostrata anche da questa trasformazione del linguaggio!<br><br>Tale cambiamento è evidente nei vari aspetti della vita: in passato negli scritti le parolacce erano sostituite da puntini di sospensione, oggi quasi più nessuno lo fa.Nei film c'è largo spazio al turpiloquio e alle conversazioni lascive; è considerato un punto di forza, per un maggiore successo, introdurre alcune oscenità.<br><br>Qualcuno obietterà che il linguaggio blasfemo è stato sempre presente nel corso degli anni;il problema è che si è all'osceno,una metamorfosi è in atto.<br><br>Il tifo durante le manifestazioni sportive c'era già ai tempi dei Greci e dei Romani e anche prima; oggi si è però all'uso del linguaggio scurrile e della bestemmia come normale modo di entusiasmo sportivo.Anche per questo Tertulliano scriveva come apologia del Cristianesimo:”Voi ci accusate di nasconderci come topi.Ora noi siamo presenti ovunque.Abbiamo le vostre stesse attività,gli stessi cibi,gli stessi vestiti.Rifiutiamo solo di frequentare i templi e gli spettacoli dell'anfiteatro”.<br><br>C'è poi in atto un uso sfrenato della "pornografia verbale";si costata che un po' tutti usano il turpiloquio con chiara allusione al sesso;molti usano parole volgari relative all'attività sessuale quasi tutte le volte che aprono la bocca.<br><br>Il cambiamento è evidente anche nei rapporti interpersonali:alle usuali espressioni di imprecazioni degli anni passati, sempre peccaminose, è subentrato un linguaggio blasfemo. Qualcuno soltanto si addolora per questo; molti credono addirittura che in fin dei conti sia un bene per l'uomo bestemmiare.Alcuni Terapisti del nervosismo nel passato hanno insegnato che era meglio sfogare il proprio nervosismo, anche con la bestemmia, se se ne sentiva il "desiderio - bisogno".Molti hanno accettato con gioia questa legittimazione pseudo-scientifica;in ogni caso le attuali ricerche sociologiche ribaltano il concetto: l'ira mette radici più profonde e si alimenta da sola.<br><br>Dunque il Saggio biblico aveva ragione: "La risposta dolce calma il furore, ma la parola dura eccita l'ira" ( Proverbi 15:1 );no! la bestemmia non aiuta a liberare dall'ira.<br><br>Imprecazioni, linguaggio blasfemo ed osceno, aggressione verbale, non possono sostituire o essere preferite all'aggressione fisica né costituire un modo per sfogare sentimenti accumulati come la frustrazione. Diceva il paziente Giobbe: ”Bada che la collera non ti trasporti alla bestemmia, la grandezza del riscatto non ti spinga a deviare!” ( 36:18).<br><br>Certe espressioni non troppo fini del passato impallidiscono di fronte alle imprecazioni usate oggi;non soltanto nell'ira o nell'esclamazione di dolore, ma per il semplice gusto di imprecare, l'uomo di oggi preferisce l'oscenità.<br><br>Il linguaggio da trivio è evidente negli scritti sui muri, nella moda delle magliette, poster, autoadesivi.<br><br>Esistono riviste specializzate di linguaggio blasfemo per adulti e perfino per adolescenti dove si esaltano festini in cui si fa a gara a chi la dice più grossa, e si racconta di gare di "scatologia" ovvero di dissertazioni su cose sudice, in particolare sulle funzioni escretorie.<br><br>Evidentemente il deteriorarsi delle istituzioni e norme di comportamento tradizionale ha il suo peso;disgregamento della famiglia, perdita di sottomissione ed ogni autorità e nuova moralità del "tutto lecito" hanno aiutato la diffusione del turpiloquio più sfrenato.<br><br> <br><br>COSA DICE LA BIBBIA &nbsp;<br><br>Il Pentateuco afferma che per il bestemmiatore in Israele c'era la lapidazione :”Chi bestemmia il nome del SIGNORE dovrà essere messo a morte; tutta la comunità lo dovrà lapidare. Sia straniero o nativo del paese, se bestemmia il nome del SIGNORE, sarà messo a morte" ( Levitico 24.16).<br><br>Nel Nuovo Testamento resta l'avversione divina nei confronti dei peccati del linguaggio :”Nessuna cattiva parola esca dalla vostra bocca; ma se ne avete qualcuna buona, che edifichi secondo il bisogno, ditela affinché conferisca grazia a chi l'ascolta…Via da voi ogni amarezza, ogni cruccio e ira e clamore e parola offensiva con ogni sorta di cattiveria!” ( Efesini 4:29,31).<br><br>L'apostolo Paolo si diceva antico sacrilego : “prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un oltraggiatore; ma misericordia mi è stata fatta, perché lo feci ignorantemente nella mia incredulità” (I Timoteo 1:13); ammetteva che cercava di convincere i Cristiani a maledire Cristo: "E spesse volte, per tutte le sinagoghe, li costrinsi con pene a bestemmiare" , dalla conversione in poi però dalla sua bocca uscirono lode a Dio e testimonianza cristiana. Oltre ad essere proibito dalla Bibbia la bestemmia fa male a se stessi.<br><br>In ogni modo la Bibbia aveva previsto i giorni futuri come involuzione del pudore umano; leggiamo: "Or sappi questo, che negli ultimi giorni verranno dei tempi difficili. Poiché gli uomini saranno … bestemmiatori” ( 2 Timoteo 3: 1-4).<br><br>Nel libro biblico di Giuda si legge che nonostante l'esempio e l'ammonizione che viene dal giudizio divino su Sodoma e Gomorra molti "nello stesso modo, trasognati, mentre contaminano la carne disprezzano l'autorità e dicono male della dignità".<br><br>In ogni caso è vicino il giorno profetizzato da "Enoc, il settimo da Adamo, dicendo: Ecco, il Signore è venuto con le sue sante miriadi per far giudizio contro tutti, e per convincere tutti gli empi di tutte le opere di empietà che hanno ampiamente commesse, e di tutti gli insulti che gli empi peccatori hanno proferito contro di lui". Gesù sta per ritornare e porrà fine a quest'era dell'osceno.<br><br>Dei giorni della Fine l'Apocalisse previde: “E gli uomini furon arsi dal gran calore; e bestemmiarono il nome di Dio che ha la potestà su queste piaghe, e non si ravvidero per dargli gloria” (Apocalisse 16:9). Saranno caratterizzati da castighi sugli uomini: “arsi dal gran calore; e bestemmiarono il nome di Dio che ha la potestà su queste piaghe, e non si ravvidero per dargli gloria”<br><br>A quanti vorrebbero, ma non riescono a non bestemmiare, Gesù ricorda: "Dall'abbondanza del cuore la bocca parla". Se s'invita il Salvatore nella propria vita Egli cambierà il cuore e trasformerà l'esistenza di chi Lo invoca.<br><br>Allora la bocca avrà un'altra funzione: "Io benedirò l'Eterno in ogni tempo; la sua lode sarà del continuo nella mia bocca". In cielo essa sarà per sempre impegnata a lodare il Signore: "A Colui che siede sul trono e all'Agnello siano la benedizione e l'onore e la gloria e l'imperio, nei secoli dei secoli" Amen!<br><br> <br><br>Davide DiIorio</span><br></p></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Apr 2014 20:56:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Liberazione dal pensiero moderno abortista]]></title>
			<author><![CDATA[Corrado De Leo]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_12j88ic8"><p class="imTAJustify"><span class="fs16 cf1 ff1">Liberazione dal pensiero moderno abortista<br></span></p><p class="imTAJustify"><span class="fs16 cf1 ff1"><br>Ancora oggi intere Nazioni usano l'aborto come mezzo di controllo delle nascite;per esempio in Cina dove lo Stato incoraggia il figlio unico;le vittime sono pari ad un'intera nazione di media densità demografica.In un altro paese orientale,il Giappone,per scelte individuali e non statali, esiste una posizione analoga; si calcola che il 30% dei concepimenti finiscono con l'aborto. Nell'Occidente la situazione non è migliore. In Svezia, per esempio, l'aborto è permesso dal 1946 per "ragioni mediche, sociosanitarie, umanitarie ed eugenetiche o quando il feto ha riportato lesioni". In pratica oggi è un sistema socialmente accettabile per la limitazione della prole.<br><br>Il primo paese a legalizzare questo tipo d'intervento fu l'URSS, nel 1920,Stato oggi scomparso e scomposto in più realtà.<br><br>Comunque, non tutti gli aborti vengono eseguiti perché i nascituri potrebbero venire alla luce con difetti fisici, mentali, o per stupro o incesto.<br><br>Anticamente il controllo demografico non era considerato un problema;le autorità erano contente dell'aumento numerico perché questo significava un esercito numeroso e quindi potere.<br><br>Gli aborti venivano usati solo per i figli di relazioni illegali.<br><br>In ogni modo si è a conoscenza che nell'antica Atene "la volontaria limitazione delle nascite era all'ordine del giorno, ed era realizzata sia mediante sistemi preventivi, sia mediante aborti o infanticidi". Uno storico riferisce che nell'impero romano "le donne desideravano di essere più sessualmente che maternamente belle; il desiderio della libertà individuale agiva in contrasto con le esigenze della razza. Di quelle che si sposavano, la maggioranza limitava l'accrescersi della famiglia con l'aborto, l'infanticidio … le pratiche antifecondative".<br><br>Dagli Ebrei i figli erano considerati segno di benedizione: "Ecco i figliuoli sono un'eredità che viene dall'Eterno; il frutto del seno materno è un premio" (Sal.127:3) .<br><br> <br><br>IL PENSIERO ATTUALE<br><br> <br><br>In questo soggetto molto dipende dalle definizioni .<br><br>Per esempio: quando ha inizio la vita? Le opinioni divergono a seconda dalla posizione pro o antiabortista.<br><br>Quando uno spermatozoo unisce i suoi 23 cromosomi con ugual numero di essi nell'ovulo, viene concepita una vita nuova.<br><br>Fin dall'istante del concepimento vengono stabiliti sesso e altre caratteristiche non più modificabili. Per gli antiabortisti, quindi, la vita comincia in quel momento e perciò ogni aborto provocato è omicidio. Citano luminari medici che dichiarano che a sei mesi il feto può vedere, udire, provare emozioni, gustare ed anche imparare. Non è solo una sostanza gelatinosa, quindi.<br><br>Gli abortisti invece ritengono che la vita ha inizio circa 20 settimane dopo il concepimento. Solo da allora, fanno notare, la madre comincia ad avvertire i primi movimenti del feto e questo può nascere vivo. Essi ritengono che finchè un individuo dipende completamente dalla madre, non è una persona.<br><br> <br><br>La legislazione sull'aborto è diversa a seconda dei Paesi.<br><br>In Italia è regolato dalla legge 194. La decisione di abortire è presa dalla donna che può richiedere d'interrompere la gravidanza. I medici possono essere obiettori e rifiutarsi di farlo. Sondaggi recenti hanno rilevato che una grossa percentuale d'italiani ritiene che alla decisione della donna dovrebbe affiancarsi quella dell'uomo e che il previsto periodo dei giorni per ricorrere all'aborto vada ridotto.Periodicamente si chiede una revisione restrittiva od estensiva della Legge,a seconda dei convincimenti laici o meno e finora inutilmente.<br><br>In Gran Bretagna il nascituro non è riconosciuto essere umano fino a che lascia il grembo materno. Da allora, anche se il cordone ombelicale rimane intatto, uccidere quella creatura è reato.<br><br>Negli USA dopo 16 anni di diritto all'aborto praticamente senza restrizioni, la Corte Suprema ha stabilito che i 50 Stati Americani hanno diritto di decidere o no nuovi e più severi limiti.<br><br> <br><br>LE CONSEGUENZE DELL'ABORTO<br><br> <br><br>Fisiche . Dopo un aborto eseguito nei primi mesi di gravidanza, la donna avverte debolezza e può avere nausea, crampi e forse emorragie.<br><br>I pericoli, in ogni modo, sono generalmente proporzionali all'età del feto. Il tempo di nove mesi di gestazione è spesso diviso a fini medici in tre trimestri. Nel primo il feto è generalmente estratto con un aspiratore, ciò richiede breve tempo. Nel secondo può essere smembrato per estrarlo o è usata un'iniezione. Normalmente è richiesta una breve degenza ospedaliera. Nel terzo l'unico modo d'intervento può essere l'incisione dell'utero per tirare fuori la creatura che si sta sviluppando.<br><br>A gravidanza avanzata i segni dell'interruzione possono durare una settimana.<br><br>Il livello ormonale, infatti, si abbassa. Dolore al petto e un senso di depressione possono verificarsi.<br><br>Psichiche ed emotive . Gli esperti ritengono che possono realizzarsi anche più tardi ed avvertire turbamenti per lungo tempo.<br><br>La religione buddista affronta questo in modo insolito. Sono poste delle statuette di plastica, gesso o pietra - che rappresentano i bimbi soppressi - nei templi. Nel corso dei riti sono poi affidati a Jizo, il protettore buddista dei bambini. I genitori possono così chiedere perdono a questa divinità.<br><br>Familiari . Si è salutato il diritto all'aborto, insieme alla contraccezione, come la più importante conquista delle donne, ma spesso si dimentica il diritto del compagno a contribuire nella decisione. L'uomo anche soffre, sente il vuoto, avverte turbamento.<br><br>Spirituali . Il Signore perdona ogni peccato: "Il Sangue di Gesù, suo Figliuolo ci purifica da ogni peccato" ma le "Conseguenze restano". Davide pecco d'adulterio e fu mandante d'omicidio, Dio lo perdonò ma il re incontrò spesso sul suo cammino gli effetti dei peccati commessi.<br><br> <br><br>LE POSIZIONI RELIGIOSE DIVERGONO<br><br> <br><br>La Chiesa Cattolica Romana è contrario all'aborto. Nel 1869 Papa Pio IX stabilì la pena della scomunica per aborti eseguiti in qualsiasi tempo della vita dell'embrione.Pio XII nel 1951 riconfermò: "Ogni essere umano, perfino il bambino nel grembo della madre, riceve il diritto alla vita direttamente da Dio, non dai genitori".L'attuale Pontefice ha più volte ribadito l'illeicità di aborto e contraccezione.<br><br> <br><br>L'ebraismo moderno è diverso dall'antico; un Rabbino ha dichiarato: "Il feto è ignoto, futuro, potenziale parte dei segreti di Dio" e un altro che la vita "Comincia fin dalla nascita. Non consideriamo omicidio la soppressione del nascituro".<br><br>La Chiesa primitiva .<br><br>Gli storici riferiscono che ci si attaccava fortemente ad un rigido codice morale che suscitava rispetto per la santità della vita.L'aborto e l'infanticidio erano proibiti ai Cristiani come equivalenti dell'assassinio.Esistono alcuni documenti.<br><br>Nella "Lettera di Barnaba" si legge(100 -132 d. C.): "Non ucciderai il bambino con l'aborto e non la farai morire appena nato".<br><br>Nella "Didachè" o Dottrina dei dodici apostoli (150 d. C.) è scritto: "La via della vita è questa: "Non ucciderai il bambino con l'aborto, non lo sopprimerai appena nato".<br><br> <br><br>La Chiesa del tempo dei cosiddetti Padri della Chiesa.<br><br>Nell' ”Apologia del Cristianesimo" di Tertulliano (197 d. C.) si legge: "A noi Cristiani l'omicidio essendo una volta per tutte proibito, non ci è neppure consentito di distruggere la creatura concepita nell'utero materno, fino a che il sangue scorre nell'essere umano. E' un'anticipazione d'omicidio impedire la nascita, né importa che si sopprima un'anima già nata o quando sta nascendo. E' già uomo chi sta per divenirlo".<br><br>Nella "Lettera di Anfilochio, di Basilio" (347 d. C.) si apprende: "Colei che ha deliberatamente soppresso un feto sconterà la pena per l'omicidio. E qualsiasi pedante distinzione in quanto a se il feto era formato o no è per noi inammissibile".<br><br>BISOGNA RITENERE SALDAMENTE IL PUNTO DI VISTA BIBLICO<br><br> <br><br>Dio è fonte della vita . E' scritto: "Poiché in te è la fonte della vita e per la tua luce noi vediamo la luce (Sal.36:9) . Il dibattito teologico si divide in diverse convinzioni.<br><br>Una crede che l'anima sia il risultato di una immediata creazione divina: "Io infatti non voglio contendere per sempre né serbare l'ira in eterno, affinché gli spiriti, le anime che io ho fatte, non vengano meno davanti a me" (Is. 57:16) . Ancora in Isaia si legge:”Cosí parla Dio, il SIGNORE, che ha creato i cieli e li ha spiegati, che ha disteso la terra con tutto quello che essa produce, che dà il respiro al popolo che c'è sopra e lo spirito a quelli che vi camminano”. (Is.42: 5). I problemi che si pongono sono tanti: Dio interverrebbe nelle relazioni peccaminose, incesti, stupri, violenze donando la vita.<br><br>Un'altra posizione ritiene che l'anima sia trasmessa dai genitori e che Dio intervenga solo per la "nuova nascita": "Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è spirito" (Giov. 3: 6) .<br><br>Probabilmente una posizione equilibrata consiste nel credere che ci sia una cooperazione Dio - uomo. I normali processi riproduttivi attivano le leggi divine che fanno nascere un'anima; il che va incontro ai quesiti che si presentano ritenendo la prima o la seconda convinzione già descritte.<br><br>Il diritto alla vita . Il nascituro per il Signore non è una massa di tessuti ma un oggetto del Suo interesse: "Sei tu che hai formato le mie reni, che mi hai intessuto nel seno di mia madre. Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo. Meravigliose sono le tue opere, e l'anima mia lo sa molto bene. Le mie ossa non ti erano nascoste, quando fui formato in segreto e intessuto nelle profondità della terra. I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo e nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che mi eran destinati, quando nessuno d'essi era sorto ancora"<br><br> <br><br>La tutela del feto . La legge di Mosè prescriveva che il feto fosse tutelato quanto il già nato:<br><br>"Se alcuni vengono a rissa e percuotono una donna incinta sì ch'ella si sgravi, ma senza che ne segua un altro danno, il percotitore sarà condannato all'ammenda che il marito della donna gli imporrà… ma se ne segue danno, darai vita per vita, ma se ne segue danno, darai vita per vita, ". (Es.21: 22,23). La stessa pena prevista per l'uccisione dei già concepiti.<br><br>Nel libro biblico dei Salmi si legge: ” Sei tu che hai formato le mie reni, che mi hai intessuto nel seno di mia madre.Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo. Meravigliose sono le tue opere, e l'anima mia lo sa molto bene.Le mie ossa non ti erano nascoste, quando fui formato in segreto e intessuto nelle profondità della terra.I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo e nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che mi eran destinati, quando nessuno d'essi era sorto ancora. ” (Sal. 139: 13-16).<br><br>La relazione Creatore-creatura . Dio è in rapporto con gli individui prima ancora ch'essi nascano. Cosi scrisse ispiratamente il profeta Isaia: ”Ora parla il SIGNORE che mi ha formato fin dal grembo materno per essere suo servo, per ricondurgli Giacobbe, per raccogliere intorno a lui Israele; io sono onorato agli occhi del SIGNORE, il mio Dio è la mia forza”.( Is.49: 5). Nello stesso modo scrisse il profeta biblico Geremia: "Prima che io ti avessi formato nel grembo di tua madre, io ti ho conosciuto; prima che tu uscissi dal suo grembo, io ti ho consacrato e ti ho costituito profeta delle nazioni" (Ger. 1: 5).<br><br>Eventuali eccezioni . E' bene ricordare che i nostri pensieri non sono quelli di Dio. I Cristiani sanno che i figli del giusto Lot furono incestuosi (Gen. 19: 31-38) , pochi che il Liberatore degli ebrei e suo fratello anche: "Amram prese per moglie Iochebed sua zia; ella gli partorí Aaronne e Mosè" (Es. 6:20);t uttavia Dio usò gloriosamente questi due figli incestuosi.<br><br>Pure il figlio di una prostituta può essere parte del piano di Dio. Il giudice biblico Iefte lo era e Dio lo scelse come liberatore d'Israele; la Scrittura afferma che: "Lo Spirito dell'Eterno venne su Iefte… e mosse contro i figliuoli di Ammon" (Giud. 11: 1, 29) .Figura nell'elenco degli eroi della fede nell'epistola agli ebrei (Eb. 11: 32) .<br><br>Nel riconoscere la tragedia che vive una donna violentata, bisognerebbe porsi alcune domande davanti al Signore personalmente; se è vero che non c'è stato amore in quell'atto procreativo, bisogna chiedersi se si debba aggiungere misfatto a misfatto. La legge di Mosè prescriveva che il violentatore fosse ucciso, ma non la donna: "Ma se l'uomo trova per i campi la fanciulla fidanzata e facendole violenza si corica con lei, allora morirà soltanto l'uomo che si sarà coricato con lei; non farai niente alla fanciulla; nella fanciulla non c'è colpa degna di morte; si tratta di un caso come quello di un uomo che aggredisce il suo prossimo e lo uccide, perché egli l'ha trovata per i campi; la fanciulla fidanzata ha gridato, ma non c'era nessuno per salvarla" (Deut. 22:25-27) . E' giusto che oggi lo stupratore viva e l'innocente muoia con l'aborto?<br><br>Ogni risposta deve essere data personalmente, senza coinvolgere la Chiesa e nella più assoluta certezza che Dio saprà proteggere ogni Sua figliuola e preservarla dal male.<br><br> <br><br> <br><br> <br><br>Davide Di Iorio<br><br> <br><br>Diario di una bambina mai nata<br><br>5 ottobre<br><br>Oggi ho cominciato a vivere. I miei genitori non lo sanno ancora, ma io ci sono già. E sarò una femmina. Avrò i capelli biondi e gli occhi azzurri. E' quasi tutto stabilito, anche il fatto che amerò i fiori.<br><br>19 ottobre<br><br>Qualcuno dice che non sono ancora una persona, che esiste solo mia madre. Ma io sono veramente una persona, così come una briciolina di pane è veramente pane. Mia madre esiste. Io esisto.<br><br>23 ottobre<br><br>Ora la mia bocca comincia ad aprirsi. Pensate, fra circa un anno riderò e più tardi parlerò, so già quale sarà la mia prima parola: MAMMA.<br><br> &nbsp;25 ottobre<br><br>Oggi il mio cuore ha cominciato a battere tutto da solo. Da ora in poi batterà dolcemente per tutto il resto dei miei giorni senza fermarsi a riposare! E dopo molti anni si stancherà. Si fermerà, e allora morirò.<br><br>2 novembre<br><br>Cresco un pochino ogni giorno; le braccia e le gambe cominciano a prendere forma. Ma devo aspettare un bel po' prima che queste gambette si sollevino fino alle braccia di mia madre, prima che queste braccine possano raccogliere fiori e abbracciare mio padre.<br><br> &nbsp;12 novembre<br><br>Nelle mani cominciano a formarsi minuscole dita. Come sono piccoline. Con esse potrò carezzare i capelli di mia madre.<br><br>20 novembre<br><br>Solo oggi il medico ha detto alla mamma che ci sono io qui che vivo sotto il suo cuore. Oh, come dev'essere felice! Sei felice mamma?<br><br>25 novembre <br><br>Mamma e papà stanno probabilmente pensando a come chiamarmi. Ma non sanno neppure che sono una femminuccia. Voglio chiamarmi Caterina. Sto già diventando grande. <br><br>10 dicembre <br>Mi stanno crescendo i capelli. Sono morbidi e luminosi e lucidi; chissà come sono i capelli della mamma! <br><br>13 dicembre <br>Riesco quasi a vedere. E' buio attorno a me. Quando la mamma mi farà venire al mondo sarà pieno di sole e di fiori. Ma ciò che desidero di più di ogni altra cosa è vedere la mamma. Come sei mamma? &nbsp;<br><br>24 dicembre <br>Mi domando se la mamma sente il bisbiglio del mio cuore. Alcuni bambini nascono un po' malati. Ma il mio cuore è sano e forte. Batte in modo così uniforme: tap - tap, tap - tap. Avrai una bambina sana mamma!<br><br> &nbsp;28 dicembre <br>Oggi mia mamma mi ha ucciso.<br><br>Anonimo<br><br> </span><br></p></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Apr 2014 20:54:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Liberazione dalla stanchezza cronica]]></title>
			<author><![CDATA[Corrado De Leo]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_400457wv"><p class="imTAJustify"><span class="fs16 cf1 ff1">Liberazione dalla stanchezza cronica<br><br> <br><br>In generale la stanchezza è chiamata &lt;il male del secolo&gt; e non colpisce solo chi lavora di più; va distinta da quella &lt;fisica&gt; che è un fattore d'equilibrio e salute.In realtà è determinata dalle condizioni di vita sempre più artificiali e con ritmi spesso insopportabili; la conseguenza è sotto gli occhi di tutti: disgusto di se stessi, noia e, spesso, depressione psichica o nevrosi.<br><br>C'è però una stanchezza definita: &lt;sindrome da stanchezza cronica&gt;: è indicata come una grave minaccia per la salute e l'economia, è seconda solo all'AIDS e forse non è una nuova malattia, potrebbe trattarsi della nevrastenia; il greco indica &lt;mancanza di forza nervosa&gt; e nel secolo scorso era molto diffusa.<br><br>La sua descrizione<br><br>Non consiste nell'affaticamento apparentemente ingiustificato che colpisce l'uomo, visto il progresso tecnico che ha attenuato lo sforzo fisico del lavoro. <br>Secondo alcuni medici sarebbe depressione od altro disturbo psichico; altri invece ritengono questi mali solo una conseguenza della prolungata stanchezza e non il male vero che sarebbe appunto la &lt;sindrome da stanchezza cronica&gt;. <br>Sono stati suggeriti criteri per diagnosticare questo male: insorgere di una stanchezza che duri più di sei mesi e riduca le attività dell'ammalato del cinquanta per cento, l'assenza d'altri disturbi psichici ed organici che potrebbero provocare gli stessi sintomi.Spesso nell'esame obiettivo si appurano linfonodi dolorosi o palpabili, febbricola persistente, infiammazione della faringe e dolori muscolari.<br><br>Questo male è in ogni modo indicato come una malattia sistemica che colpisce il sistema nervoso centrale, quello immunitario e, spesso, l'apparato muscolo – scheletrico. In realtà è solo provato che insorge in individui vulnerabili il cui sistema immunitario è stato compromesso da stress, inquinamento ambientale, depressione, infezioni virali, ma non è chiaro il &lt;perchè&gt;. <br>Pur apprezzando le cure mediche, la mancanza di rimedi rivolti alla &lt;causa&gt; di questa malattia conferma che Gesù è il migliore Specialista di questo male.<br><br>La sua sconfitta<br><br>La compagnia divina nel dolore di questo male è preziosa; bisogna comprendere che in tutto s'impara qualcosa. Satana cerca di privare l'uomo di una tale realtà suggerendo che le circostanze sono fortuite, invece è necessario capire che il Signore è presente in ogni occasione della vita. Si deve, perciò, chiedere al Signore: &lt; Al mattino fammi udire la tua bontà, perché in te confido; fammi conoscere la via da seguire, poiché io elevo l'anima mia a te&gt;. Salmo143: 8). Si avverte allora la divina compagnia che sussurra al cuore: &lt; Tu, non temere, perché io sono con te; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con la destra della mia giustizia &gt; . (Isaia 41: 10). Come creature siamo assicurati del Suo interessamento .&lt; Ma ora cosí parla il SIGNORE, il tuo Creatore, o Giacobbe, colui che ti ha formato, o Israele! Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio! &gt; ( Isaia 43: 1).<br><br>Il senso d'insufficienza che s'avverte in questa &lt;malattia da stanchezza&gt; deve spingere a guardare in se stessi affinché si avverti il bisogno del Signore. <br>Diceva il Salmista nella Bibbia .” Ma pure, io resto sempre con te; tu m'hai preso per la mano destra ( Salmi 73: 23). <br>Tutte le circostanze, anche quelle più piccole, sono per chi è afflitto da questo male delle alte vette insormontabili, ma bisogno saper riconoscere la mano del Signore che sempre offre il Suo aiuto : &lt; Quando il mio cuore era amareggiato e io mi sentivo trafitto internamente, ero insensato e senza intelligenza; io ero di fronte a te come una bestia. Ma pure, io resto sempre con te; tu m'hai preso per la mano destra; mi guiderai con il tuo consiglio e poi mi accoglierai nella gloria&gt; ( Salmo 73: 21-23). <br>Bisogna accettare che Dio fa più in noi di quel che facciamo per Lui e che quel che facciamo ha per Lui valore soltanto nella misura in cui Egli opera in noi. <br>Credere nel Signore resta elemento indispensabile per guarire.La fede fa riposare su Dio stesso e non sulle situazioni; neanche sulle benedizioni divine godute fino a prima di cadere vittima di questa sindrome.Bisogna dirlo con chiarezza: qualche volta Dio permette che si è privati di qualche Suo dono perché, superata la prova, si diventi più forti e maturi.Noi desidereremmo navigare sempre a vele spiegate con un vento favorevole, ma non è così che si formano i veri marinai. <br>La fede ha sempre l'ultima parola e quindi vince; credere allora significa riposarsi interamente sull'infallibilità di Dio e ritenere che ogni parola uscita dalla Sua bocca sia più reale della realtà stessa, della malattia. <br>Dio non trova mai la fede troppo ardita.Essa rende presente il futuro e visibile l'invisibile, infatti : &lt; è certezza di cose che si vedono, dimostrazione di realtà che non si vedono&gt; (Ebrei 11.1). Credere significa lasciare al Signore il compito di decidere, infatti, è il gran principio della vita cristiana dal principio alla fine. si è giustificati, si vive, si cammina, si smette di vivere per fede. <br>La forza divina è indispensabile per essere liberati da questo problema. <br>Uno dei segreti per vivere una vita cristiana felice è vivere giorno per giorno ricordando che la vita non giunge tutta in una volta e che il domani appartiene al Signore.Quando questo viene, Dio dà poi la forza di affrontarlo con le Sue forze donate quotidianamente. <br>Non si può prendere oggi una riserva di grazia per il futuro, proprio come non ci si può alimentare ora per i prossimi mesi o aspirare aria per usarla dopo diversi giorni. <br>IL Signore permette per questo di attingere alle riserve della Sua grazia quotidianamente secondo i bisogni e chi lo fa è un uomo felice: &lt;Beati quelli che trovano in te la loro forza, hanno a cuore le vie del Santuario!…Lungo il cammino aumenta la loro forza e compaiono infine davanti a Dio in Sion&gt; (Salmi 84: 5,7). <br>La donazione divina di una forza quotidiana è forse dovuta al fatto che Dio vuole evitare che l'uomo confidi sui Suoi doni, invece che sul Donatore. L'Amico migliore per ricevere aiuto in questo problema è certamente Gesù. <br>Quando il male sembra prendere il sopravvento è necessario rifugiarsi in Lui. Allora la Sua presenza calma, il Suo amore riempie di pace, Colui che ha sofferto tanto subendo la dura condanna della croce e l'abbandono temporaneo del Padre Celeste a causa dei peccati dell'uomo, non resta sordo dinanzi alla sofferenza umana.Rimane il migliore degli amici per dare forza allo stanco.&lt; Egli dà forza allo stanco e accresce il vigore a colui che è spossato. I giovani si affaticano e si stancano; i piú forti vacillano e cadono; ma quelli che sperano nel SIGNORE acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano&gt; (Isaia 40: 29-31). <br>Allora l'angoscia s'attenua, impallidisce, s'allontana; quando è rimessa nelle mani di Dio non pesa più! La preoccupazione del dopo è tolta dalla realtà dell'oggi col Signore: &lt;gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi&gt; ( I Pietro 5: 7). <br>La preghiera spontanea mattutina e in ogni modo metodica è un altro aiuto . Il Salmista scriveva: &lt;Al mattino tu ascolti la mia voce; al mattino ti offro la mia preghiera&gt; (Salmo 5: 3). <br>Spesso questo tipo di stanco vorrebbe ottenere grandi cose e si frustra nel non avere forza per conquistarle.Spendere del tempo davanti al Signore aiuterà a considerare tutto quello che si è avuto, spesso senza avere il tempo di desiderarlo. <br>Questa preghiera consiste in quella che lascia il cuore pregare senza parole piuttosto che la bocca pregare senza il cuore. <br>La speranza di guarire dalla &lt;stanchezza cronica&gt; non è vaga né freddamente incerta. E' reale perché tale è il Guaritore:<br><br>“Se vuoi che il Signore appaia, nasconditi, <br>se vuoi restare in piedi, rimani in ginocchio, <br>se vuoi crescere, resta piccolo ai tuoi occhi, <br>se vuoi guarire, confessa la Sua vittoria e dì: <br>&lt;mediante le sue lividure noi siamo stati guariti”<br><br><br> &nbsp;Davide DiIorio<br><br></span></p><p class="imTALeft"><br></p></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Apr 2014 20:52:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.adi-rc.org/blog/?liberazione-dalla-stanchezza-cronica</link>
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			<title><![CDATA[Liberazione dalle superstizioni]]></title>
			<author><![CDATA[Corrado De Leo]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_htyhx0k5"><p class="imTAJustify"><span class="fs16 cf1 ff1">Liberazione dalle superstizioni<br><br>Tempo fa un gruppo di studenti di psicologia appoggiarono una scala ad un muro in una strada trafficata.I passanti si trovarono dinanzi ad un dilemma: restare sul marciapiede passando sotto la scala o scendere da questo e schivare il traffico. La rivista che riporta quest'episodio riferisce che sette pedoni su dieci evitarono la scala.<br><br>In realtà, sebbene sia prudente aggirare una scala per evitare che un attrezzo ci cada addosso, molti lo fanno per superstizione.<br><br>Un'enciclopedia specializzata riferisce che siccome una scala appoggiata ad un muro forma un triangolo, molti pensano che passarvi di sotto significhi profanare questo simbolo spesso usato per indicare la trinità, penetrare uno spazio santo.<br><br>Ma credere in un Dio trino: tre persone un solo Dio, non significa certo ritenere la superstizione.<br><br> <br><br>DIFFUSIONE UNIVERSALE<br><br> <br><br>Non facilmente è ammesso ma tanti sono superstiziosi.<br><br>Capita di vedere molti toccare ferro, incrociare le dita, gettare un po' di sale dietro la spalla sinistra ritenendo che essendo una sostanza conservante, sia simbolo di vita e fortuna.<br><br>Altri pensano addirittura che rovesciarne un po' placherebbe gli spiriti maligni che prediligerebbero la sinistra dell'uomo.<br><br>Questo non accade solo nel terzo mondo ma anche in Occidente.<br><br>Uno studioso ha raccolto i quasi un milione di casi di superstizione nei soli Stati Uniti d'America.<br><br>Nei paesi in via di sviluppo, poi, capita di vedere seguire superstizioni con fervore quasi religioso.<br><br>In alcune zone dell'Africa si evita di camminare sotto il sole di mezzogiorno perché si crede che potrebbe far impazzire, anche se opportunamente protetti.<br><br>Ai bambini è vietato consumare uova per cibarsi in quanto si teme che possano divenire ladri.<br><br>Spesso i genitori non dichiarano il numero reale dei loro figli perché le streghe potrebbero considerarlo un vanto e farne morire qualcuno.<br><br>Sicuramente, in ogni modo, nel mondo intero una forma di superstizione è costituita dal consultare gli astri.<br><br>Come si legge in una pubblicazione, "l'astrologia si basa su due idee babiloniche: lo zodiaco e la divinità dei corpi celesti…".<br><br>I babilonesi attribuivano ai pianeti i poteri che ci si sarebbe attesi dalle rispettive divinità.<br><br>Sempre questo popolo credeva che una parte spirituale dell'uomo esistesse ancora dopo la morte del corpo e potesse ritornare operando il bene o il male.<br><br>Per questo si offriva culto ai defunti per sfuggire alla loro vendetta.<br><br>Per gli antichi Romani, il numero diciassette portava sfortuna e il suo potere nefasto era considerato insito nel numero stesso: XVII, a causa dell'anagramma delle sue cifre se considerate come lettere, e cioè: il verbo latino VIXI = ho vissuto<br><br>E' in ogni modo provato che anche le cosiddette società industrializzate hanno delle superstizioni.<br><br>Per esempio quasi ovunque nel mondo si teme il malocchio, senza distinzioni etniche e socioeconomiche. Si ritiene che alcuni abbiano il potere di fare del male e persino di uccidere soltanto guardando. Si crede che lo facciano perché ingelositi dall'altrui prosperità o su commissione, dietro compenso.<br><br> <br><br>ORIGINE DIABOLICA<br><br>Pur riconoscendo che superstizioni e malocchio sono frutto d'invenzioni di menti deboli, come cristiani non si può comunque negare che spesso si è in presenza di fenomeni spirituali da maniaci.<br><br>In un testo si legge che in Babilonia e Assiria "le streghe potevano invocare i demoni a piacere e mettere in potere dei demoni la persona che sceglievano".<br><br>La Bibbia dice: " Non si trovi in mezzo a te chi fa passare suo figlio o sua figlia per il fuoco, né chi esercita la divinazione, né astrologo, né chi predice il futuro, né mago,né incantatore, né chi consulta gli spiriti, né chi dice la fortuna, né negromante, perché il SIGNORE detesta chiunque fa queste cose; a motivo di queste pratiche abominevoli, il SIGNORE, il tuo Dio, sta per scacciare quelle nazioni dinanzi a te. ". ( Deuter. 18: 10-12 )<br><br>Altrove è dichiarato " le carni che i Gentili sacrificano, le sacrificano ai demoni e non a Dio; or io non voglio che abbiate comunione con i demoni ".<br><br>Certi culti sono perciò offerti a Satana e non riti genuini in ogni modo.<br><br>In ogni caso la Parola di Dio descrive in più punti l'origine diabolica dei poteri di certe persone sotto il controllo di Satana.<br><br>L'apostolo Paolo incontrò a Filippi una serva che aveva uno spirito indovino, il greco ha "uno spirito Pitone".<br><br>Nell'Apocalisse l'apostolo Giovanni antivide i giorni in cui un personaggio religioso -il falso profeta- appoggerà un uomo politico: l'anticristo, con segni e prodigi bugiardi.<br><br>Non saranno certo amuleti e formule a proteggere dal malocchio od altre forme di superstizione.<br><br>Pur ribadendo che - spesso - l'origine di certe manifestazioni e credenze è più nell'immaginario popolare o frutto di menti deboli, bisogna riconoscere che, a volte, si è in presenza d'autentici fenomeni spirituali di origine diabolica.<br><br>L'uomo non è solo nella battaglia contro " le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti ", a sua disposizione il Signore ha messo alcuni strumenti.<br><br>Prima di tutto gli è consigliato: " Rivestitevi della completa armatura di Dio, onde possiate star saldi contro le insidie del diavolo; " ( Ef. 6: 11 ).<br><br>Nelle componenti di quest'equipaggiamento, Dio ha previsto anche "l'elmo della salvezza".<br><br>Serve a proteggere la mente che è appunto l'oggetto degli attacchi diabolici.<br><br>Procura ed alimenta come oggetto dei pensieri tutte le cose vere, onorevoli, giuste, pure, amabili, di buona fama, in cui è qualche virtù e qualche lode di cui scrive l'apostolo Paolo ai credenti Filippesi.<br><br>Secondariamente bisogna esercitare l'autocontrollo " e non fate posto al diavolo ". ( Ef. 4: 27 ); altri traducono "non date ospitalità".<br><br>In qualche maniera questo è vero anche per gli increduli. Un non incline a ritenere vere certe superstizioni, difficilmente sarà influenzato da forze demoniache.<br><br>In un momento negativo della sua vita con Dio, Giobbe affermò " mi piombano addosso i mali che temo e mi capita proprio quel che mi spaventa ".<br><br>Le parole di Gesù sono così trasformate e realizzate al contrario "siati fatto secondo la tua paura" invece che " secondo la tua fede ".<br><br>La paura, infatti, è una fede negativa, se si esercita autocontrollo satana non troverà ospitalità.<br><br>In terzo luogo occorre vigilare: " Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va attorno a guisa di leon ruggente cercando chi possa divorare. ”. ( I° Pietro 5: 8 ).Il leone della tribù di Giuda è Gesù ma Satana lo scimmiotta anche in questo atteggiandosi a leon ruggente, una sobria veglia consentirà di non lasciarsi vincere e neanche spaventare.<br><br>In quarto luogo è necessario un'azione positiva: "… Sottomettetevi dunque a Dio; ma resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi. ”. ( Giacomo 4: 7 ).<br><br>Non si tratta di vivere in un eterno stringere i denti quanto, invece, sottomettere al Signore tutto di sé.<br><br>Infine è utile ricordare che i cristiani, seppure accusati giorno e notte dal diavolo, è scritto che " Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell'Agnello, e con la parola della loro testimonianza… " ( Apocalisse 12: 11 ).<br><br>Non l'uso del sangue versato da Gesù come formula magica ma una testimonianza che parli, saranno le armi che vinceranno il diavolo.<br><br>Dinanzi ad un fenomeno a diffusione universale qual è la credenza nelle superstizioni, si ricordi la sua origine spesso diabolica e la protezione efficace che la grazia divina offre.<br><br>Gesù è morto per distruggere " colui che aveva l'imperio della morte, in altre parole il diavolo, e liberare tutti quelli che per il timore della morte erano per tutta la vita soggetti a schiavitù. ”.<br><br> <br><br> <br><br>Davide Di Iorio<br><br> </span><br></p></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Apr 2014 20:49:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Liberazione dai falsi miracoli ed apparizioni]]></title>
			<author><![CDATA[Corrado De Leo]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1iianz3v"><p class="imTAJustify"><span class="fs16 cf1 ff1">LIBERAZIONE DAI FALSI MIRACOLI ED APPARIZIONI<br><br><br><br>Sempre più spesso l'argomento torna d'attualità; cosa pensare d'apparizioni, miracoli e statue che piangono?Spesso si tratta di burle o suggestioni, in ogni caso la Bibbia dà una risposta.<br><br> <br><br>Manifestazioni già presenti anticamente<br><br> <br><br>A Roma, nel 181 avanti Cristo, la pestilenza infuriava tanto che non si riusciva a seppellire i morti; intanto nel recinto di Marte e della Concordia pioveva sangue e sui monti Albani a Lanuvio la statua di Giunone Sospita , si era messa a piangere.<br><br>Dopo circa un secolo, pare che comparvero gocce di sangue nella cella di questa divinità, una dea legata al culto della fertilità annuale e gelosa custode della verginità.<br><br>Una statua d' Apollo , poi, a Cuma nel 130 d.C. pianse per quattro giorni di seguito.<br><br>C'erano anche le statue che sudavano: quella del dio Mercurio nel 93 avanti Cristo sudò ad Arezzo; lo stesso accadde quarant'anni dopo a quella di Marte .<br><br>Pare che Cicerone arricciasse il naso, nel sentire queste notizie, e suggerisse per il sangue che si trattava d'alterazioni del colore causato dal contatto con la terra, per il sudore umidità proveniente dall'esterno, come le macchie sugli intonaci nei giorni di scirocco.<br><br>La reazione dei Romani di solito era la paura e spesso decidevano di distruggere statue piangenti, insanguinate o sudate perché ritenevano che fossero manifestazioni dell'ira di quella divinità e quindi si chiedevano preoccupati il perché e non credevano in eventi di della fede.<br><br> <br><br>Nell' Eneide di Virgilio è narrato della sudata del celebre Palladio che rappresentava la dea Atena. Ulisse e Diomede avevano strappato la statua ai Troiani, ma per ben tre volte era sobbalzata da terra e i suoi occhi avevano lanciato fiamme e un sudore salato aveva invaso le sue membra.Il grammatico Servio, rispondendo alle obiezioni d'alcuni commentatori antichi di Virgilio che chiedevano che bisogno c'era della specificazione , rispondeva: “Per evitare che il lettore scambiasse questo sudore per un qualunque altro umore”, se la trasudazione era simbolo di travaglio e sofferenza, doveva essere salato!<br><br> <br><br>Un giornalista tempo fa scrisse: . L'articolista si riferiva a quelli approvati dalla Chiesa maggioritaria nel nostro Paese, ma l'idea è diffusa pressoché universalmente.<br><br> <br><br>Chi dovrebbe giudicare questi avvenimenti?<br><br> <br><br>Questa domanda è essenziale perché è importante sapere se si tratta d'eventi dovuti a Dio, oppure no. Per accertarsene, secondo certe autorità ecclesiastiche che affermano d'essere le sole a poter stabilire se tali eventi sarebbero o no in accordo con la , bisognerebbe soddisfare due condizioni: essere conformi alla Dottrina ed avere una condotta santa.Per questo negli anni alcune apparizioni e miracoli sono stati approvati ed altri no.<br><br> <br><br>La mamma di Gesù, Maria, sarebbe apparsa a Guadalupe il 9 Dicembre 1531; un Indio messicano affermò che mentre andava a Città del Messico incontrò una Signora che l'incaricò di chiedere al suo maggiore rappresentante ecclesiastico di costruire una Chiesa nel luogo dell'apparizione stessa.<br><br>Conosciutissima, la famosa apparizione di Fatima del 13 Maggio 1917, per esempio; una quattordicenne francese con sua sorella e un'amica dichiararono di aver visto una Signora in una grotta e la identificarono in Maria madre di Gesù. La presunta Immacolata Concezione di Maria, in altre parole la sua nascita senza peccato, sarebbe stata rivelata alla quattordicenne Bernadette insieme con altri segreti.<br><br>Un libro riferisce di duecento casi d'apparizioni dal 1930 al 1976; di esse le due condizioni dapprima citate sono state ritenute valide alcune volte ed altre si è lasciato libertà alla devozione popolare, che ha in ogni modo offerto la propria venerazione.<br><br>Le Autorità ecclesiastiche citate, di solito, ufficialmente o ufficiosamente hanno concluso trattarsi di ed hanno avvalorato credenze come , in Cielo da viva di Maria, la sua presunta possibilità - insieme a tutti i Cristiani defunti - di intervenire con intercessioni o direttamente con miracoli a favore dei Viventi.<br><br> <br><br>La verità secondo le Scritture<br><br> <br><br>Non una Chiesa o dirigenza ecclesiastica, ma la Bibbia è l'infallibile guida a cui fare riferimento in ogni occasione:<br><br>Le rivelazioni date nei messaggi d'apparizioni, statue ed altro che sono state confermate come verità, tipo L'Immacolata Concezione e L'Assunzione di Maria, contraddicono le Sacre Scritture.<br><br>Tutti gli uomini, inclusi i parenti terreni di Gesù Cristo, sono stati concepiti nel peccato ereditando la tendenza a peccare e la morte fisica.<br><br>Il re Davide affermò : “Ecco, io sono stato generato nell'iniquità, mia madre mi ha concepito nel peccato”; l'apostolo Paolo scrisse: ” tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” ed ancora: ”perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesú, nostro Signore”.<br>D'altronde, perché Maria presentò l'offerta per il peccato se fosse stata concepita senza peccato? “L'evangelista Luca riferì: ” Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore, com'è scritto nella legge del Signore: "Ogni maschio primogenito sarà consacrato al Signore"; e per offrire il sacrificio di cui parla la legge del Signore, di un paio di tortore o di due giovani colombi”. Lei osservò la legge di Mosè come qualsiasi altra partoriente ebrea: “ Quando i giorni della sua purificazione, per un figlio o per una figlia, saranno terminati, porterà al sacerdote, all'ingresso della tenda di convegno, un agnello di un anno come olocausto, e un giovane piccione o una tortora come sacrificio per il peccato” (Levitico 12:6).<br><br>Di conseguenza la della madre di Gesù porta alla conclusione che niente autorizza a credere nella Bibbia a sue possibilità, diverse dagli umani defunti, d'intervenire nelle vicende terrene con miracoli ed apparizioni.Quanto agli interventi miracolosi e messaggi dati dopo la sua morte, va affermato con chiarezza: nessun defunto può venire dal mondo dei trapassati e neanche comunicare con Viventi.<br>Ogni contatto tra deceduti peccatori e santi è vietato, qualsiasi colloquio tra essi ed i viventi non è consentito.<br><br> <br><br>I pochi episodi di defunti biblici riapparsi e che hanno colloquiato con viventi, sono eccezioni “permesse” da Dio. <br>Per esempio, il profeta Samuele fu autorizzato ad apparire alla Maga che lo aveva evocato; il motivo divino fu che il re Saul, per il suo stato spirituale, era impossibilitato a stabilire la comunione con Dio e fu incaricato di rivelargli l'immediato futuro.<br><br>Dall'episodio si capisce che i defunti evocati (1 Samuele 28) non possono rispondere:<br><br>l'evocatrice “urlò” spaventata vedendo realmente Samuele e non un demone trasformato<br><br>(v.12); si evince anche che sono contrariati: “Perché mi hai disturbato, facendomi salire?”<br><br>(v. 15a) e che serbano la facoltà di ricordare : “Il Signore ha agito come ti aveva annunziato per mezzo mio” (v. 17a).<br><br>Altre due morti con protagonisti che sono apparsi e che hanno parlato, sono Mosè ed Elia sul monte della trasfigurazione. Anche in questo caso si tratta di permessi divini accordati per sottolineare “dalla magnifica gloria” la superiorità di Cristo Gesù sulla Legge (Mosè) ed i Profeti (Elia) e quindi della dispensazione della Grazia: “Questo è il mio Figlio Diletto, nel quale mi sono compiaciuto; ascoltatelo“ (Matteo 17: 5).<br><br>In realtà Elia non è mai morto, ma è stato solo rapito vivo in Cielo, mentre Mosè è stato seppellito da Dio stesso.<br><br>Questa pratica di accettare e ricercare apparizioni e miracoli di defunti è pericolosa ed è<br><br>proibita da Dio. Essa è in sostanza una “porta aperta” a Satana che spesso porta a<br><br>compimento la sua opera diabolica dapprima influenzando, poi ossessionando ed<br><br>oppressando, infine possedendo chi lo ricerca in questo modo errato.<br><br>Nel racconto del Ricco Epulone e di Lazzaro, che crediamo non sia una parabola perché queste non hanno mai protagonisti identificati, è affermato chiaramente che i defunti non possono intervenire nelle vicende umane (Luca. 16: 19-31).<br><br>Leggiamo, infatti, che alla morte il Ricco andò a soffrire e il Povero andò a godere in compagnia d'Abraamo.Il Ricco Epulone, realizzato il gran tormento cui era sottoposto, domandò al Patriarca di mandare qualcuno a predicare la salvezza eterna ai suoi: ”affinché attesti loro queste cose, e non vengano anche loro in questo luogo di tormento”.<br><br>La risposta chiarisce che la Grazia divina bisogna accettarla nella vita terrena. ”Abraamo disse: Hanno Mosè e i profeti; ascoltino quelli”; s olo la Parola di Dio è il messaggio di Dio all'uomo e non quello dei deceduti che apparirebbero e parlerebbero in modi vari.Dopo un po' Gesù avrebbe resuscitato un suo amico dallo stesso nome;il risultato fu un' accellerazione della decisione di ucciderLo.<br><br>Ogni opportunità per la salvezza eterna è valida solo in questo mondo: “ Abraamo rispose: Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti risuscita”.<br><br>L'Apocalisse parla drammaticamente di fenomeni come quelli descritti in questo scritto.Nel periodo della Grande Tribolazione è detto del Falso Profeta e dell'Anticristo: ”E seduceva gli abitanti della terra con i prodigi che le fu concesso di fare in presenza della bestia, dicendo agli abitanti della terra di erigere un'immagine della bestia che aveva ricevuto la ferita della spada ed era tornata in vita.Le fu concesso di dare uno spirito all'immagine della bestia affinché l'immagine potesse parlare e far uccidere tutti quelli che non adorassero l'immagine della bestia (13: 14,15).<br><br> <br><br>Nessun'apparizione o miracolo di defunti è perciò biblica, non c'è bisogno di loro interventi e questi sono proibiti. L'unica fonte cui rivolgersi per imparare il giusto contatto con Dio resta la Parola di Dio: ” Alla legge! Alla testimonianza!" Se il popolo non parla cosí, non vi sarà per lui nessuna aurora!Andrà peregrinando per il paese, affranto, affamato; quando avrà fame, si irriterà, maledirà il suo re e il suo Dio; volgerà lo sguardo in alto, lo volgerà verso terra, ed ecco, non vedrà che difficoltà, tenebre, oscurità piena d'angoscia; sarà sospinto in mezzo a fitte tenebre.Ma le tenebre non dureranno sempre sulla terra che è ora nell'angoscia….nei tempi a venire (Dio) coprirà di gloria la terra… . (Isaia 8: 20 - 23).<br><br> <br><br>Davide Di Iorio<br><br><br> </span><br></p></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Apr 2014 20:46:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Liberazione dalla violenza]]></title>
			<author><![CDATA[Corrado De Leo]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_cvyc8287"><p class="imTALeft"><span class="fs12">La violenza verbale, domestica, sportiva, fisica, carceraria, metropolitana…è ormai ferocia! -Di fronte a tutta questa barbarie certe spiegazioni non bastano più- Solo la Bibbia, propone il rimedio efficace, l'antidoto a questo terribile veleno è Gesù Cristo.<br><br>" Homo, homini, lupus ", scriveva, verso la metà del 1600, il filosofo scettico Thomas Hobbes, per indicare l'indole violenta dell'uomo . Molto più recentemente Sigmund Freud chiariva meglio: "L'uomo non è una creatura mansueta. Nel prossimo vede anche un invito a sfogare su di lui la propria aggressività, a sfruttarne la forza lavorativa senza ricompensarlo, a torturarlo, ad abusare sessualmente senza il suo consenso, ad umiliarlo, ad ucciderlo".<br><br>La moderna etologia, in altre parole lo studio dei costumi e dei rapporti degli animali fra di loro, indica l'essere umano come "un primate aggressivo", fortemente incline all'uso della violenza.<br><br>In realtà l'attuale violenza è ferocia. Mentre la violenza è una forma di forza che non si riesce ad esprimere con mezzi civili, la ferocia è il tentativo di dare un senso alla propria violenza, di rafforzarla.<br><br><br>Ma cos'è la violenza?<br><br>Qualcuno commentandone la generalizzazione vi vede ormai un termine vago. Infatti, designa un po' di tutto; dal terrorismo alla lotta tra le cosche del crimine organizzato e non, il sadismo nelle carceri, l'omicidio più abietto, le vittime degli eventi sportivi, del rock.<br><br>C'è chi vorrebbe vedere l'ondata di violenza che s'è abbattuta sul mondo, un tema alla moda impressoci dai mass-media che fungerebbero da "cassa di risonanza" del fenomeno. In realtà -secondo qualche studioso- sarebbe colpa dell'accelerazione del ritmo di vita, della progressiva complicazione dei ruoli sociali e della depressione; dunque la nostra non sarebbe proprio "l'era degli agnelli" e la colpa non sarebbe dei mezzi d'informazione.<br><br>L'uomo sta peggiorando! Dall'uccisione del giusto Abele fino ad oggi la società si sta imbarbarendo.<br><br>La Bibbia l'aveva previsto: " Negli ultimi giorni verranno dei tempi difficili; perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, irreligiosi, senz'affezione naturale, mancatori di fede, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, temerari, gonfi, amanti del piacere anziché di Dio ".<br><br>Dal peccato d'Adamo, la violenza c'è sempre stata, ma nei tempi della fine sarebbe aumentata, insegna la Bibbia.<br><br>E' come la droga, bisogna aumentare la dose.<br><br>Secondo le scienze sociali , la colpa dell'escalation della violenza "inferocita" sarebbe della televisione. Il comportamento violento s'impara e la TV ha una parte importante.<br><br>E' augurabile, perciò, un controllo dei genitori sui programmi seguiti in famiglia. Il problema è che a volte sono proprio loro -i genitori- a darne il cattivo esempio, ad insegnare la violenza. Laddove la giusta disciplina esercitata nei confronti dei figli è vendicativa ed insofferente, piuttosto che correttiva, questi futuri uomini risultano più violenti.<br><br>La psico-sociologia o – meglio - secondo certe sue spiegazioni, la colpa è della famiglia distrutta, di un modo errato di allevare i propri figli che produce "violenti" sotto varie forme.<br><br>L' antropologia afferma che quel che avviene sotto i nostri occhi è un fenomeno difficilmente arginabile: "la soglia della violenza si alza sempre più. Più diventa insipida la violenza spicciola, più si deve cercare di raffinarla. E' come la droga: si deve aumentare la dose".<br><br>A detta d'alcuni professori: "Determinate condizioni nel nostro organismo possono stimolare certe sostanze nel cervello, e queste possono dar luogo ad una forte inclinazione alla violenza". Per amore della verità questo è un fatto molto controverso e non condiviso da tutta la scienza medica, ma in ogni caso esistono prove che un eccesso d'ormoni maschili, basse concentrazioni di zucchero nel sangue e allergia possono rendere alcuni più inclini ad essere ostili.<br><br>In questi casi, in ogni modo, la violenza non scatta automaticamente, l'educazione e l'ambiente possono "contribuire" a non lasciarci andare.<br><br>Il delitto è il modo di pensare del delinquente.<br><br>La psicologia cerca di dare il proprio aiuto per addolcire l'uomo e - perlomeno- ricondurlo alla ragione.<br><br>Criminali incalliti, spesso violenti, rispondendo ad un test loro proposto, hanno dimostrato che "il delitto è il modo di pensare del delinquente". Si è rilevato che erano esageratamente ottimisti (non pensavano ai pericoli, alla cattura), si sentivano i padroni del mondo, i migliori, non avevano uno spirito di squadra; se una squadra di calcio fosse formata da dodici delinquenti ognuno penserebbe di esserne il capitano!<br><br>Persino l' alimentazione ha da dire la sua sul problema della violenza. L'alimentazione regolata a base di zucchero raffinato, caffeina e alcool produce sull'organismo una reazione stressante.<br><br>Le surrenali, che reagiscono liberando molta adrenalina, finiscono quasi per esaurirsi. Fare a pugni o commettere un'azione criminale fa circolare adrenalina in abbondanza.<br><br>Inoltre una cattiva alimentazione può rendere irritabili e più violenti. In un'indagine condotta su delinquenti messi in libertà dopo aver scontato pene per violenze domestiche, è stato che la maggioranza di loro non fa la colazione la mattina, prendono molto zucchero, bevono diverse bibite, mangiano di rado verdura.<br><br>In realtà è evidente che gli atti violenti non sono derivanti da un solo fattore. Grazie a Dio per il contributo dei tanti al problema della violenza!<br><br> <br><br>Ma ciò non basta<br><br> <br><br>L'uomo del XXI° secolo è feroce. Metodi, suggerimenti, studi, indagini sono importanti, ma ciò non basta! Il rimedio reale, efficace, potente è e rimane Cristo Gesù. Solo un qualcosa che operi "dal di dentro" può trasformare questo primate aggressivo. La "nuova nascita" può efficacemente farlo.<br><br>Attraverso quest'esperienza l'uomo potrà poi parlare al passato del suo carattere aggressivo: " E voi pure ha vivificati, voi ch'eravate morti nei vostri falli e nei vostri peccati, ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l'andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potestà dell'aria, di quello spirito che opera al presente negli uomini ribelli; nel numero dei quali noi tutti pure, immersi nelle nostre concupiscenze carnali, siamo vissuti altra volta ubbidendo alle voglie della carne e dei pensieri, ed eravamo per natura figliuoli d'ira, come gli altri " (Efesini 2: 1 -3).<br><br>La violenza di ieri, la ferocia d'oggi, avrà una punizione perché il Signore ha provveduto ad un efficace aiuto; se non ci diamo al Signore e non ricerchiamo il Suo perdono, Dio ci domanderà conto della violenza, sia fisica, sportiva, carceraria, domestica, verbale, metropolitana, sommersa, persino della violenza che facciamo a noi stessi rifiutando l'offerta d'amore di Gesù Cristo.<br><br>Se non abbiamo ricevuto il Signore nel cuore e non abbiamo, perciò, realizzata la trasformazione interiore, Egli lo vuole fare adesso. Egli può donare al violento, al feroce, la promessa di un vicino domani terreno migliore: “Il lupo abiterà con l'agnello, e il leopardo si sdraierà accanto al capretto; il vitello, il leoncello e il bestiame ingrassato staranno assieme, e un bambino li condurrà. La vacca pascolerà con l'orsa, i loro piccoli si sdraieranno assieme, e il leone mangerà il foraggio come il bue. Il lattante giocherà sul nido della vipera, e il bambino divezzato stenderà la mano nella buca del serpente” (Isaia 11: 6 -8). Allora: “ Il lupo e l'agnello pascoleranno assieme, il leone mangerà il foraggio come il bue, e il serpente si nutrirà di polvere. Non si farà né male né danno su tutto il mio monte santo", dice il SIGNORE” (Isaia 65: 25).<br><br> &nbsp;Davide DiIorio<br><br></span><br></p></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Apr 2014 20:46:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Liberazione dal razzismo]]></title>
			<author><![CDATA[Corrado De Leo]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_wifgj5j8"><p class="imTALeft"><span class="fs12">Vengono distinte diverse forme di razzismo.<br><br>Si parla di razzismo "storico". In altre parole dell'assoggettamento degli indigeni americani da parte dei re spagnoli e della tratta dei negri deportati dall'Africa.<br><br>Razzismo "sociale": l'asservimento dei propri simili per sfruttare la forza lavoro.<br><br>Razzismo "eugenetico": produrre esseri umani selezionandoli con criteri di razza o di qualunque tipo.<br><br>Razzismo "nazista": il razzismo eretto a ideologia con il partito di Hitler. Un folle programma che mirava all'eliminazione fisica di coloro che si considerava di razze inferiori: ebrei, ma anche zingari, handicappati e malati mentali.<br><br>Razzismo "antisemita": gli orrori dell'olocausto ebreo di ieri e, spesso, l'antisemitismo d'oggi.<br><br>Razzismo ”spontaneo": vessazioni e ostracismo degli abitanti dei paesi con forte immigrazione verso profughi, stranieri, immigrati.<br><br>Razzismo "religioso": le discriminazioni delle minoranze di fede diversa dalla maggioranza.<br><br>L'apartheid è invece il razzismo "istituzionalizzato". E' un razzismo che è sancito dalla Costituzione e dalle leggi, giustificato dall'ideologia della superiorità delle persone d'estrazione europea su quelle d'origine africana. Il Sudafrica è stato in tempi vicini il caso limite di una concezione che discrimina le razze<br><br> <br><br><b>I supposti fonfamenti biblici</b><br><br>Negli anni si giunse ad affermare che “… a Babele Dio insegnò che bisognava tenere separate le razze e che perciò un sistema politico basato sullo sviluppo separato dei vari gruppi etnici si può giustificare biblicamente”.<br><br>Fu anche detto che Dio maledisse la razza nera. Nella Bibbia, però, non è riportata nessuna maledizione del genere. La maledizione di Genesi 9: 25 dice: " Maledetto Canaan! Sia servo dei servi dei suoi fratelli! " ma:<br><br>(1) Noè non accennò al colore della pelle;<br><br>(2) la razza nera pare piuttosto discesa da un fratello di Canaan di nome Cus;<br><br>(3) la dispersione di Babele non c'era ancora stata;<br><br>(4) Gesù ha portato su sé ogni maledizione sulla croce :&lt;Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi (poiché sta scritto: "Maledetto chiunque è appeso al legno") &gt; (Gal. 3:13 ).<br><br>Anche la preghiera sacerdotale di Gesù al Padre: " Io in loro, e Tu in Me; affinchè siano perfetti nell'unità ", non deve intendersi come unità necessariamente rivelata in una sola istituzione.<br><br> <br><br><b>La possibilità di un futuro diverso</b><br><br>Gli esperti riferiscono che i bambini giocano con appartenenti ad altri gruppi etnici senza fare alcuna distinzione, e non si rendono conto delle ovvie differenze fisiche -le accettano come una cosa normale. E' provato che i pregiudizi sono interamente appresi;soprattutto dalla famiglia, dagli educatori e … da qualche esperienza negativa.<br><br>C'è speranza, dunque, che il mondo di domani potrebbe essere senza pregiudizi etnici, sarà lo stesso sempre più interraziale. Particolarmente i giovani potranno contribuire a formare nuove generazioni scevre del razzismo.<br><br><br><b>Il ruolo dei credenti</b><br><br>Il razzismo può essere sconfitto dai "veri" cristiani che provano amore per lo Spirito Santo donato da Dio.<br><br>Le differenze esteriori potrebbero essere sempre più comprese in un mondo futuro sempre più nero e giallo per la denatalità bianca, s'imparerà ad accettare diversità di cibo, musica, vestiario, consuetudini diverse.<br><br>In ogni modo da 2000 anni fa circa, l'apostolo insegnava la comprensione e una dose d'adattamento reciproco dei cristiani: " con quelli che son senza legge (i non ebrei) , mi son fatto come se fossi senza legge ".<br><br>Quando la chiesa primitiva conobbe delle tensioni a sfondo razziale fra credenti ebrei e non, le seppe superare. L'apostolo Paolo scrisse ai credenti galati che Iddio non ha riguardi personali. Egli raccontò " Ma quando Cefa venne ad Antiochia, gli resistei in faccia perché era da condannare.Infatti, prima che fossero venuti alcuni da parte di Giacomo, egli mangiava con persone non giudaiche; ma quando quelli furono arrivati, cominciò a ritirarsi e a separarsi per timore dei circoncisi.E anche gli altri Giudei si misero a simulare con lui; a tal punto che perfino Barnaba fu trascinato dalla loro ipocrisia. Ma quando vidi che non camminavano rettamente secondo la verità del vangelo, dissi a Cefa in presenza di tutti: "Se tu, che sei giudeo, vivi alla maniera degli stranieri e non dei Giudei, come mai costringi gli stranieri a vivere come i Giudei? “ . ( Gal.2: 11-14 ).<br><br>Sempre all'apostolo Pietro che indugiava in comportamenti dal sapore razzista e che Paolo rimproverò, già era stato rivelato in una visione spirituale "che Dio non ha riguardo alla qualità delle persone; ma che in qualunque nazione, chi lo teme ed opera giustamente gli è accettevole".<br><br>Il colore della pelle, lineamenti del viso e diversità di lingua non deve portare a pregiudizi. In realtà Dio "ha tratto da un solo (Adamo) tutte le nazioni degli uomini perché abitino su tutta la faccia della terra, avendo determinato le epoche loro assegnate, e i confini della loro abitazione, affinchè cerchino Dio!<br><br>In conclusione , il mondo di domani potrebbe essere meno razzista, ma ci saranno in ogni caso delle resistenze. I pregiudizi sono duri a morire! Il messaggio cristiano è il vero unico aiuto. Dinanzi a sentimenti di superiorità ognuno è invitato a stimare "altrui da più di sé stesso". Considerare gli altri non come gruppi o razze ma individui, lasciando che "Ciascuno esamini provi invece l'opera propria".<br><br>La regola d'oro di Gesù: " Fa agli altri ciò che vuoi che gli altri facciano a te ", resta il miglior suggerimento.<br><br> <br><br>"… ed ecco una gran folla che nessun uomo poteva noverare, di tutte le nazioni e tribù e popoli e lingue… " ( Apocalisse 7: 9 ).<br><br> <br><br>Davide Di Iorio<br><br> <br><br> </span><br></p></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Apr 2014 20:44:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Liberazione dalla prova]]></title>
			<author><![CDATA[Corrado De Leo]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_b4t4923i"><p class="imTALeft"><span class="fs12 cf1 ff1">I</span><span class="fs12">l fatto accadde durante il regno del persiano Dario che riuscì a prendere l'inespugnabile Babilonia dopo aver deviato il fiume ed entrato per l'asciutto in Città. Dopo la battaglia, fuori delle mura, il popolo lo accolse pacificamente e Ciro giunse dopo 3 mesi.<br><br>L'età del profeta Daniele era di 85, 90 anni; quindi non un giovanotto, come a volte s' è rappresentato, ed ormai alla fine della vita. La sua esistenza è certamente un insegnamento sulla vita di fede del credente.<br><br><br><b>Liberazione attraverso la fede esercitata</b><br><br> La fede di Daniele era esercitata continuamente, e questo deve incoraggiare a credere che anche al lavoro in zona diversa dalla propria, in condizioni sociali difficili, si può essere devoti al Signore. Se ne resero conto anche i suoi nemici, tra cui i Satrapi, “Protettori del Regno” che &lt;cercarono di trovare un'occasione per accusare Daniele circa l'amministrazione del regno, ma non potevano trovare alcun'occasione né alcun motivo di riprensione, perché egli era fedele e non c'era in lui alcuna mancanza da potergli rimproverare&gt; .<br><br>Daniele era visto benevolmente dal persiano Ciro e da Dario per le profezie fatte prima contro i re babilonesi, poi da loro sconfitti. Al babilonese Nabucodonosor previde : &lt; Tu, o re, sei il re dei re, a cui il Dio del cielo ha dato il regno, la potenza, la forza e la gloria; e ha messo nelle tue mani, tutti i luoghi in cui abitano gli uomini, le bestie della campagna e gli uccelli del cielo, e ti ha fatto dominare sopra tutti loro: la testa d'oro sei tu” . Al successore Baldassar comunicò : “Il tuo regno è diviso e dato ai Medi e ai Persiani" .<br><br>I nemici del profeta erano numerosi, forse per l'impossibilità di corromperlo e consentire loro di approfittare della cosa pubblica. Presto capirono: "non avremo nessun pretesto per accusare questo Daniele, se non lo troviamo in quello che concerne la legge del suo Dio".<br><br>Una congiura fu ordita e si convenne di suggerire al Re : “ chiunque, per un periodo di trenta giorni, rivolgerà una richiesta a qualsiasi dio o uomo tranne che a te, o re, sia gettato nella fossa dei leoni”. Il monarca accettò per orgoglio; implicava che fosse un Dio, o almeno un semidio, secondo i costumi del tempo. Inoltre contribuiva ad uniformare i popoli conquistati in tutto diversi, avendo una religione in comune.<br><br>Allora capi e satrapi vennero tumultuosamente presso il re e gli dissero : "Vivi in eterno, o re Dario!”. L'avverbio &lt;tumultuosamente&gt; è da altri tradotto: “si radunarono” ed è ripetuto altre due volte nell'ambito del loro complotto. Il pressing fu pesante sul Re: “accorsero in fretta e trovarono Daniele che pregava e invocava il suo Dio” Ed ancora: “ Ma quegli uomini vennero tumultuosamente dal re e gli dissero: "Sappi, o re, che la legge dei Medi e dei Persiani vuole che nessun divieto o decreto promulgato dal re venga mutato". I Dignitari persiani del tempo d'Assuero richiesero qualcosa del genere : ” Se il re è d'accordo, emani un decreto reale, lo faccia iscrivere tra le leggi di Persia e di Media in modo che sia irrevocabile, per il quale Vasti non possa piú comparire in presenza del re Assuero, e il re conferisca la dignità reale a una sua compagna migliore di lei. (Est. 1: 19).<br><br> <br><b><br>Liberazione attraverso la fede consacrata</b><br><br> La fede consacrata del Profeta era alimentata dalla preghiera: ”Quando Daniele seppe che il decreto era firmato, andò a casa sua; e, tenendo le finestre della sua camera superiore aperte verso Gerusalemme, tre volte al giorno si metteva in ginocchio, pregava e ringraziava il suo Dio come era solito fare anche prima”.<br><br>La propria preghiera era privata: ” a casa sua” . Gesù raccomandò di praticarla : ” Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa”.<br><br>Si trattava di una preghiera riverente: “in ginocchio”. Pregare è possibile farlo in ogni condizione fisica; ma certi momenti richiedono istintivamente la posizione genuflessa. Come Gesù nel giardino, prima della crocifissione :” egli si staccò da loro circa un tiro di sasso; e postosi in ginocchio pregava”.<br><br>Era una preghiera ispirata: ” tenendo le finestre della sua camera superiore aperte verso Gerusalemme”. G uardava verso il Cielo, come il Salmista: ”Io alzo gli occhi ai monti…Donde mi verrà l'aiuto?”.<br><br>Consisteva in una preghiera già esaudita prima perché rivolta ”verso Gerusalemme ”. Salomone alla dedicazione del Tempio aveva già pregato per i credenti che nel futuro si sarebbero sviati e disciplinati con l'esilio: “ se pregherà il SIGNORE, rivolto alla città che tu hai scelta e alla casa che io ho costruita al tuo nome, esaudisci dal cielo le sue preghiere e le sue suppliche, e rendigli giustizia”.<br><br>Infine era una preghiera sistematica: “tre volte al giorno”. Un buon figlio di Dio deve trovare il tempo per mettere in agenda almeno tre momenti di preghiera al dì.<br><br>Certamente la fede consacrata di Daniele era alimentata dalla confessione che rendeva in ogni tempo. “…quegli uomini accorsero in fretta e trovarono Daniele che pregava e invocava il suo Dio”. Denunziato davanti al Re, questi “ne fu molto addolorato”; dovette imparare ai suoi cortigiani che “L'uomo che lusinga il prossimo, gli tende una rete davanti ai piedi (Pr. 29: 5).<br><br>Il debole re cedette e ”ordinò che Daniele fosse preso e gettato nella fossa dei leoni.”. Dall'alta buca con un'apertura laterale per l'ingresso dei leoni, parlò a Daniele e gli disse: "Il tuo Dio, che tu servi con perseveranza, sarà lui a liberarti".<br><br>Fatte le dovute differenze, perché ogni paragone zoppica, Nabucodonosor fu figura di Dio:<br><br>(1) nel cercare una via d'uscita dalla Tomba a Daniele: ” Egli “si mise in animo di liberare Daniele”. Dio provvede aiuto al peccatore condannato dalla Legge di Mosè : “Il comandamento che avrebbe dovuto darmi vita, risultò che mi condannava a morte” (Rom. 7: 10);<br><br>(2) nell'aiutare il proprio ministro condannato alla Tomba: “ fino al tramonto del sole fece di tutto per salvarlo ”. Il Signore esaudì Gesù che pregava : ”salvami dalla gola del leone. Tu mi risponderai liberandomi” (Sal. 22: 21) e lo stesso fa per ciascun credente;<br><br>(3) nel lasciare suggellare la Tomba del profeta: “Poi fu portata una pietra e fu messa sull'apertura della fossa; il re la sigillò con il suo anello e con l'anello dei suoi grandi, perché nulla fosse mutato riguardo a Daniele” (lo stesso anello che promulgò la legge). Dio permise che : ” andarono ad assicurare il sepolcro, sigillando la pietra e mettendovi la guardia” (Mt. 27: 66);<br><br>(4) nel tirare il servitore di Dio fuori della Tomba: “Ordinò che Daniele fosse tirato fuori della fossa; Daniele fu tirato fuori della fossa e non si trovò su di lui nessuna ferita, perché aveva avuto fiducia nel suo Dio ”. Il Signore: ”Risuscitò (Gesù), avendolo sciolto dagli angosciosi legami della morte, perché non era possibile che egli fosse da essa trattenuto (At. 2: 24).<br><br> <br><br><b>Liberazione attraverso la fede fruttuosa</b><br><br> &nbsp;La Bibbia narra: “ La mattina il re si alzò molto presto, appena fu giorno, e si recò in fretta alla fossa dei leoni. Quando fu vicino alla fossa, chiamò Daniele con voce angosciata e gli disse: "Daniele, servo del Dio vivente! Il tuo Dio, che tu servi con perseveranza, ha potuto liberarti dai leoni?". Sapeva della fornace ardente a cui erano scampati prima i tre giovani ebrei amici di Daniele e,forse, s'era auspicato un miracolo!<br><br>In realtà la fede del profeta aveva ancora una volta funzionata, così rispose al monarca: ”Il mio Dio ha mandato il suo angelo che ha chiuso la bocca dei leoni; essi non mi hanno fatto nessun male perché sono stato trovato innocente davanti a lui; e anche davanti a te, o re, non ho fatto niente di male". Lo stesso accadde nella precedente liberazione dei suoi giovani amici, condannati alla fornace dallo stesso re: " Eppure…io vedo quattro uomini, sciolti, che camminano in mezzo al fuoco, senza avere sofferto nessun danno” ( 3: 25).<br><br>Il miracolo produsse gioia al re: “fu molto contento e ordinò che Daniele fosse tirato fuori dalla fossa; Daniele fu tirato fuori dalla fossa e non si trovò su di lui nessuna ferita, perché aveva avuto fiducia nel suo Dio”. La giustizia divina volle che “gli uomini che avevano accusato Daniele furono presi e gettati nella fossa dei leoni con i loro figli e le loro mogli. Non erano ancora giunti in fondo alla fossa, che i leoni si lanciarono su di loro e stritolarono tutte le loro ossa”. Lo scrittore giudaico Giuseppe Flavio affermò che i Nemici obiettarono che i leoni fossero stati sfamati prima; il Re ordinò allora di rimpinzare di carne gli animali e mise loro nella fossa. Il saggio nei proverbi biblici affermò: “ Il giusto è salvato dalla tribolazione, e l'empio ne prende il posto ” (Pr. 11: 8).<br><br>Il risultato dell'intervento divino produce sempre gloria al Signore ed, infatti, il re scrisse un decreto dal seguente tenore: “in tutto il territorio del mio regno si tema e si rispetti il Dio di Daniele, perché è il Dio vivente che dura in eterno; il suo regno non sarà mai distrutto e il suo dominio durerà sino alla fine. Egli libera e salva, fa segni e prodigi in cielo e in terra. E lui che ha liberato Daniele dalle zampe dei leoni". Una triplice testimonianza del vero Dio fu così resa da un re pagano che riconobbe nel Signore:<br><br>(1) un Dio trascendente: “è il Dio vivente”;<br><br>(2) un Dio Sovrano ed eterno: ”il suo regno non sarà mai distrutto”<br><br>(3) un Dio Potente: ” libera e salva, fa segni e prodigi in cielo e terra”.<br><br>Di Daniele ed altri anonimi ma non meno preziosi servitori divini, è scritto: “i quali per fede conquistarono regni, praticarono la giustizia, ottennero l'adempimento di promesse, chiusero le fauci dei leoni” (Eb. 11: 33).<br><br>La fede soltanto può assicurare una lunga vita con Dio: “ Daniele prosperò durante il regno di Dario e durante il regno di Ciro, il Persiano”.<br><br> &nbsp;&nbsp;<br><br>Davide Di Iorio<br><br> </span><br></p></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Apr 2014 20:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Liberazione dal pensiero modernista dell'eutanasia]]></title>
			<author><![CDATA[Corrado De Leo]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2il0bc91"><p class="imTAJustify"><span class="fs12">C'è un diritto alla morte? Di chi è la decisione? E' lecito uccidere per pietà?<br><br>Periodicamente i partiti politici che si definiscono libertari, approfittano di vicende umane dolorose per rilanciare a necessità di una legge che consenta l'eutanasia. <br>La parola significa "ben morire" e viene dal greco: eu : buona, bella, dignitosa e tànatos : morte. <br>Tutti &nbsp;desiderano una buona morte ma questa giusta aspirazione introduce due domande: 1) La legge dovrebbe consentire la soppressione degli inguaribili? 2) Fino a che punto è lecito alleviare le sofferenze? <br>Già i popoli più o meno barbari eliminavano gli anziani perché ritenuti disutili e per il medesimo motivo erano spesso fatti morire bimbi maschi e femmine deformi e deboli. <br>Fu il Cristianesimo che divulgò il comandamento dato a Mosè: " Non uccidere ", traducibile "Non assassinare".<br><br>Oggi che laicismo di ogni colore, scetticismo o secolarismo cercano di togliere Dio dalla storia umana come nel tempo prediluviano, si vorrebbe dare un senso di "progresso civile" alla vita e quindi alla possibilità di sopprimerla. Come diceva Sartre Jean - Paul (1905-1980), filosofo, scrittore e giornalista politico francese: "se Dio non esiste, tutto è possibile". Per i cristiani nessuno, unanimemente, può trasformare un delitto in diritto. <br>L'innocente non può essere ucciso da nessuno: il consenso del candidato all'eutanasia equivarrebbe al suicidio, negli altri casi si tratterebbe d'omicidio. <br>L'attuale legislazione, in ogni modo, ritiene che l'uccisione di un essere umano, eccezion fatta per la legittima difesa in stato di necessità, non può mai considerarsi lecita. L'art. 5 del Codice Civile classifica la vita e l'integrità personale tra i beni indispensabili anche vi è il consenso dell'interessato. <br>La duplice domanda che ci si è posta è complicata nella risposta dal fatto che non c'è una definizione uniforme di vivo o morto, inguaribile, morente … Gli stessi medici hanno a volte ammesso che "la consapevolezza" della morte è difficile da studiare in modo obbiettivo.<br><br>A volte, poi, gli sforzi per mantenere in vita possono trasformarsi in sforzi per prolungare l'agonia. Di conseguenza la nascita di club, gruppi di pensiero degli slogan come: "diritto a morire con dignità", non dare anni alla vita ma vita agli anni, "possibilità di troncare l'insopportabilità della sofferenza". Ultimamente pressioni provengono da ammalati d'Aids che chiedono di porre fine alle sofferenze degli inguaribili tra loro.<br><br>In ogni modo al quesito: "La legge dovrebbe consentire la soppressione degli inguaribili?", il cristiano deve rispondere: NO. La vita va rispettata e preservata, è un dono di Dio: " Poiché in te è la fonte della vita e per la tua luce noi vediamo la luce ". ( Salmo 36:9 ). Il comandamento è chiaro "Non uccidere". Lo Stato italiano ha una legislazione che allo stato va osservata perché non in contrasto con quella di Dio ( cfr. Atti 5: 29 ) " Ma Pietro e gli altri apostoli risposero: "Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini. ". L'apostolo Paolo insegnò che " Perciò è necessario stare sottomessi (alle autorità) , non soltanto per timore della punizione, ma anche per motivo di coscienza ". ( Romani 13: 5 ).<br><br>Quanto al secondo interrogativo: "Fino a che punto è lecito alleviare la sofferenza?", la risposta è senz'altro: fino a qualsiasi livello purchè siano leciti i "mezzi" usati. La liceità si deve sempre basare sugli "effetti" dannosi che tali mezzi provocano. Ad esempio, alcuni accelerano la morte il che, è illecito. In questo caso bisogna distinguere tra: farmaci che provocano la morte e quelli che togliendo il dolore abbreviano la vita. Altri medicinali privano della coscienza completamente, questo richiederebbe un permesso preventivo. In ogni caso mai sarebbe giusto privare di consapevolezza un uomo non pronto spiritualmente alla morte. Lo scudiero del re biblico Saul, rifiutò di accogliere la richiesta del re di aiutarlo a " morire con dignità " e il neo re Davide condannò a morte chi invece accettò di farlo ( I° Samuele 31: 4; II° Samuele 1: 6-16 ) " Saul disse al suo scudiero: "Sfodera la spada e trafiggimi, affinché questi incirconcisi non vengano a trafiggermi e a farmi oltraggio". Ma lo scudiero non volle farlo, perché aveva paura. Allora Saul prese la propria spada e vi si gettò sopra. "; " 6 Il giovane che gli raccontava queste cose, disse: "Mi trovavo per caso sul monte Ghilboa e vidi Saul che si appoggiava sulla sua lancia e i carri e i cavalieri stavano per raggiungerlo. 7 Egli si voltò indietro, mi vide e mi chiamò. Io risposi: Eccomi. 8 Egli mi chiese: Chi sei? Gli risposi: Sono un Amalechita. 9 Egli mi disse: Avvicínati a me e finiscimi, perché sono preso da vertigine, anche se sono ancora vivo. 10 Io dunque mi avvicinai e lo uccisi, perché sapevo che, una volta caduto, non avrebbe potuto vivere. Poi presi il diadema che egli aveva in capo, il braccialetto che aveva al braccio, e li ho portati qui al mio signore". 11 Allora Davide prese le sue vesti e le stracciò, lo stesso fecero tutti gli uomini che erano con lui. 12 Fecero cordoglio e piansero e digiunarono fino a sera, a motivo di Saul, di Gionatan, suo figlio, del popolo del SIGNORE e della casa d'Israele, perché erano caduti in battaglia. 13 Poi Davide chiese al giovane che gli aveva raccontato quelle cose: "Di dove sei?" Quegli rispose: "Sono figlio di uno straniero, di un Amalechita". 14 Davide gli disse: "Come mai non hai temuto di stendere la mano per uccidere l' unto del SIGNORE?" 15 Poi chiamò uno dei suoi uomini e gli disse: "Avvicínati e colpisci costui!" Quello lo colpí ed egli morí. 16 Davide gli disse: "Il tuo sangue ricada sul tuo capo, perché la tua bocca ha testimoniato contro di te quando hai detto: Io ho ucciso l'unto del SIGNORE" . Alcune considerazioni s'impongono in tema di così delicata implicazione.<br><br>Rebecca, gravida del patriarca Isacco, preoccupata del suo stato di salute " andò a consultare l'Eterno " ( Genesi 25: 22 ). Avvertendo i gemelli che si urtavano nel suo corpo, lei si chiese: " perché vivo? " e richiese l'aiuto divino. Prima d'ogni decisione occorrerà fare nello stesso modo. <br>L'integro re Ezechia era affetto da male inguaribile ma Dio lo guarì. Non bisogna concludere<br><br>frettolosamente l'inevitabilità della morte imminente. Ci sono precise e personali promesse bibliche, per la possibile guarigione da infermità. E come alcune di seguito " Se tu ascolti attentamente la voce del SIGNORE che è il tuo Dio, e fai ciò che è giusto agli occhi suoi, porgi orecchio ai suoi comandamenti e osservi tutte le sue leggi, io non ti infliggerò nessuna delle infermità che ho inflitte agli Egiziani, perché io sono il SIGNORE, colui che ti guarisce " ( Esodo 15: 26 ). " Egli perdona tutte le tue colpe, risana tutte le tue infermità " ( Salmo 103: 3 ). " … mediante le sue lividure noi siamo stati guariti". ( Isaia 53: 5 ). " Ma per voi che avete timore del mio nome spunterà il sole della giustizia, la guarigione sarà nelle sue ali; voi uscirete e salterete, come vitelli fatti uscire dalla stalla ". ( Malachia 4: 2 ).<br><br>Non bisogna mai disperarsi, neanche nel caso di vicende dolorose.<br><br>La Bibbia dice che si può essere " Perplessi ma &nbsp;non disperati ". Come il paziente Giobbe bisognerà sempre concludere: " L'Eterno ha dato, l'Eterno ha tolto; sia benedetto il nome dell'Eterno ". <br>Presto verrà il giorno in cui nessuno dirà: " Sono malato " ( Isaia 33:24 ). Non si tratta di discutere del diritto a morire ma di quello alla vita. E' detto: " Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna; ma chi rifiuta di credere al Figliuolo non vedrà la vita, ma l'ira di Dio resta sopra lui. ". <br><br>Gesù insegnò che la vita umana ha un gran valore agli occhi del Padre: " Cinque passeri non si vendono per due soldi? Eppure non uno di essi è dimenticato davanti a Dio;7 anzi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete dunque; voi valete piú di molti passeri ". ( Luca 12: 6,7 ).<br><br>Davide Di Iorio<br><br> </span><br></p></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Apr 2014 20:41:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Liberazione dal concetto cristiano sbagliato sul Natale]]></title>
			<author><![CDATA[Corrado De Leo]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_b9226113"><p class="imTAJustify"><span class=""><span class="fs12">Per i primitivi credenti i compleanni erano un'usanza pagana. Era impensabile celebrare il proprio compleanno, e ancor meno quello di Cristo. Per questo i primi cristiani rifiutarono di riservare un giorno per la natività di Gesù. Questa convinzione nasceva dal fatto che la festa del compleanno era comune in molte culture preistoriche. Si celebravano riti idolatrici in onore delle divinità tutelari di ciascun giorno di nascita e si celebrava anche il genetliaco di dei mitici come Apollo e Saturno. Lo storico del terzo secolo Origene riferì che si dava anche una certa importanza che gli unici due compleanni citati nella Bibbia erano di Faraone (1) ed Erode (2).<br><br><br><b>L'ORIGINE E LA DATA</b><br><br>L'imperatore Aureliano (270-275 d.C.) diede molta importanza al culto del sole e, nel 274, dichiarò il 25 Dicembre Natale del Sole Invitto.<br>Nei successivi anni la rigida mentalità della chiesa cominciò a cambiare e a subire l'influenza del mondo. Il culto di Mitra, del dio Sole, ed anche della licenziosa festa dei Saturnali che si celebrava nell'ultima parte di dicembre penetrò nel mondo cristiano. Probabilmente influì anche il simbolismo naturale: festeggiare, cioè, nei giorni in cui la luce comincia a ricrescere, dopo il solstizio d'inverno, la natività di Gesù Cristo sole di giustizia e di verità (Mal. 4:2).<br>Nel 354 d.C. il vescovo di Roma proclamò il 25 dicembre anniversario della nascita di Cristo. Siberio ordinò ai fedeli di celebrare questo giorno per ricordare la natività di Gesù. Va subito chiarito, in ogni modo, che il Signore non può essere nato in questa data. Alla nascita di Gesù "V'erano dei pastori che stavano nei campi e facevano di notte la guardia al loro gregge" (3). In quella regione della Palestina, in quel periodo, la temperatura media notturna è di sette gradi centigradi. Spesso si produce una fredda pioggia e quei pastori non sarebbero stati all'aperto con i greggi. L'usanza era di metterli al riparo di luoghi chiusi. E' anche importante ricordare che i genitori di Gesù erano andati a Betlemme perché l'imperatore Cesare Augusto aveva deciso un censimento di tutto l'impero romano. La data di Dicembre non sarebbe stata felice per incoraggiare i sudditi romani, spesso ribelli, a obbedire. Invece leggiamo "E tutti andavano a farsi registrare, ciascuno nella propria città. Or anche Giuseppe salì di Galilea, dalla città di Nazareth, in Giudea, alla città di Davide, a farsi registrare con Maria sua sposa, che era incinta. E avvenne che, mentre erano quivi, si compì per lei il tempo del parto, ed ella diè alla luce il suo figliuolo primogenito, e lo fasciò e lo pose a giacere in una mangiatoia, perché non v'era posto per loro nell'albergo" (4). Per inciso va notato che quando i magi vennero ad adorarlo non lo trovarono in questa stalla ma in un'abitazione, come riferisce l'evangelista Matteo: "Ed entrati nella casa, videro il fanciullino con Maria" (Matt. 2:11).<br>C'è poi il dato di fatto che Gesù aveva circa trent’anni quando cominciò il Suo ministero terreno: "Quando cominciò anch'egli ad insegnare, aveva circa trent'anni" (5). Quando morì verso i primi d'Aprile, il giorno di Pasqua, aveva trentatré anni e mezzo: "Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua, e il Figliuol dell'uomo sarà consegnato per esser crocifisso" (Matt. 26: 2).<br>Evidentemente non era nato in dicembre! In ogni caso bastano le considerazioni già fatte per concludere che il Natale nel suo significato corrente non sia per niente cristiano. Eccole riassunte: i primitivi cristiani non festeggiavano i compleanni, tantomeno quello di Gesù Cristo. La data del 25 dicembre fu stabilita perchè già celebrata come giorno di festività pagana e per il significato simbolico. Un obiettivo esame dei testi biblici rivela che quella non può essere il giorno della nascita del Signore.<br><br><b>IL VERO SIGNIFICATO </b><br><br>In realtà è difficile scorgere nella maggioranza delle persone che festeggiano il Natale un atteggiamento di devozione a Dio per ringraziarLo di aver mandato il Suo Figlio a incarnarsi.<br>Invece il vero Natale è per il credente il giorno in cui Gesù nacque nel suo cuore, quello della salvezza. Grazie a Dio non è il caso di ricordarsene una volta l'anno e, soprattutto, gozzovigliando e ubriacandosi. Secondo la Parola di Dio, il vero significato del Natale è in relazione alla pace.<br>Nell'evangelo della natività c'è l'eco della speranza della pace; nei tre canti pronunciati per l'occasione è evidente. Così in quello del padre del Battista, Zaccaria: "Per risplendere su quelli che giacciono in tenebre ed ombra di morte, per guidare i nostri passi verso la via della pace" (Lu. 1:79).<br>Lo stesso in quello degli angeli: "Gloria a Dio nei luoghi altissimi, pace in terra (Lu. 2:13,14), fra gli uomini che Egli gradisce". Identico in quello dell’anziano Simeone: "Ora o mio Signore, tu lasci andare in pace il tuo servo, secondo la tua Parola" (Lu. 2:29).<br>Il profeta Isaia profetizzò del natale di Gesù: "Poiché un fanciullo ci è nato, un figliuolo ci è stato dato, e l'imperio riposerà sulle sue spalle, sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace per dare un incremento all'impero e una pace senza fine al trono di Davide”. E' evidente che "Egli è la nostra pace" (Is. 9:5).<br>Perciò il natale del Signor Gesù è il dono della pace all'uomo.<br>Teologicamente, infatti, la pace è un dono di Dio: "L'Eterno volga verso te il suo volto, e ti dia la pace". Una Sua benedizione: "L'Eterno darà forza al suo popolo; l'Eterno benedirà il suo popolo dandogli la pace". E' sinonimo di riconciliazione perché è legata al patto di Dio con i Suoi: "Quand'anche i monti si allontanassero e i colli fossero rimossi, l'amor mio non si allontanerà da te, né il mio patto di pace sarà rimosso".<br>Tuttavia la pace, che è inscindibile da ogni vero ricordo del natale di Gesù, non è solo DI DIO e CON DIO, ma anche TRA uomini e CON uomini.<br>In questo senso la pace è sinonimo di riposo e tranquillità, in opposizione allo stato di guerra tra gli uomini e va "fatta": "Beati quelli che si adoperano per la pace, perchè essi saranno chiamati figliuoli di pace" (Mt. 5:9). <br>La pace va "coltivata": "Abbiate del sale in voi stessi e state in pace gli uni con gli altri" - gli orientali se lo scambiano in segno di pace-.<br>La pace va "ricercata": "Rallegratevi, procacciate la perfezione, siate consolati, abbiate un medesimo sentimento, vivete in pace; e l'Iddio dell'amore e della pace sia con voi".<br>In conclusione, l'importante è ricordare "sempre" il natale di Gesù per verificare se la pace, dono e benedizione divina, stato di riposo e tranquillità, è conservata e alimentata. Dio vuole donarla a ogni uomo: "Pace in terra fra gli uomini che Egli gradisce!"; a ogni famiglia; a ogni comunità: "Vivete in pace"; a ogni nazione: "Il frutto della giustizia sarà la pace, e l'effetto della giustizia, tranquillità e sicurezza per sempre”.<br>Con questa pace il ricordo del natale del Signore sarà vivo, reale, sempre presente per restare il punto fermo di riferimento di tutti i tempi, culminante di ogni amore, di partenza di ogni salvezza, centrale di ogni adorazione.<br>“Ed entrati nella casa, videro il fanciullino con Maria sua madre; e prostratisi, lo adorarono; ed aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra” (Mt. 2:11).<br><br>(1) Genesi 4:20 - (2) Marco 6:21 - (3) Luca 2:8 - (4) Luca 2:3-7 - (5) Luca 3:23<br>Davide Di Iorio<br><br></span> </span><br></p></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Apr 2014 20:39:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Liberazione dal concetto sbagliato del Capodanno]]></title>
			<author><![CDATA[Corrado De Leo]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_618u647y"><p class="imTAJustify"><span class="fs12">Un professore di storia delle religioni di fama internazionale definisce i riti connessi col Capodanno "Una parentesi di carnevale, di saturnali, un sovvertimento dell'ordine normale,<br>un'orgia".<br>In Giappone echeggiano nell'aria 108 colpi di gong provenienti dai templi buddisti. Negli Stati Uniti d'America clacson, fischietti e campane cominciano a suonare allo scoccare della mezzanotte. Originariamente tutto questo rumore, benché in diversa forma, era fatto per scacciare i demoni e purificare le persone per il nuovo anno.<br>La più antica descrizione che conosciamo di una festa di Capodanno, viene dall'antica Mesopotamia. Tavolette d'argilla ritrovate parlano di un programma di cerimonie celebrate a<br>Babilonia sin dai remoti giorni del secondo millennio a.C.<br>L'anno babilonese cominciava verso l'equinozio di primavera, nel mese di Marzo. La festa durava undici giorni ed era imperniata sull'adorazione del dio della città di Babilonia, Murduk.Erano tenute rappresentazioni mimiche e riti della fertilità.<br>Tracce moderne dell'influenza lasciate da quella celebrazione possono riscontrarsi nella sfilata dei mimi in città americane e nella festa della fertilità ad Akita (Giappone) il 17 Gennaio.<br>Anche l'uso di lasciare dei doni per l'occasione è un'usanza pagana.<br>In Oriente si offrono speciali regali in danaro ai bambini. I cinesi lo donano con pacchetti rossi. Pensano che questo colore esorcizzi il male e porti fortuna e prosperità. I giapponesi, invece, lo regalano in piccole buste bianche con sopra alcuni segni di buon auspicio.<br>In Occidente si scambiano dei doni e questo spesso in feste licenziose e chiassose dove si eccede nel mangiare, nel bere e in altro ancora.<br>Certamente Gesù non avrebbe organizzato o partecipato a feste dall'origine pagana e, in ogni modo, caratterizzate da caos e carnalità. I credenti devono seguire il Suo esempio:<br>"Perchè a questo siete stati chiamati: poiché anche Cristo ha patito per voi, lasciandovi un esempio, onde seguiate le sue orme". Le scritture affermano: "E da questo conosciamo che siamo in Lui, deve nel modo ch'Egli camminò, camminare anch'esso (1).<br>Probabilmente l'invito dell'apostolo ai credenti romani: "Camminiamo onestamente, come di giorno; non in gozzoviglie ed ebbrezze; non in lussurie e lascivie; non contese ed invidie" (2), includeva anche i festeggiamenti di Capodanno. Uno studioso ha infatti spiegato che dal tempo di Giulio Cesare il 1° Gennaio ha contrassegnato l'inizio dell'anno civile ed è stato un periodo festivo; per almeno tre giorni c'erano banchetti ed allegrezza.<br>L'origine babilonese dei festeggiamenti di Capodanno dovrebbe in ogni modo far riflettere.<br>Nel pensiero biblico anche dei tempi della fine, Babilonia è figura della falsa chiesa: "Uscite da essa, o popolo mio, affinché non siate partecipi dei suoi peccati e non abbiate parte alle sue piaghe (3). Si tratta di un sistema religioso che sempre è stato supporto del sistema civile.<br>Naturalmente non bisogna demonizzare un giorno che come tutti gli altri del calendario è un dono di Colui che disse: "Sia la luce! E la luce fu ... E Dio chiamò la luce giorno, e le tenebre notte. Così fu sera, poi fu mattina: e fu il primo giorno".<br>Non è neanche il caso di proibire lo stare insieme con la famiglia o la chiesa per non conformarsi alle abitudini dell'uomo comune. L'importante è vivere quel giorno come un momento di ringraziamento e, se si sente, di proponimenti dinanzi al Signore.<br>Resta in ogni modo prezioso il consiglio biblico: "Meglio non fare voti che farli e non adempirli".<br>Molti usano attendere il nuovo anno in preghiera e comunione fraterna. Senza voler stabilire liturgie e regole vincolanti, ognuno nella libertà della propria autonomia che ogni chiesa<br>locale ha, deciderà secondo la guida dello Spirito Santo. L'importante è: "Ogni cosa sia fatta con decoro e con ordine "perchè" Dio non è un Dio di confusione, ma di pace".<br><br>(1) l° Pietro 2:21; l° Giovanni 2:6 - (2) Romani 13:13 - (3) Apocalisse 18:4<br>Davide Di Iorio<br><br> </span><br></p></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Apr 2014 20:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Riflettendo sul Carnevale]]></title>
			<author><![CDATA[Corrado De Leo]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_off4zy0o"><p class="imTAJustify"><span class="fs12"><b>Simbolismo , Riflesso culturale , Il punto di vista biblico.</b><br><br>Fine Febbraio, inizio marzo sono sempre accompagnati da questa festa popolare che è il Carnevale. In piena recessione anche questo avvenimento subisce l’inevitabile austerity, ma Rio De Janerio e più vicino Viareggio e Venezia non possono mancare all’appuntamento nonostante tutto. La parola viene da carne levare, togliere la carne. Il riferimento è all’uso di non usare carni nell’alimentazione, nel giorno precedente la Quaresima.<br><br>Per questi in alcuni paesi, ancora adesso si gettano nel fuoco la sera del Martedì grasso, gli utensili usati nella cottura delle carni.<br><br><b>L’ORIGINE</b><br><br>Appartiene al comune sapere il dato di fatto che questa festa era in relazione ai riti della stagione invernale in cui il lavoro all’aperto era ridotto al minimo ed era quindi vissuta intensamente la vita sociale.<br>I riti praticati erano dovuti alle credenze sulla scomparsa della luce del sole, prigioniera e poi rinata.<br>Gli innocenti gridi di gioia e l’uso di maschere che oggi vengono vissuti come momento distensivo e a volte disinibitorio, anticamente avevano una diversa funzione. Le risate servivano ad affrontare ed allontanare le potenze malefiche. Le maschere animali gli conferivano simbolicamente la potenza soprannaturale degli animali ritenuti sacri. Anche il semplice uso di bruciare un fantoccio era in realtà collegato ad un sacrificio primitivo. La sempre pratica licenza sessuale era in relazione ai riti di fecondità della terra, soprattutto nei paesi dell’aria del Mediterraneo.<br>Da tutto ciò sono derivati i saturnali romani a buon ragione ritenuti gli antenati dell’attuale carnevale e che cadevano nello stesso periodo.<br>Durante questo tempo ci si riteneva liberi di operare al rovescio e liberare gli istinti più sfrenati: persino i servi avevano per una volta il diritto di mangiare a tavola essendo serviti dai padroni. Si annullava ogni modello di potere, ribaltavano i ruoli, tutto era lecito a follia. L’avvento del Cristianesimo privo del contenuto magico e rituale, questa ed altre feste pagane, ma le pratiche stesse restano. Il clero medioevale tollerò feste popolari collegate al carnevale nonostante la loro grossolanità: festa dell’Asino, dei Folli…<br>I divertimenti più graditi erano balli mascherati, lotte dei galli in certi luoghi, musica, poesia, melo-dramma altrove, quasi ovunque episodi burleschi, perciò: ”A Carnevale ogni scherzo vale”.<br><br><b>IL SIGNIFICATO<br></b><br>E’ chiaro che la storia del carnevale nel mondo è anche riflesso dai modelli culturali delle diverse civiltà e loro evoluzioni.<br>Per il sociologo l’uso della maschera nella festa è significativo. Le belve feroci delle maschere di guerre africane o giapponesi, hanno la funzione di dare la forza e potenza al combattente. Quelle degli sciamani eschimesi usate in Niger e Messico, quella di allontanare i demoni; la stessa convinzione è presente nel Tirolo o in alcune zone della svizzera. Le popolazioni malesiane usavano travestirsi evocando simboli sessuali come auspicio alla fertilità del suolo.<br>Anche oggi le maschere si sono disfatte del culto dell’oscuro e del magico, gli esperti ammettono che lasciano trapelare remote istintualità represse.<br>Per lo psicologo “ carnevale non è altro che un sogno vissuto nella realtà e che, proprio in quanto sogno necessita di un inizio e di una fine precisa: se così non fosse diverrebbe pazzia”.<br>Un caso estremo è certamente offerto dai riti tribali WOO-DOO dove il mascheramento con sembianze divine legittima il sacrificio umano e anche l’incesto.<br>Le bastonate (seppure con arnesi di plastica), uova marce, lazzi sono l’ombra di queste pulsazioni distruttive. Le danzatrici di Rio De Janeiro evocano quelle sessuali e in genere nel rito carnascialesco è costante il gusto per l’osceno, il travestimento, l’esibizionismo, la morte presente nelle maschere mostruose.<br>La maschera è il travestimento, generalmente è perciò spesso evocatrice di impulsi ed altre paure dell’animo umano. A volte è un paravento dietro di cui nascondere la propria aggressività normalmente ingessata dai tabù sociali. E’ presente anche il desiderio di alterare, almeno temporalmente, la propria personalità. <br>Lapidariamente, il carnevale assume il sogno di un ribaltamento delle funzioni, di liberazione delle inibizioni, di sfogo delle proprie pulsioni…di sogno.<br><br><b>IL PUNTO DI VISTA BIBLICO<br></b><br>I credenti non possono credere che per il solo fatto che il Carnevale è un sogno, un evento breve e delimitato ormai svuotato dal magico e rituale, si possa accettare e festeggiare.<br>Come cristiani non si può osservare una festività che la breve e certamente insufficiente analisi socio-psicologica ha indicato nella sua natura. Non è neanche sufficiente insegnare che la Quaresima prevede il pentimento e quindi la cancellazione d’ogni peccato eventualmente compiuto nella partecipazione. A parte l’inesistenza biblica di ciò, non si possono accettare feste di origine e significato pagano. Dalla prima pagina della Bibbia si apprende che Dio “creò l’uomo a sua immagine… li creò maschio e femmina”. Questa distinzione è sempre presente in forma estrinseca ed intrinseca, esplicita ed implicita.<br>I divieti divini circa i travestimenti si devono considerare in questa ottica: <br>Come scritto: ”La donna non si vestirà da uomo, e l'uomo non si vestirà da donna poiché il SIGNORE, il tuo Dio, detesta chiunque fa tali cose” (Deut. 22:5)<br>Dio, cioè, ha stabilito dei ruoli, delle condizioni diverse, un ordine. Ciò è presente persino nella creazione: ”Poi Dio disse: "Produca la terra della vegetazione, delle erbe che facciano seme e degli alberi fruttiferi che, secondo la loro specie, portino del frutto avente in sé la propria semenza, sulla terra". E cosí fu…Dio creò i grandi animali acquatici e tutti gli esseri viventi che si muovono, e che le acque produssero in abbondanza secondo la loro specie, e ogni volatile secondo la sua specie. Dio vide che questo era buono….Dio fece gli animali selvatici della terra secondo le loro specie, il bestiame secondo le sue specie e tutti i rettili della terra secondo le loro specie. Dio vide che questo era buono (Gen.1:11,21,25).<br>Gli accoppiamenti cavalli-asini generano muli che però non riescono a riprodurre altri. Secondo la loro specie… ha stabilito il Signore.<br>Non si vuole affermare lo status quo-sociale e quindi l’ingiustizia delle rivendicazioni per progredire ed emanciparsi, si desidera solo ribadire la diversità dei ruoli nell’uguaglianza di “posizioni”. Infatti, la Bibbia dice: ”Non c'è qui né Giudeo né Greco; non c'è né schiavo né libero; non c'è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesú” (Gal.3:28).<br>.Il credente non “sfugge” la vita come il limitato incanto carnevalesco pretende, invece la “vive”.La vive nella libertà cristiana permanente e non di un momento: ” Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitù” (Gal.5:1). <br>Infatti, Gesù disse: “Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. Una libertà vera da non usare “qual manto che copre la malizia, come servi di Dio”.<br>Quella cristiana è una vita NUOVA. Una dismissione e non un travestimento: ”Vi siete rivestiti del nuovo, che si va rinnovando in conoscenza a immagine di colui che l'ha creato” (Col.3:10). Un troncare con il vecchio ed iniziare ex-novo con la salvezza in CRISTO.<br>Certamente la posizione del credente porta ad una “rottura” col mondo che mal si concilia con il conformismo vigente e favorito dal media. Ma l’invito biblico è ancora valido: ” Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà” (Rom.12:2).<br>La volontà di Dio è che il cristianesimo sia sempre attuale ma non necessariamente contemporaneo. Infatti, il cristiano: vive ad un livello superiore a quello terreno: “La fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono”. Egli non sogna, ma crede. Non evade, ma affronta. Inoltre, vive nel mondo ma non è del mondo: “Se foste del mondo, il mondo amerebbe quel ch’è suo; ma perché non siete del mondo ma Io v’ho scelti di mezzo al mondo, perciò vi odia il mondo”. Quindi non ha inibizioni terrene da cui liberarsi: ” quelli che usano di questo mondo, come se non ne usassero, perché la figura di questo mondo passa” (1 Cor. 7:31). Vive realmente ma con l’animo al cielo: ”E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno” (1 Giov. 2:17).<br>Perciò non ha pulsioni da sfogare ma capisce che è cittadino del cielo, per altri: ”una colonia del cielo”.<br>Non si tratta di uno sdoppiamento carnevalesco, ma di centralità: vive per il cielo. Il corpo vive immerso nel mondo, ma l’uomo interno (anima e spirito redenti) “abita e siede nei luoghi celesti”. Ciò fa conseguire propositi, mete, sentimenti, stile di vita diverso.<br><br>Davide Di Iorio<br> </span><br></p></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Apr 2014 20:36:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Halloween: cosa c’è dentro la zucca?]]></title>
			<author><![CDATA[Corrado De Leo]]></author>
			<category domain="https://www.adi-rc.org/blog/index.php?category=-_Riflessioni_Bibliche"><![CDATA[- Riflessioni Bibliche]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ha3352g2"><p class="imTAJustify"><span class="fs12">« Venite con me / È la festa di Ognissanti / Faremo tremare tutti quanti.<br>Gli scherzi, stavolta, son giustificati / le risa e i lazzi perfino aumentati.»<br><br>Halloween è la contrazione dell’espressione inglese “All Hallows' Eve”, ossia “vigilia d’Ognissanti”. Questa celebrazione dall'aura macabra ed inquietante, infatti, cade proprio alla vigilia d’Ognissanti, il 31 ottobre. Non è difficile immaginare come l’espressione originaria, in antico inglese, si sia contratta prima in “Hallows' Even” e infine in «Halloween».<br><br><b>Un po’ di storia</b><br><br>Come Halloween sia entrato nel costume del nostro Paese si spiega facilmente se si considera la massa di film e telefilm giunti da Hollywood negli ultimi decenni. Anche nel caso di Halloween, però, come in quello di Babbo Natale e dell’Albero natalizio, ciò che arriva dagli USA è semplicemente un ritorno, un pezzo di costume originariamente proveniente dall'Europa.<br>La notte di Halloween, infatti, è la versione secolarizzata di antiche tradizioni europee risalenti all'epoca in cui le isole britanniche erano dominate dalla cultura celtica [1], prima ancora che l'Europa cadesse sotto il dominio di Roma. In modo specifico, Halloween si rifà ai rituali druidici [2], legati al culto celtico di Samhain, divinità della morte celebrata con un rito posto alla fine dell'estate e all'inizio del nuovo anno, che cominciava con il 1° novembre. Era una ricorrenza speciale, celebrata al termine dei lavori nei campi, quando ci si preparava per l'inverno, stagione di lunghe notti, di lavori in casa e di racconti.<br>Per i Celti questa sorta di vigilia dell'anno nuovo era anche un giorno sacro ai morti, giacché si credeva che le anime dei defunti avessero il permesso di tornare sulla terra a visitare le proprie abitazioni. Questo periodo, considerato magico, era l’occasione propizia per divinazioni legate a matrimonio, fortuna, morte. Ciò spiega perché Halloween è sinonimo di notte stregata, popolata da tutti gli spiriti maligni che la fantasia sa immaginare.<br>Dopo che i romani sottomisero i Celti e in Europa si diffuse il cristianesimo, il cattolicesimo incorporò gradualmente nella tradizione cristiana queste feste celtiche, cercando di spogliarle del loro significato pagano. I Celti, infatti, continuarono ad aderire tenacemente ad alcuni elementi del vecchio credo. Così all'incirca nel VII secolo d. C. la chiesa cattolico-romana ritenne opportuno spostare da maggio al 1° novembre il giorno d’Ognissanti, la festa che onorava il martirio dei primi cristiani. Non soltanto, ma assegnò anche nuovi significati “cristiani” a molti dei simboli associati al culto di Samhain: la pratica di lasciare offerte di cibo e bevande a persone mascherate, l'accensione di falò, ecc.<br>Nel X secolo d. C., la celebrazione del giorno d’Ognissanti in autunno si era ormai consolidata e, come ai giorni nostri, non onorava più soltanto i primi santi cristiani, ma tutti i morti, rinforzando così l'associazione con le pratiche celtiche. Non a caso, quindi, il giorno d’Ognissanti precede immediatamente quello dei morti. In epoca medievale la credenza popolare secondo cui nella notte d’Ognissanti si vedessero volteggiare folletti, fate e streghe, contro i quali si accendevano enormi falò, era ancora profondamente radicata.<br><br><br><b>Le tradizioni moderne</b><br><br>La festa di Halloween fu introdotta in America dai primi immigrati irlandesi e scozzesi all’inizio del 1800, quando si era già trasformata in un'allegra celebrazione del raccolto, una notte per mangiare le mele nell'acqua, i pop-corn e raccontare storie di fantasmi attorno ad un falò. All’inizio del XIX secolo però Halloween era diventata anche sinonimo di vandalismo con crudeltà verso animali e persone. Diverse organizzazioni si unirono allora per incoraggiare un festeggiamento sicuro e porre fine a queste distruzioni. I bambini cominciarono ad andare di porta in porta per giocare a "Trick or treat" (scherzetto o dolcetto), una frase rituale che in verità assomiglia più ad una minaccia che ad un invito, ed è simile alla nostrana “o la borsa o la vita”. Già alla fine degli anni ’30 la “notte dei mendicanti” era diventata molto popolare. Oggi negli USA, ma non soltanto lì ormai, i bambini che la notte di Halloween vanno di casa in casa chiedendo un dolce o qualche moneta, indossano maschere e costumi mostruosi e se non ricevono nulla, possono decidere di giocare un brutto scherzo ai proprietari. Di solito svuotano la pattumiera nel giardino, attaccano lattine vuote al tubo di scappamento dell’auto o l’imbrattano di vernice, scavano delle buche nel giardino, ecc. Non mancano però i vecchi atti di vandalismo. Si fanno anche vari giochi spiritosi come mangiare una mela che galleggia nell’acqua senza usare le mani, staccare con i denti delle manette da una pentola annerita, ecc. Anche gli adulti festeggiano, indossando vestiti spiritosi e partecipando a "fancy dress parties" (feste con vestiti bizzarri).<br><br> <br><b>I simboli</b><br><br>Pipistrelli, gatti neri, la luna piena, streghe, fantasmi... questi simboli hanno poco a che vedere con la vigilia di Samhain. Si tratta però di simboli usati nel mondo dell’occulto che hanno trovato un posto naturale nella festa di Halloween.<br>Le notti di luna piena sono il momento ideale per praticare certi riti occulti. I gatti neri vengono associati alle streghe per superstizione infatti si credeva che le streghe potessero trasferire il loro spirito in un gatto, e per questo ne avevano sempre uno. <br>Ai pipistrelli vengono attribuite capacità occulte perché hanno caratteristiche di uccello (che nel mondo occulto sono simbolo dell'anima) e di demonio (perché vivono nelle tenebre). Nel medioevo si credeva che sovente il diavolo si trasformava in pipistrello. Diviene così chiara la ragione per cui il pipistrello è diventato parte di Halloween.<br> &nbsp;&nbsp;<br><br><b>Soltanto simboli?<br></b><br>Forse, leggendo tutte queste informazioni su Halloween, dirai: "Puo anche darsi che questa festa abbia origini occulte, ma io non me ne occupo quando faccio festa. Dopo tutto sono soltanto dei simboli... le zucche, le candele, i costumi e tutto il resto." Soltanto simboli? I simboli non hanno significato? Una croce è formata soltanto da due linee perpendicolari. Se questi simboli non hanno alcun significato, perché per esempio non sostituire la croce con una svastica o con un cranio con due tibie incrociate? Comprendiamo invece che i simboli danno un chiaro messaggio!!!<br><br><br><b>Gli aspetti diabolici<br><br></b>Un aspetto inquietante di questa festa è la sua correlazione con la stregoneria e il satanismo. La vigilia di Ognissanti, il 31 ottobre, è il quarto dei grandi appuntamenti sabatici trimestrali celebrati tra gli adoratori del diavolo con orge e sacrifici animali. Si tratta di famosi “sabba”, in altre parole quei raduni durante i quali si ritiene che il demonio intervenga sotto le forme più bizzarre. In realtà si tratta di messe nere o rituali neopagani. Dall’aspetto demoniaco è anche ciò che più simbolizza Halloween: una zucca svuotata della polpa ed intagliata in maniera da ricordare un volto demoniaco, con all’interno la fioca luce di una candela. Si espone sui davanzali delle finestre e la tradizione le attribuisce la qualifica di “schiaccia streghe”. Streghe, fantasmi, spettri e demoni non possono introdursi in un'abitazione con una simile guardiana. Questa zucca spettrale chiamata "Jack o’ lantern" (la lanterna di Jack), è legata a leggende popolari irlandesi. Una di queste narra che Jack vendette l’anima al diavolo per pagare i debiti contratti al gioco e satana accettò a condizione che Jack pagasse. Dopo aver bevuto, Jack mise in dubbio che il diavolo fosse in grado di trasformarsi in qualsiasi cosa volesse; in questo modo lo ingannò e lo fece trasformare in una moneta per pagare la bevanda. Prima che il diavolo riuscisse a riprendere la sua forma normale, Jack prese la moneta e la mise in tasca vicino ad una croce d’argento per impedirgli di ritornare come prima. Per liberarsi, il diavolo propose un accordo, promettendo a Jack che l’avrebbe lasciato in pace per un anno se lo avesse liberato; questi acconsentì pensando che avrebbe avuto tutto il tempo per cambiare vita e che così il diavolo lo avrebbe lasciato in pace. Poi, però, non si curò della sua decisione, né di sua moglie, né dei poveri e non andò mai in chiesa, come s’era ripromesso. Così il diavolo ritornò l’anno successivo a Halloween per prendersi Jack; ma anche questa volta l’uomo riuscì con uno stratagemma ad ingannare Satana, facendogli promettere di lasciarlo in pace per dieci anni. &nbsp;L’anno successivo morì, ma gli fu negato l’accesso al Paradiso, e così si diresse verso l’Inferno. Il diavolo, furioso per la sconfitta subìta, gli impedì l’accesso al regno delle tenebre e lo spedì sulla terra a peregrinare come un’anima in pena.<br>Mentre Jack vagava nelle tenebre della terra cercando un posto per riposare, mangiò una rapa, Satana gli lanciò un pezzo di carbone ardente dalle fiamme dell’Inferno. L’Irlandese, disperato perché costretto a quella continua ricerca, prese il carbone e lo mise nella rapa per illuminare il suo cammino. Da allora, quando si vedono i fuochi fatui nelle zone paludose, c’è l’usanza di affermare che sia Jack con la sua lanterna alla ricerca di un luogo di riposo.<br><br>Un’altra leggenda narra che Jack, un noto scommettitore e bevitore, una sera invitò il diavolo a casa a bere con lui. Usciti insieme, scommise che il diavolo non sarebbe riuscito ad arrampicarsi su un albero. Quest’ultimo, pensando di non aver nulla da temere, balzò subito su un albero, ma Jack tirò fuori un coltello e intagliò una croce sul tronco, cosicché il diavolo non poté più scendere e arrivare a Jack e alla sua anima. Quando anni dopo Jack morì, non fu ammesso né in Paradiso, a causa della sua vita dissoluta di ubriacone e truffatore, né all’Inferno, perché il diavolo lo rimandò indietro memore del tiro mancino che gli aveva giocato. Il diavolo però diede a Jack un tizzone ardente per illuminare il suo cammino nell'oscurità e questi, per non farlo spegnere dal vento e per farlo durare più a lungo, lo mise nella rapa che stava mangiando. Da allora Jack fu condannato a vagare nell'oscurità con la sua lanterna, fino al giorno del Giudizio Universale. La leggenda vuole che ogni notte di Halloween, Jack vaghi ancora nelle tenebre con la sua brace ardente. A seguito di questa leggenda, per tenere a bada gli spiriti, la notte di Halloween, gli irlandesi erano soliti accendere una candela e metterla in una rapa. Dopo essere emigrati in America, però, trovarono difficile reperire questo vegetale e così utilizzarono le zucche, più facili anche da svuotare.<br><br><br><b>Cosa ne pensa Dio?</b><br><br>Quando vogliamo sapere cosa pensa una persona riguardo ad un argomento qualsiasi, l’ascoltiamo; quello che dice, la sua parola, ci fa conoscere il pensiero di quella persona sul tema che si sta affrontando. Così per sapere come la pensa Dio su questo e altri argomenti, bisogna ascoltarLo mentre parla, bisogna ascoltare la Sua Parola: la Bibbia, la Parola di Dio!<br>Ecco cosa insegnava Mosè ispirato dallo Spirito Santo: “Non vi rivolgete agli spiriti, né agli indovini; non li consultate, per non contaminarvi a causa loro. Io sono il Signore vostro Dio” (Levitico 19:31). E ancora:<br>“Quando sarai entrato nel paese che il Signore, il tuo Dio, ti dà, non imparerai a imitare le pratiche abominevoli di quelle nazioni. Non si trovi in mezzo a te chi fa passare suo figlio o sua figlia per il fuoco, né chi esercita la divinazione, né astrologo, né chi predice il futuro, né mago, né incantatore, né chi consulta gli spiriti, né chi dice la fortuna, né negromante, perché il Signore detesta chiunque fa queste cose; a motivo di queste pratiche abominevoli, il Signore, il tuo Dio, sta per scacciare quelle nazioni dinanzi a te. Tu sarai integro verso il Signore Dio tuo; poiché quelle nazioni, che tu spodesterai, danno ascolto agli astrologi e agli indovini. A te, invece, il Signore, il tuo Dio, non lo permette” (Deuteronomio 18:9-14).<br>Case stregate, pipistrelli, spiriti, streghe e Jack, hanno per comune denominatore la paura, ma Dio non instilla ed alimenta la paura: “E voi non avete ricevuto uno spirito di servitú per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: ‘Abbà! Padre!’” (Romani 8:15).<br>Il Signore “infatti ci ha dato uno spirito non di timidezza, ma di forza, d’amore e di autocontrollo” (II Timoteo 1:7), in questo “amore non c’è paura; anzi, l’amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo. Quindi chi ha paura non è perfetto nell’amore” (I Giovanni 4:18). Gesù è venuto nel mondo per salvarci affinché come disse Zaccaria, il padre di Giovanni Battista: “…liberati dalla mano dei nostri nemici, lo serviamo senza paura” &nbsp;(Luca 1:74). <br>La Bibbia afferma che la luce non ha niente in comune con le tenebre (cfr. II Corinzi 6:14).<br>I cristiani, i seguaci di Cristo, non possono accettare e praticare una festa in cui il Signor Gesù non ha posto. La Sua Parola ancora afferma: “Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele; perché è vergognoso perfino il parlare delle cose che costoro fanno di nascosto” (Efes. 5:11). <br>Come possono i credenti fedeli a “Tutto L’Evangelo”, proteggersi da queste insidie di <br>satana? <br>La Parola di Dio asserisce: “Rivestitevi della completa armatura di Dio, affinché &nbsp;possiate <br>star saldi contro le insidie del diavolo; il nostro combattimento infatti non è contro sangue e <br>carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di <br>tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti. Perciò <br>prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e <br>restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere. State dunque saldi: prendete la <br>verità per cintura dei vostri fianchi; rivestitevi della corazza della giustizia; mettete come <br>calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace; prendete oltre a tutto ciò lo <br>scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infocati del maligno. Prendete <br>anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio; pregate in ogni <br>tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica; vegliate a questo scopo con <br>ogni perseveranza…” (Efesini 6:11-18). <br>Il nostro tempo si sta abituando a convivere con storie e simboli demoniaci, un segno dell’approssimarsi degli “ultimi tempi”. Chi è illuminato dalla grazia divina ha il dovere di svelare le astuzie di satana a quanti vivono nell’oscurità e invitarli a divenire figli di luce anziché, adoratori della notte.<br>____________________________<br><br> <br><br> <br><br>Note<br>[1] Celti: è possibile rintracciare la presenza di questo popolo in un'area compresa tra le isole britanniche, la Spagna e il Basso Danubio. Il loro nome deriva direttamente da un’espressione greca d’epoca classica: keltoi.<br>[2] Druidi: sacerdoti degli antichi celti. Nelle zone della Gran Bretagna non invase dai romani, il druidismo sopravvisse finché fu soppiantato definitivamente dal cristianesimo. Era una religione fondata sulla fede nell'immortalità dell'anima che, al momento del trapasso, entrava nel corpo di un neonato. I druidi erano considerati discendenti di un essere supremo.<br><br></span></p><p class="imTALeft"><br></p></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 18 Apr 2014 21:38:00 GMT</pubDate>
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